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	<title>Riaprire il fuoco</title>
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	<description>Il blog di chi non vuol stare nel coro</description>
	<pubDate>Sun, 13 May 2012 08:28:30 +0000</pubDate>
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		<title>A CHE SERVE TORINO?</title>
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		<pubDate>Sun, 13 May 2012 08:20:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ettore Bianciardi</dc:creator>
		
		<category>Generico</category>

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		<description><![CDATA[
Chi di voi è andato al Salone del Libro di Torino quest&#8217;anno?
Ho una domanda per voi: che ci siete andati a fare?
Non prendetemi per maleducato o per impiccione, mi chiedo a cosa serve oggi, nel 2012, in piena era di Internet, un&#8217;iniziativa del genere.
Forse a scoprire nuovi libri? Non è più semplice cercarseli in rete [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="400" src="HTTP://WWW.RIAPRIREILFUOCO.ORG/IMAGES/TORINO.JPG" /></p>
<p>Chi di voi è andato al Salone del Libro di Torino quest&#8217;anno?<br />
Ho una domanda per voi: che ci siete andati a fare?<br />
Non prendetemi per maleducato o per impiccione, mi chiedo a cosa serve oggi, nel 2012, in piena era di Internet, un&#8217;iniziativa del genere.<br />
Forse a scoprire nuovi libri? Non è più semplice cercarseli in rete che scovarli su tavoli strapieni, in mezzo a affollate e caotiche corsie?<br />
Siete riusciti a chiedere informazioni a qualcuno sui libri di vostro interesse?<br />
Sono stati presentati nuovi autori?<br />
Avete preso parte a interessanti dibattiti che hanno chiarito le prospettive del libro?<br />
Secondo me le fiere in generale ed anche quella del libro avevano un senso quando non c&#8217;era internet e per sapere qualcosa bisognava attendere l&#8217;evento particolare che metteva in comunicazione tra loro le persone interessate, che prendevano il treno, la macchina o l&#8217;aereo e con grandi sacrifici si riunivano per qualche giorno in qualche posto. Oggi invece di muovere gli interessati alla informazione si fa muovere l&#8217;informazione stessa. In modo estremamente più veloce, più efficiente, più integrale.<br />
Ed infatti il mondo cambia, anche se non troppo in fretta.<br />
Ma forse io vedo le cose un po&#8217; alla rovescia.<br />
Fatemi sapere la vostra opinione sul Salone del Libro di quest&#8217;anno.</p>
<p>Ettore Bianciardi
</p>
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		<title>L&#8217;EDITORIA LIBERALE</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Apr 2012 10:12:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ettore Bianciardi</dc:creator>
		
		<category>Generico</category>

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		<description><![CDATA[Ad ascoltare i dibattiti in TV ci si convince che l’Italia è davvero un paese liberale. La libertà di impresa, il predominio del mercato e delle sue leggi, la non interferenza dello Stato e del pubblico sembrano essere ormai convinzioni diffuse anche tra i partiti che almeno una volta di definivano ‟di sinistra”. Basta con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ad ascoltare i dibattiti in TV ci si convince che l’Italia è davvero un paese liberale. La libertà di impresa, il predominio del mercato e delle sue leggi, la non interferenza dello Stato e del pubblico sembrano essere ormai convinzioni diffuse anche tra i partiti che almeno una volta di definivano ‟di sinistra”. Basta con i modelli di sapore bolscevico, rispettiamo la libertà delle persone di lavorare e vendere liberamente.<br />
Ma è proprio così? Si è davvero allineata l’Italia alle grandi democrazie occidentali?<br />
A me non pare proprio, almeno nell’orticello dell’editoria.<br />
Recentemente in Italia, con il voto favorevole di tutti i partiti, anche di quelli ex bolscevichi, è stata emanata una legge che impedisce di praticare sconti sui libri superiori al 20%. Questo per tutelare i librai che, se qualcuno comincia a fare sconti, rischierebbero la loro sopravvivenza commerciale o almeno la loro rimuneratività.<br />
Nessuno si è preoccupato della sopravvivenza economica e soprattutto culturale del lettore, ma chi se ne frega, dopotutto non ha lobbisti in Parlamento a difendere  i propri interessi.<br />
Vediamo cosa succede in America.<br />
Il Dipartimento di Giustizia americano ha avviato un&#8217;azione legale nei confronti di Apple e delle case editrici Hachette, HarperCollins, Macmillan, Penguin e Simon &#038; Schuster con l&#8217;accusa di aver formato un cartello per alzare il prezzo degli e-book.<br />
Che cosa hanno combinato costoro? Sostanzialmente hanno messo in piedi un sistema di vendita degli ebook tale per cui è l’editore a decidere il prezzo del libro e non il distributore, il libraio, insomma il venditore.<br />
Invece Amazon pratica una politica diversa. In sintesi: prima tratta con gli editori i prezzi di acquisto dei loro libri e successivamente si riserva di praticare ai lettori il prezzo che ritiene più giusto in quel momento e per quel titolo. Se vuole fare sconti, li fa, sono problemi suoi, se esagera, al massimo fallirà.<br />
Si potrebbe pensare che ognuno ha il diritto di fare le politiche di vendita che ritiene opportune, deciderà l’acquirente quali sono quelle di successo.<br />
Non è così, né in Italia, né in America. Ma in direzioni completamente opposte.<br />
In Italia non è ammessa la politica di Amazon. Gli sconti liberi sono vietati.<br />
In America non è permessa la politica di Apple e soci: nessuno può costruire un qualche cosa che, come nel caso succitato, configuri, anche in minima parte, un sistema monopolistico, atto a impedire la libera formazione del prezzo tra domanda e offerta.<br />
Proprio quello che viene imposto per legge in Italia.<br />
Accidenti che paese liberale siamo diventati!<br />
Non lamentiamoci poi se le vendite di libri in Italia calano sempre e ormai si pubblicano solo gli pseudolibri dei personaggi televisivi.<br />
A proposito: l’anno scorso le vendite di ebook negli Stati Uniti sono state poco meno di un miliardo di dollari.<br />
Volete continuare a sottovalutare il fenomeno?
</p>
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		<title>MILANO TERMOLIRACCONTO A PIÚ FERMATEdi Lucio Rizzello</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Mar 2012 15:34:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ettore Bianciardi</dc:creator>
		
		<category>Abel Books</category>

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		<description><![CDATA[
Milano-Termoli, racconto a più fermate di Lucio Rizzello potrebbe essere descritto come la narrazione del viaggio di ritorno a casa di un giovane molisano che vive e lavora a Milano.
E forse qualcuno sarebbe subito tentato di usare tutti i luoghi comuni del caso: lo straniamento, la nostalgia della propria terra, lo stupore per la vita [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0mm"><img width="400" src="http://www.riaprireilfuoco.org/images/cop_rizzello.jpg" /></p>
<p style="margin-bottom: 0mm">Milano-Termoli, racconto a più fermate di Lucio Rizzello potrebbe essere descritto come la narrazione del viaggio di ritorno a casa di un giovane molisano che vive e lavora a Milano.</p>
<p style="margin-bottom: 0mm">E forse qualcuno sarebbe subito tentato di usare tutti i luoghi comuni del caso: lo straniamento, la nostalgia della propria terra, lo stupore per la vita frenetica della città, l’ossessione per il lavoro e i <em>dané</em>, la voglia di tornare a casa e via dicendo, in un percorso critico logoro e ormai routinario.</p>
<p style="margin-bottom: 0mm">Ma sarebbe un errore grave. Il meridionale  che lavora a Milano e  che per Natale torna a casa è solo l’ambiente metaforico per un introspezione personale che supera di gran lunga i limiti, talvolta davvero angusti e ripetitivi del romanzo sociale e  della più piatta autobiografia, per inserirsi in un ambiente poetico che mi ricorda il secondo Fellini, quello dalla Dolce Vita in poi, quando superato il neorealismo si avventura nell’ambito riflessivo, psicologico, sognatore.</p>
<p style="margin-bottom: 0mm">Anche il protagonista del racconto sta forse sognando, o forse sta sognando di sognare, certo la realtà che vede e che descrive è una realtà tutta dentro se stesso, che da lui esce fuori agile, veloce e lieve nelle pagine del romanzo. Alla fine il reale si mescola e si confonde con l’immaginario ma probabilmente è l’immagianrio ad essere il reale, il reale animo dello scrittore, e il viaggio del protagonista da Milano per Bologna Rimini e Vasto si perde nei sogni e nella geografia in un punto indefinito del tempo e dello spazio.</p>
<p style="margin-bottom: 0mm">E non si capisce fino in fondo se il protagonista ha smesso di sognare o se ha cominciato proprio allora.</p>
<p style="margin-bottom: 0mm">Bel racconto scritto con stile lieve ed efficace.</p>
<p style="margin-bottom: 0mm">
<p style="margin-bottom: 0mm">Ettore Bianciardi</p>
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		<title>LARGO AI GIOVANI?</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Mar 2012 08:23:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ettore Bianciardi</dc:creator>
		
		<category>Generico</category>

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		<description><![CDATA[Forse la rivoluzione è cominciata davvero e noi non ce ne stiamo accorgendo, perché siamo troppo vecchi e abbiamo la vista corta. Alla Fiera del libro per ragazzi vengono presentati molti libri elettronici, in alcune scuole è cominciata la sperimentazione di libri di testo su tablet, perché è stato notato che con essi anche i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0mm">Forse la rivoluzione è cominciata davvero e noi non ce ne stiamo accorgendo, perché siamo troppo vecchi e abbiamo la vista corta. Alla Fiera del libro per ragazzi vengono presentati molti libri elettronici, in alcune scuole è cominciata la sperimentazione di libri di testo su tablet, perché è stato notato che con essi anche i ragazzi di due anni possono interagire facilmente, solo toccando lo schermo con le dita. Aveva visto giusto il visionario Steve Jobs, per cambiare il mondo dei computer era necessario cambiare il computer.</p>
<p style="margin-bottom: 0mm">Insomma mentre noi stiamo discutendo se sia migliore il libro elettronico o quello cartaceo, i ragazzi, i bambini soprattutto hanno già scelto e loro discussioni come le nostre non le faranno di certo.</p>
<p style="margin-bottom: 0mm">D’altronde Mosé dopo l’esodo dall’Egitto portò il suo popolo in giro per il deserto per quarant’anni prima di affacciarsi in Israele. E non per turismo, ma perché voleva che morisse la generazione che aveva vissuto la schiavitù e non entrasse nella Terra Promessa. L’Altissimo completò il progetto di Mosè facendolo morire proprio prima di entrarvi, apparteneva anche lui a quella generazione.</p>
<p style="margin-bottom: 0mm">Dobbiamo aspettarci altrettanto nella storia del libro? Speriamo di no!</p>
<p style="margin-bottom: 0mm">
<p style="margin-bottom: 0mm">Ettore Bianciardi</p>
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		<title>LE LAMENTAZIONI DEL MAURI</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Mar 2012 17:53:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ettore Bianciardi</dc:creator>
		
		<category>Generico</category>

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		<description><![CDATA[Purtroppo ricominciano le cattive notizie. Stavolta è Stefano Mauri, gran capo della GEMS, che raggruppa un sacco di marchi editoriali, come Longanesi, Garzanti, Bollati Boringhieri, Guanda e altri, che si lamenta del fatto che andando avanti così l’industria editoriale la faranno morire. E la colpa, gratta gratta è del libro digitale e di quei banditi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Purtroppo ricominciano le cattive notizie. Stavolta è Stefano Mauri, gran capo della GEMS, che raggruppa un sacco di marchi editoriali, come Longanesi, Garzanti, Bollati Boringhieri, Guanda e altri, che si lamenta del fatto che andando avanti così l’industria editoriale la faranno morire. E la colpa, gratta gratta è del libro digitale e di quei banditi, che non sono editori, ma vogliono fare l’editore, ma restano soltanto editori virtuali: tanto per fare tre nomi: Apple, Google e Amazon. E si capisce, d’altronde: ‟Se noi pensiamo che oggi il libraio ha il 30% per ordinare i libri, scaricarli, metterli negli scaffali, consigliare i lettori e poi venderlo, e poi vediamo che quel 30% le piattaforme se lo prendono con una lieve scossetta da un loro server in Arizona, beh, la sproporzione mi pare evidente”. A me invece non pare evidente niente. Dunque, dice il Mauri: i librai si pappano il 30% del prezzo di copertina per fare quel lavoro lì. Ma il 30% per Mauri è poco o è troppo? Pensandoci parecchio arrivo a capire: è poco, o al massimo è giusto per un libraio, ma è da ingordi che se lo tengano quelli che hanno i server in Arizona. Chissà se li avessero a Carugate, se sarebbe diverso. Insomma Amazon, Google e Apple devono vendere i libri ad un prezzo più basso perché loro di spese ne hanno poche. Ma allora perché la vostra lobby ha fatto votare la legge che proibisce di scontare i libri? Ma, a parte questo, Mauri conferma in pieno l’assurdità della editoria tradizionale: chi compra il libro non paga l’autore, non paga il testo, non paga la carta, non paga i colori della copertina, perché tutta questa roba costerebbe molto poco e si potrebbe vendere per un prezzo molto basso, ma paga l’industria editoriale con le sue inadeguatezze e le sue arretratezze; paga insomma chi muove, inutilmente, il libro. Il bello di tutto questo è che Amazon, Apple e Google non cercano altro che un modo di vendere i libri a prezzi irrisori, perché sanno che in questo modo si accaparrerebbero tutto il mercato e lascerebbero fallire gli editori tradizionali che hanno bisogno di trovare qualcuno che finanzi la loro decadenza industriale e culturale, il loro essere fuori dalla realtà contemporanea. Sarebbe come se la FIAT aumentasse il prezzo delle auto per tener conto dei problemi di Marchionne, a sentire il quale gli stabilimenti italiani sono inefficienti e lo mettono  fuori dal mercato. Per fortuna Marchionne non se la prende con Volkswagen che vende più macchine, ha un prodotto migliore, fa un utile pazzesco, paga il doppio i suoi operai, e quando le cose vanno bene rifila a ciascun dipendente un bonus di 7500 euro. E questa sì che potrebbe essere vista come concorrenza sleale, o no? Mauri invece non pensa lontanamente a cambiare il suo modo di fare l’editore, no, lui e gli altri vogliono continuare così e pretenderebbero che i lettori sostenessero queste aziende in crisi comprando i loro libri non ai prezzi di mercato, ma pagando le spese della loro inefficienza. Inefficienza a volte mascherata da professionalità. Quando si parla di libri, si finisce subito a parlare dei problemi degli editori, mai dei diritti dei lettori. Ma a voi lettori che cosa interessa: il testo dell’autore o i problemi dell’editore?
</p>
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		<title>MA È DAVVERO UNA BRUTTA NOTIZIA?</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Mar 2012 12:49:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ettore Bianciardi</dc:creator>
		
		<category>Generico</category>

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		<description><![CDATA[Questa però è una brutta notizia, penserete. Chissà, magari non proprio, anzi.
La notizia è che la libreria Zanichelli, a Bologna, chiude.
Che cosa è la libreria Zanichelli, per Bologna. È la libreria di Bologna, aperta fin dal 1800, quella in cui andava Giosuè Carducci (infatti dentro conservano la sua toga universitaria), una libreria in centrissimo, all’ombra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0mm">Questa però è una brutta notizia, penserete. Chissà, magari non proprio, anzi.</p>
<p style="margin-bottom: 0mm">La notizia è che la libreria Zanichelli, a Bologna, chiude.</p>
<p style="margin-bottom: 0mm">Che cosa è la libreria Zanichelli, per Bologna. È la libreria di Bologna, aperta fin dal 1800, quella in cui andava Giosuè Carducci (infatti dentro conservano la sua toga universitaria), una libreria in centrissimo, all’ombra della chiesa di San Petronio, sotto i portici dell’Archiginnasio, dietro i tavoli del bar Zanarini, dove era facile veder seduto Lucio Dalla. Si chiama Zanichelli, perché apparteneva all’editore Zanichelli.</p>
<p style="margin-bottom: 0mm">Ma c’è un’altra cosa da dire: da circa trent’anni è una libreria Feltrinelli.</p>
<p style="margin-bottom: 0mm">Adesso chiude. Chiude perché semplicemente non è più conveniente tenerla aperta, di che cosa vi lamentate, sono le leggi del mercato, non siamo tutti liberisti, in Italia, anche quelli che tifavano per l’Unione Sovietica, una volta?</p>
<p style="margin-bottom: 0mm">Ma perché non è più conveniente tenerla aperta? Forse perché a Bologna ci sono più librerie che lettori? Forse perché le librerie Feltrinelli a Bologna sono ormai sei, e le altre sono quelle della COOP. Forse perché la gente si è stufata di comprare libri a prezzo intero, in mezzo a corsie dove si vendono anche le saponette? Forse perché se va su internet gli sconti sono pari al massimo consentito dalla liberista e libertaria legge sull’editoria che limita lo sconto massimo? Forse perché la gente trova inutile andare a cercare un libro in libreria dove i commessi di libri ne sanno poco o niente ormai, e le notizie su un libro le devono cercare in internet? Ed allora perché non farlo da soli? Forse perché un libro che non sia il best-seller spinto dalla casa editrice è impossibile trovarlo sugli scaffali e per farlo arrivare c’è da aspettare un mese e pagarlo di più?</p>
<p style="margin-bottom: 0mm">Per tutto questo, chiude la libreria Zanichelli, perché semplicemente le librerie hanno fatto il loro tempo, ormai servono a poco e tra non molto saranno completamente inutili. Oggi l’editoria è diffusa e solo internet riesce a soddisfare le esigenze dei lettori, di quelli almeno che non si limitano a comprare il successo (il successo?) di cui parlano alla televisione, ma seguono una loro linea di ricerca bibliografica e vogliono leggere testi che non sono nei supermercati. Eh già ci sono anche i supermercati che vendono libri.</p>
<p style="margin-bottom: 0mm">Insomma le librerie sono morte, viva le librerie: quelle nuove, quelle virtuali, quelle di libri elettronici che costano, anzi dovrebbero costare poco (costano ancora troppo, ma cambierà, vedrete che cambierà).</p>
<p style="margin-bottom: 0mm">Cerchiamo un altro utilizzo dei locali della ex libreria Zanichelli, ma non per farne un’altra libreria, come implorano alcuni, molti sciocchini, ma magari per farne un centro di cultura, stavolta davvero popolare. Sala di lettura con accesso gratuito a internet, sala per presentazioni di libri, uno dietro l’altro, dieci al giorno, aperte a tutti, anche e soprattutto a chi i libri se li pubblica da solo, luogo di scambio di libri usati, luogo di dibattiti culturali. Ce ne sono di utilizzi che conservino la memoria della Zanichelli che fu e del buon Giosuè, che diamine.</p>
<p style="margin-bottom: 0mm">Vedete che la notizia non è così brutta, sarà brutta per Feltrinelli, ma loro un po’ se lo meritano!</p>
<p style="margin-bottom: 0mm">
<p style="margin-bottom: 0mm">Ettore Bianciardi</p>
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		<title>EDITORIA: ARRIVANO LE BUONE NOTIZIE!</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Mar 2012 09:44:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ettore Bianciardi</dc:creator>
		
		<category>Generico</category>

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		<description><![CDATA[Non è vero che i giornali sono pieni solo di cattive notizie. Ce ne sono anche di buone, di ottime anzi, specialmente di questi tempi riguardo l’editoria.
Ieri ho appreso che il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha aperto un’inchiesta federale su Apple e cinque maggiori editori americani. Ritiene di aver raccolto prove sufficienti a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0mm">Non è vero che i giornali sono pieni solo di cattive notizie. Ce ne sono anche di buone, di ottime anzi, specialmente di questi tempi riguardo l’editoria.</p>
<p style="margin-bottom: 0mm">Ieri ho appreso che il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha aperto un’inchiesta federale su Apple e cinque maggiori editori americani. Ritiene di aver raccolto prove sufficienti a dimostrare l’esistenza di un cartello oligopolistico inteso a far salire i prezzi degli ebook. Tutto si potrà dire degli USA, ma non che non sia un paese liberale. Liberismo invocato da tanti nel nostro Paese, nel quale mentre negli States si dà la caccia ai cartelli oligopolistici, qui quei cartelli li organizza il Parlamento, limitando per legge  lo sconto massimo in libreria.</p>
<p style="margin-bottom: 0mm">
<p style="margin-bottom: 0mm">E degli effetti negativi di questa legge sul mercato editoriale  italiano sembra rendersi conto anche Riccardo Cavallero, direttore generale della Mondadori Trade. Il quale pare addirittura rendersi conto che ‟Niente sarà più come prima”. Mamma mia, che l’abbiano finalmente capito anche loro? Sarà forse l’effetto del passaggio da una vendita di 13mila ebook nel 2010 a 270mila nel 2011 e a 70mila solo a gennaio 2012?</p>
<p style="margin-bottom: 0mm">Forse. Forse è l’esempio degli Stati Uniti dove Stieg Larson ha venduto tre copie digitali ogni copia cartacea, forse sarà la graduale scomparsa del mega-seller, che fino a ieri sosteneva tutta l’editoria e distoglieva il pensiero dal futuro del libro. Forse è il sospetto che l’editore, quello tradizionale, appartenga ormai al passato. Tutte parole di Cavallero. ‟La presenza del mega-seller dimostra la forza dell’editore, la sua capacità di controllo del mercato. Con il digitale è il lettore che assume il comando, che parla all’interno della comunità, che sceglie cosa, dove e a che prezzo comprare il libro”. Evviva: il lettore sta prendendo il controllo della situazione, non ci sono più editori che impongono un libro ed un autore, ma lettori che fanno le loro scelte  e determinano la fortuna di questo o quello scrittore. ‟Con l’espansione del digitale bisogna capire che il consumatore va rispettato. Il lettore se ne frega di quello che dici, è lui che decide. Il cambio culturale è enorme. E non puoi più menarlo per il naso.&#8221;</p>
<p style="margin-bottom: 0mm">Forse, se mi impegno per una vita più sana, forse riesco a vedere  compiuta la rivoluzione prima di morire.</p>
<p style="margin-bottom: 0mm">Dai che siamo vicini!</p>
<p style="margin-bottom: 0mm">Ettore Bianciardi</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>LE STORIE DELLA SALAMANDRA  di Paolo Durando</title>
		<link>http://www.riaprireilfuoco.org/blog/?p=439</link>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 09:51:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ettore Bianciardi</dc:creator>
		
		<category>Abel Books</category>

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		<description><![CDATA[
La fantascienza, (science-fiction), altro non è che fiction ambientata in mondi e situazioni immaginari, ma tuttavia plausibili da un punto di vista scientifico. Scrivere di fantascienza significa quindi scrivere storie dotate di una loro logica interna, ma inserite però in un contesto alternativo alla presente realtà. La scienza allora da una parte limita la finzione, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="400" src="http://www.riaprireilfuoco.org/images/cop_durando.jpg" /></p>
<p align="justify" style="text-indent: 4.99mm; margin-bottom: 0mm">La fantascienza, (science-fiction), altro non è che fiction ambientata in mondi e situazioni immaginari, ma tuttavia plausibili da un punto di vista scientifico. Scrivere di fantascienza significa quindi scrivere storie dotate di una loro logica interna, ma inserite però in un contesto alternativo alla presente realtà. La scienza allora da una parte limita la finzione, perché riduce l’ampiezza della immaginazione legandola ad una logica scientifica e quindi rigorosa, dall’altra però concede allo scrittore una sottile, ma intensa verosimiglianza con una realtà non attuale, ma plausibile, che finisce per affascinare il lettore</p>
<p align="justify" style="text-indent: 4.99mm; margin-bottom: 0mm">Un buon racconto di fantascienza è quello nel quale l&#8217;introspezione psicologica dei personaggi è molto più intensa che in un racconto normale, per le situazioni estreme nelle quali è ambientato, ma il rigore scientifico è tale che non permette al lettore di perdersi in mondi fantastici che, in quanto impossibili, lo possono turbare solo superficialmente, come nella fiction normale.</p>
<p align="justify" style="text-indent: 4.99mm; margin-bottom: 0mm">Questa convinzione si rafforza leggendo i quattro racconti di cui è composto il libro <em>Storie di Salamandre</em> di Paolo Durando edito da Abel Books.</p>
<p align="justify" style="text-indent: 4.99mm; margin-bottom: 0mm">La correttezza scientifica dell’ipotesi narrativa è rigorosa, al punto di scoraggiare un attimo il lettore meno preparato ad accettare ipotesi scientifiche inusuali per la maggior parte dei lettori, come ad esempio lo spaziotempo. Per questo la lettura può risultare al primo impatto dura e un po’ in salita, ma poi si appiana e coinvolge profondamente il lettore. Ecco forse è necessaria una rilettura del testo, per una completa acquisizione dello stesso, specialmente in quei racconti che non hanno un incipit accattivante e rassicurante, che prenda per mano il lettore e lo introduca pian piano nell’ipotesi narrativa.</p>
<p align="justify" style="text-indent: 4.99mm; margin-bottom: 0mm">È il caso del primo racconto, l’unico breve, dal titolo <em>Unicità</em>. È necessario arrivare a metà racconto, per entrare nel protagonista, per comprenderne la psicologia, i turbamenti ed i comportamenti, per vivere quella sua esperienza fondamentale che avviene solo verso la fine, dopo averlo seguito nella sua attività abituale, senza però poter intuire il seguito.</p>
<p align="justify" style="text-indent: 4.99mm; margin-bottom: 0mm">Un racconto sul filo dell’unico sopravvissuto della sua civiltà, un tema caro a moltissimi scrittori di fantascienza, lo stesso tema che ritorna nel racconto <em>Francesco uomo</em>, dove però l’incipit e il correre della narrazione iniziale è molto più dolce e naturale, dove il lettore è condotto per mano, pian piano a condividere con il protagonista lo svelamento del suo dramma.</p>
<p align="justify" style="text-indent: 4.99mm; margin-bottom: 0mm">Il racconto è ben condotto con una narrazione altamente cinematografica che richiama molti cortometraggi americani di fantascienza degli anni ‛60, che sono entrati sicuramente nella formazione letteraria fantascientifica dell’autore.</p>
<p align="justify" style="text-indent: 4.99mm; margin-bottom: 0mm">Un bel libro, pieno di temi di riflessione, che apre la mente a riflessioni profonde, riflessioni difficilmente provocabili da un ambiente letterario normale, dove non fosse possibile impiantare sin dall’inizio ed in modo perentorio ipotesi non attualmente reali.</p>
<p align="justify" style="text-indent: 4.99mm; margin-bottom: 0mm"> Un libro però non facile, un libro che richiede al lettore attenzione e un certo sforzo, ma un libro che giustifica pienamente il fatto di esser stato scritto e pubblicato. Non so se l’autore abbia pensato inizialmente ad una pubblicazione cartacea: se lo ha fatto avrà incontrato certamente la ostilità e la diffidenza degli editors che non avranno riconosciuto una immediata vendibilità del libro e che quindi ne avranno sconsigliato la pubblicazione tradizionale; di fatto quindi ribadendo da una parte il declino e la perdita di importanza dell’editoria tradizionale, e dall’altra l’importanza e il futuro della pubblicazione elettronica che intanto, e non è poco, ci ha permesso di conoscere quest’opera.</p>
<p align="justify" style="text-indent: 4.99mm; margin-bottom: 0mm"> </p>
<p align="justify" style="text-indent: 4.99mm; margin-bottom: 0mm">Ettore Bianciardi</p>
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		<title>RECENSIONI DI LIBRIABEL BOOKS</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 09:13:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ettore Bianciardi</dc:creator>
		
		<category>Generico</category>

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		<description><![CDATA[ 
Abel Books è una nuova casa editrice, con idee nuove, almeno così pare.
Innanzitutto non è un editore a pagamento, e questo non è poco.
Poi rinuncia alla pubblicazione di libri cartacei, sempre che l’autore non insista per averli e solo dopo aver pubblicato il libro elettronico.
Chiunque può sottoporgli un manoscritto e quelli che appaiono alla Abel [...]]]></description>
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<p align="justify" style="margin-bottom: 0mm">Abel Books è una nuova casa editrice, con idee nuove, almeno così pare.</p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0mm">Innanzitutto non è un editore a pagamento, e questo non è poco.</p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0mm">Poi rinuncia alla pubblicazione di libri cartacei, sempre che l’autore non insista per averli e solo dopo aver pubblicato il libro elettronico.</p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0mm">Chiunque può sottoporgli un manoscritto e quelli che appaiono alla Abel Books di un certo valore vengono pubblicati.</p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0mm">All’autore è richiesto di impaginare lui il libro come si deve, seguendo alcune raccomandazioni, libri non impaginati correttamente sono rifiutati e viene consigliato un consulente che a pagamento, con prezzi calmierati, provvederà a fare ciò che all&#8217;autore non è riuscito.</p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0mm">Poi gli ebook sono immessi sul mercato, distribuiti dai tanti circuiti che oggi anche in Italia si occupano di libri elettronici.</p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0mm">Il prezzo di ogni libro sembra sia fisso e piuttosto contenuto: 4,99 euro.</p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0mm">Ora la Abel Books si è rivolta a vari siti letterari per proporre alcuni dei loro libri in lettura ed avere sul blog una recensione.</p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0mm">Abbiamo accettato anche noi e presto troverete sul blog la prima recensione dei libri di Abel Books, a regime se ne potranno leggere due al mese.</p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0mm">Che dire: mi sembra un’iniziativa onesta e utile ed ho accettato di buon grado.</p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0mm">Qualche cosa si muove nell’editoria italiana, lentamente, ma inesorabilmente</p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0mm">Ettore Bianciardi</p>
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		<title>SE VINCIIL TUO RACCONTOSARÀ PUBBLICATO</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 12:32:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ettore Bianciardi</dc:creator>
		
		<category>Generico</category>

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		<description><![CDATA[ 
È un concorso?
Sì, ma non costa niente, neanche la tassa (la tassa?) di iscrizione, come gli altri concorsi.
Però non si vince neanche niente. no, proprio niente no, si vince il libro che contiene il proprio racconto pubblicato, una sola copia del libro, ma GRATUITA.
Il concorso si chiama ScrivoconloScrittore e si svolge così.
In sei serate, alcuni autori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> </p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0mm">È un concorso?</p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0mm">Sì, ma non costa niente, neanche la tassa (la tassa?) di iscrizione, come gli altri concorsi.</p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0mm">Però non si vince neanche niente. no, proprio niente no, si vince il libro che contiene il proprio racconto pubblicato, una sola copia del libro, ma GRATUITA.</p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0mm">Il concorso si chiama <em><strong>ScrivoconloScrittore</strong></em> e si svolge così.</p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0mm">In sei serate, alcuni autori presentano il loro libro. Alla fine della presentazione ognuno di loro fornisce un <strong>incipit</strong>, ovvero l’inizio di un potenziale racconto, o romanzo.</p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0mm">Chiunque, anche se non ha partecipato alla presentazione, può scrivere un racconto, che inizi però con quell’incipit e sperare che una giuria lo scelga, insieme ad altri due, fra tutti quelli inviati.</p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0mm">Alla fine delle sei serate, i diciotto, o più (decide la Giuria), racconti selezionati saranno pubblicati in un libro, una copia del quale sarà regalata ad ogni racconto vincitore.</p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0mm">Siamo già alla sesta edizione e la cosa piace molto agli scrittori ancora sconosciuti. Alcuni di loro, come per esempio Beatrice Masella, Alba Piolanti, Luca Martini hanno cominciato con <strong><em>ScriviconloScrittore</em></strong> ed oggi sono autori già affermati, con alcuni libri e premi alle spalle.</p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0mm">Se vuoi partecipare lo puoi fare subito.</p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0mm">Anzi questa volta gli incipit sono addirittura due tra i quali potrai scegliere quello che più ti piace e scrivere un racconto che cominci in quel modo lì.</p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0mm"> </p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0mm">Ecco il primo incipit:</p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0mm"> </p>
<p><font size="2"><em><strong>Poi è arrivata la crisi e la Nulla S.p.a® ha chiuso. </strong></em></font><em><strong>Così, da un giorno all’altro, mandando in frantumi tutti i nostri prevedibili progetti futuri e le misere, scontate programmazioni spazio temporali che ci separavano dalla pensione.</strong></em></p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0mm">Ed ecco il secondo:</p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0mm"> </p>
<p align="justify"><em><strong>Francesca è stata spietata, non ha usato mezzi termini, ha vuotato il sacco. Che era bello pieno e tracimava abbondante merda. Che s’è riversata, tutta, su di me e mi ha colpito e affondato, fino agli abissi, dove c’è un buio pesto. Inutile ribattere, spiegarsi ancora, parlare all’infinito, dare dettagli. Non servirebbe a niente. </strong></em></p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0mm"> </p>
<p align="justify" style="font-style: normal; margin-bottom: 0mm; font-weight: normal">Sono addirittura i due incipit dei due romanzi in corso di pubblicazione di Danilo Masotti e di Vasco Rialzo, i due autori che hanno presentato il loro libro a quattro mani Bologna senza vie di mezzo. Confronteranno i racconti arrivati con i loro romanzi, e chissà&#8230;</p>
<p align="justify" style="font-style: normal; margin-bottom: 0mm; font-weight: normal"> </p>
<p align="justify" style="font-style: normal; margin-bottom: 0mm; font-weight: normal">C’è tempo fino al <strong>2 febbraio 2012</strong> per inviare i racconti, max 4 pagine (10000 battute) a:</p>
<p align="justify" style="font-style: normal; margin-bottom: 0mm; font-weight: normal"> </p>
<p align="justify" style="font-style: normal; margin-bottom: 0mm; font-weight: normal"><a href="mailto:inviaracconto@scriviconloscrittore.org">inviaracconto@scriviconloscrittore.org</a>.</p>
<p align="justify" style="font-style: normal; margin-bottom: 0mm; font-weight: normal"> </p>
<p align="justify" style="font-style: normal; margin-bottom: 0mm; font-weight: normal"> </p>
<p align="justify" style="font-style: normal; margin-bottom: 0mm; font-weight: normal">Il 9 febbraio 2012 saranno annunciati i primi vincitori e si partirà con il nuovo incipit</p>
<p align="justify" style="font-style: normal; margin-bottom: 0mm; font-weight: normal">Tutte le notizie su:</p>
<p align="justify" style="font-style: normal; margin-bottom: 0mm; font-weight: normal"> </p>
<p align="justify" style="font-style: normal; margin-bottom: 0mm; font-weight: normal"><a href="http://www.scriviconloscrittore.org/">http://www.scriviconloscrittore.org/</a></p>
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