SIAMO ANCHE CASA EDITRICE
RIAPRIREILFUOCO.ORG è anche una casa editrice. Una casa editrice on-line: nel senso che pubblica nel suo sito opere che ritiene meritevoli di pubblicazione e che sono così immediatamente disponibili per chiunque le voglia leggere, scaricare, stampare, inserire nei propri ebook-reader o quant’altro.
Sono sicuro che molti di voi avranno già storto il naso, pensando che l’editoria on-line sia editoria di secondo livello, niente a che vedere con quella, ben più nobile, sulla carta. Ebbene non starò qui a dilungarmi su un argomento che ritengo ormai maturo: sono certo che è solo questione di tempo, ed un giorno, non so quanto lontano, i vecchi racconteranno ai giovani di un tempo in cui incredibilmente gli uomini riempivano di inchiostro candide pagine di carta per poter leggere un libro; ed ogni lettore pretendeva di avere la propria copia personale: pesante, ingombrante, antiecologica ed un pochino ridicola. Ma ancora non è quel giorno.
Vi basti però considerare che la Sony non riesce a produrre abbastanza esemplari del suo ebook-reader e la stessa cosa succeda al Kindle della Amazon.com, che pure prospera per il momento vendendo libri cartacei. Vorrà pure significare qualcosa o no?
Molti altri ritengono che pubblicare on line significa svilire la propria opera nel senso che così se ne possono appropriare tutti quanti e che alla fine, anche se gli capitasse di pubblicare l’opera su carta, nessuno la comprerebbe. Invece è il contrario, esattamente il contrario. Moltissimi autori proprio pubblicando on line si sono fatti conoscere e ora sono corteggaiti da case editrici per pubblicazioni tradizionali, almeno finchè esisteranno. Non solo, ma alcuni hanno pubblicato contemporaneamente sia su carta che on line, e sapete cosa è successo? Che le vendita dei libri di carta sono aumentate paurosamente, invece di crollare come ci si sarebbe potuti aspettare. Non ci credete? Andate a leggere cosa racconta Paulo Coelho, ieri sul Corriere: lui addirittura nel proprio sito fornisce gli indirizzi dei siti ove è possibile scaricare i suoi libri e continua a vendere milioni di copie e in questo modo si è addirittura aperto un nuovo mercato in Russia dove prima praticamente non vendeva nulla.
Comunque per coloro che desiderassero veder pubblicate le loro opere su questo sito, mandino le stesse, in formato: .doc, .rtf, .txt o .pdf a redazione@riaprireilfuoco.org.
Pubblicheremo tutto quanto riceviamo? Eh, no, ci mancherebbe altro. Pubblicheremo sì opere di ogni genere, ma solo quelle che saranno ritenute meritevoli di pubblicazione. Insomma non avremo le limitazioni oggettive di una casa editrice tradizionale, la quale non può inondare il distributore di migliaia di libri ed è quindi costretta a scegliersi una linea editoriale e a non pubblicare opere che, pur ritenute valide, non rientrano in essa.
In una parola il nostro unico criterio di scelta è la qualità dell’opera presentata.
Già e chi giudica la qualità?
Eh qui vi dovete accontentare, il giudizio non sarà un giudizio divino, ma neanche inappellabile, sarà inevitabilmente il giudizio delle due persone che hanno dato vita a questo blog, ovvero Ettore Bianciardi e Marcello Baraghini, che si potranno avvalere dei consigli di pochissimi collaboratori fidati. Ma se la vostra opera non sarà accettata, prendetevela solo con questi due.
Allora chi vuol provare a pubblicare con noi può farlo inviando il testo all’email redazione@riaprireilfuoco.org
Le regole sono semplici e chiare. L’autore non ha spese di pubblicazione e non riceve alcun compenso. L’autore è liberissimo di pubblicare la propria opera su altri siti o presso case editrici di qualunque tipo. L’autore si impegna solo a lasciare il proprio libro per sempre sul nostro sito.
Ettore Bianciardi
Posted: Marzo 5th, 2008 under Generico.
Comments: 14
Comments
Comment from enrico mattioli
Time: 5 Marzo, 2008, 8:51 pm
ciao ettore.
grazie per questo post che ridà dignità a chi è stato pubblicato, come il sottoscritto. quanto è vero quello che dici! molti mi hanno chiesto il motivo della scelta “inopportuna”. non ti nascondo che col passare del tempo ho avuto anche dei dubbi, visto che quasi tutti prendono altre strade e finisci col chiederti se magari hanno ragione loro.
spero che arrivi il giorno in cui sarà il contenuto a sancire o meno la qualità di uno scritto. una volta registravo persino dei brevi filmati nei quali parlavo dei miei romanzetti, così, pensando che è complicato andarsene in giro a parlare del proprio scritto quando per campare fai altre cose. chissà, tante volte la necessità di raccontare apre una nuova strada…
grazie ancora per questo post
Comment from Giulia-S83
Time: 6 Marzo, 2008, 10:51 am
Salve Ettore,
sono perfettamente d’accordo sul fatto che la diffusione degli ebook non vada per forza a ledere le vendite. Ma anche se fosse… magari ci sarebbe una buona scrematura ,e certa roba non venderebbe più nemmeno per sbaglio.
Parlando di libri di carta, però, ne abbiamo recensito uno molto particolare: “Ai miei cari compagni” di Luciano Bianciardi.
il link è: http://studio83.splinder.com/post/16224525/AI+MIEI+CARI+COMPAGNI
A presto
Comment from Luigi Vernassa
Time: 6 Marzo, 2008, 12:09 pm
Tra il dire e il fare…
È sconcertante e, almeno per me, molto triste vedere che nemmeno il responsabile del «blog di chi non vuol stare nel coro» si salva dal malcostume generale e, oltre ai refusi sparsi, scrive «o quant’altro», accettando e facendo propria una “moda” espressiva che non gli appartiene, di cui non avrebbe alcun bisogno, e che probabilmente lo stesso Luciano Bianciardi avrebbe rifiutato e criticato.
Ripeto perciò, ormai disperatamente, quanto scrissi tempo fa all’amica Ines Arciuolo (http://www.stampalternativa.it/wordpress/?p=335):
L’attenzione, la precisione, l’accuratezza, sono a mio parere d’importanza primaria, specialmente in questa società ultraspettacolista (vedi Debord) che fa di tutto per renderci superficiali, approssimativi, frettolosi, volgari, ignoranti e distratti; e purtroppo ci riesce benissimo, proprio per la passività con cui molti, troppi, si adeguano allo “spirito del tempo” e indossano come una divisa di presunta modernità ogni becerume promosso dai media. Ne sono esempio, per rimanere in tema linguistico, le quantità crescenti e incontrastate di pecoroni che per opportunismo gregario, conformismo modaiolo, o intelligenza critica vacante, infarciscono i loro discorsi di idiozie come «e quant’altro» in luogo di «eccetera», o l’osceno «piuttosto che» come variante “trendy” di «o/oppure/come anche … »: espressioni di un “italiano da bere” come il vecchio «attimino» della Milano social-ramazzottista degli anni 80 (guardacaso!), e tristi conferme di ciò che Luciano Bianciardi presagiva già nel 1962 scrivendo all’amico grossetano Mario Terrosi: «Qui continua il miracolo, dicono; tutti si comprano l’automobile, qualcuno anche il panfilo, e di tutto il resto se ne fregano. Ma non sono contenti: sono sempre incazzati. Insomma è brutta gente. Il peggio è che nel resto del paese, potendo, fanno il verso a questi di quassù. Se continua il miracolo, fra vent’anni tutta l’Italia si ridurrà come Milano». Anche nel modo di parlare e di scrivere?
Ricordo una frase fra le tante memorabili di Lorenzo Milani: «Chiamo uomo chi è padrone della sua lingua». Ne è rimasto qualcuno?
[Lv]
Comment from Cinzia Baldini
Time: 6 Marzo, 2008, 2:50 pm
——- Cinzia Baldini ha chiesto di cancellare questo suo commento in data 21 Dicembre 2009 ——-
Comment from Luigi
Time: 6 Marzo, 2008, 4:58 pm
Complimenti per l’iniziativa. Il libro elettronico è vittima di una ingiusta idea di inferiorità.
Luigi
Comment from boris borgato
Time: 6 Marzo, 2008, 9:39 pm
caro Luigi Vernassa, ma ti sei rincoglionito?
Ora passi la crusca con cui fai colazione in accademia tutte le mattine ma far passare:
1 Ettore come analfabeta
2 Luciano come conservatore della lingua
mi pare una cazzata.
Non presenta lo stesso Luciano situazioni ridicole all’interno della vita agra riguaradanti fatti linguistici?
Non accusa, Luciano stesso, il perbenismo di certe case editrici?
La lingua non cade mai in uno stato d’abbandono o ignoranza, non è il significante a veicolare strettamente il significato; poiché, come ben saprai, certe espressioni di leggerezza comunicano molto più di intere enciclopedie.
Complimenti Ettore per l’idea della casa telematica, conto di mandarti qualcosa, se non altro può essere utile avere l’opportunità di confrontarmi con te e Marcello e capire, se neccesario, i motivi di una bocciatura GRATUITA, aniché una promozione a PAGAMENTO.
Boris
Comment from Luigi Vernassa
Time: 7 Marzo, 2008, 2:22 am
Sorvolo sugli insulti, che ti qualificano, come l’attribuirmi sciocchezze mai dette né pensate (sei sicuro di capire ciò che leggi?).
Per il resto, pensala come vuoi, e rimani pure nel nutrito gregge dei quantaltristi, se così ti piace: non sarai mai solo.
Su una cosa, però, concordo: ” … certe espressioni di leggerezza comunicano molto più di intere enciclopedie”.
Comment from enrico mattioli
Time: 7 Marzo, 2008, 6:07 pm
a proposito di pubblicazioni, una cosa da tanto tempo vorrei sapere, ed è questa: come mai, spesso le case editrici prediligono i romanzi mentre trascurano i racconti? per esempio, proprio stampa alternativa non pubblica racconti.
raymond carver è considerato il padre del minimalismo americano ed era un autore di racconti brevi… insomma, il racconto breve ha aperto strade e autorevoli personaggi si sono cimentati.
qualcuno potrebbe spiegarmi il poco interesse degli editori?
Comment from boris borgato
Time: 8 Marzo, 2008, 6:32 pm
Luigi ad ognuna la sua, agli insulti non dare troppo peso, non è nel mio intento, forse sono solo un concentrato espressivo, del resto alle volte un onesto stronzo, anche a me rivolto, lo preferisco a lunghe perifrasi magari più taglienti e offensive.
Se metti il mio nome e cognome su google salta fuori quello che da tempo faccio, sta a te giudicarmi tra i qualunquisti o meno, io ho perso la voglia di giustificarmi ogni volta.
Stammi bene.
Ciao, Boris
Comment from Luigi Vernassa
Time: 9 Marzo, 2008, 12:38 am
Per Boris.
E per chi non s’accontenta del coro quant’altrista:
http://www.bloom.it/vara50.htm
http://lnx.internacialingvo.org/eo/modules.php?op=modload&name=Arena_Forum&file=index&action=viewtopic&topic=2979&0
http://www.ilcassetto.it/notizia.php?tid=153
http://blog.ugolandini.com/?p=6
Passo e chiudo.
LV
Comment from enrico mattioli
Time: 9 Marzo, 2008, 11:40 am
dai, ragazzi, va bene così. sono quasi serio. mi sembra giusto che in un blog come riaprire il fuoco ci si accanisca sulle espressioni modaiole.
io, lo ammetto, ci sono caduto. luigi, se dovessi trovarle nei miei interventi, segnalalo.
è la stessa sensazione che ho quando mi capita di ascoltare qualche vecchio amico che non sento da tempo: ci avete mai fatto caso? a un certo punto, tutto hanno preso a dire “ma dai”, oppure ti salutano con “hoiiii”.
nessuno ti manda più a quel paese, ormai ti dicono “fottiti”.
per darsi un tono cercano di impressionarti con locuzioni latine, “parlare con me è come parlare in camera caritatis”.
certo, direte, meglio il latino degli inglesismi, ci mancherebbe, a patto di non sentirli da un dirigente di azienda: fa ridere.
la discussione - concludo - mi sembra rappresentata in modo ineguagliabile da antonio albanese quando mette i panni di “cetto la qualunque”, il politico corrotto e depravato.
e così, quantuquamente, vi saluto.
Comment from boris borgato
Time: 10 Marzo, 2008, 12:39 am
Luigi ho provato a leggere. Resto sconcertato dal tuo conio “sbajato” ma sicuramente tu potrai foggiare la lingua italiana meglio di Dante.
Buona fortuna, a me sembra una pazzia, ma sono tanti in Italia gli amanti dell’Arno e delle sue rive dove poter sciacquare i panni. Occhio ai Bembo e ai Manzoni, a loro li ha fregati la TV, meglio di lei ( o essa perchè è un oggetto) per l’unità e lo standard nessuno ha saputo far di più.
Comment from Luigi Vernassa
Time: 10 Marzo, 2008, 1:20 pm
Se non capisci nemmeno di chi sono le cose che leggi(?), c’è poco da sperare. Ma puoi avere successo in politica, dove falsificare la realtà è l’esercizio preferito.
Addio.
LV
Comment from ElizeSommer
Time: 9 Febbraio, 2009, 2:37 pm
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