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Eccolo qua l’annuncio! Bello grande e rosso in fondo alla prima pagina di Repubblica e forse di altri quotidiani. Ma quanto sarà costato? Come farà una casa editrice non molto nota a sostenere i costi di una operazione pubblicitaria per una iniziativa che non promette neanche di far guadagnare tanti soldi, visto che è difficile vendere libri di autori esordienti. Mah!

Ogni autore selezionato riceverà una proposta editoriale. Mmmh, mi sa che comincio a capire da dove vengano i soldi per la casa editrice.

Vi propongo una cosa: se avete un manoscritto di un vostro romanzo, saggio, raccolta poetica o di racconti, come dicono loro, mandatelo a quell’indirizzo (Il Filo C.P. 40 VT1 01100 VITERBO o email manoscritti@ilfiloonline.it) e poi sperando di essere selezionati (andate tranquilli penso che lo sarete) mettete su questo sito la proposta editoriale che vi verrà fatta. Tutto qui: sapremo allora che cosa ci si può aspettare dalla casa editrice Il Filo di Viterbo.

Io lo so già, ma non ve lo dico; voglio che tutti tocchino con mano

Ecco provate a vedere cosa è successo a Mig!(commento 10)

Comments

Comment from Un “complice”
Time: 13 Settembre, 2007, 1:45 pm

Provvedo subito. Informeròvvi.

Comment from diana gi
Time: 14 Settembre, 2007, 6:44 pm

Non invierei mai un mio manoscritto a due case editrci:

il filo,

fazi.

Perché? Perché non sono case editrici, ma operatori di marketing.

Diana.

Comment from enrico
Time: 14 Settembre, 2007, 8:29 pm

ciao diana. cosa sai di fazi?

Comment from diana gi
Time: 14 Settembre, 2007, 9:55 pm

Che ha pubblicato Melissa P.

Mi basta e avanza.

Perché mi fai questa domanda?

Comment from diana gi
Time: 14 Settembre, 2007, 10:01 pm

Poi, nel “rifugio degli esordienti” Fazi ha un bollino rosso, che segnala che un suo scrittore è rimasto insoddisfatto del servizio ricevuto.

Diana

Comment from enrico
Time: 15 Settembre, 2007, 1:56 pm

ciao rosa. ti faccio questa domanda perchè tempo fa chiesi anche a ettore se aveva qualche notizia su fazi. è di roma, ma a parte la melassa, non avevo ricevuto indiscrezioni.

Comment from Gianni
Time: 15 Settembre, 2007, 5:41 pm

Cara Diana mettere insieme Fazi e Il Filo mi sembra veramente assurdo. La prima è una casa editrice che al di là di Melissa P. ha in catalogo autori come Gore Vidal, John Fante, Paula Fox, Catherine Meyer, Isabella Santacroce… La seconda è un supermarket per aspiranti, per lo più scarsi, scrittori che pagano migliaia di euro per soddisfare il proprio ego.

Comment from C M
Time: 15 Settembre, 2007, 5:50 pm

QUESTO COMMENTO E’ STATO CANCELLATO  IN DATA 14/11/2007 POICHE’ L’AUTORE NON HA CONFERMATO LA VERIDICITA’ DEL CONTENUTO.

Comment from zizzania
Time: 22 Settembre, 2007, 10:41 am

Ma Stampa Alternativa è sicura di non aver mai chiesto soldi a nessuno per pubblicare un libro?
Sicura sicura?

Sicura, sicura, caro Zizzania, alias Servizi Segreti Deviati, non ho mai pubblicato libri a pagamento e adesso giù la maschera, fammi godere.

Marcello Baraghini

Comment from Mig
Time: 22 Ottobre, 2007, 3:03 pm

Ho spedito il mio lavoro a Il Filo, e mi hanno chiesto 2800 euro per 150 copie.

Comment from diana gi
Time: 24 Ottobre, 2007, 7:34 pm

non mi sembra giusto accusare qualcuno (nella fattispecie Marcello) di qualcosa (nel caso specifico di chiedere un contributo) nascondendosi dietro l’anonimato.

Ed è ancor più ingiusto accusare qualcuno senza avere uno straccio di prova a fondamento di ciò che si dice.

Così è troppo semplice (io potrei dire che una persona a me antipatica ha fatto chissà che cosa) e soprattutto incivile.

Chiunque accusi altri di qualcosa deve avere almeno il decoro di portar prove (che in questo caso non credo potrà trovare) e soprattutto di palesarsi.

Comment from cinaski
Time: 25 Ottobre, 2007, 10:49 am

Fazi: capisco il bollino rosso, chi li critica avrà i suoi buoni motivi. Si tratta comunque di un editore che quando decide di pubblicare un libro paga un anticipo all’autore, e pattuisce una percentuale sulle vendite. Anche con Melissa ha fatto così. Poi uno si legge i libri che gli pare, ma gli editori a pagamento sono un’altra cosa, secondo me peggiore.

Comment from diana gi
Time: 25 Ottobre, 2007, 8:09 pm

E’ vero, alcuni sono sicuramente peggiori (quelli disonesti) . Su questo concorso, sul resto non so dirti perché non lo so.

Secondo me paga in aticipo perché, potendo promuovere i libri in televisione, sa di garantirsi un minimo di venduto.

Comment from diana gi
Time: 25 Ottobre, 2007, 8:31 pm

Precisazione:

Fazi è sicuramente un editore e non uno stampatore truffaldino.

Quello che non mi piace di lui è che continua a fare operazioni di marketing. Ad esempio, dopo la Melissa s’è inventato la “Pornoromantica” facendone fare pubblicità alle IENE (ITALIA UNO).

Sicuramente gli altri scrittoriche hanno pubblicato con lui saranno bravi, non lo metto in dubbio, ma non amo che si confonda la letteratura con la pubblicità.

Questo almeno il mio punto di vista, senza offesa per nessuno.

Lo dico prima che qualcuno me lo contesti. Fazi aveva il mio manoscritto, ma io lo avevo inviato alla casa editrice VERDANA, che poi è stata da lui acquisita, successivamente all’invio del mio manoscritto.

Fazi non ha pubblicato la prima bozza del mio manoscritto e nemmeno Marcello, perché quella bozza andava rivista.

L’ho rivista a fondo e un’ottimo editore l’ha pubblicata, perchè l’idea, a detta di tutti, è originale.

Questo lo dico perché non si pensi che sono arrabbiata, altrimenti dovrei esserlo anche con Marcello, ma non è così, a lui RINNOVO SEMPRE LA MIA STIMA, anche se ogni tanto discutiamo.
Non metto in dubbio che gli altri scrittori di Fazi siano bravi, ma basta con le melisse, le pornoromantiche etc.

grazie per lo spazio.

Comment from cinaski
Time: 26 Ottobre, 2007, 9:24 pm

non trovo niente di male nel pubblicare melissa: che poi la gente legga ciò che vuole. ci sono ragazzine che hanno letto i suoi (terribili) libri (romanzi non si può dire) a 17 anni, avvicinandosi per la prima volta all’idea di emozionarsi per un qualcosa di scritto. adesso d’anni n’hanno più di 20 e per pescare qualcosa che gli tocchi l’anima devono cercare altro, e magari domani arriveranno a Tolstoj. è un discorso un po’ a bischero, lo so, solo per dire che un libro secondo me non fa mai male, e che la libertà di stampa è pure questa, pure melissa

Comment from uno lettore
Time: 26 Ottobre, 2007, 9:26 pm

Fazi pubblicava due nuovi autori italiani l’anno. Adesso, post-melissa-p, ne fa anche troppi, perché può investire di più e perché spera di pescarne altri, di successi simili. Poi: gli autori che valgono andranno avanti, gli altri no. Poi: Fazi se la passa male, così dicono in diversi, e in molti sono già fuggiti

Comment from Il Filo
Time: 7 Novembre, 2007, 6:45 pm

Sono Giuseppe-Lastaria, Direttore Editoriale de Il Filo, e mi vedo costretto ad intervenire in questo forum per rispondere agli attacchi del tutto privi di fondamento che sono stati rivolti strumentalmente alla nostra casa editrice.
Premetto che per quanto dichiarato da tale “CM” intraprenderemo immediatamente un’azione legale rivolta ai gestori di questo blog, tesa a riconoscerci il giusto risarcimento economico e morale per la diffamazione subita. A questo proposito, prima di entrare nel merito delle questioni sollevate, tengo a precisare che trovo inaudito e profondamente scorretto pubblicare un messaggio dal contenuto calunnioso senza verificare la veridicità delle accuse rivolte e, addirittura, senza nemmeno pretendere che l’autore dello stesso si firmi con nome e cognome.
Va ricordato che i gestori di un sito sono sempre i primi responsabili di quanto viene pubblicato in esso e che se un messaggio contiene delle accuse verso terzi queste vanno o documentate o cancellate. Altrimenti si è complici e artefici di una pessima e dannosa comunicazione.
Entrando nel merito delle gravi accuse rivolteci, pertanto, ribadisco di non aver mai fornito ad alcun collaboratore l’assurda indicazione di selezionare tutte le opere pervenuteci in esame (del resto, sarebbe davvero un’idiozia controproducente per le nostre edizioni). Tengo a precisare questo aspetto anche e soprattutto per rimarcare la serietà e la competenza dei miei ormai numerosi e validissimi collaboratori (quelli veri, non quelli anonimi), che con il loro impegno professionale hanno permesso alle nostre edizioni di raggiungere gli importanti risultati che ci contraddistinguono.
A questo proposito avanzo una proposta agli “impeccabili” gestori di questo blog e della casa editrice “Stampa Alternativa”, che non avendo nulla da nascondere sono certo accetteranno. Io, a testimonianza della serietà della struttura che dirigo, mi impegno a fornire, previa autorizzazione degli autori coinvolti, una lista di 400 o 500 o 1000 opere (indicate voi il numero) da noi ricevute e non ritenute idonee per la pubblicazione, quindi scartate dai nostri comitati di lettura. Ma se ciò accade i gestori di questo blog e della casa editrice “Stampa Alternativa” devono impegnarsi a pubblicare e diffondere un comunicato stampa (ed un messaggio presente nelle home page di tutti i loro siti) in cui si scusano con le nostre edizioni per aver permesso che un messaggio dal contenuto calunnioso venisse tranquillamente diffuso senza il minimo intervento di un moderatore, mostrando un’imperdonabile superficialità ed una totale mancanza di rispetto per gli utenti che hanno tratto dal loro blog informazioni false e strumentali. Lo stesso comunicato dovrà contenere l’impegno da parte dei gestori di questo blog e della casa editrice “Stampa Alternativa” ad amministrare con maggiore serietà e professionalità gli spazi on-line da loro curati.
Detto questo, colgo l’occasione per affrontare anche altri temi da voi sollevati.
In merito al problema della pubblicazione con contributo da parte dell’autore, sono il primo a riconoscere che ci sono strutture editoriali che operano con particolare ambiguità, ma non è certo il nostro caso. L’editore agisce in malafede se promette all’autore emergente molto più di quanto possa mantenere, vendite record o straordinari successi di critica (e vi assicuro che molti lo fanno) o se pubblica il suo libro e lo lascia marcire nei suoi magazzini, dopo aver incassato il contributo dell’autore, senza attuare uno straccio di promozione.
Ma se l’editore informa l’autore emergente circa le reali potenzialità di vendita della sua pubblicazione e si impegna contrattualmente ad attuare una serie di servizi promozionali che permettono una maggiore diffusione della sua opera, non vedo proprio su quali basi si possa ritenere non legittimo il rapporto di co-produzione tra autore ed editore.
Del resto, quando sparate a zero su questo sistema, dovreste anche precisare che la maggior parte dei professori universitari e ricercatori italiani pubblicano le loro opere contribuendo alle spese di stampa (acquistando in prima persona le copie dei volumi oppure accedendo a finanziamenti di enti ed istituzioni) e che questo, naturalmente, non dipende dalla bassa qualità letteraria o scientifica delle opere proposte, ma dall’esiguità del mercato a cui sono rivolte. Lo stesso discorso vale per le opere di poesia e narrativa dei nuovi autori, anche perché senza la co-produzione sarebbe quasi impossibile realizzare progetti editoriali interamente dedicati ad autori emergenti.
Quando parlate dell’editoria con contributo, perché omettete di dire che un poeta, anche affermato, in Italia vende poche centinaia di copie e che la quasi totalità dei grandi poeti italiani, per esempio, ha iniziato il proprio percorso letterario contribuendo alle spese di pubblicazione delle loro prime opere?
Per quanto ci riguarda crediamo fortemente nel nostro lavoro e siamo certi di interpretarlo con efficacia, trasparenza ed onestà. I risultati, del resto, ce lo confermano chiaramente e ci spronano a continuare nel cammino intrapreso. Siamo convinti che per promuovere con efficacia poeti e narratori emergenti occorra creare un vero e proprio polo del settore (senza il quale sarebbe difficile disporre della necessaria forza diffusiva per offrire la giusta visibilità ai titoli pubblicati) e che per farlo sia necessario poter contare su un buon numero di opere da proporre (da questo nasce l’esigenza di ricevere un alto numero di manoscritti da valutare e la scelta di pubblicare inserzioni sui quotidiani). Va detto che le inserzioni sui quotidiani rappresentano anche la prima forma di diffusione delle opere pubblicate, visto che grazie a questa esposizione il nostro sito, che ovviamente ospita il nostro catalogo, registra centinaia di migliaia di accessi unici e la nostra newsletter è composta da migliaia di iscritti.
Quale prova della bontà delle nostre scelte, va detto che la nostra collana “Nuove Voci” è in assoluto la collana dedicata ad autori emergenti che riceve più riconoscimenti nei premi letterari del settore (http://www.ilfiloonline.it/premi.asp).
Inoltre possiamo contare su un programma radiofonico che va in onda su una grande radio romana (ascoltabile in tutto il Lazio in FM e ovunque tramite Internet), in cui intervistiamo i nostri autori, e su innumerevoli situazioni promozionali che abbiamo studiato per favorire la diffusione dei nostri titoli.
Il nostro distributore nazionale vende annualmente in libreria migliaia di titoli dei nostri autori emergenti, questo nonostante le note avversità del sistema, e già più di un grande editore si è interessato alle nostre pubblicazioni, acquisendone i diritti (BUR, BALDINI CASTOLDI DALAI, HACHETTE/RUSCONI).
Non credo che in Italia esistano altri progetti dedicati ad autori emergenti che possano vantare i nostri risultati.
Infine va precisato che il nostro catalogo non presenta soltanto autori emergenti (proprio perché crediamo nella necessità di costruire un ponte tra la letteratura “ufficiale” e quella “sommersa”) ma anche opere di autori classici e contemporanei già consacrati, a questo proposito basti citare gli inediti mondiali di Pessoa da noi pubblicati oppure gli altri titoli della collana “Albatros” (http://www.ilfiloonline.it/albatros.asp) oppure (http://www.ilfiloonline.it/albatrospeciali.asp).
Inoltre è possibile leggere alcune delle numerose testimonianze che i nostri autori ci hanno gentilmente rilasciato per confermare la serietà del nostro operato (http://www.ilfiloonline.it/testimonianze.pdf).
Per concludere vorrei citare un passo pubblicato ne I poeti sono impossibili, di Alessandro Carrera (grande scrittore e critico letterario, traduttore delle opere di Bob Dylan per Feltrinelli).
Questo libro, uscito per le nostre edizioni e vincitore del prestigioso Premio letterario “Attilio Bertolucci”, è stato definito da Alfonso Berardinelli (che non è proprio l’ultimo arrivato), su “Il Foglio” di Giuliano Ferrara, “un libro geniale”. Ecco la citazione:

“Come orientarsi tra le case editrici minori con collane di poesia o specializzate in poesia? Sono numerose, hanno il vantaggio di pubblicare molti più volumi di poesia delle case editrici maggiori e di non essere concentrate solo nelle grandi città. Per lo più chiedono un contributo che copre un costo che va dalle duecento alle cinquecento copie, il che significa una spesa dai due ai sei milioni circa. Non storcete il naso, non è una transazione vergognosa.
Conosco aspiranti poeti che non hanno ancora pubblicato niente perché non vogliono sporcarsi le mani con una ‘casa editrice a pagamento’. Ma bisogna distinguere tra le case editrici a pagamento vere e proprie (di cui parleremo oltre) e le case editrici che in cambio del contributo richiesto offrono un servizio professionale. Tali case editrici non potrebbero sopravvivere senza il contributo degli autori. «Se si sforzassero di più a vendere i libri non avrebbero bisogno di chiedere soldi» dice l’onest’uomo. Ma non sono gli editori che vendono i libri, sono i distributori. E i distributori si prendono già il cinquanta-sessanta per cento del prezzo di copertina. Se un libro non vende almeno duemila copie non paga gli stipendi di nessuno. E i libri di poesia non si vendono. Non è che non si vendono perché non sono abbastanza promossi e distribuiti. Anche. Ma non si vendono soprattutto perché la gente non li compra. Ho assistito a letture poetiche eseguite davanti a centinaia di persone entusiaste; alla fine della serata il poeta che aveva ricevuto applausi da rock star avrà venduto sì e no quattro copie. Il pubblico è soddisfatto di avere assistito all’evento, la sua corteccia cerebrale è stata gentilmente titillata dai versi ascoltati, ed è tutto. Dunque non sperate che il vostro libro venda. Non venderà. Anche perché le persone che potrebbero comprarlo, i vostri colleghi poeti, gli amici e i parenti, si aspettano che voi glielo regaliate, e si offenderebbero all’idea di doverlo comprare. Ricordate le duecento copie che vi siete impegnati a pagare? È adesso che ne avete bisogno.
Dovete comunque essere prudenti. Alcuni editori, non appena hanno ricevuto il vostro assegno e vi hanno spedito le duecento copie, spingono le altre in magazzino e dichiarano chiuso l’affare. Ma ve ne sono altri che si prendono ragionevolmente a cuore il vostro lavoro, hanno un giro di conoscenze nel mondo poetico, seguono i premi letterari, mandano il vostro libro ai critici e ai giornali, fanno insomma quel minimo di promozione che per anni sembra che non serva a niente, ma che in realtà costituisce il primo gradino di una piccola carriera poetica”.
(già pubblicato su “Poesia”, gennaio 1999)

Tutto questo per dire che si può anche essere contrari a priori alle pubblicazioni con contributo, ma non si possono ignorare i problemi legati a certi generi letterari né si può continuamente strumentalizzare la discussione, perché è proprio sparando a zero su tutte le case editrici che si occupano di co-produrre autori emergenti, senza entrare nel merito di chi lavora con rigore e di chi agisce in malafede, che si fa il gioco di chi si serve di questo settore per operare con ambiguità e mancanza di trasparenza.

Detto ciò, ci incontreremo sicuramente in tribunale.

Distinti Saluti.

Comment from ciro pellegrino
Time: 14 Novembre, 2007, 9:55 pm

È una discussione sicuramente interessante.
Se mi posso permettere, due sole domande, da umile cronista, senza voler parteggiare per l’uno o per l’altro.

1. Quanto costa un riquadro di pubblicità a colori sulla prima pagina de la Repubblica?

2. Perché Stampa Alternativa non ha mai pubblicato un
riquadro di pubblicità a colori sulla prima pagina de la Repubblica?

Pingback from Ancora una volta su fili e caste : Fronte della comunicazione
Time: 21 Novembre, 2007, 5:43 am

[…] Lo scenario è bello ricco e provoca goduria, almeno a me. Riassumo in poche battute. Una casa editrice a pagamento pubblica costosissimi annunci sulla prima pagina di Repubblica omettendo di dire agli scrittori emergenti a cui si rivolge che li pubblicher sì, ma a pagamento. Punzecchio Il Filo e il direttore editoriale, Giuseppe Trattino (il trattino è suo) Lastaria, minaccia querela. A questo punto mi scrive Boris e racconta una bella e istruttiva storia sul Filo, tale da cominciare a far luce dietro gli sgarruppati annunci su Repubblica. Punto. […]

Pingback from Xaaraan - Il blog di Antonella Beccaria » Riapre il fuoco sugli editori a pagamento
Time: 30 Novembre, 2007, 11:18 pm

[…] 22 ottobre, Scrittori emergenti […]

Comment from Simone
Time: 3 Dicembre, 2007, 2:02 pm

Non sono uno di quei tipi che hanno la pretesa di aver sempre ragione, uno di quelli che parla solo allo scopo di far sapere al mondo che ogni cosa che esce dalla propria bocca è sacrosanto e inoppugnabile. Vorrei che questo senso di fallibilità che mi rende “umano”, fosse condiviso anche dal resto degli abitanti del pianeta TERRA, ma mio malgrado, entro in questo FORUM e mi sembra tutto molto di parte. Quando parlate delle edizioni IL FILO lo fate a ragion veduta o sparate a zero sulla base di mere congetture?
Io ho avuto la fortuna di pubblicare con loro e ribadisco: LA FORTUNA. Sono professionali, non raccontano stupidate e non disattendono ciò per cui si impegano previa CONTRATTO. Non mi hanno instillato false speranze, non mi hanno mai detto che sarei stato il nuovo Neruda o il nuovo PLATONE. Credono in me, come io credo che loro faranno di tutto affinchè la nostra collaborazione sia soddisfacente e profittevole per ambo le parti.
Sul profittevole vorrei spendere due parole. Nel momento in cui ho deciso di pubblicare una raccolta poetica non l’ ho fatto sperando di ottenerene un guadagno ma ho ritenuto che avere la possibilità di far arrivare la propria voce a più persone possibile, fosse un modo per dire agli altri:” Hey io esisto e forse ciò che provo e sento dentro me è qualcosa che ci accomuna, che ci rende vicini e in qualche modo fratelli”. Il contributo che un autore versa al FILO per pubblicare la propria opera io non lo vedo come una cosa infame, come lo scendere a compromessi con il demonio o l’ accettare che il proprio lavoro sia di scarsa qualità. Penso invece che sia un prendersi per mano, un modo per venirsi incontro ” Voi mi date la possibilità di far arrivare al pubblico la mia voce e io vi vengo incontro”. In fondo sono uno sconosciuto e per quale motivo una casa editrice dovrebbe assumere su di se tutto il rischio di impresa? Lo potrebbe fare solo se pubblicasse duo o tre opere ogni anno e ritorniamo al punto di partenza:” Chi darebbe la possibilità ad uno sconosciuto di pubblicare una propria opera”?
Il mio punto di vista ( come dicevo prima), non vanta la pretesa di essere assoluto e giusto, ma è il mio ed è il punto di vista di una persona che ha avuto il PIACERE e LA FORTUNA di incontrare sulla propria starda le edizioni IL FILO…

Comment from monica
Time: 25 Gennaio, 2008, 11:26 am

E’un uscito da poco “Frammenti cosmici-poesie nell’arte” di Andrea Simonetti EDIZIONI IL FILO. Una stupanda raccolta di poesie e illustrazioni-disegni-dipinti della sottoscritta. Un’opara molto completa che vale la pena di leggere e vivere per un po’…

L’editore è molto serio, ci hanno davvero molto aiutato e non ci hanno chiesto cifre che sono state dette su questo blog…assolutamente! Anzi, abbiamo trovato tutto molto vantaggioso inclusi gli esperti della redazione …anche troppo forse per noi.

Al li dà di questo…perchè invece di criticare sempre e comunque e sparare sempre in aria non ci mettiamo a leggere qualche libro di poesia? Perchè non contribuiamo ognuno ad aiutarci invece di metterci sempre contro?

Guardate la prefazione di questo libro e se siete invogliati leggetelo!

www.ilfiloonline.it/autori/2008/simonetti.asp

ciao a tutti e buona fortuna—-buona vita—-
Monica G.

Comment from lorena tosi
Time: 29 Gennaio, 2008, 4:41 pm

Mi chiamo Lorena Tosi e volevo intervenire in merito alle accuse rivolte alla casa ed. IL FILO. Io ho avuto la fortuna di pubblicare da poco con loro una raccolta di racconti e posso affermare che ciò che ho letto su di loro è assolutamente calunnioso. Innanzitutto io non ho sborsato cifre esorbitanti, (rispetto ad altre case ed. cui ho proposto il manoscritto ho pagato una cifra veramente piccola) ho avuto un’assistenza sia prima della pubblicazione che dopo, nell’ambito promozionale, molto attenta e professionale e posso ritenermi pienamente soddisfatta della collaborazione con tutto lo staff. Non ti abbandonano una volta avvenuta la pubblicazione, anzi ti seguono e appoggiano in ogni iniziativa (settimanalmente ho contatti per la promozione con persone disponibili e incoraggianti). Non mi hanno promesso un successo planetario, ma hanno mantenuto tutto ciò che era in programma, e anche se il mio libro non venderà migliaia di copie, ho avuto testimonianze scritte, via email ecc. delle emozioni che sono riuscita a trasmettere e ci sono riuscita grazie all’opportunità che IL FILO mi ha dato. Grazie!

Comment from Neftasia Editore
Time: 30 Gennaio, 2008, 1:42 pm

Egregio Signor Web Master

ho visto il Suo sito e mi complimento.

Se ritiene opportuno informare i Suoi ospiti, Le comunico che la Neftasia Editore Srl www.neftasia.com è lieta di valutare la pubblicazione di opere che rientrano nelle nostre collane.

L’ eventuale pubblicazione non comporta per l’ autore alcuna partecipazione ai costi di stampa o obbligo di acquisto copie, “non siamo una casa editrice a pagamento.”

La Neftasia Editore srl (prima nella ricerca google “casa editrice”, grazie ai 5.000.000 di visitatori) è distribuita sul territorio nazionale dalla bNd Books srl www.bndbooks.com di cui è parte integrante del gruppo.

Nella Art Gallery ci sono gli autori che hanno realizzato le copertine di alcuni libri , questa opportunità consente agli artisti notorietà in Italia e all’estero dove diffondiamo le nostre pubblicazioni.

Nella speranza di averLe fatto cosa gradita. La saluto cordialmente.

Graziani dott.ssa Laura

Neftasia

Comment from sanny
Time: 26 Febbraio, 2008, 7:09 pm

ciao, chi mi saprebbe dare informazioni sulla casa editrice kimerik? ho ricevuto un’offerta di pubblicazione, con contributo, ovvero: acquistare 100 copie su 1000 stampate, prezzo di copertina, 13 euro circa

Comment from Mirco
Time: 26 Agosto, 2008, 5:29 pm

I blog permettono la libera informazione, ma quante sciocchezze si dicono!

Anche io ho pubblicato con il Filo. Ho preso 200 libri e ne ho pagati 100 a 14 euro l’uno, spendendo 1400 euro. Se avessi stampato i libri da solo con un editoria che fa sconti estremi potevo spendere 6 euro a copia spendendo 1200 euro totali.

E poi? Che ci facevo? Ascoltate, io ho contattato molte case editrici, ma è la prima volta che mi fido. Questo è solo perchè dicono le cose come stanno. Paghi 1400 è hai: correzione della bozza, impaginazione e copertina, consulente che ti segue nei premi letterari euna distribuzione sufficente per far trovare il tuo libro.

Poi è ovvio, anche se il libro entra in catalogo, è il libraio che decide se comprarlo, e a meno che il libraio non sia del tutto scemo, perchè dovrebbe correre un simile rischio?

Tanti saluti. Se vi interessa ho scritto un articolo in proposito
http://terrapiatta.cristianmay.net/arte/letteratura/186.html

Comment from vally
Time: 27 Agosto, 2008, 7:04 pm

anche io ho ricevuto una proposta editoriale della casa ed.”il filo”.L’impressione è assolutamente positiva.Peccato che non ho i 2200 euro per il mio manoscritto..:-(

Comment from sissi
Time: 18 Settembre, 2008, 4:06 pm

Sig. Giuseppe Lastaria, vorrei puntualizzare che il fatto che Il Filo si impegni “contrattualmente” a promuovere e distribuire l’opera a fronte di un “piccolo contributo” (piccolo per Lei, forse. Per me 2000 euro equivalgono a 2 mesi e mezzo di stipendio) non è affatto una garanzia per l’aspirante autore, non in Italia almeno. Infatti se Lei venisse meno agli obblighi contrattuali, l’autore le farebbe causa. Le cause in Italia vanno avanti per decenni, e la casa editrice ha tutto il tempo di chiudere o cambiare amministrazione.
Ci sono passata moltissimi anni fa, dopo una lunghissima battaglia legale ho vinto la causa perchè quella persona “era venuta meno agli obblighi contrattuali”, ma non ho visto un soldo, nè lo vedrò mai. E intanto l’editore si è intascato e goduto i miei soldi.
Probabilmente non è il Suo caso, ma io non La conosco, non potrei davvero affidarLe il mio sudato denaro.
Concludo comunicandole che anche io Le ho inviato un manoscritto per la selezione pubblicata sul giornale ad agosto. Si risparmi di inviarmi una proposta editoriale con richieste pecuniarie perchè tanto non pagherò. Se avessi saputo che le cose stavano così mi sarei astenuta dall’inviarlo: non avrei perso tempo nè io e nè Lei.
Ho contattato altre case editrici che non mi chiedono soldi e che lavorano diversamente.
Vede, io non scrivo per il gusto egocentrico di vedere il mio nome stampato su una copertina, ma per trasmettere dei messaggi e per portare avanti un lavoro che amo (purtroppo scarsamente remunerativo perchè non sono famosa) oltre al lavoro che devo svolgere per il mio sostentamento.
Non la prenda come un’offesa
Saluti

Comment from alex
Time: 6 Ottobre, 2008, 10:23 am

…anche altromondoeditore.it chiede un pacco di soldi per pubblicare parola mia che ho ricevuto una loro proposta di pubblicazione per tutti e tre i manoscritti inviati!!!..e che sono Baricco!!!

Comment from sissi
Time: 7 Ottobre, 2008, 6:40 pm

Bene, allora depenniamo anche altromondo editore. A chi interessa sul sito galassia arte ho trovato un elenco di case editrici che dichiarano pubblicamente di non chiedere denaro. Proviamo, e speriamo sia vero. Alex quanto chiedono per curiosità?

Pingback from AFANEAR » strategie alternative di promozione
Time: 8 Ottobre, 2008, 10:17 pm

[…] non mi interesso di marketing, mi piace scrivere (cose illeggibili, per lo più, ma ognuno ha le proprie perversioni, è comunque roba che con un po’ di fortuna non leggerete mai), leggere, cazzeggiare con theGimp, con perl oppure on line. quando ho deciso che avrei fatto l’esperimento di promuovere seymour ho provato diverse strade, perché certe volte è proprio il sabato del villaggio: è migliore la preparazione di quel che fai poi veramente, quindi volevo godermi il momento. allora ho inviato una sinossi alla Nord e il manoscritto alla Fanucci e ho letto molta roba in internet e su carta. devo dire che la ricchezza di autori esordienti mi ha sconvolto e, per la prima volta, ho avuto dei dubbi. ma il buon vecchio chinaski (mi pare, qualcuno si ricorda se era proprio lui?) diceva: fallire, fallire sempre. allora ho iniziato a parlarne con degli amici e anche lì, nel mondo concreto, la quantit di aspiranti scrittori mi ha urtato. possibile?, possibile che siamo così tanti?, possibile che fra così tanti ci sia un solo calvino, un solo benni, una sola byatt, una sola troisi, una sola rowling, un solo dick, un solo thompson, una sola funke? cosa fa la differenza tra loro e noialtri, le miriadi, gli inespressi? promozione, parola, voce, diffusione, notoriet , mi sono risposto. oltre a tutto il resto, chiaro (anche se tutto il resto è evidente per alcuni, meno per altri). e allora ho iniziato a pensare, perché mi piacciono molto i giochi da tavola economici (se puerto rico e power grid non vi dicono niente e credete che mi riferisca a monopoly, siamo semplicemente su due universi paralleli che non si incontrano. e, se si incontrano, non si salutano)(ok, aggiungete alla lista: snob ludico). con pochi soldi, cosa posso fare per pubblicare seymour e promuoverlo? chiedergli dei soldi. e dopo? una gara! tanto non diventeremo ricchi con i diritti di autore, ma magari diventiamo abbastanza famosi e google ci compra… ops, no, volevo dire: e magari la mondadori ci compra! un investimento minimo, se non devi comprarti 200 copie da qualche casa editrice (vedi, ad esempio: http://www.riaprireilfuoco.org/blog/?p=123) 1000 euri sono accessibili e poi vai di viral marketing! in fondo se lo fa uno che di scrittura ci campa come renato di lorenzo (che in coda al suo libro sulla scrittura mette in atto esattamente una strategia di marketing virale), perché non io? […]

Comment from mescal
Time: 29 Ottobre, 2008, 10:42 am

vorrei intervenire dicendo che i miei libri li stampo in autoproduzione con tanto di ISBN (distribuzione mia attraverso le eventuali ordinazioni su internet o libreria).

stampo un libro di short stories e con il ricavato delle vendite stampo il successivo. ne ho pubblicati 6 e presto uscirà il 7°. tiratura sempre intorno alle 500-600 copie ma tutte sempre vendute (con un po’ di pazienza).

non posso certo pretendere di vendere migliaia di copie ma l’autoproduzione (porto il testo in una tipografia di fiducia) mi restituisce il polso della situazione: se vendo quel poco che stampo vuol dire che un po’ piace. è una sensazione comunque piacevole.

ho smesso di sperare nelle case editrici… ogni tanto mando un manoscritto ma a tempo perso… se ricevo proposte di contratto per pubblicazione a pagamento io le straccio…

Comment from sissi
Time: 4 Novembre, 2008, 6:06 pm

Mescal hai ragione è quello che avevo pensato di fare anche io. Ma poi dove li vendi?

Comment from Simone
Time: 19 Novembre, 2008, 6:21 pm

Io invece faccio degli ebook. Raggiungono un bel po’ di gente (alcuni superano il migliaio di copie scaricate) e non costano nulla.

Simone

Comment from alessia
Time: 26 Novembre, 2008, 8:38 pm

ho trovato l’annuncio dell’agenzia il Filo…non proverò ma volevo chiedervi in alternativa dove posso trovare un serio ” concorso ” o eventualemnte mandare un manoscritto un mio lavoro ? grazie milla

Comment from Sissi
Time: 1 Dicembre, 2008, 7:07 pm

come volevasi dimostrare è appena arrivata anche a me la proposta editoriale del Filo: 2.200,00 euro, la più cara finora.
Alessia su galassia arte ho trovato indirizzi di case editrici che dichiarano di non chiedere soldi. Però non mi hanno mai risposto. Mi hanno invece risposto già 5 case a pagamento, di cui l’ultima è proprio il filo. Io mi sono iscritta a un sito di autori emergenti, si pubblica online e non si paga niente

Comment from enrico
Time: 10 Dicembre, 2008, 12:59 pm

Sissi…il discorso della pubblicazione online è fine a se stesso tanto quanto le critiche. Può essere parte di un percorso ma non credo abbia chissà quale valenza, a meno che non ci si sbatta per rendere la tua pagina raggiunta migliaia e migliaia di volte…
Un pò come il myspacemusic per i musicisti. E’ vero che c’è che ci ha fatto fortuna, ma hai idea di quanto ci si debba star dietro per rendere il tutto visibile quanto serve perchè qualcuno si accorga di noi? Non so te (ti ho presa come interlocutrice diretta ma parlo rivolto a chiunque di voi) ma io ho un lavoro ed una famiglia, il tempo che ho libero lo passo vivendo e scrivendo e non ho davvero la possibilità di buttarmi in un’operazione di autopromozione tale da permettermi di sfondare, nonostante davvero io per primo sia consapevole del valore di ciò che produco.
Detto questo, credo che le operazioni editoriali simili a quelle de Il Filo siano da considerarsi ormai lo standard e le si debba poi suddividere in “professionali” e “nonprofessionali”.
Non credo esista al mondo un editore tanto sprovveduto da prendere i propri soldi ed invesirli in un tuo romanzo, per quanto possa essere meraviglioso; esitono migliaia di fattori che potrebbero portarti ad un flop ed il mercato editoriale viaggia da sempre su un filo (a proposito di fili…) così sottile da non potersi permettere grossi errori.
Il discorso “online” inoltre è ciò che di più distante c’è rispetto ai miei canoni di lettura e per quanto ci si possa stampare i file, non si avrà mai la stessa sensazione tra le mani…
Per chiarezza, io stesso ho ricevuto una proposta editoriale da Il Filo ed io stesso, fino ad ora, sono bloccato dal fattore economico. In pochi hanno la fortuna di poter prendere con serenità determitate uscite ed io non sono tra loro…
Paragonata ad altre proposte non è nè la più cara nè la più economica ma a differenza di tante altre, ha il pregio di mettere nero su bianco determinati impegni che, ti assicuro, nessun’altro si prende la briga di descriverti prima della firma.
Ti parlo di promozione reale, sebbene dimensionata al target a cui ci si rivolge, di presenza pre e post pubblicazione etc…
Ho parlato telefonicamente con loro, ho discusso del mio manoscritto con persone che oltre ad averlo letto avevano voglia di parlarne, ho manifestato i miei dubbi, le mie incertezze e ci siamo lasciati senza impegni. Buone sensazioni. Sono sincero. Poi, se dietro a queste buone sensazioni si dovesse nascondere un piano ben architettato per trarmi/ci in inganno…complimenti comunque a loro per l’interpretazione…
enrico

Comment from Asya
Time: 29 Gennaio, 2009, 5:58 pm

Io ho mandato proprio ieri il mio romanzo per il concorso… ora che ho letto questo mi è caduto il mondo addosso…una persona quindi fa prima a pubblicarsi il libro da sola, spendendo un po di soldini ma almeno sa a quello che va incontro… vi aggiornerò sulla proposta ke mi faranno..

Comment from Sissi
Time: 29 Gennaio, 2009, 7:17 pm

guarda Asya, chiedono a tutti più o meno 2000 euro. Non sto insinuando che per 2000 euro poi non facciano effettivamente quello che scrivono. Io ho inviato il mio manoscritto a 15 case editrici, mi hanno risposto solo quelle a pagamento, e più o meno i contratti sono tutti uguali. Certo, i libri li pubblicano, li stampano, li distribuiscono, fanno le presentazioni, ma tanto poi alle librerie non interessa il mio nome sconosciuto.
ora però una casa editrice mi ha proposto di pubblicare gratuitamente sul loro sito e sul catalogo on demand, pago solo con lo sconto le copie che compro io per venderle a conoscenti, ma non sono obbligata a comprarle, e dalla 250 copia venduta parte gratuitamente il contratto normale. L’ho fatto vedere ad un avvocato e mi ha detto che va bene. Forse la pubblicazione on demand è l’unica soluzione economica per scrittori sconosciuti privi di mezzi finanziari come me

Comment from Ettore Bianciardi
Time: 29 Gennaio, 2009, 11:15 pm

Sissi, per favore, vuoi spiegarci meglio il contratto che ti hanno proposto?
Cioè è una pubblicazione on-line + una pubblicazione on demand?
E cosa succede dopo la 250.ma copia? Parte un contratto normale? In che senso? Continua a essere print on demand o no? E se sì cosa cambia? Forse solo allora ci sono i diritti?
Scusa le tante domande, ma credo che interessi a molti sapere queste cose

Ettore

Comment from Sissi
Time: 30 Gennaio, 2009, 7:08 pm

mi hanno proposto una pubblicazione on demand, cioè ne fanno la pubblicità sul loro sito, la inseriscono nel catalogo che inviano alle librerie e mi organizzano delle presentazioni a loro carico dove vendere qualche copia. Viene stampata solo su richiesta; se sono io a richiedere le copie (per es. per venderle a conoscenti o per fare da sola una presentazione, oppure un amico negoziante compiacente le tiene sul banco per venderle) mi praticano uno sconto del 30%, ma non c’è un numero minimo obbligatorio da comprare.
Sulle copie vendute invece tramite il sito o il catalogo mi spetta una piccola royalty.
Se entro 3 anni si arriva a vendere 250 copie, mi fanno gratuitamente la pubblicazione tipografica vera e propria.
I diritti vengono ceduti all’editore da subito, cioè alla firma del contratto on demand, comunque io già avevo depositato il mio libro alla siae.
Non è molto effettivamente, ma per un’autrice sconosciuta e squattrinata credo sia un buon inizio. Comunque finora è l’unico editore che non chiede soldi, e l’avvocato mi ha detto che il contratto non sembra affatto truffaldino

Comment from fabio
Time: 8 Febbraio, 2009, 3:17 pm

il filo l’ho provato e mi ha chiesto un sacco di soldi per una pubblicazione, ovviamente non ho risposto per niente alla loro proposta che a mio parere è imbarazzante.
la repubblica lo trovo più una società politica ed economica che una culla d’arte. insomma ci sto alla larga.
è dura in Italia venire fuori se si ha valore, se scrivessimo in inglese sarebbe tutto più facile.
per la nostra lingua la prospettiva per il futuro è nera.

Comment from Alebilly
Time: 9 Agosto, 2009, 6:35 pm

Salve
ho avuto anche io a che fare con Altromondo editore e poi nel mio prossimo post vi racconterò tutta la mia vicenda, per ora posso solo dirvi che dopo un mio post nel quale descrivevo in modo dettagliato il tipo di contatto che la casa editrice offriva a tutti gli scrittori emergenti speranzosi di farsi pubblicare il proprio romanzo (a pagamento), sono stato querelato, grandioso no?
Se ci fosse qualche scrittore che avesse avuto un esperienza con questa casa editrice sarei lieto di ascoltare la sua storia e possibilmente vedere che tipo di contatto che gli hanno offerto?

In attesa di una Vostra colrdiale risposta
In bocca al lupo

Grazie

Comment from Miriam
Time: 29 Agosto, 2009, 5:30 pm

Scusate ma i componimenti da inviare via email, vanno spediti sottoforma di allegati?

Comment from Predatore
Time: 9 Novembre, 2009, 11:20 pm

Ho partecipato al concorso degli autori emergenti indetto da “Il Filo”.
Mi è stato riferito che la mia opera ha colpito in positivo la redazione.
Tuttavia mi hanno chiesto più di 2200 euro per 180 copie con prezzo di copertina di euro 12,50.
Ora, avendo letto di tutto su questo blog, non saprei dire se il gruppo Albatros il filo è serio oppure no, ma io quei soldi non li ho e se li avessi avuti a disposizione non credo che li avrei gettati via per un “SE”.
Credo comunque che tutti voi scrittori emergenti non dobbiate arrendervi al primo no, e nemmeno al secondo.
Ricordo a tutti che lo stesso Stephen King ha inviato molti suoi scritti, quando era uno sconosciuto come noi, che non sono stati presi nemmeno in considerazione; però lui è diventato lo stesso il “RE”.
Cordiali saluti.

Comment from niko
Time: 25 Novembre, 2009, 8:53 pm

Ho avuto anch’io una proposta da il filo, e a quanto pare ho battuto tutti con ben 2970 euri, il prezzo di copertina è di 16,50 e devo acquistarne le solite 180. Comunque io sti soldi non li ho…ho un mutuo e le solite utenze varie che mi prosciugano il conto ogni mese. Vi dirò l’offerta è allettante perchè a differenza di altre case editrici, loro mettono per iscritto quello che propongono, e data la mia esperienza posso dirvi che la differenza economica è giusta un filino se mi permettete la battuta. In fondo come altri devo concludere che questi soldi non li possiedo, e grazie alle vostre testimonianze, è al “Rifugio degli esordienti”, spero di trovare qualcuno che rischi senza farmi sborsare un’euro. Proverò con 0111 Editore, pare non chieda soldi, lo specifica nel sito. Ha pubblicato una scrittrice di Fantascienza e tutti sappiamo quanto e tosto il genere in Italia. Se dovessi avere buone notizie sarete i primi a saperlo. A presto.

Comment from Damiano
Time: 11 Dicembre, 2009, 12:47 pm

A mio modo di vedere le cose queste proposte di promozione di opere emergenti seguono la stessa linea dei prestigiosissimi stage di lavoro proposti da enti internazionali o dal MAE CRUI. Finchè si legge il bando e ci si prova è tutto molto bello ed emozionante, poi se si ha la fortuna di passare le selezioni, in entrambi i casi ci si trova di fronte alla cruda realtà: hai le possibilità economiche? Allora puoi startene tre o cinque mesi a New York o a Londra o a Seoul per vivere quell’esperienza sicuramente utile e incredibile. E così, hai le possibilità economiche per farti pubblicare e pubblicizzare? Fallo, provaci perchè ne hai le possibilità, e buona fortuna, ma non venite a dirmi che può permetterselo chiunque, questo è il nocciolo del problema, caro querelatore mascherato.

Comment from maudenpo
Time: 12 Gennaio, 2010, 11:12 pm

Non penso che le case che ti pubblicano gratuitamente offrano la stessa visibilità di chi ti offre una struttura di marketing collaudata come quella di Albatross Il Filo.
Sono anch’io del parere che sarebbe meglio pubblicare a gratis, nessuno ti vieta di farlo. MA pubblicherei gratis per uno che distribuisce quattro copie sgangherate agli oratori delle parrocchie dei paesi e in qualche centro sociale di scappati da casa? Forse no, a meno che queste non siano le vostre aspirazioni, mie no di certo.
Altri ti offrono servizi accessori di divulgazione ai quali puoi attingere a pagamento.
La vecchia , famosa “Pubblicità”
E’ Marketing?
E allora?
Vuoi aprire un negozio e vendere la tua merce?
Puoi farlo gratis stendendo clandestinamente un tappeto in qualche luogo di forte passaggio e scappare all’arrivo dei vigili.
Puoi aprire il tuo negozietto anonimo in qualche trasversale di qualche borgo della bassa padana, e questo ha un altro costo ma anche un’altra resa.
Puoi aprirlo in via Montenapoleone a Milano, e qesto ha un’altro costo ancora ma anche un’altra resa ancora.
Puoi pagare decine di migliaia di Euro per pochi secondi di super-spot durante la finale di champions-league, e probabilmente venderesti anche una M….a di cane.
A patto che una selezione ci sia, e non vedo un solo motivo per dubitarne, e che venga mantenuto ciò che specifica chiaramente il contratto, la cosa mi sembra del tutto in linea con quello che è la realta del commercio attuale di cui la pubblicità ne è sempre stata l’anima ma oggi in modo esasperato e comunque determinante allo scopo di uscire dalla massa dei milioni di scrittori che invadono il mercato italiano ogni anno.
I dubbi invece dovrebbero essere:
Quanto vale la mia opera?
Quanto sono disposto a investire su di essa?
Mi vendi uno Spot? Su che canale? In quale fascia oraria?
Vale la pena investire tanti soldi su ciò che ho creato?
Stabilite se ciò che vi viene offerto ha un congruo valore intrinseco o potenziale.
Se effettivamente inciderà sulle vendite della vostra opera.

Se voglio intraprendere, e vale per qualsiasi attività, devo essere consapevole che ciò mi costerà comunque dei soldi.
Sta a voi veicolarli nel modo giusto.
Buona Fortuna.
Maurizio Denti Pompiani

Comment from mara sonnino
Time: 19 Gennaio, 2010, 8:35 pm

Ragazzi, sveglia! Ci sono solo tre modi di pubbicare un libro :andare a letto con l’editore ( o tirapiedi vari ) - pagarsi un agente come si deve - pagarsi l’edizione. O ancora credete alla favoletta della ragazzina che scrive a Feltrinelli e voilà, qualcuno crede in lei e la pubblica?!Non cè nulla di male a rischiare in proprio ( e pagare ) per far circolare le proprie idee!!Meglio autofinanziare un buon libro e farlo circolare, che vedere edito un coglione come Moccia.solo perchè ha conosciuto gente giusta.
Si legge roba migliore nelle piccole case editrici che da Feltrinelli!Volete scrivere, o ‘essere scrittori’? Io la prima. Ciao.
Mara Sonnino autrice di ‘La provincia degli angeli neri’ il Filo 2007

Comment from m.s.
Time: 3 Febbraio, 2010, 6:22 pm

Sono uno studente appassionato di letteratura e noto con sommo rammarico che fatte le dovute eccezioni in Italia pubblica e ha successo chi ha già “un nome” oppure “amicizie che contano”. Queste persone come se non bastasse sono aiutate a pubblicizzare le loro opere(spesso poco degne di interesse) anche in trasmissioni televisive e radiofoniche. A chi vuole sfondare non resta che scrivere “boiate” modello di “herry potter” o “codice da vinci”. I giovani e in generale coloro che creano opere importanti e originali ma non hanno i requisiti citati sono relegati nel limbo della mediocrità. Il mio non è un appello qualunquista ma una denuncia realistica…

Comment from davide
Time: 24 Marzo, 2010, 9:09 pm

come posso far leggere le mie poesie? grazie

Comment from claudio
Time: 6 Maggio, 2010, 5:49 pm

Io sto pubblicando con edizioni eracle, professionali, seri e competenti. Vengono dal mondo della pubblicità e dell’editoria hanno una distribuzione in tutta italia e mantengono ciò che dicono. vi lascio il loro sito: www.edizionieracle.it

Comment from Gaspare Pero
Time: 23 Maggio, 2010, 3:57 pm

Ho ricevuto una proposta editoriale da Albatros - Il filo, mi offrono 24 servizi promozionali della mia opera se acquisto, o faccio acquistare, 185 copie della medesima a 12,90 € (prezzo di copertina, senza sconto)… Si tratta di una raccolta di racconti di meno di 100 pagine, e mi garantiscono il 10% del guadagno sulla vendita delle copie successive… e il tutto dura solamente due anni! Dovrei vendere 1.850 copie in 730 giorni (77 copie al mese!), per andare in pareggio, tenuto conto che tra questi acquirenti non avrei chi è già mio lettore, poiché essi acquisterebbero una delle 185 copie a mia disposizione… Il tutto escludendo spese postali, di viaggio, ecc…
Ho spedito una mail per chiedere chiarimenti, ed esprimere le mie obiezioni alla proposta editoriale: dopo la mia prima “avventura” di vendita online con Boopen (editore col quale ho pubblicato 130 pagine a 8 €…), desidero che un mio libro appaia sugli scaffali delle librerie, e Albatros mi garantisce in tal senso solamente:
- presenza dell’opera nella loro libreria di Roma: il viaggio ai miei amici di Trapani per comprarlo a Roma, chi glielo paga?
- presenza sul loro catalogo editoriale, a disposizione di 500 librerie italiane… Quindi mi fanno promozione in tv (specifica su tre programmi satellitari, generalista sulla collana Nuove voci sulle reti nazionali) e radio (su una emittente che praticamente si riceve solo nel Lazio), tu decidi di acquistare il mio libro in seguito a tali spot, vai in libreria… e il libro non c’è, perché il libraio ce l’ha solo in catalogo. Dubito esistano 3 persone in tutta Italia disposte a tornare in libreria per acquistare il libro di uno scrittore sconosciuto, di cui la tv ha “passato” un servizio dedicato…

Insomma, io credo che tra autore ed editore, il primo debba occuparsi ESCLUSIVAMENTE di scrivere roba decente: l’autore “paga” già in termini di tempo dedicato a tradurre su carta le proprie idee. Se un editore resta davvero impressionato da uno scritto, investe sull’autore, a patto di trattenere i compensi della vendita finché non è andato LUI in pareggio, iniziando a guadagnare dalla prima copia e non dalla centottantaseiesima, come invece viene costretto a fare l’autore!

La mail di cui sopra è stata spedita il 14/5/2010, a oggi non ha ricevuto alcuna risposta: alla faccia del “seguire” l’autore passo passo, come afferma qualcuno dei messaggi precedenti…

Comment from greta
Time: 28 Maggio, 2010, 8:58 am

…dopo aver letto i vostri commenti, l’umore è finito sotto le scarpe… ho scritto 2 libri , il terzo lo sto scrivendo ora e il quarto è ibernato nella mia mente in attesa di uscire…E viste le cose credo che rimarranno nel mio p.c!Come molti di voi non ho soldi per pagare.Però anche un Harry Potter ha il suo valore, o un codice da vinci.Non è che tutti i libri ti debbano spappolare il cervello con messaggi subliminali o intuizioni meravigliose!…Un pò di sano divertimento nel leggere,no?Non siate così seriosi,giovani scrittori!Un libro è cultura ma anche leggerezza!Buona fortuna a tutti voi… e anche a me!

Comment from silvia
Time: 12 Agosto, 2010, 1:13 am

Ciao a tutti,
sono una scrittrice e come voi ho cercato un editore, e ricevuto molte proposte a pagamento, compreso il Filo.
Sapete cosa mi ha fatto pubblicare senza nulla dovere?
Ho creduto nei miei sogni! FATELO ANCHE VOI…
Silvia Fazzari

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