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SONO CONDIZIONI BUONE?

Sono un autore alquanto in pectore, nel senso che ho compiuto solo il primo passo per diventarlo: ovvero ho scritto un romanzo. Casomai interessi a qualcuno: sì, è un noir. Mi piacciono i noirs. Mi piacciono tanto da leggere, e siccome credo sia una grande verità l’affermazione secondo cui noi scriviamo quello che vorremmo leggere… ne ho scritto uno.
Alla vostra rispettabile attenzione, redattori & commentatori di questo bel blog, vorrei porre le condizioni che mi ha proposto un editore della mia zona abbastanza “solido” (ha un discreto numero di opere in catalogo, fa presentazioni serie a cui interviene anche il TG regionale, una distribuzione accurata e abbastanza corposa, ecc.).
La sua proposta è questa: prezzo di copertina euro 18 (romanzo di 450 pagine). Acquisto da parte mia di 250 copie (al prezzo di 3500 euro) su una prima tiratura di 1000. Le mie copie sarebbero per contratto le prime ad essere immesse sul mercato, con risultato che anche a venderne solo 200, rientrerei già della spesa; sulle altre 750 copie, diritti d’autore al 20%.
Secondo voi sono condizioni buone, tenendo conto di cosa propone in generale il mercato dell’editoria agli autori esordienti?

LA MORTE DI SALINGER

 

Una punta di tristezza ha contraddistinto questa giornata. La morte di Salinger, per quanto attesa, è un evento che dovrebbe segnare i tempi, con la stessa intensità con la quale l’hanno segnata le sue opere. Uomo non facile (ma chi lo è?), aveva preferito l’eremitaggio moderno alle luci della ribalta, con ogni probabilità in accordo con il carattere della sua opera maggiore: Il giovane Holden (The catcher in the Rye). Interprete del disagio giovanile del secondo dopoguerra, ha scritto dialoghi memorabili e affrescato un’intera generazione che faceva del presente l’unica via da percorrere. Famosissima la domanda che Holden fa al tassista riguardo alle anitre e al loro destino quando il lago era ghiacciato. Un passaggio che dipende dal contesto della situazione e che definisce tutto un clima spirituale in poche righe. Un passaggio impunemente trafugato da Pieraccioni nel film “I laureati”, senza neanche la decenza di citarne l’origine in qualche modo.
Da un punto di vista esteriore (in realtà non ha mai rilasciato nessuna intervista in proposito) la scelta di Salinger, oltre ad essere molto rara, potrebbe risultare pericolosa ed indigesta, nella società dell’apparenza e della notorietà ad ogni costo. O forse ha fatto semplicemente come Michele di Ecce Bombo: “mi si nota di più se non vengo o se vengo e…”, scegliendo appunto di non andare alla festa. E se Bret Easton Ellis esulta alla sua morte proponendo di farne una (a che cosa può arrivare uno per vendere qualche libro in più), noi siamo un po’ spaesati nel sapere che un uomo d’altri tempi non c’è più, che una voce del tutto fuori dal coro ha smesso di cantare.
Noi che piangiamo la scomparsa degli amici lontani.
Noi che vediamo la vita com’è e attaccata alla materia.

Ma per fortuna, usando parole del grande Dante Alighieri, “l’uom s’etterna”.

Emiliano Sabadello

LA MACCHINA ESPRESSO
CHE STAMPA I LIBRI

Si chiama EBM, e in inglese si pronuncia ibiem, che a noi italiani ricorda il colosso informatico, che però non c’entra niente: è la Espresso Book Machine, la macchina completamente automatica che stampa un libro nel tempo che si fa un caffè, un espresso insomma.

A dire il vero ci mette un po’ di più, dai quattro ai cinque minuti, ma notate la cosa straordinaria,: la macchina è costruita per stampare una sola copia di un libro.

Secondo me è rivoluzionario: non si deve più stampare una tiratura, anche se minima, si può scrivere un libro, pubblicizzarlo, e poi aspettare che qualcuno lo compri per stamparglielo bello caldo, scritto stampato e letto.

Che si tratti di una rivoluzione lo si capisce dal fatto che Google si stia impadronendo dell’idea e stia mettendo su un meccanismo tramite il quale accoppierà la sua biblioteca digitale di due milioni di libri a questa macchina. Uno si sceglie il titolo e ha il libro.

Mi dicono che una macchina simile abbia Repubblica e con quella stampi i libri del sito http://www.iltuolibro.it/.

È la conferma della teoria della coda lunga di Chris Anderson: invece di sperare di vendere un milione di copie di un bestseller, si può vendere una copia di un milione di libri diversi, magari tutti sconosciuti, almeno all’inizio.

Per l’uso pubblico, una di queste macchine è a New York, una in Canada, alcune le stanno mettendo a Londra. E in Italia, quando? Spero presto, però hanno già fatto prima di noi gli egiziani, ce n’è già una alla Alexandrina Library. Noi arriveremo comunque dopo l’Egitto: ben ci sta!

IL LIBRO ELETTRONICO

In jeans e scarpe da tennis, il leggendario Steve Jobs ha presentato l’ultimo nato di casa Apple, l’ iPad, una via di mezzo tra un portatile ed un iPhone. Tra le caratteristiche più importanti del nuovo prodotto, quella di essere usato come lettore di libri elettronici.

La cosa viene ribadita quando nella presentazione Jobs dichiara la netta superiorità del suo prodotto con quello che attualmente è il più venduto tra i lettori elettronici di libri in USA, ovvero il Kindle della Amazon.

Insomma sembra che di là dall’Oceano Atlantico gli editori abbiano già scommesso sul fatto che i libri da qui in poi si leggeranno anche su supporto elettronico ed il cartaceo tenderà, più o meno lentamente, a scomparire. Anche i giornali sono già disponibili in formato elettronico: con Kindle ci si può abbonare direttamente a vari giornali, compreso il nostro Corriere della Sera (ma solo dagli USA e non dall’Italia!), e molte grosse testate hanno già annunciato il loro prossimo abbandono della vecchia carta e del vecchio inchiostro.

E in Italia? Non se ne parla neanche! Il libro elettronico sembra non solo non interessare, ma addirittura infastidire la stragrande maggioranza dei lettori, i quali restano ancorati, anche un po’ feticisticamente, alla tradizione della carta.

Ora io credo che alla fine anche in Italia il libro elettronico prenderà piede. E questo perché c’è una legge storica, più volte dimostrata, che dice che qualunque cosa ha successo in America, lo avrà anche in Italia, magari in ritardo, ma inevitabilmente.

Quindi prepariamoci.

Ma a voi il libro elettronico piace o non piace? E perché?

PERCHÈ TI PIACE LEGGERE I ROMANZI?

Esattamente tre anni fa pubblicavo questo post: 

Perchè ti piace leggere la narrativa? I romanzi e i racconti, insomma,  quella cosa  che oggi si chiama  fiction?

Ti sei mai posto questa domanda? Prova a rispondere, chiediti quale è la vera ragione che ti fa sentir bene quando ti immergi nei personaggi e nelle storie create da qualcun altro.

Aspetto le tue risposte, sono molto, molto curioso. E vorrei fare una piccola statistica.

Adesso dopo tre anni, riprendono i commenti, incredibilmente, ad un post sepolto ormai sotto mille altri.

Mi sembra allora opportuno riportarlo in primo piano e chiedervi ancora: perché ti piace leggere i romanzi?

Ettore Bianciardi

LIBRERIA TARANTOLA - UDINE

 
Nella seconda metà dell’Ottocento dai dintorni di Pontremoli partivano molti venditori ambulanti di libri, con i loro carretti carichi, attraversando la Toscana e poi avventurandosi sempre più lontano, verso l’Italia settentrionale. Tra loro, c’erano anche i fratelli Luigi e Carlo Tarantola, provenienti da Monteregio di Mulazzo.
Dopo lunghi anni di lavoro ambulante, nel 1904, alla nascita dei tre figli di Luigi, i Tarantola optano per una libreria stabile, a Cremona.
Poi i Tarantola si trasferiscono a Udine, prima in un negozio  nei pressi di Riva Bartolini, poi nell’attuale sede della libreria in via Vittorio Veneto.
Scoppia la prima guerra mondiale: bisogna sfollare. E nel 1917,  I Tarantola si trasferiscono a La Spezia, dove, neanche a dirlo, aprono un’ulteriore libreria che successivamente sarà gestita solo da Erminio (figlio di Luigi e Luigia) quando i genitori con Rosa e Tita, gli altri due figli, decidono di ritornare a Udine; dove trovano sia la casa d’abitazione che la libreria saccheggiate. Lavoro, sacrifici, passione e buona volontà, e la libreria riapre alla fine del 1918.
Nel 1931, Rosa Tarantola, sposa Aldo Tavoschi, un friulano della Carnia, assiduo frequentatore della libreria - che lascia un lavoro sicuro in banca e si affianca alla moglie in libreria.
Con Aldo l’attività riceve nuovo impulso, finanche a dar vita a un’attività editoriale in proprio di cartoline illustrate. Intanto il prestigio della libreria Tarantola cresce con la diversificazione dei generi - non solamente narrativa e classici, ma anche romanzi gialli, rosa, ed altro - ampliando i contatti continuativi con autori celebri e case editrici, e diventando un centro che emana cultura, ricercato e frequentato da scrittori e intelettuali di tutta la regione.
E arriviamo ai figli di Aldo: Paola, e poi Giovanni, nato nel 1940 - diplomatosi al Liceo classico, dopo due anni all’università di ingegneria, alla morte della madre abbandonerà gli studi per dedicare la sua vita alla “Tarantola” dove, ancora oggi, lo potrete trovare sempre disponibile a consigliarvi personalmente e ad aiutarvi per approfondire ogni ricerca letteraria - storia, fumetto, cinema…  anche musica jazz - assistito dalla moglie Anna e da quattro signore gentili e preparate.
La libreria Tarantola di Udine è una delle librerie italiane dove si possono trovare i bianciardini.
E da oggi in questa nobile libreria fa sfoggio di sé: Marlowe ti amo, il romanzo del nostro amico Frank Spada, udinese doc.

ECCO COSA HO FATTO
PER VENDERE IL LIBRO
di Fabio Fazio

Ciao a tutti,
Allora, ecco in breve come ho pubblicato il secondo romanzo. Sono andato da un editore (nn una casa editrice) e ho pubblicato 500 copie con copertina a colori, rigida, con alette e codice IBAN per la somma di 3100 Euro che potevo pagare con tutta calma… le copie le ho prese tutte a casa ed ho iniziato a distribuirle sul lago di Como e di Lugano. Il libro mi è arrivato a casa a fine Novembre ma io ho “creato un’uscita ufficiale” al 7 Dicembre. Circa due settimane prima di questa data ho tappezzato diverso paesi con un volantino fatto bene, professionale con sopra la copertina del libro che informava dell’imminente uscita e… che dire… ha funzionato! Io adesso ho finito le copie già da un bel pò e sto valutando se ristampare o fermarmi qui… per ora…

SCRIVI CON LO SCRITTORE

 

 

Riprendiamo a Bologna una serie di presentazioni di libri, chiamata Scrivi con lo Scrittore. Cominciamo il 26 Gennaio e andiamo avanti ogni 3 settimane fino al 12 Maggio.

Quando organizzammo, quattro anni fa, la prima edizione di Scrivi con lo Scrittore, c’era un problema grave: bisognava convincere la gente a venire ad ascoltare uno scrittore. Pochi lo facevano, ma molti, quasi tutti si offrivano per presentare il loro di libri.

Ci convincemmo che in Italia c’erano più scrittori che lettori.

Allora decidemmo di rivolgervi ai tanti scrittori che ci sono, convincendoli a venire alle presentazioni. Come?

Ogni scrittore che presenta il suo libro, lancia anche un incipit, ovvero un inizio di racconto.

Chiunque poi può scrivere un racconto che inizi appunto con quell’incipit e mandarcelo.

Ogni volta saranno scelti e proclamati vincitori i tre racconti più belli, giudicati da una commissione di una decina di lettori.

E poi, con un po’ di fatica, ma senza chiedere una lira, pubblicavamo in un volume, alla fine della serie, tutti i racconti premiati.

Lo facciamo anche quest’anno, con le stesse modalità e cioè:

Chi manda il racconto non riceve alcun compenso come diritto d’autore.

Può però, come è ovvio, pubblicare lo stesso racconto, dove e come vuole.

Gli autori che saranno premiati e vedranno il loro racconto pubblicato, riceveranno gratuitamente UNA copia del libro.

Gli autori non dovranno pagare nulla, a nessun titolo, per partecipare al concorso.

Gli autori non riceveranno, dagli organizzatori della manifestazione, alcuna proposta di contratto di pubblicazione etc etc come in casi ben noti…

 

Tutto qua: gli Autori che presenteranno i loro libri e che lanceranno il loro incipit sono: Alessandro De Lisi (assieme a Armando Gasiani), Luca Martini, Luciana Bellini, Carmine Caputo, Donatella Placidi e Giampiero Rigosi.

Il programma della manifestazione si può leggere qui.

Chi vuol partecipare al concorso può farlo liberamente inviando il suo racconto.

C’è già un incipit col quale partire, tanto per scaldare i motori, solo c’è poco tempo per scrivere, il racconto deve arrivare prima di domenica prossima.

Ma se avete un racconto in testa, ma deve cominciare con quell’incipit, inviatelo a : inviaracconto@scriviconloscrittore.org

 

L’incipit con il quale deve iniziare il racconto è questo:

 

Nonostante il giorno, l’ora e il posto fossero gli stessi, nonostante ogni particolare fosse perfettamente identico alle altre volte, c’era qualcosa nell’aria, o chissà dove, che faceva apparire la cosa del tutto nuova e incredibilmente attraente.

Ma attenzione, questo incipit è valido solo per racconti inviati entro il 10 gennaio 2010, dopo cambierà, per sapere i nuovi incipit andate su www.scriviconloscrittore.org

VOGLIAMO FARVI PUBBLICARE

 

ANNO NUOVO LIBRI NUOVI

La cultura popolare, io e Marcello, cerchiamo di farla davvero, oltre che a parlarne sempre.

Cultura popolare per noi significa fare leggere chi vuol leggere, ed anche fare scrivere chi vuole, e sa, scrivere.

Quindi cultura popolare vuol dire anche editoria popolare: permettere a tanti di pubblicare, a tanti di quelli rifiutati dagli editori tradizionali e tentati e circuiti dagli editori a pagamento.

Oggi, per fortuna, le moderne tecniche di stampa permettono di stampare i propri libri in tirature limitatissime e spendendo veramente poco.

E se uno spende poco per stampare, potrà vendere il proprio libro ad un prezzo molto basso, che spingerà molti a comprare quel libro, a leggerlo, a conoscere ed apprezzare il nuovo autore, a leggerne altri, a diventare autore anche lui, insomma darà vita ad un circolo virtuoso della cultura popolare.

Ma adesso non parlo più di cultura popolare, la faccio.

Lunedì prossimo, 4 Gennaio, a Pitigliano presso la nostra sede di Strade Bianche – Stampa Alternativa, in via Zuccarelli, 25, alle ore 17, presenterò l’ultimo libro di Luciana Bellini, La cittina, un racconto che è in vendita a 1,00 euro, e che presto troverete in download gratuito da queste parti.

Luciana Bellini non è una scrittrice professionista, non è una scalatrice di classifiche di vendita, non ha fatto la velina né la scema alla televisione: dopo 63 anni di vita in campagna assieme al marito, in un podere dell’Ente Maremma a Scansano (quello del vino, sì, proprio quello), dopo aver allevato e messo a posto tre figlioli, ha scoperto la passione della scrittura, e passa le sue serate a riempire quaderni.

È scrittrice vera, autentica, grandissima: se non ci credete, leggete uno dei suoi libri, per esempio quest’ultimo che costa solo un euro e le cui edizioni, limitate, vengono bruciate in pochi giorni, siamo già alla terza.

E a Pitigliano io e Marcello parleremo dei nostri progetti per una cultura ed una editoria popolare, per permettere a tanti di voi, autori che si trovano nelle condizioni di cui sopra, di pubblicare. Abbiamo in serbo un bel po’ di sorprese, penso molto gradite, e cerchiamo nuovi scrittori.

Come li vogliamo? Semplice: come Luciana Bellini!

Arrivederci a Pitigliano!

Ettore Bianciardi

BISOGNA PAGARSI IL PRIMO LIBRO…

Dopo aver letto molto attentamente quello che è stato detto da tutti voi, mi è nata nella mente una piccola domanda: mi dite, per cortesia, il titolo, l’autore e la casa editrice dell’ultimo libro che avete comprato? Provo a indovinare…Gomorra, Saviano, Mondadori (2 milioni e 250 mila copie vendute solo in Italia)… Il simbolo peduto, Dan Brown, Mondatori, I corpi lasciati indietro, Jeffery Deaver, Rizzoli Editore…e potrei prosegure infinitamente: King, Crichton, Eteraz ecc. Chi di voi ha acquistato alla cieca un qualsiasi autore emergente? Si può discutere per ore e ore, ma siamo in un mercato vero e proprio con tutti gli aspetti che lo caratterizzano…domanda e offerta, marketing, publicità ecc. Anche i grandi autori sono “polli da spennare”, credete davvero che la Mondadori non abbia guadagnato da Saviano? Se lui ha incassato 10 la Mondadori avrà incassato 30. Aggiungo il fatto che siamo in Italia e lo sappiamo tutti molto bene: gli italiani non leggono. Fare lo scrittore significa essere dei liberi professionisti, cioè investire su se stessi. Uno psicologo si paga lo studio, i biglietti da visita, la publicità…addirittura la targhetta fuori della porta, tutti soldi che escono dalle sue tasche con la speranza che rientrino nel più breve tempo possibile. Così è anche uno scrittore emergente: lavora alla realizzazione del suo manoscritto/prodotto, lo perfeziona e poi investe su ciò che ha prodotto, anche in termini economici. E’ una scommessa vera e propria, come ogni impresa. Le case editrici come il Filo e tante altre, forse sbagliano nel promettere cose che poi non mantengono, ma qui il discorso diventa anche penale, ma ci permettono di fare un primo passo all’interno di un mondo praticamente impenetrabile (sono decenni che nelle librerie troviamo le solite cinque o sei case editrici e non possiamo farci niente). Se pensate che le cose possano funzionare in modo diverso e del tutto gratuito allora provate a mettere in piedi una casa editrice completamente gratuita e vi accorgerete che non riscireste a campare neanche qualche mese, ve lo posso garantire…nessuno fa niente per niente. Ho notato che in questo blog molti utenti hanno fatto richiesta di sapere una casa editrice gratuita. Cercate pure, ma non la troverete. Nessuno, e dico nessuno, punta su uno sconosciuto.
Anche io, come voi, ho la speranza di pubblicare una mia opera e di vederla esposta nelle librerie, ma so che questo avrà un costo, come ogni lavoro che ho fatto precedentemente. Parlate di presentazioni scadenti…altra domanda…quale è stata l’ultima partecipazione a cui avete partecipato? Siete andati alla presentazione di Mario Rossi, Gennaro Capuozzo o Pinco Pallino, oppure siete andati alla presentazione di un grande autore, magari sperando di parlare con lui e strappargli un autografo? Fate un giro nelle librerie e vedrete che i libri esposti sono sempre gli stessi, e perchè? Perchè vendono, fatturano e fanno guadagnare tutti: autori, editori, manager, copisterie, creatori ecc.
E’ ovvio che le case editrici piccole offrano a tutti una proposta di pubblicazione, voi cosa fareste? Nel peggiore dei casi incassano dall’autore stesso i soldi che hanno speso per la stampa, con un legittimo ricavo, nel migliore dei casi vendono delle copie in più, guadagnano di più e, per assurdo, possono “rivendere” l’autore ad una casa editrice più grande (motivo per il quale ti vincolano per due anni), guadagnando ancora di più perchè tu autore diventi un produttore valido, una merce redditizia. Non so se accetterò un eventuale offerta da una di queste case editrici, ma di una cosa sono sicuro: se non ci fosse un meccanismo del genere in questo blog non ci sarebbero così tante persone perchè gli autori pubblicati sarebbero talmente pochi che si potrebbero tranquillamente incontrare in un bar per discutere. Se per pubblicare un mio libro dovrò spendere qualcosa, forse sarò disposto a farlo…ogni sogno a un costo… e poi sarà la gente a determinare se sono o no uno scrittore. Non basta scrivere un libro per essere scrittori, bisogna venderlo, e per venderlo deve piacere, a partire dagli amici, dai parenti, dai colleghi di lavoro. Ricordatevi che i Queen si sono pagati la prima demo, una “certa” Bohemian Rapsody, l’hanno data ad un loro amico che lavorava in una radio libera autogestita (che tra le altre cose non la voleva passare perchè non gli piaceva) e da lì sono arrivati, piano piano, sacrificio dopo sacrificio, al successo.
In bocca al lupo a tutti!!!
Un saluto

Pupo-Peppo