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	<title>Riaprire il fuoco</title>
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	<description>Il blog di chi non vuol stare nel coro</description>
	<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 17:28:31 +0000</pubDate>
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		<title></title>
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		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 17:21:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ettore Bianciardi</dc:creator>
		
		<category>Generico</category>

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		<description><![CDATA[
 
In occasione della giornata europea della cultura ebraica – Livorno capofila, 
col patrocinio della Comunità ebraica di Livorno
 
La Libreria Salomone Belforte &#038; C è lieta di invitarLa
Lunedì 6 settembre 2010 alle ore 17,00, in Via Grande 91, Livorno
 
alla presentazione delle opere di
Sholem Alecheim
 
Che fortuna essere orfano !
Traduzione e cura di Ettore Bianciardi
Edizioni Stampa Alternativa – [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.riaprireilfuoco.org/images/belforte.jpg" /></p>
<p align="center" style="margin-bottom: 0mm"> </p>
<p align="center" style="margin-bottom: 0mm"><strong>In occasione della giornata europea della cultura ebraica – Livorno capofila, </strong></p>
<p align="center" style="margin-bottom: 0mm"><strong>col patrocinio della Comunità ebraica di Livorno</strong></p>
<p align="center" style="margin-bottom: 0mm"> </p>
<p align="center" style="margin-bottom: 0mm"><font size="4"><strong>La Libreria Salomone Belforte &#038; C è lieta di invitarLa</strong></font></p>
<p align="center" style="margin-bottom: 0mm"><font size="4"><strong>Lunedì 6 settembre 2010 alle ore 17,00</strong></font><font size="4"><strong>, in Via Grande 91, Livorno</strong></font></p>
<p style="margin-bottom: 0mm"> </p>
<p align="center" style="margin-bottom: 0mm"><strong>alla presentazione delle opere di</strong></p>
<p align="center" style="margin-bottom: 0mm"><font size="4" style="font-size: 16pt"><strong>Sholem Alecheim</strong></font></p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0mm"> </p>
<p align="center" style="margin-bottom: 0mm"><font size="5"><strong>Che fortuna essere orfano !</strong></font></p>
<p align="center" style="margin-bottom: 0mm"><strong>Traduzione e cura di</strong> <strong>Ettore Bianciardi</strong></p>
<p align="center" style="margin-bottom: 0mm"><strong>Edizioni Stampa Alternativa – Strade Bianche - Pitigliano</strong></p>
<p align="center" style="margin-bottom: 0mm"> </p>
<p align="center" style="margin-bottom: 0mm"><font size="5"><strong>Per sorridere, anzi proprio per ridere, soprattutto per non piangere</strong></font></p>
<p align="center" style="margin-bottom: 0mm"><font size="5"><strong>Storielle Ebraiche</strong></font></p>
<p align="center" style="margin-bottom: 0mm"><strong>A cura di Ettore Bianciardi</strong></p>
<p align="center" style="margin-bottom: 0mm"><strong>Edizioni Stampa Alternativa – Strade Bianche - Pitigliano</strong></p>
<p align="center" style="margin-bottom: 0mm"> </p>
<p align="center" style="margin-bottom: 0mm"><font size="5"><strong>Cantico dei cantici</strong></font></p>
<p align="center" style="margin-bottom: 0mm"><font size="5"><strong>Storia di un amore giovanile</strong></font></p>
<p align="center" style="margin-bottom: 0mm"><strong>Traduzione di Barbara Mella e Sigrid Sohn,</strong></p>
<p align="center" style="margin-bottom: 0mm"><strong>Introduzione di Elena Loewenthal, Illustrazioni di Emanuele Luzzati</strong></p>
<p align="center" style="margin-bottom: 0mm"><strong>S.Belforte &#038; C. Editori librai dal 1805 - Livorno</strong></p>
<p align="center" style="margin-bottom: 0mm"> </p>
<p align="center" style="margin-bottom: 0mm"><strong>Nell’occasione si presentano “i Bianciardini” di scrittori israeliani:</strong></p>
<p align="center" style="margin-bottom: 0mm"> </p>
<p align="center" style="margin-bottom: 0mm"><strong>Uri Tzaig – Tel Aviv Estate 1993</strong></p>
<p align="center" style="margin-bottom: 0mm"> </p>
<p align="center" style="margin-bottom: 0mm"><strong>Yossi Avni-Levy – Le ultime crociate</strong></p>
<p align="center" style="margin-bottom: 0mm"> </p>
<p align="center" style="margin-bottom: 0mm"><strong>Mira Magen – Qualcuno chiuda il cancello</strong></p>
<p align="center" style="margin-bottom: 0mm"> </p>
<p align="center" style="margin-bottom: 0mm"><strong>E si ricorda il 40° della fondazione di Stampa Alternativa</strong></p>
<p align="center" style="margin-bottom: 0mm"> </p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0mm"> </p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0mm">Introduce:</p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0mm"><strong>Guido Guastalla, </strong>editore di S.Belforte &#038; C<strong>.</strong></p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0mm"> </p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0mm">Partecipano:</p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0mm"><strong>Rosanella Volponi</strong>, traduttrice di letteratura ebraica - <strong>Marcello Baraghini</strong>, fondatore e editore di Stampa Alternativa – <strong>Ettore Bianciardi</strong>, scrittore, editore e traduttore.</p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0mm"> </p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0mm"> </p>
]]></content:encoded>
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		<title>LA FINE DEI DINOSAURI</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Aug 2010 13:21:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ettore Bianciardi</dc:creator>
		
		<category>Generico</category>

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		<description><![CDATA[ 
Blockbuster sta fallendo, leggo stamani su Repubblica. E perché? Perché la gente guarda meno films? No, perché la gente compra film in versione digitale, scaricandoli sul proprio computer o su un dispositivo adatto che permetta loro poi di vederlo tranquillamente.
State attenti la gente preferisce non muovere CD, cioè oggetti, ma bytes, cioè informazione pura, quello [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> </p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0mm">Blockbuster sta fallendo, leggo stamani su Repubblica. E perché? Perché la gente guarda meno films? No, perché la gente compra film in versione digitale, scaricandoli sul proprio computer o su un dispositivo adatto che permetta loro poi di vederlo tranquillamente.</p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0mm">State attenti la gente preferisce non muovere CD, cioè oggetti, ma bytes, cioè informazione pura, quello che serve a visualizzare nel loro dispositivo un film.</p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0mm">Ha già fatto la stessa cosa con la musica, prima per ascoltare una canzone si doveva impossessare di un disco di vinile o di una matassa di nastro magnetico. Adesso la musica è in bytes, cioè in atomi di informazione, che messi insieme fanno la musica, come quei precedenti facevano un film.</p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0mm">E i libri? I libri sono la cosa più facile da trasformare in bytes, perché sono già digitali, anche se quasi tutti sono convinti del contrario.</p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0mm">Un libro, ovvero un testo non può assumere tutte le forme che l’autore crede. La musica sì, può essere composta da tutti i suoni che l’autore può immaginare, ed il cinema di tutte le immagini che la mente dell’autore può tirar fuori. Il testo no: qualunque testo è una successione più o meno lunga di 26 codici base: a, b c, &#8230; w, x, y, z, più i segni di punteggiatura. È già digitale, ovvero si può già esprimere con numeri, associandone uno diverso per ogni lettera o segno.</p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0mm">Sono la cosa più facile da digitalizzare, ma quella che ha resistito di più, forse perché i lettori sono meno innovativi degli ascoltatori di musica o di quelli che guardano i film.</p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0mm">Questi ultimi due si preoccupano delle sensazioni, sonore o visive, che ricevono, i lettori si preoccupano molto di più del supporto.</p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0mm">Se indichi loro la luna, direbbe qualcuno, loro si fissano a guardare il dito.</p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0mm">Ma non per molto, credetemi.</p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0mm">E le case editrici hanno un enorme vantaggio: possono sfruttare i disastri che stanno subendo le case discografiche e i blockbuster per evitare di subirne loro di simili.</p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0mm">Credete che ne approfitteranno?</p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0mm">Speriamo, ma sembra proprio di no. Almeno finora.</p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0mm">Anche i dinosauri sono morti così: erano diventati troppo grossi e pigri per scappar via.</p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0mm">Comunque a costoro viene una parola di aiuto e di conforto da Lucchetti (chi è costui?): «ma io, i film che amo, li voglio avere su DVD».</p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0mm">Bravo, come se al mondo importasse qualcosa!</p>
<p style="margin-bottom: 0mm">
<p style="margin-bottom: 0mm">Ettore Bianciardi</p>
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		<title></title>
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		<pubDate>Wed, 25 Aug 2010 10:43:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ettore Bianciardi</dc:creator>
		
		<category>Generico</category>

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		<description><![CDATA[ 
 
Penso che il grande vecchio abbia messo la parola fine sulle crisi di coscienza appena accennate da Vito Mancuso e subito rimandate al mittente dai suoi colleghi di Mondadori.
Eugenio Scalfari rimane alla Einaudi e spiega il perché con la sua prosa affannosa e stancante (Montanelli, perché non hai fatto una scuola di scrittura, altro che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> </p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0mm"><img width="400" src="http://www.riaprireilfuoco.org/images/scalfari.jpg" /> </p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0mm">Penso che il grande vecchio abbia messo la parola fine sulle crisi di coscienza appena accennate da Vito Mancuso e subito rimandate al mittente dai suoi colleghi di Mondadori.</p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0mm">Eugenio Scalfari rimane alla Einaudi e spiega il perché con la sua prosa affannosa e stancante (Montanelli, perché non hai fatto una scuola di scrittura, altro che Holden!), riempiendo mezza pagina di giornale.</p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0mm">Provo a riassumere in tre righe: il problema grosso non è la legge ad aziendam, ma il conflitto di interessi del cavaliere, sul quale mi sono già espresso negativamente, alla Einaudi sto bene, ho rifiutato di fare un film con Medusa, non chiedetemi troppo.</p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0mm">No direttore, non ti chiederemo più nulla, almeno non ti chiederò più nulla io.</p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0mm">Anzi scusa una cosetta, giuro che è l’ultima, te la chiedo: non criticare più Berlusconi e le sue aziende; mi sembra inelegante da parte di uno che con una di quelle aziende collabora e si ritiene soddisfatto, non ti chiedo di venir via, tanto meno di sbattere la porta, ma smetti anche di parlar male delle aziende del cavaliere a quelli che non ne fanno parte.</p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0mm">E scusate se insisto, ma questi siamo noi italiani, che riempiamo le prime sei pagine del principale quotidiano di opposizione con il resoconto delle vacanze orbetellane di Fini, con miss Padania, con le parolacce di Bossi, con la tessera del tifoso, del caldo che non molla, e i nostri figli non trovano lavoro, e l’economia italiana interessa più ai cinesi che agli italiani!</p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0mm">E su questo post, come sui precedenti, ci sarà solo qualche sparuto commento. A conferma di quanto sopra!</p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0mm">E il campione di questa Italia, quello che ha capito tutto di noi è quello che comanda, e chissà per quanto comanderà ancora.</p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0mm">Vogliamo dare tutta la colpa a lui?</p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0mm">Magari potessi!</p>
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		<title>SCRITTORI(?) COMICI</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Aug 2010 17:01:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ettore Bianciardi</dc:creator>
		
		<category>Generico</category>

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		<description><![CDATA[ 
 
Sono infinitamente grato a Vito Mancuso: con la sua crisi di coscienza ed il contemporaneo appello agli altri scrittori di sinistra (si fa per dire, come sempre) di Mondadori, per sapere quanto la faccenda delle tasse abbonate per legge li disturbasse, ha tirato fuori il peggio (almeno finora, forse ce n’è dell’altro&#8230; ) che c’è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> </p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0mm"> <img width="400" src="http://www.riaprireilfuoco.org/iMAGES/Pennacchi.jpg" /></p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0mm">Sono infinitamente grato a Vito Mancuso: con la sua crisi di coscienza ed il contemporaneo appello agli altri scrittori di sinistra (si fa per dire, come sempre) di Mondadori, per sapere quanto la faccenda delle tasse abbonate per legge li disturbasse, ha tirato fuori il peggio (almeno finora, forse ce n’è dell’altro&#8230; ) che c’è nei nostri scrittori (sempre si fa per dire).</p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0mm">Tutti, dico tutti premettono che non se ne andranno da Mondadori, come se Mancuso glielo avesse chiesto, ma è nelle motivazioni che si rivelano tutti, proprio tutti grandi scrittori comici, di quella comicità che fa piangere.</p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0mm">Comincia Ammanniti che sostiene la differenza di doveri tra lo scrittore e il cittadino, questo si indigna, quell’altro invece fa il suo dovere. Lo sostennero tutti gli imputati al processo di Norimberga: quelli però li impiccarono lo stesso&#8230;</p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0mm">Poi arriva Lucarelli che dice che lui deve restare lì a continuare le sue battaglie. Avete mai avuto modo di conoscere le battaglie di Lucarelli alla Mondadori? A me sfuggono: o non sono abbastanza sveglio o le deve ancora cominciare.</p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0mm">Nadia Fusini ci spiega invece che siccome lei le tasse le paga, tutto il resto non la interessa, può succedere di tutto, lei ha pagato le tasse. Speriamo almeno che sia vero&#8230;</p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0mm">Ma il massimo è Antonio Pennacchi, che dà una formidabile e innovativa definizione dell’intellettuale: «lo scrittore è come un contadino che porta i pomodori al mercato, è responsabile solo di quello che scrive». Glielo ricorderò quando invece ricomincerà ad indicarci la strada da seguire, come tutti gli pseudointellettuali nostrani, glielo ricorderò tirandogli in faccia i pomodori che ha venduto al mercato, forte dello Strega che ha vinto solo per la sua bravura di contadino&#8230;</p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0mm">Che fare?</p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0mm">Nell’attesa che qualcuno accetti le mie dimissioni da italiano, ho smesso, da tempo invero, a leggere gli scrittoracci italiani, e grazie ad Amazon mi leggo gli scrittori americani e inglesi, anche in lingua originale e, se uno vuole ( e io lo voglio) in edizione digitale, che mi arriva subito (per la cartacea ci vogliono tre giorni).</p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0mm">Ieri sono stato da Feltrinelli e c’ero solo io, e non solo per il solleone&#8230;</p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0mm">Ettore Bianciardi</p>
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		<title>VITO: CHE FAI?</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Aug 2010 14:20:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ettore Bianciardi</dc:creator>
		
		<category>Generico</category>

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		<description><![CDATA[
Ora, sono sicuro, molti autori Mondadori, quelli di sinistra (si fa per dire, insomma non Bruno Vespa), odieranno Vito Mancuso.
Eh sì, perché che bisogno c’era di andare a tirar fuori l’etica e la coscienza per stare in Mondadori? Dice Mancuso: tutto sommato, finché si trattava di ingoiare il rospetto che la casa editrice ha come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.riaprireilfuoco.org/images/vitomancuso.jpg" /></p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0mm">Ora, sono sicuro, molti autori Mondadori, quelli di sinistra (si fa per dire, insomma non Bruno Vespa), odieranno Vito Mancuso.</p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0mm">Eh sì, perché che bisogno c’era di andare a tirar fuori l’etica e la coscienza per stare in Mondadori? Dice Mancuso: tutto sommato, finché si trattava di ingoiare il rospetto che la casa editrice ha come presidente la figlia del primo ministro ce la facevo, finché si trattava di quell’altro rospetto, ovvero del lodo mondadori, ce la facevo; pensavo alle tante professionalità che ci sono là dentro, ai tanti amici, alla mensa aziendale, perfino le macchinette del caffè mi sorridevano.</p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0mm">Però a tutto c’è un limite: quando il primo ministro fa una legge per non far pagare le tasse all’azienda della figliola, allora veramente non ce la faccio più e mi si scatena dentro un guazzabuglio di rabbia e di crisi di coscienza che&#8230;</p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0mm">Che fa il Vito? Saluta la Mondadori e se ne va? No, per il momento si contorce nella crisi di coscienza e chiede agli altri autori Mondadori di confessare se provano la stessa cosa o no.</p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0mm">E quasi tutti replicano subito dicendo che, sì la cosa è molto spiacevole, si sentono veramente indignati, il conflitto di interessi è una cosa insopportabile, il primo ministro è quello che sappiamo, ma loro, dal loro posto in Mondadori non si muovono. E le motivazioni sono le più fantasiose: dal di dentro si combatte meglio, a loro interessa la professionalità (uffa!), una cosa è la lotta politica, un’altra il lavoro culturale, se se ne andassero loro la situazione peggiorerebbe, e Asor Rosa dice cose così complicate che io non le ho capite.</p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0mm">A dire la verità due scrittori, Bocca e don Gallo han detto che saluteranno la Mondadori. Vediamo se lo faranno davvero.</p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0mm">Però, scusa Vito: con tutta la stima a me sembra che ti comporti da vero italiano medio: ti indegni, ti incazzi, ma non fai quel passettino che darebbe importanza e dignità alla tua protesta, e che comunque sarebbe la logica conclusione delle tue riflessioni, e cioè non dici alla Mondadori: io non sto in un’azienda che non vuol pagar le tasse, anche se la colpa non è dei professionisti che amo, ma forse dei commercialisti che mi sono antipatici, ma che la Mondadori la fanno anche loro.</p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0mm">No, lui protesta, si indegna, si arrovella, piange e si dispera, ma non si muove.</p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0mm"><em>Italians</em>, direbbe qualcuno: siamo così restii a dimetterci, noi italiani, che le dimissioni non le diamo, le rassegniamo, proprio quando non riusciamo ad evitarle.</p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0mm">Quasi quasi le do io le dimissioni, non da Mondadori, che non mi considera, ma da italiano.</p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0mm">Si può?</p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0mm">Ettore Bianciardi</p>
]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;ALTRAdi Frank Spada</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Aug 2010 09:01:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ettore Bianciardi</dc:creator>
		
		<category>Generico</category>

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		<description><![CDATA[Arriva a casa. Inghiotte qualche pastiglia, si corica in fretta. La testa sotto le coperte e si allontana da se stessa, ancora. Addormenta il sangue, il suo respiro, e un filo si riannoda nella mente con un sogno, e le parole roche della madre le raccontano la storia, il segreto di quei giorni vissuti all’ombra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify" style="margin-bottom: 0mm">Arriva a casa. Inghiotte qualche pastiglia, si corica in fretta. La testa sotto le coperte e si allontana da se stessa, ancora. Addormenta il sangue, il suo respiro, e un filo si riannoda nella mente con un sogno, e le parole roche della madre le raccontano la storia, il segreto di quei giorni vissuti all’ombra di qualcuno.</p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0mm"> </p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0mm">Coni di luce di lampioni e alberi spogli – il resto è nebbia, impenetrabile. Le foglie intrigano il percorso, lo scricchiolio delle scarpe, sopra quel tappeto, la distrae dal ricordo di un autunno anticipato, accartocciato, in piena estate. Buffate d’aria, a tratti, muovono forme vorticanti sinuosità di grigio piombo. Salgono dal fiume. Una musica lontana arriva alle sue orecchie, insegue la sua fisicità. Nell’aria, due figure danzano avvolgendosi tra loro, in modo sensuale, e l’armonia dei suoni, tenue e dolcissima, è dettata dal nulla che circonda quel luogo di limiti reali. Avverte il ripetersi di una melodia. In mano un libro, una penna e trascrive le note che l’ammaliano – l’infinito di sedici battute, impolverate dall’oblio delle parole che non saranno dette. Alza lo sguardo. I figuranti muovono una danza, spirali dentro spirali. In fondo al lungo-fiume spuntano due fari. La musica si attenua. Le luci gialle avanzano, cercano di allargare l’oscurità umida di fumo. I suoni cessano di colpo. Le ombre si dissolvono risucchiate dal fiume che scorre dietro gli alberi, oleoso di tenebre. Un’automobile la sfiora, rallenta, poi si allontana; lei corre tra infilate che non vede. Appena dentro chiude a chiave la porta di una camera da letto, in un hotel. Qualcuno bussa, chiama, chiede di aprirgli&#8230; lei non risponde. Si rivolge con la voce roca a uno specchio, vede un volto circondato da un alone nero; deve sottrarsi dal respiro del sangu<em>e</em> che accelera le ultime battute: la morte non sarà riflessa dai suoi occhi. Lui, sarà perdonato sulla prima pagina di un libro, lasciato a dialogare sopra un tavolo.</p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0mm"> </p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0mm">Si sveglia. Il notiziario del mattino: l’orrore della morte, due giovani suicidi – lui ghanese, lei di Torino – volati giù dal ponte che collega due sponde senza senso. Erano stretti, uno all’altra, da una corda avvolta attorno a un corpo solo, impigliati tra i rifiuti lungo Po, lungo il suo cammino verso casa, la notte scorsa: celati fino all’alba. Si libera dalle lenzuola. Va come un automa verso lo strumento. Tiene in mano un libro ingiallito dal tempo che ritorna, che non muore. L’immagine di un volto e risente quella melodia, e sfiora con le dita le luci dei falò, i tasti bianchi e neri lasciati all’ombra della luna, nelle Langhe, i capelli di sua madre al pianoforte, senza coda.</p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0mm"> </p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0mm">finalista nel Concorso Dialoghi con C. Pavese – la Stampa (01/11/2008).</p>
<p>
</p>
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		<item>
		<title>MA LE LIBRERIESERVONO ANCORA?</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Aug 2010 08:27:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ettore Bianciardi</dc:creator>
		
		<category>Generico</category>

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Allora non era una mia sensazione: nei negozi del colosso Barnes and Nobles non ci va più nessuno. E la crisi è dichiarata, la società, col suo malloppone di 720 negozi e decine di migliaia di dipendenti è in vendita.
La colpa di chi è? Sembra di Amazon, un’aziendina nata quasi dal nulla, vendendo libri per [...]]]></description>
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<p style="margin-bottom: 0mm" align="justify">Allora non era una mia sensazione: nei negozi del colosso Barnes and Nobles non ci va più nessuno. E la crisi è dichiarata, la società, col suo malloppone di 720 negozi e decine di migliaia di dipendenti è in vendita.</p>
<p style="margin-bottom: 0mm" align="justify">La colpa di chi è? Sembra di Amazon, un’aziendina nata quasi dal nulla, vendendo libri per Internet, che oggi vale 55 miliardi di dollari, circa sessanta volte Barnes and Nobles.</p>
<p style="margin-bottom: 0mm" align="justify">E questi avevano visto bene dove era il pericolo e l’anno scorso hanno messo in vendita il loro ebook reader, il Nook, ma forse era già troppo tardi. Adesso cercheranno di ristrutturarsi in senso elettronico, mi dispiace per le migliaia di persone che perderanno il lavoro, un problema che il pianeta prima o poi dovrà affrontare, ma ne parliamo un’altra volta.</p>
<p style="margin-bottom: 0mm" align="justify">Quello che conta è che Amazon, con la sua non struttura, con il fatto di non essere editore, né avere negozi, è stata prontissima a fare il salto nel digitale ed oggi, dicono loro, ogni cento libri di carta ne hanno già venduti 143 elettronici. E la tendenza sembra rivolta verso l&#8217;alto.</p>
<p style="margin-bottom: 0mm" align="justify">Adesso gli editori  stanno cercando di metterci le manacce sopra e provano a tirare su i prezzi, ma i lettori non credo si faranno infinocchiare; intanto ci sta già pensando un giudice americano (sia egli benedetto) a metterci il naso, avendo sentito puzza di bruciato.</p>
<p style="margin-bottom: 0mm" align="justify">Ma quello che è più rilevante è che, forse, le librerie non servono più: non sono più in grado di portare sotto il naso del lettore i libri che escono ed allora per vendere i bestsellers ci sono i centri commerciali, per vendere le rarità bibliografiche ci sono gli antiquari, fin quando ne avranno voglia, tutto il resto è inutile.</p>
<p style="margin-bottom: 0mm" align="justify">Provate a vedere se è più facile trovare un brano musicale in in negozio di dischi o in iTunes; provate a vedere se si trova meglio un libro su Amazon o da una libreria Feltrinelli.</p>
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		<title>SI PUÒ FARE?</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Jul 2010 05:55:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ettore Bianciardi</dc:creator>
		
		<category>Generico</category>

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		<description><![CDATA[Salve…mi chiamo Arturo non sono uno scrittore ma sono un musicista quindi un creativo…mi e’ venuta un’idea avrei da scrivere una storia su un grande amore nato in chat e poi continuato nella realta’…si potrebbe intitolare ” un grande amore nato in chat ” questo amore e’ il mio…potrei raccontare una storia che assomiglia ad [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Salve…mi chiamo Arturo non sono uno scrittore ma sono un musicista quindi un creativo…mi e’ venuta un’idea avrei da scrivere una storia su un grande amore nato in chat e poi continuato nella realta’…si potrebbe intitolare ” un grande amore nato in chat ” questo amore e’ il mio…potrei raccontare una storia che assomiglia ad una favola…un’amore che sulla terra ne esistono pochi…fatto soltanto d’amore pur di eventi strani e misteriosi…di incontri particolari di sogni di richieste divine ed esaudite…qualcosa che l’uomo ha dimenticato o non ha mai avuto la fortuna di vivere perche’ non ci crede abbastanza…non so se l’idea gli potrebbe interessare…e’ solo che come ho detto non sono uno scrittore quindi non so come si scrive un libro ma lo saprei raccontare…se non riuscissi a scriverlo ma a registrarlo e poi lei lo farebbe mettere su carta…potrebbe essere fattibile?anzi mentre scrivo mi e’ venuta un’altra idea…e se si facesse un libro con un Cd registrato? Raccontare in prima persona la mia grande storia d’amore…ci rifletta e mi faccia sapere…grazie.</p>
<p>Arturo Sorano
</p>
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		<title>IL BAMBOCCIONE di Enrico Mattioli</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Jul 2010 10:46:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ettore Bianciardi</dc:creator>
		
		<category>Generico</category>

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		<description><![CDATA[Enrico Mattioli è un giovane romano (ma non romanista) che ha la passione della scrittura.
Il suo maggiore interesse è essere letto e per questo crede molto nella letteratura digitale, quella che si basa sui bits e non sulla carta.
E mette a disposizione di tutti quelli che vogliano leggerli i suoi romanzi.
Ultimo in ordine di tempo questo Il bamboccione.
Scaricatelo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Enrico Mattioli è un giovane romano (ma non romanista) che ha la passione della scrittura.</p>
<p>Il suo maggiore interesse è essere letto e per questo crede molto nella letteratura digitale, quella che si basa sui bits e non sulla carta.</p>
<p>E mette a disposizione di tutti quelli che vogliano leggerli i suoi romanzi.</p>
<p>Ultimo in ordine di tempo questo <em>Il bamboccione</em>.</p>
<p>Scaricatelo e leggetelo assieme agli altri due romanzi e fate sapere ad Enrico e a noi cosa ne pensate.</p>
<p>Leggi <em><a href="http://www.riaprireilfuoco.org/books/PDF/Il%20bamboccione.pdf">Il bamboccione</a></em></p>
<p>Leggi <a href="http://www.riaprireilfuoco.org/books/PDF/storie%20di%20qualunquisti%20anonimi.pdf"><em>Storie di qualunquisti anonimi</em></a><em> </em><em>Leggi </em><a href="http://www.riaprireilfuoco.org/books/PDF/ciangaloni%20ciangoni.pdf"><em>Ciangaloni Ciangoni</em></a><em> </em></p>
<p>P.S. Enrico l&#8217;editore l&#8217;ha già scavalcato, poi se questo volesse farsi avanti, lo ascolterà.
</p>
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		<title>E SE SCAVALCASSIMOGLI EDITORI?</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Jul 2010 18:42:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ettore Bianciardi</dc:creator>
		
		<category>Generico</category>

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		<description><![CDATA[ 
Andrew Wylie, agente letterario americano di molti autori famosi, ha compiuto una mossa decisiva: ha stipulato con Amazon un contratto per la distribuzione elettronica delle opere degli autori rappresentati, scavalcando completamente gli editori.
E La Mondadori Libri Trade, tramite il suo direttore generale Riccardo Cavallero sostiene di aver già un contratto con Wylie per gli stessi [...]]]></description>
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<p align="justify" style="margin-bottom: 0mm">Andrew Wylie, agente letterario americano di molti autori famosi, ha compiuto una mossa decisiva: ha stipulato con Amazon un contratto per la distribuzione elettronica delle opere degli autori rappresentati, scavalcando completamente gli editori.</p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0mm">E La Mondadori Libri Trade, tramite il suo direttore generale Riccardo Cavallero sostiene di aver già un contratto con Wylie per gli stessi diritti digitali: ‟Pensare di mantenere la struttura di mercato tipica dell’editoria cartacea sarebbe un errore enorme, che la Mondadori non ha intenzione di commettere”. Accidenti, quasi non credo ai miei occhi! Ma è tutto scritto nell’articolo di oggi a pag. 42 del Corriere della Sera.</p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0mm">Ma ci sono altre notizie a dir poco sbalorditive. Per esempio Marco Vigevani, agente letterario: ‟Non c’è dubbio che con l’ebook non sono più necessari alcuni passaggi di intermediazione svolti dall’editore, come stampa, rilegatura, magazzino, distribuzione: i costi quindi crollano”. Mentre Marco Polillo si attarda a considerare la complessità della questione giuridica e definisce pericolosa per l’editoria la mossa di Wylie; altri notano, come Zaninoni di Rizzoli, che l’ebook comunque trasformerà il mestiere dell’editore: ed era ora, dico io!</p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0mm">Andrea Spazzali, della libreria Centofiori, si consola pensando che solo i ragazzi vogliono leggere sull’ebook, mentre il resto della popolazione continuerà a leggere libri di carta. Non si diceva lo stesso della musica mp3? Che era una cosa che piaceva solo ai ragazzini che smanettavano col computer? Senza contare che i vecchi scompaiono e i ragazzi crescono&#8230;</p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0mm">Insomma, nonostante il parere negativo di tanti, l’ebook si sta facendo largo, e stavolta non solo in America, paese di mattacchioni digitali, ma anche nella nostra vecchia e dolorante Italia.</p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0mm">Secondo me però i pareri negativi di tanti non poggiano su basi scientifiche, psicologiche o antropologiche, ma solo sul feticismo dell’oggetto libro.</p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0mm">Ma pensate a coloro che stanno sbavando da anni per pubblicare un loro libro: sognano presentazione nelle librerie alla moda dove saranno costretti a firmare copie davanti ad una pila di loro libri in vendita. E se scompare il libro oggetto, che cosa possono sognare?</p>
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<p align="justify" style="margin-bottom: 0mm">Ettore Bianciardi</p>
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