BIANCIARDINO NUMERO QUATTRO
“Immagino che pochi di voi siano mai stati a Pitigliano, ed è un vero peccato, perché Pitigliano è un posto bellissimo, sulla strada che dall’Albegna, stretta e tortuosa, sale verso il centro della bassa Toscana e sfocia in Umbria. Il paese compare all’improvviso, sospeso a picco sopra uno strapiombo di roccia d’un rosso ferrigno, colore al quale par che non sia estranea l’assenza di fognatura in paese e l’abitudine di rovesciare dalla finestra i vasi da notte. Ma questo non conta, Pitigliano resta un paese bellissimo, e io ci sono nato quarantacinque anni or sono. Mi chiamo Montefiori, e la mia famiglia è pitiglianese pura da almeno cinque generazioni. Anzi, tempo addietro andai al tempio, e il buon hazan Servi mi fece dare un’occhiata ai registri della comunità, purtroppo ormai sfaldata perché molti si son trasferiti altrove, a Grosseto, a Orbetello, a Firenze, addirittura in America, e mi è parso di aver capito che i miei avi lontani vennero qui, ai tempi dei tempi, dalla campagna attorno a Cracovia, una campagna mezzo polacca, mezzo tedesca, di lingua prevalentemente yiddish, dove facevano i poveri bottegai, e si chiamavano Blumberg, che è poi il mio nome, tradotto in buona lingua italiana.”
Un racconto di Luciano Bianciardi del 1967, che tra l’altro è all’origine della foto che lo scrittore si fece coprendosi l’occhio destro con una benda. Foto che i poveri di spirito (come quelli di ISBN e i loro sodali), usano stupidamente in ogni occasione.
L’8 Settembre, al V Festival della Letteratura Resistente di Pitigliano, avrà luogo la distribuzione di questo bianciardino. Chi non può partecipare può richiedere copie ad almenouncent@riaprireilfuoco.org
Posted: Agosto 31st, 2007 under Bianciardi, Il libro infinito.
Comments: 5
Comments
Comment from diana gi
Time: 2 Settembre, 2007, 12:35 pm
Caro Ettore,
approfitto di questa occasione per parlare di un fatto di attualità, anche se non è strettamente connesso a questo post, e ti chiedo scusa per questo.
Ho sentito oggi e ieri al telegiornale che alcune case sono state svendute ad un prezzo irrisorio a politici e funzionari.
Dopo aver sentito la notizia mi è venuta in mente la frase che ho letto in un bianciadino “…………Io non ci capivo niente, e forse fu allora, per reazione subconscia, che decisi di non risparmiare mai una lira in vita mia, di non tesaurizzare. Lo so, in seguito ho comperato un appartamento, ma mi sono affrettato a regalarlo alla donna che amo……”.
Credo che questo scritto voglia essere una critica non a quelli come me (io accumulo, lo ammetto, nel senso che per sicurezza metto via gran parte del mio rilevante stipendio – 1000 Euro – e non amo spendere in oggetti inutili, insomma non vado d’accordo con il consumismo, e l’unico sfizio che mi permetto, esclusi i libri, sono le creme e i profumi).
Credo, invece, che la critica sia riferita proprio a questi signori. Ma io mi domando: prendono stipendi milionari, probabilmente sono già ricchi di famiglia, dopo 5 anni di duro lavoro in parlamento hanno la pensione garantita, ma perché mai hanno bisogno di rubare un appartamento?
Mi sembrano come la Lupa che, dopo aver mangiato non è sazia, anzi, più mangia più vuole mangiare.
Saluti a tutti. Diana.
Comment from enrico
Time: 2 Settembre, 2007, 4:41 pm
ciao a tutti.
diana, credo che per la pensione gli anni siano due…
diciamo che ormai sono vittime dei luoghi comuni, poveracci… nel senso che per non venirne meno, si concedono queste… libertà.
penso, infatti, che ci siano due tipologie di libertà e democrazia: semplicemente, la loro e la nostra. differenze fondamentali: noi, finchè non rompiamo loro i tuscoli, siamo liberi a patto di non uscire dal recinto.
in questo caso, attenteremmo all’ordine democratico…
la cosa è molto radicata anche nella popolazione. recentemente mi trovavo a una cena a casa di amici degli amici. c’erano un dentologo, un notaio… (di quelli che tu definiresti, anzichè acculturati, nozionisti, per farti capire i soggetti…).
appena esordisco affermando che la politica in realtà non esiste, perchè mossa, finanziata e corrotta dall’economia e dall’alta finanza, e che il sistema democratico è retto da organismi occulti come servizi segreti e deviati e sistemi parastatali come il crimine organizzato, il dentologo mi interrompe perentorio - forte e compiaciuto della sua posizione sociale, forse - che non è assolutamente vero, anzi, è la politica che muove l’economia e le istituzioni sono più attentate dai modi terroristici di particolari strati della popolazione che dalle organizzazioni criminali, le quali, comunque, sono ben avversate dallo stato.
spinto a cambiare discorso dalle occhiatacce di chi lì mi aveva portato, sono stato assalito dai tonnarelli al nero di seppia. in fondo, ero andato solo per quello.
Comment from diana gi
Time: 2 Settembre, 2007, 6:25 pm
Sono convinta che tu abbia ragione, Enrico.
Tutta la politica è governata dai grandi gruppi finanziari, e quella relazione del magistrato Tamburini “sui fondi neri della società” lo dimostra.
Quella relazione non è stata scritta da me, ma da Taburini e Grieco, quest’ultimo un magistrato.
Dire che la politica non è guidata dalla finanza è fire una fesseria, vuol dire essere inutilmente conformisti.
Ti dirò anche di più, visto che ne ho l’occasione. Quella relazione dimostra i legami corrotti tra imprenditoria e politica. Non so quanti sanno che dal conto Pivot della Fiat hanno attinto tutti i partiti, ad esempio. E poi mi dicono che non c’è la relazione. Mah….
Le istituzioni sono aggredite da una parte della popolazione? Se alludevano al terrorismo, tutti in questo blog sanno come io la penso al rigurdo. La vita umana per prima. Questo però non mi fa arrivare al punto di negare le connivenze illecite.
Diana
Comment from diana gi
Time: 2 Settembre, 2007, 6:37 pm
Ultimo commento:
Enrico, digita in google “dietro i bilanci delle società“, scaricati la relazione di Grieco e Tanburini, poi se incontri ancora quegli idioti sputagliela in faccia, anche da parte mia.
Comment from irazoqui
Time: 14 Settembre, 2008, 9:06 pm
diavoli! non vorei averla usata anch’io , quella foto, in qualcuno dei miei blog bianciardeschi.
non ricordo più. ma bianciardi io lo amo con benda e senza benda, ed è questo che conta.la sua scrittura mi ha toccato il cuore. mi ha “salato” il sangue.
iraz.
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