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LA SECONDA MORTE DI DANIELE BOCCARDI (parte seconda)

 Leggi la parte prima

Baraghini,
dato che si proclama conoscitore, nonchè grande estimatore, di mio fratello Daniele, le consiglio vivavamente - onde evitare le pessime figure che sta facendo - di informarsi prima sul suo conto e la sua vita che, mi pare, le è tutt’ora ignota.
Prima di tutto, la sua morte risale a 14 anni fa e non 15 , brutto errore per un caro amico…ma forse lei è stato amico di Daniele quanto quegli”amici e compagni che frequentavano quella sperduta e favolosa osteria”, cioè, non l’avete neanche mai visto, o comunque a nessuno di voi ha mai degnato una parola!!!!
E poi, cari buoni vecchi amici di Daniele, ma come potete aver dimenticato la sua storica fidanzata, quella splendida persona che ha condiviso con lui più di 15 anni della sua vita e che voi chiamate “la signora spuntata dal nulla autoproclamatasi fidanzata”? Non pensate che Daniele, che dite di conoscer tanto bene, ne rimarrebbe offeso?
Temo che non sappiate proprio di che cosa parlate, altrimenti evitereste certe orride figure..ma forse, chi vi legge, non è migliore di voi!!!
Per quanto riguarda la seconda morte che noi familiari avremmo inflitto a mio fratello, la trovo sì una calunnia degna di trbunale, quello dove NOI abbiamo UMILMENTE patteggiato, perchè NOI affetti dal dolore e dalla disperazione, ci siamo dovuti accontentare.
Mi permetta un’ultima cosa, in fondo lei di cose assurde ne dice tante, se ci volesse così poco per seppellire (sempre culturalmente, dico)una persona, lei crede che voi esistereste ancora?
La lascio su questa profonda riflessione e un consiglio: si rilegga gli appunti prima di parlare.
 

Michela Boccardi   

Michela,
mi verrebbe voglia di dirti “Cara Michela”. Ma potresti offenderti e magari chiamarmi a  risponderne penalmente. Purtroppo non sono stato amico di tuo fratello Daniele, Non l’ho mai conosciuto e quindi non l’ho frequentato e non avevo letto nulla scritto da lui, nemmeno sulle riviste che pure ogni tanto leggevo. Fino al giorno in cui tuo padre mi ha cominciato ad inondare, letteralmente inondare, di materiali e poi, non molto dopo, inondare ancora di ricordi, di desideri. Primo fra tutti il desiderio che l’opera di Daniele, tutto quello che era possibile reperire, venisse alla luce. Subito, prima possibile. Così è scoppiato l’amore, la stima, la passione, quella stessa che mi trasmetteva tuo padre. E l’ansia, quasi, di pubblicare. Tuo padre, il padre di Daniele, è stato mio complice al cento per cento, possono  testimoniarlo le decine di lettere, tenere, appassionate, oltre che istigatrici a pubblicare: tutte rigorosamente scritte di suo pugno. E anche qualche banconota da 50 per contribuire alle spese tipografiche, in cambio di copie.
In ragione di questo afflato e di  questa complicità, ho pubblicato, ho curato “Vite minime”, e perfino ne ho scritto, per la prima volta in vita mia, la prefazione, E poi, io, tuo padre e nuovi complici abbiamo dato vita al Fondo Boccardi (posso nominarlo ancora così, o rischio la querela?).
Fino alla sera in cui (io non c’ero) a Grosseto, in una sala affollata, alla lettura di alcuni aforismi di Daniele, è saltata su la fidanzata (vera o falsa che fosse stata) a dichiarare guerra al Fondo Boccardi e ad intraprendere azione giudiziaria.
Rivendico il diritto ad essere innamorato dello scrittore Daniele Boccardi.
Nessuno, nemmeno tu Michela, me lo puoi negare. Puoi soltanto contestarlo.
Aggiungo che mi batterò fino alla fine della mia attività pubblica affinchè agli eredi venga negata la possibilità di disporre, in modo esclusivo e discrezionale, delle opere di loro parenti.
Le opere, specialmente quelle straordinarie, come quelle di Daniele, appartengono all’Umanità.

Lo dico senza retorica

Marcello Baraghini    

Comments

Comment from avvocati
Time: 11 Ottobre, 2007, 9:36 pm

Credo che la vicenda Boccardi inevitabilmente debba trovare fine. La famiglia, che ora rimpiange di aver trovato un accordo in Tribunale, forse non si è resa conto che se umiltà vi è stata, vi è stata da parte del Fondo Boccardi, che ha fatto 100 passi indietro nella vicenda: nessuno avrebbe chiuso il sito, tolto il nome alla Fondazione, nè fatto altro dal punto di vista legale. Pure, si decise per un accordo, in nome: 1) della pace, dopo mesi di mugugni e carte bollate; 2) del nome di Daniele, al quale il Fondo, che pure lo aveva conosciuto poco e male, teneva, altrimenti non sarebbe mai nato; 3) l’idea che tutto quella che veniva fatto, in nome di Daniele, poteva essere strumentalizzato, e diventare addirittura elemento di rottura, era un’idea che giustamente faceva incazzare i soci del Fondo: ma come io mi faccio il culo in nome di Daniele, e questi qui non solo non dicono grazie (non mi interessa), ma mi sputano anche addosso? e allora non faccio più niente.
e più niente è stato fatto, in omaggio all’accordo di allora. che, ripeto, non fu concesso dalla famiglia al Fondo, ma viceversa. Ripeto, capisco che chi non sia avvezzo ai Tribunale creda di trovare lì la soluzione ai mali e alle presunte ingiustizie, ma non è così, quasi mai. In questo caso, poi, le ragioni della famiglia erano davvero risibili, e credo che l’avvocato ben lo sapesse.
Però un accordo è stato fatto, e questo impone ormai il silenzio. Anche a Marcello, che oggi riattizza il fuoco. Piacerebbe a tutti star qui a discutere, ma farebbe male a tutti, viste le premesse. Cada il silenzio su Daniele, sul dolore della famiglia, su fidanzate vere e presunte, su tutti coloro che vorrebbero discutere dei suoi libri, sui libri che non verranno mai più pubblicati perchè senza Fondo non si va avanti (forse). Va bene così. Daniele è morto, ormai, questo è il problema. Nessuno di noi ha la verità in tasca, purtroppo. Che l’oblio cada dunque sul povero Boccardi, per almeno i 70 anni previsti dalla legge italiana. Senza rancore.

Comment from stefano
Time: 11 Ottobre, 2007, 11:06 pm

Bè, ci sarebbero di cose da dire a Michela, tante, tante…ma il fatto è che Michela è in buona fede, e questo è disarmante. Ho imparato dopo una vita che dentro i meandri ed i dolori della mente e dell’animo umano è praticamente impossibile entrare, spiegarseli,capire e farsi capire….e quindi che dire? Marcello è riuscito con pacatezza a raccontare quello che è successo, e più che altro a ribadire che il Daniele Boccardi scrittore è patrimonio dell’umanità e non di chi non tollera che se ne parli, che lo si legga, che se ne discuta. Dopo quasi 15 anni dalla sua morte forse sarebbe ora di cominciare a capire questo semplice fatto. Altrimenti ci vorranno forse altri 50 anni, ma prima o poi i suoi scritti torneranno a galla, ed avranno la giusta considerazione.

Comment from Davide Fiesoli
Time: 12 Ottobre, 2007, 9:17 am

Cara Michela, io sono un giornalista, mi occupo di libri e nulla c’entro con le polemiche che da troppo tempo avvelenano vita e opere di suo fratello, quindi non giudicherò nella forma quel che è stato detto e scritto. Ma la sua risposta a Marcello Baraghini non spiega granchè sul silenzio che è calato intorno all’opera di Daniele Boccardi, che io ho scoperto grazie a
Stampa Alternativa. Ho avuto anch’io modo di parlare con suo padre, e mi ricordo la sua passione nel voler diffondere l’opera di Daniele, che anch’io ritengo di grande valore: i suoi racconti, i suoi aforismi mi hanno davvero folgorato, e, mi creda, non sono un giornalista tanto tenero con gli scrittori e gli editori. Non conosco nè mi interessano i motivi della
retromarcia di suo padre, nè entro in merito a questioni legali o personali.
Ma mi lasci dire che, chiunque ne sia responsabile, il silenzio caduto sull’opera di Daniele è assurdo e vergognoso, e privare la letteratura di tanto talento è un vero delitto.
David Fiesoli, Il Tirreno

Comment from Ettore Bianciardi
Time: 12 Ottobre, 2007, 9:42 am

Scusate, ma a questo punto devo intervenire anch’io e temo che, come al solito, lo farò senza educazione. Non ho mai conosciuto Daniele Boccardi, ma ho letto Vite minime.
Non voglio entrare nella polemica tra sua sorella e gli ex componenti del Fondo: forse è stato meglio chiuderlo, sarà per la mia innata idiosincrasia per i Fondi e le Fondazioni, ammantarsi del nome di qualcuno morto è pericoloso ed a volte sleale, bisognerebbe sempre chiedersi se quel che si fa è in linea con quanto pensava e faceva lui e questo non è mai semplice, meglio lasciar stare, in fin dei conti il bello sta nel leggere le opere, non nell’attribuirsi ruoli improbabili e faticosi.
Però nessuno mi venga a negare il diritto di leggere le opere di Daniele. Vite minime è un capolavoro di letteratura, specialmente se paragonato al triste marciume di cui abbondano librerie, presentazioni, giornali e giornaletti, concorsi e concorsetti, editori a pagamento e mascalzoni vari. Se Daniele ha scritto altre cose, queste devono venire alla luce ed essere messe a disposizione di chi le voglia leggere. Sono patrimonio dell’Umanità. Sono una medicina contro la letteratura di cacca che ci sta travolgendo e soffocando.
Accidenti al diritto d’autore e a chi ci crede e a chi ci si nasconde dietro!
Ma lo vedete come ci siamo ridotti? Aspettare cinquant’anni? I settant’anni previsti dalla legge italiana? Ma siamo diventati matti? Ma stiamo davvero vivendo in un’epoca così buia?
Dai Marcello, mettiamoci al lavoro, come sappiamo fare noi. Daniele deve venir fuori, costi quel che costi, se Daniele ha scritto è perchè voleva esser letto, come tutti d’altronde, ed è nostro compito renderlo possibile.
Io sono pronto, come sempre, a riaprire il fuoco!

Ettore Bianciardi

Pingback from Xaaraan - Il blog di Antonella Beccaria » Dalla rete: i dardi tratti verso obiettivi diversi
Time: 12 Ottobre, 2007, 5:26 pm

[…] Marcello Baraghini, “La seconda morte di Daniele Boccardi”, prima e seconda parte: Aggiungo che mi batter fino alla fine della mia attivit pubblica affinch agli eredi venga negata la possibilit di disporre, in modo esclusivo e discrezionale, delle opere di loro parenti. Le opere, specialmente quelle straordinarie, come quelle di Daniele, appartengono allUmanit. […]

Comment from uno lettore
Time: 13 Ottobre, 2007, 5:40 pm

da lettore, ci interessa che i suoi scritti circolino. niente più. se la famiglia non è d’accordo che a farli sia questo editore, che li affidino a un altro: l’importante è che stiano fuori, e magari a un prezzo accessibile e tutti. è vero, certi fondi sembrano imprese esose, senza senso. ma quelli ben fatti sono importanti: che si raccolga il materiale, che non venga perso, che resista al tempo, che sia disponibile per l’umanità appunto. mi viene in mente Max Brod, come al solito, perché l’esempio è ricorrente: se non avesse tradito l’amicizia di Kafka, avesse rispettato il suo volere in punto di morte, Kafka non esisterebbe, noi non lo conosceremmo. una perdita indicibile. so che l’argomento è delicatissimo, ci vanno di mezzo i sentimenti

Comment from michela boccardi
Time: 24 Ottobre, 2007, 3:24 pm

Baraghini,
purtroppo i miei impegni mi lascian poco tempo per gestire, anche volendo, i rapporti epistalori, spesso anche quelli a cui tengo davvero.Tant’è che mi limito a rispondere solo a lei,presenti tanti saluti ai suoi adepti…E anche tra noi, la comunicazione, da parte mia almeno, terminerà qui, ma voi continuate pure a divertirvi e scrivervi l’un l’altro, ci mancherebbe…
Solo che a me sfugge il momento in cui noi 2 siamo entrati in confidenza e siamo passati al “tu”…Non vorrei si fosse sentito addosso tale autorizzazione(e mancanza di rispetto, mi permetta)solo perchè ho inviato un commento sul vostro blog;alloro temo che al prossimo potrei ritrovarmela sotto casa pronto per un autoinvito a cena.. e anche mio marito è così poco ospitale; siamo una famiglia di scorbutici,ma ognuno ha la sua croce, no?
Per il resto, non faccia il modesto, è sì vero che di mio fratello sa poco e nulla, ma di codice penale (penale poi, tanto tanto civile…)qualcosa sa, almeno abbastanza da esser sicuro che non si va certo in tribunale per un “cara”, benchè possa esser un appellativo ben poco desiderato.
Ma forse lei, più che di modestia, voleva peccare di ironia…Allora scusi se non ho riso alla battuta.
Michela Boccardi

Comment from cinaski
Time: 25 Ottobre, 2007, 10:52 am

boia che tenore

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