SCRITTORI DA SPENNARE
Per fortuna non siamo i soli a combattere gli editori a pagamento.
Silvia Ognibene, giornalista free-lance fiorentina ha recentemente pubblicato il libro: Esordienti da spennare. Il libro si apre con una panoramica di 15 editori che hanno richiesto all’autrice di pagare il libro che aveva loro sottoposto per la pubblicazione.
Trascriviamo la tabella, le cifre tra parentesi, in euro, sono il contributo richiesto da ciascun editore
Alberti Editore (2800)
Aletti Editore (840)
Angelo Parisi Editore(2970)
CSA Editrice (840)
Edicom(900)
Editrice Nuovi Autori (6000)
Editrice Zona (900)
Edizioni Antitesi (1200)
Edizioni Il Filo (1800)
Edizioni Joker (1300)
Edizioni Progetto Cultura 2003 (800)
Il Rovescio Editore (750)
Libroitaliano (3000)
Maremmi editore-Firenze Libri (2755)
Robin Edizioni (2880)
Raccomandiamo la lettura del libro di Silvia, se non altro come misura preventiva, a chiunque abbia un manoscritto nel cassetto e stia cercando un editore per pubblicarlo.
Posted: Novembre 15th, 2007 under Generico.
Comments: 19
Comments
Comment from julian
Time: 22 Novembre, 2007, 3:16 pm
Brava Silvia! Meno male che c’è ancora qualcuno che ha il coraggio di scoprirli, questi benedetti altarini… Credo proprio che dovremmo modificare il nostro slang, noi italici del XXI secolo: ancora oggi per noi chi è audace “ha due palle così”, ma, al di là dei nostri Ettore e Marcello, finora chi ha inciso di più nella lotta all’editoria a pagamento è una donna, Miriam Bendia. Non fermarti qui, Silvia: io avevo un solo nome da fare e lo ho fatto, l’Editrice Nuovi Autori. La cifra assurda che la sua titolare ti ha chiesto (eh, sì: anche in questo caso si tratta di una donna, tale Alessandra Aglieri), allineabile con quella che hanno chiesto a me, è una prova convincente che non raccontavo balle nei miei post. Immagino ricorderai anche il geniale slogan di quella sedicente casa editrice: “AD UN LIBRO STAMPATO PUO’ SUCCEDERE DI TUTTO, AD UN MANOSCRITTO NEL CASSETTO NON ACCADRA’ SICURAMENTE NULLA”(ma dai?!), seguito (o preceduto, non ricordo) da un elenco di illustri nomi di un recente passato, nomi di scrittori dalla fama immortale che sono passati dalla poco gloriosa strada dell’editoria a pagamento, prima del meritato successo: da Joyce(ma com’è che certa gente sia sempre così bene informata?Boh…) a Proust(via, ragazzi: non riuscite proprio ad immaginare Alessandra Aglieri che intervista il grande Marcel nella hall dell’Hotel Ritz di Place Vendome?); da Tolstoj (ma forse ci voleva davvero un bel coraggio ad investir denaro nell’opera di un esordiente, nel “potere delle tenebre” della Russia zarista, dove l’ottanta per cento e passa della popolazione era analfabeta) a Pasolini (dimenticandosi di dire che il compianto Pierpaolo si rivolse clandestinamente ad un tipografo per dare corpo alla sua opera prima, dato che l’editoria italiana era imbavagliata dal Regime). Ma perché non menzionare anche Balzac, che si mise forsennatamente a scrivere per rimediare alla famosa truffa delle miniere d’argento in Sardegna? O magari Carlo Lorenzetti, meglio conosciuto come Collodi, che realizzò il suo Pinocchio (opera tradotta in oltre 200 lingue, compreso il latino…) dopo essersi rovinato al gioco…
Comment from julian
Time: 22 Novembre, 2007, 3:20 pm
Errata corrige: ho scritto “Lorenzetti”, ma il vero cognome di Carlo Collodi era “Lorenzini”. Chiedo scusa.
Pingback from Xaaraan - Il blog di Antonella Beccaria » Riapre il fuoco sugli editori a pagamento
Time: 30 Novembre, 2007, 11:19 pm
[…] 15 novembre, Scrittori da spennare […]
Comment from medea
Time: 13 Febbraio, 2008, 10:16 am
Vorrei conoscere se possibile l’esperienza di qlcuno con la Aletti editore, ovvero se chiedono sempre il contributo o no, o se la cifra che chiedono sia sempre la stessa.
Personalmente leggo la rivista Orizzonti e non la trovo male, del resto non so dire altro.
Chiedo l’esperienza di qlcuno senza pregiudizi solo per conoscere questa realtà
Saluti
Comment from medea
Time: 13 Febbraio, 2008, 11:53 am
vorrei conoscere l’esperienza di qlcno che abbia pubblicato poesie con ALETTI
Personalmente apprezzo la loro Rivista Orizzonti e finora mi sono sembrati seri…io con loro ho pubblicato in qualche antologia gratis:; certo non mi ha cambiato la vita, però mi sono comprata il libro per me e basta; invece vorrei sapere come funzionano le cose per chi manda sillogi poetiche
Grazie
Comment from serena
Time: 27 Marzo, 2009, 5:10 pm
Bella faccia tosta però questa Alessandra Aglieri! A me ha chiesto 5500 euro, e di fronte al mio rifiuto a smussato qualche angolino arrivando a propormi tre alternative, di cui quella più economica consisteva nel versamento di 1500 euro in tre rate per la stampa di 100 copie e l’inserimento del mio libro nel catalogo del sito internet Nuovi Autori! Però! Un affare!? E la cosa curiosa è che a me ha stilato la stessa identica lista di scrittori di successo che hanno finanziato la loro prima opera…e che è stata molto paga di complimenti (con il sospetto per altro che li avesse riciclati…), per un manoscritto che le avevo spedito appena una settimana prima!? E aggiungerei anche che la lettera era stracolma di errori di ogni genere, perciò sarebbe bello vedere questi cosa stampano, dal momento che hanno serie difficoltà anche con l’italiano scritto!! Con questo concludo, augurandomi che il mio “racconto di vita” torni utile ad altri…non so davvero come alcune case editrici trovino il coraggio di effigiarsi come tali!
Comment from barbara
Time: 30 Marzo, 2009, 8:31 pm
si, ma Silvia con chi ha pubblicato?
Comment from Antonella Uras
Time: 27 Maggio, 2009, 4:50 pm
Vorrei sapere se qualcuni ha avuto a che fare con Il Rovescio Editore
Comment from Francesco Pomponio
Time: 28 Maggio, 2009, 6:23 pm
Io ho pubblicato un libro con Il Rovescio Editore. E non vedo di cosa dovrei vergognarmi.
Ho trovato persone perbene, che non si stanno certo arricchendo pubblicando libri dietro un contributo alle spese.
Lo fanno perché sono appassionati di quello che fanno, e secondo me a volte ci rimettono pure, se non soldi, tempo.
Stare dietro a gente che si crede candidata al Nobel per la letteratura non è semplice.
Credete che i tipografi stampino gratis? Per mandare avanti le cose ci vogliono soldi, anche perché non è facile essere presi in considerazione dai distributori, dai critici, che criticano solo i loro amici o raccomandati o figli di amici giornalisti.
Per lavoro ho a che fare molto con i tipografi, e vi garantisco che 700-800 euro per stampare un libro, pure se solo 100 copie, sono un ottimo prezzo, senza considerare l’impaginazione, la correzione delle bozze, che ha volte comporta la quasi riscrittura di quello che viene inviato. Perché molti “scrittori” con la presunzione dei principianti, non si degnano neanche di correggere gli errori di ortografia e di sintassi, anzi si offendono se glielo fai perché forse intendono riformare la lingua italiana, come tutti gli scrittori di oggi, anche famosi.
Ma raccontare una storia in buon italiano e basta? Non si può avere?
Ovviamente un editore a pagamento darebbe molto per trovare un nuovo Hemingway, che da qualche parte ci sarà di sicuro, ma non si trova dietro il primo angolo.
E probabilmente qualche potenziale nuovo grande scrittore forse ha rinunciato dopo i tanti manoscritti respinti dai grandi editori e da quelli piccoli ma con la puzza sotto il naso (vogliamo citare Minimum Fax oppure Sellerio?).
I manoscritti non li legge nessuno.
Allora, o il tuo libro rimane nel tuo cassetto a marcire oppure provi qualche altra strada.
E, anche se bisogna stare con gli occhi aperti, non pensate che tutti vogliano fregarvi.
Per truffare la gente ci sono metodi meno faticosi e più redditizi.
Comunque io ho fatto stampare il mio libro, 200 copie, non sono diventato povero, anche perché le ho vendute tutte, senza regalarle ad amici o parenti.
E il mio editore non è diventato ricco, purtroppo e per ora.
Forse farò la seconda edizione, visto che i miei 20 lettori me le continuano a chiedere…
Chiedo scusa per lo sfogo, ma davvero non se ne può più di questi poveri scrittori “puri” esibizionisti che continuano a parlarsi addosso e farsi i complimenti senza rendersi conto di essere sfruttati comunque dai grandi editori. Non farei mai la scimmia ammaestrata in TV a reclamizzare il mio libro.
Ma come vedete, tutto si paga, o con un po’ di soldi o in altro modo, preferisco spendere un po’ di soldi, almeno è tutto chiaro fin dall’inizio.
Prima lo si capisce meglio si vive.
Saluti
Francesco Pomponio
Comment from fina giuseppe
Time: 28 Maggio, 2009, 10:54 pm
ma qualcuno mi sa dire di una ristampa da parte di questi bravi guaglioni a spese loro? perchè per il momento ho sempre sentito parlare di pagare… ma di riscuotere non se ne sente mai parla re!????????????????????????????????????????????????????????
Comment from Emiliano Sabadello
Time: 3 Giugno, 2009, 2:55 pm
Sul blog Riaprireilfuoco, “il blog di chi non vuole stare nel coro” secondo la loro stessa definizione, è stato pubblicato un post sull’editoria a pagamento, nel quale si cita una tabella proveniente da un libro di una scrittrice in erba, un libro dal titolo scrittori da spennare. In questa tabella, contenente i nomi delle case editrici contattate dall’autrice e i relativi prezzi che le sono stati richiesti per la pubblicazione, c’è anche il nome de Il Rovescio editore, la casa editrice che ho contribuito a fondare e che porto avanti giorno per giorno, con molta fatica.
L’assunto del post, e del libro, è che gli scrittori esordienti vengono spennati dalle case editrici cosiddette a pagamento. Mi sento di dover fare qualche precisazione in merito al post in questione, ma soprattutto allo stato dell’editoria nel nostro paese, cosa che non viene neanche presa in considerazione dall’autrice del libro o dai redattori del blog.
Innanzitutto, è già fuorviante mettere in uno stesso elenco case editrici che chiedono migliaia di euro e case editrici che non ne chiedono neanche mille, per lo stesso libro. Secondo, bisognerebbe anche divulgare le caratteristiche delle pubblicazioni proposte dalle diverse case editrici. Per esempio, Il Rovescio pubblica tutti i libri del proprio catalogo su carta riciclata e riciclabile al 100%, appone il numero isbn al libro, inserisce il libro in una collana individuabile anche graficamente, impone prezzi bassi al libro in modo da facilitarne l’acquisto ai lettori, fa editing, copertine studiate e personalizzate e collabora attivamente con l’autore. Inoltre, una volta pubblicato il libro, cerca di distribuirlo, fa presentazioni e rimedia recensioni, su carta stampata e Internet.
Sorvolando sulla poca professionalità dell’autrice e del suo editore, i quali non hanno neanche inviato una semplice mail riguardo all’uscita del libro e ai suoi contenuti, sarebbe stato gradito e corretto, passiamo invece brevemente ad illustrare la situazione editoriale del nostro paese, assolutamente imprescindibile per comprendere le difficoltà dei piccoli editori e degli scrittori emergenti, che sono molto simili.
Partiamo dal fatto che le case editrici grandi e blasonate hanno smesso di fare le case editrici, essendo ormai uno dei covi preferiti dai manager rampanti di Pubblitalia. Un esempio su tutti, Mondadori. Da Mondadori si entra per raccomandazione, oppure se sei una persona in qualche modo in vista e ti commissionano un libro, di solito da scrivere senza perizia e in breve tempo. Anche Saviano non sfugge a questa regola, magari però lui conosceva già il mondo di cui ha poi parlato. Se voi avete in mano il libro del secolo, Mondadori non lo può pubblicare, in quanto i manoscritti servono per far andare le stufe. Quindi, le case editrici grandi non fanno al caso del giovane esordiente in letteratura. Poco male, si potrebbe dire, ci sono le medio-grandi, tipo E/O, Fanucci, MinimumFax. Poco male un c…. Anche da loro non si entra, se non sei nessuno. Infatti, appena le case editrici riescono un minimo a beccare il canale giusto e ad elevarsi di livello, subito non “pubblicano più gli italiani”, figuriamoci gli sconosciuti. Il che ci porta alle difficoltà della piccola editoria. In un paese normale, nelle maggiori librerie si dovrebbero poter trovare non dico tutti i libri in catalogo, ma almeno buona parte, anche semplicemente con la possibilità di ordinazione. Non è così. Per entrare nelle librerie Feltrinelli diciamo di Roma, sempre se non conosci, bisogna che tu ci arrivi attraverso un grosso distributore, il quale capisce al volo dallo squillo del telefono che sei tu, piccolo ed insignificante editore, e non alza nemmeno la cornetta. Perciò, non può esserci comunicazione tra te, piccolo ed insignificante editore, e le librerie più visitate e fornite (in teoria), anche perché se ci vai di persona, proponendogli un rapporto commerciale tra azienda e azienda, ti rispondono che non hanno spazio, e accompagnano questa loro affermazione con un ampio gesto del braccio, di solito il destro.
Ma non è questo l’ultimo stadio. Quello terminale riguarda i lettori, quelli che entrano anche in piccole librerie e che si guardano in giro, curiosando. La loro percentuale oscilla tra il 2 e il 3% della popolazione italiana. Disarmante. E gli scrittori? Quanti sono? Sicuramente di più, perché l’italiano non legge perché è superfluo, ma scrive tanto, perché se una cosa la sai fare tu io la so fare meglio.
In conclusione, con queste premesse, e se ci aggiungiamo che lo Stato dà milioni di euro a grandi gruppi editoriali e non dà nulla ai piccoli editori, neanche una minima facilitazione fiscale, è impossibile per chi non abbia capitali di partenza provare a fare l’editore, almeno nel senso classico che ognuno di noi si porta dentro. Ci si può soltanto provare, con quello che si ha e con quello che si riesce a fare. In questa cornice, chiedere le reali spese di stampa all’autore non è un delitto, ma è l’unico modo per cercare di proporre un’alternativa.
Concludo con una notazione sul modo di fare informazione ormai imperante nel nostro paese, al quale gli autori del libro e del post ai quali ho cercato di rispondere non sfuggono. Tra le tante cose che mancano oggi, manca sicuramente un’informazione imparziale, ma manca soprattutto un’informazione che cerchi di indagare l’oggetto della propria ricerca da più punti di vista possibile. Manca un’informazione multilaterale.
Comment from vincenzo
Time: 6 Luglio, 2009, 7:50 pm
salve, a tutti anche a me è stato chiesto un investimento di 5000 euro da nuovi autori (Alessandra Aglieri).
MA tra di voi chi ha avuto il proprio scritto pubblicato da lei?
Per sapere se è una casa editrice seria e affidabile,dopo le cifre proposte.
Grazie
Comment from franca
Time: 28 Settembre, 2009, 9:35 pm
Ciao a tutti! Io non sono una scrittrice, ma mi piace molto leggere..e mi auguro di leggere prima o poi un bel romanzo di un nuovo talento!
Io purtroppo ho avuto modo di lavorare con la sig.ra Aglieri, posso garantire che è stata una brutta esperienza, manca di chiarezza, lealtà..il mio consiglio rivolgetevi altrove!!
Comment from Virgilio
Time: 11 Novembre, 2009, 12:32 pm
Salve, io ho lavorato per una delle case editrici presenti nella lista.
Dico che la sigrora Ognibene (Mah….dopo quello che ha scritto non penso che ci sia più un editore ad augurarle tanto) non sa che le piccole case editrici devono sostenere dei costi. Il fatto è che gli editori non possono rifiutarsi di pubblicare un libro, altrimenti chiuderebbero bottega, quindi richiedono un costo per contribuire alla pubblicazione.
La verità è che tanti scrittori esordienti scrivono delle vere e ***** e si sa che questi non venderanno un bel niente. La casa editrice deve coprire i costi della pubblicazione per forza, altrimenti ci andrebbe a perdere (e fidatevi che una perdita di 1.500 euro per una piccola casa editrice è tanto).
La signora (o signorina) Ognibene queste cose le ignora e non si possono mettere in cattiva luce gli editori solo perchè ha fatto una ricerca (?) e ha scoperto che molti editori fanno pagare delle quote per contribuire alla pubblicazione del libro. Andate a pubblicare i libri dagli editori che non dovrebbero farvi pagare nulla, tentate con loro e vedete come vi ridono in faccia.
Chi non vi fa pagare è perchè ha già le spalle (*****) coperte e, non crediate che sia così facile, perchè sono anche quelli che, nel 90% dei casi, si rifiutano di pubblicare esordienti.
Quindi dico alla Ognibene di evitare di sollevare polveroni su questioni inutili, perchè è evidente dal libro che di editoria sotto l’aspetto aziendale, quindi di entrate e di uscite, non capisce *****
Continuate a pubblicare le vostre belle storielle (o boiate) che tanto alla fine leggeranno solo i vostri amici o i vostri compagni di scuola e non rompete le balle a chi lavora.
Have a nice day
Caro Signore (o Signora), ho sostituito le sue parolacce, non essenziali al suo ragionamento, che anzi indeboliscono, con degli asterischi.
Ho pubblicato il suo commento anche se manca di un requisito essenziale: non ha fornito un email valido.
Nel futuro, e per tutti, se ci sono parolacce, offese, bestemmie e roba del genere e/o non c’è un email valido, non passo più i commenti.
ettore bianciardi
Comment from Fabio
Time: 20 Gennaio, 2010, 11:50 am
Allora diamoci da fare….io ho pubblicato il primo romanzo con Il Filo e non sono stato per nulla soddisfatto. Il mio secondo lo ho pubblicato con lulu.com e lo sto pubblicizzando sul web.
Penso che sia il caso di convincere i nostri conoscenti ad affrancarsi dalle case editrici grandi e puntare sugli esordienti. Se nessuno li compra nessuno li pubblica, se qualcuno inizia ad emergere (magari nonostante il self publishing) si puo’ iniziare un circolo virtuoso. A me e’ capitato di farlo e sono rimasto soddisfatto. Magari dedichiamo il 20 per cento del nostro “budget editoriale” per un autore emergente….
se volete iniziare dal mio..:-)
http://www.lulu.com/product/libro-a-copertina-morbida/la-citt%c3%a0-punita/5950055
ho anche delle recensioni. Cercatele nel web.
Saluti
Comment from dada
Time: 9 Febbraio, 2010, 12:44 pm
Bravissima e aggiungiamo anche Enrico Folci Editore che non stila contratti non a pagamento e poi fa chiamare dal commerciale per far pagare, la Riflessione di Cagliari che non pubblica se non si versano € 500 che sono solo a titolo simbolico per i libri scontati, ma se non paghi non pubblica. Chi altro? Ah tutti quelli elencati sopra e anche la Kimerik e la Cicorivolta edizioni
Comment from dada
Time: 9 Febbraio, 2010, 12:46 pm
pardon refuso su Enrico Folci Editore, fa firmare contratti non a pagamento prima, poi chiama per aggiungere una postilla….quella a pagamento, ma senza firmare aggiunte e se ci si rifiuta offende e stralcia il contratto originale…per fortuna senza penale e ci mancherebbe altro!
Comment from Antonio
Time: 25 Febbraio, 2010, 2:46 pm
Ho scoperto recentemente il varipinto e insidioso mondo che attende le opere fuori dal caldo rassicurante dei loro cassetti. Come sempre accade quando ci avviciniamo a terre ignote, scopriamo che sono luoghi popolati da tante persone, tante storie simili e diverse dalla nostra, ma sempre momenti di umanità. Belli da osservare, belli da condividere.
Vorrei solo ricordare, amici, che quando si incontrano due mondi diversi qualche vittima ci scappa sempre. In questo caso la vittima si chiama sogno ed è quello che ogni creativo ha di condividere le sue emozioni, che siano espresse in musica, scrittura, pittura e via dicendo.
Il mondo in cui viviamo è un mondo poco attento al bello, poco attento alla qualità. La televisione che tanti guardano alla sera invece di leggere o ascoltare musica offre un ben misero spettacolo e promette a coloro che crescono guardandola una incapacità di capire il bello superiore a quella dei loro genitori.
Questo mondo che scopriamo così connesso da soli “sei gradi di separazione” è il più solitario che si possa immaginare. Dunque quando il mondo del creativo incontra il mondo commerciale l’esito è inevitabilmente che il primo deve piegarsi al secondo se vuole portare avanti una sua istanza.
Allora pagare per vedersi pubblicati è un obbligo inevitabile, facciamoci pure un poco ingannare, ma portiamo avanti la nostra piccola speranza.
Ho esperienza dall’interno di una azienda che organizza una delle più importanti manifestazioni d’arte biennali d’Italia.
Ebbene vi assicuro che le opere non vengono scelte, i titolari pensano solo a come incassare più soldi, i critici d’arte più in vista nazionali e internazionali costituiscono la massima spesa di questa azienda e si fanno tranquillamente comprare.
Ho visto e parlato con tanti pittori, scultori, fotografi esordienti che dopo aver passato ore o anni nei loro atelier, nelle loro cantine, nelle loro cucine a creare, chiudevano gli occhi sulla realtà e pur di vedere il proprio nome in un catalogo e i propri quadri esposti. E chi può biasimarli?
Queste persone sono esempi del bello dell’uomo, che creino davvero opere meravigliose o cose inguardabili. La bellezza e ricchezza del genere umano è tutta là.
…e se qualche editore, qualche organizzatore di mostre o concerti ci lucra sopra lasciamolo fare. Se qualcuno pensa che questa gente inganni e basta non ci pubblichi con loro ma non pubblicherà probabilmente mai niente neanche con altri.
A che serve un libro in un cassetto?
E se credete che facciano un sacco di soldi alle vostre spalle…. mettevi in concorrenza con loro! Perchè no? Pensate che sia impossibile farlo? Pensate che chiedano troppo?
Fatelo voi, offrite voi ai creativi una strada diversa, se siete convinti che ci sia.
Detto questo: io con chi pubblico ???
AAAAAAAAAAaaaaaaaaaaaaaaaaarrrrgghhhhhhhhhh !!!
Comment from gattosoriano
Time: 16 Luglio, 2010, 5:14 pm
Salve. Rendo nota la mia esperienza con la Joker Edizioni nel caso possa servire a qualcuno. Alcuni anni fa pubblicai un libro con la Joker pagando 1.500 euro, libro che su IBS risulta tra i più venduti di questa casa editrice (purtroppo alle mie ripetute richieste di sapere quante copie siano state vendute effettivamente non ho mai ricevuto risposta (!). Circa 7 mesi fa decisi di pubblicare un secondo libro sempre con la Joker, anche perché mi era stato assicurato che avrei ricevuto un trattamento economico sicuramente migliore. Ebbene, dopo circa 6 mesi di attesa e dopo mie ripetute sollecitazioni tramite e-mail, finalmente mi arriva la loro vantaggiosa proposta che teneva conto della - “fedeltà che ci ha dimostrato affidandoci anche un secondo volume” - : acquisizione da parte mia di 150 copie e un costo di “soli” 1.400 euro. Dunque 100 euro in meno rispetto alla mia prima pubblicazione. Beh! tenendo conto dell’inevitabile aumento dei costi di produzione mi sembra un’offerta molto vantaggiosa, non vi pare?…
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