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IL FILO È UN EDITORE A PAGAMENTO

La casa editrice Il Filo di Viterbo è una casa editrice a pagamento. Nonostante pubblichi annunci sulle prime pagine dei maggiori quotidiani, asserendo di essere alla ricerca di nuovi talenti, questa casa editrice è alla ricerca solamente di polli da spennare, di scrittori esordienti con la folle voglia di veder pubblicare il loro libro, che attira con annunci mendaci e ai quali offre solo la stampa a pagamento delle proprie opere senza curarne affatto la distribuzione sul mercato nazionale. Chi si avvicina al Filo sappia ciò, e chi riceva da Il Filo una proposta di pubblicazione sappia che ciò non significa affatto una valutazione, tanto meno positiva, della propria opera.

Per questo Il Filo, per deontologia professionale, dovrebbe precisare nei propri costosi annunci, che la eventuale (anzi certa) pubblicazione avverrà solo dietro pagamento da parte dell’autore.

Non siamo io e Marcello Baraghini a dirlo, da mesi ormai, ma lo conferma, con recente sentenza anche il Tribunale Civile di Bologna.

Al Tribunale di Bologna si era rivolta la casa editrice Il Filo, nel Gennaio scorso, chiedendo di intimare al sottoscritto la cancellazione dal proprio blog (questo che state leggendo) di tutti gli scritti aventi come oggetto l’attività della casa editrice stessa. La giustificazione di un provvedimento così severo (si può dire cinese?) stava nel fatto che tali scritti erano palesemente falsi e fortemente lesivi dell’immagine e degli interessi de Il Filo.

Il Tribunale di Bologna ha respinto il ricorso de Il Filo, sostenendo che la stessa Casa Editrice non è riuscita a dimostrare falsa alcuna delle affermazioni che si trovano su questo blog. leggi l’ordinanza del giudice.

Ogni commento a questo punto è superfluo: abbiamo fatto bene ad aver fiducia nella Magistratura italiana che ha riconosciuto la lealtà e l’onestà delle affermazioni mie, di Marcello Baraghini, di Boris Borgato e dei tanti che hanno testimoniato nel corso di questi mesi a proposito de Il Filo e degli altri editori a pagamento oggi agenti in Italia.

Il nostro silenzio delle ultime settimane attorno alla vicenda era dovuto al rispetto per il lavoro della Magistratura.

Adesso la nostra lotta riprende, per la difesa degli scrittori esordienti, per l’affermazione della verità, per il conseguimento della cultura popolare.

Attenzione però, non ci occuperemo solo de Il Filo, ma anche di tutti gli altri editori a pagamento, e sono tantissimi, che in questo momento realizzano profitti carpendo la buonafede di tanti scrittori in erba. Colpa anche degli scrittori in erba, senz’altro, l’ho già detto e lo ripeto: la nostra lotta serve anche a far aprire gli occhi alle possibili vittime.

Un’indicazione infine per le case editrici a pagamento: se non desiderate essere nominate in questo blog è sufficiente che scriviate a chiare lettere, sui vostri siti internet e sulla vostra pubblicità: LE EVENTUALI PUBBLICAZIONI DA PARTE DELLA NOSTRA CASA EDITRICE SONO SOGGETTE A CONTRIBUTO, A VARIO TITOLO, DA PARTE DELL’AUTORE. Semplice, no? Che ci vuole? Così tutti lo sanno e nessuno si può più lamentare.

Un grazie particolare al complice orgoglioso di sempre Marcello Baraghini e agli avvocati Ermenegildo Russo e Rosa Impagliatelli dello Studio Russo di Foggia, per il valido e appassionato sostegno in giudizio.

 

Ettore Bianciardi

Comments

Comment from Un povero disgraziato
Time: 22 Luglio, 2008, 12:38 pm

Io, che ho pubblicato con Il Filo, mi sento confortato da questa sentenza. Stare lontani da certi sedicenti editori è il solo consiglio che mi sento di dare. Ma Il Filo è solo la punta dell’iceberg.

Comment from boris borgato
Time: 22 Luglio, 2008, 1:00 pm

Quando torni ti vengo a trovare che ci beviamo su una BIRRA!!!!!!!!!!!!!!

Inizio a pensare che un dio indiano non ben definito, qualcosa di simile al destino, ogni tanto si ricordi dei poveretti e li aiuti!!

Ciao Ettore, divertiti in viaggio.
Boris Borgato

Comment from Giulia-S83
Time: 22 Luglio, 2008, 4:00 pm

Congratulazioni! Spero che la notizia si diffonda, e che il “legittimo esercizio del diritto di critica” possa sempre avere luogo. Grazie per la vostra lotta!
ecco il mio post al riguardo:

http://studio83.splinder.com/post/17878395/Sul+filo+del+rasoio

Comment from francesco
Time: 22 Luglio, 2008, 9:32 pm

Complimenti!
Il Filo è davvero il peggio, neppure si preoccupano di leggerti, mandarti una scheda di lettura e magari proporti/importi una revisione, come invece fa una new entry di cui non so se avete già parlato qui, Statale11.
i quali infatti ti chiedono anche più soldi (ovviamente senza dirlo prima) per l’editing…

Pingback from Ecco un vero editore a pagamento : Fronte della comunicazione
Time: 23 Luglio, 2008, 1:46 am

[…] (Questo post è stato pubblicato il 22 luglio scorso sul blog Riaprire il Fuoco.) Di Ettore Bianciardi. 23 Luglio 2008 | Archiviato in Letteratura Resistente  […]

Comment from fd
Time: 23 Luglio, 2008, 8:41 am

verrebbe da gridare al miracolo. ma dovrebbe essere solo normalità e buonsenso. da sempre latitanti nel nostro paese. ma qualche alieno c’è ancora, a quanto pare. complimenti. aurum clades libri (et mundi).

Comment from boris borgato
Time: 23 Luglio, 2008, 1:21 pm

Io porto un notizia di misera crisi dei lettori:
http://chiediloalvento.blogspot.com/2008/07/e-sul-filo-abbiamo-chiuso.html

la notizia di quanto il giornalismo sia di interessi e il suo unico scopo sia confondere i lettori.
Leggete i commenti!!!!!!!!!!
E poi brucaite giornali e televisioni e diventate liberi e indipendenti.
Boris Borgato (uno che non farà più il giornalista)

Comment from Ark
Time: 25 Luglio, 2008, 1:57 am

I miei più sinceri complimenti per la battaglia che hai vinto! Questa gente aveva bisogno di una lezione, ho ancora una loro lettera cartacea, se dovesse mai servire…:-))

Comment from enrico mattioli
Time: 31 Luglio, 2008, 10:05 am

un’editoria trasparente in una società che di trasparente ha poco o nulla, rappresenta una propulsione fondamentale per tutti.

mi unisco ai ringraziamenti allo studio legale per questa bella sensazione.

saluti

Comment from Henry
Time: 1 Agosto, 2008, 6:37 pm

Ho letto poco tempo fa l’interessato volumetto della giornalista Silvia Ognibene :”Esordienti da spennare” che centra l’argomento.
Occorre dar voce senza abbassare la guardia, se non hai mai affrontato la problematica, puoi facilmente cadere nella trappola.
Io scrivo poesie, quando deciderò di veder pubblicato un mio libro, mi rivolgerò a case editrici che non chiedono soldi, nel contempo partecipo ai concorsi sparsi, gratuiti al massimo chiedono qualche euro per diritti di segreteria, così mi confronto.
Se poi non ne posso a fare a meno, sai quanti tipografi onesti sono pronti a fare il proprio lavoro?

Comment from Mirella Puccio
Time: 4 Agosto, 2008, 1:37 pm

Salve Ettore e complimenti per la bella vittoria riportata su quelli del Filo:-)

Ho appena scritto un post sul mio blog dove ti ho citato e linkato, perchè oggi la Rete deve servire per far chiarezza e imporre la trasparenza su siti web e messaggi pubblicitari di editori truffaldini. Continua così, sono con te, se ti va sentiamoci perchè vorrei continuare su questa linea.

Io non ho ancora pubblicato,posso ‘vantare’ qualche esperienza, ma non mi sono mai fatta fregare un solo cent per vedere il mio nome stampato su un libro. Saluti e a presto!

Comment from boris
Time: 4 Agosto, 2008, 4:51 pm

Occhio Ettore che qui mi fai innamorar le signore!!!!

[ironia]

Comment from La Donna Cannone
Time: 11 Agosto, 2008, 8:30 pm

Qualche mese fa ho preso in mano il contratto proposto da una piccola casa editrice - apparentemente seria - a una signora che conosco. Senza malizia, la signora non si era accorta di acuni trab(b?)occhetti, al che ho fatto una telefonata civetta, ho chiesto chiarimenti e modifiche al contratto. nella fattispecie, che comparisse nero su bianco il numero delle copie da stampare, che era scritto solo sulla lettera di proposta commerciale, e l’impegno alla distribuzione. L’editore è stato molto schietto, ha detto che era un contratto standard, ma ha apportato le modifiche, per la gioia di tutti.

Ho sentito anche di scrittori esordienti che affermano di trovare ‘giusto’ il pagare una quota, perchè non sono nessuno. Che gli dici? Son più convinti dell’editore…

Comment from Luca Martini
Time: 12 Agosto, 2008, 5:40 pm

Ciao Ettore,

complimenti per la tua meritoria caccia agli editori a pagamento, che ha segnato una grande, storica vittoria.
Cambiando discorso ma non troppo, colgo l’occasione per segnalare un interessante ed irriverente articolo comparso oggi sul quotidiano “Libero” a firma di Massimiliano Parente sul tema delle antologie e dei falsi autori di racconti capolavoro. Aggiungo l’annoso tema delle “instant Antology”, una accozzaglia di testi brevi su un tema assegnato proposti da editori e pubblicati nel giro di pochi giorni (come dire, viva la qualità, la selezione ed il lavoro di editing). Tra gli altri editori affezionati a quexta “moderna” forma narrativa, vedi ad esempio Giulio Perrone editore.

http://www.libero-news.it/articles/view/295307

Un saluto ad Ettore e a tutti i lettori del blog.

Luca Martini

Comment from Mirella Puccio
Time: 13 Agosto, 2008, 5:33 pm

E’ vero, molti esordienti trovano ‘giusto’ contribuire alle spese del povero editore, costretto a rischiare per pubblicare un’opera prima. Il bello, anzi il brutto, è che non lo ammettono, ne conosco diversi che hanno pubblicato PAGANDO, e con le misere percentuali accordate dall’editore-benefattore(!) non recupereranno mai le spese sostenute.
Io ho appena ricevuto un contratto ‘che scotta’ ovviamente non l’ho firmato, anzi ho scritto all’editore contestandolo con garbo, ma finora non ho ricevuto risposta. Penso di pubblicarlo da qualche parte, credetemi, c’è da restare interdetti leggendolo ed è imbarazzante nella sua palese illegalità.
Navigando alla ricerca di siti ‘amici degli esordienti’ ne ho trovato uno molto interessante, di un giornalista/scrittore-traduttore, http://www.pbianchi.it/ dove sono presenti molte testimonianze inerenti l’editoria a pagamento. Questo il link diretto ai file: http://www.pbianchi.it/stanzasenzachiave.asp
Continuiamo a svergognarli questi editori-avvoltoi!
Un cordiale saluto a Ettore e Boris :-) )

Comment from Boris
Time: 13 Agosto, 2008, 6:08 pm

Caro Luca, a breve parto, ma non sai quanto mi ha fatto piacere quello che riporti, e dire che son 4 mesi che cerco di dire che il Perrone li prende tutti per il culo, e nessuno mi crede, poi arrivi tu, e già mi sento meno solo…
Lo riferirò al Giubilei sto fatto e all’amico Lupi!!!!!!!! Anche se loro adesso han chiuso la lotta per diventar editori e curatori di antologie…
Boris Borgato

Comment from boris
Time: 14 Agosto, 2008, 6:15 pm

Che ormai Ettore, non c’è nemmeno più da combattere;
questi qui si fan male da soli, guarda cosa pubblicano:

http://www.ilfiloonline.it/?page_id=93

L’intervista di Pinketts è qualcosa di praticamente peggio dello scandalo, “benedetto dalla doccia(!??)” e altre boiate del genere.

Poi c’è un tipetto che viene intervistato da SKY, penserete che il filo allora ha un ufficio stampa della madonna (per restare in tema con la favola di Pinketts), ma niente di tutto ciò, l’omaccione ha alle spalle questo:
Roberto Gelmini è nato a Milano nel 1942. Giornalista professionista, ha sempre vissuto tra i giornali. Dopo il praticantato all’Ansa, è passato al “Corriere della Sera”, nella cronaca di Franco Di Bella. Nel 1975 ha seguito Indro Montanelli ed è stato tra i fondatori del “Giornale Nuovo”. Nel 1985 è tornato al “Corriere della Sera” con il ruolo di caporedattore centrale. Tre anni dopo è stato responsabile a Roma dell’Agenzia nazionale del Gruppo Monti e poi direttore de “La Nazione” di Firenze. Tra la fine degli anni Novanta e l’inizio del Duemila è stato nominato responsabile della comunicazione dell’allora sindaco di Milano.

E con quello le porte ti si aprono da sole…

Comment from Ivan
Time: 15 Agosto, 2008, 11:27 am

ciò spiega perché dei pubblicatori a pagamento, 99 sono invisibili e 1 riesce a farsi ospitare (impegnandosi in prima persona come giustamente fai notare). a proposito delle ospitate in TV, ma io mi chiedo: quando uno presenta un libro al tg oppure quando i tg danno non-notizie come: “il tale ha pubblicato il disco ecc…” ma le case discografiche pagano? perché altrimenti non mi spiegherei tutta questa attenzione verso non-notizie e non-musica, come anche per non-libri e non-autori molto spesso

Comment from Luca Martini
Time: 18 Agosto, 2008, 3:07 pm

Caro Boris,

non conoscevo questa tua “missione” contro gli amici della casa editrice “Perrone”, ma non posso far altro che appoggliarla. Io li seguo da tempo e ho calcolato una cosa: loro fanno almeno 5, forse 6 “instant antology” (può essere definizione più sgradevole?) di narrativa, cui occorre aggiungerne altrettante per la poesia. A queste, poi, devono sommarsi le antologie del progetto “io scrivo”, questa sorta di concorso letterario perenne, in cio vengono raccolti i miglori racconti partecipanti alla tenzone. Nella collana “Antologica”, poi, sono presenti altre raccolte a titolo vario. Si parla, dunque, di almeno 15 antologie l’anno? Forse sono di più ma sto scarso. Consideriamo che in ogni antologia ci siano almeno 15 racconti, il conto è resto fatto: 15×15 fa 225 se non sbaglio. Diciamo che mediamente ogni autore comprerà una ventina di copie per sè? 225×20 darebbe 4.500 copie a costo editoriale praciamente nullo che rappresentano un discreto affare per un piccolo editore. Calcolato infine il prezzo “popolare” cui sono vendute (15 euri 15!!!), lascio a voi la valutazione: 4.500 x 15 = 67.500 euro.
Ovviamente i conti sono molto approsimativi, ma mi fanno coprendere la mania per le antologie istantanee….

Comment from alessandro
Time: 20 Agosto, 2008, 3:50 pm

Partiamo da un presupposto: io con le instant ci ho pubblicato 2 volte, quindi le difendo.
Allora, è verissimo che non sono opere di alto livello letterario e immagino siano un buon modo per avere introiti da parte della casa editrice.
Il punto è: e con ciò?
Quello che volgio dire è che:
1. non sono concorsi a pagamento
2. la pubblicazione, anche se l’editing è pressoche assente, è dignitosa
3. fanno sempre una presentazione in cui per gli autori è possibile farsi conoscere (cosa fondamentale per gli esordienti)
Cos’altro dovrei cercare?
Forse, sarà che mi è capitato di pubblicare su riviste che non mi hanno nemmeno più contattato quando è uscito il numero con il mio racconto, ma a me le antologie della Perrone non dispiacciono per nulla.

E aggiungo, e chiudo: mi piacciono ancora di più perchè mi hanno pubblicato 2 volte e altre volte mi hanno rifiutato. La selezione è sempre indice di qualità, per come la vedo io.

Ciao
Ale

Comment from Luca Martini
Time: 22 Agosto, 2008, 2:55 pm

Carissimo Alessandro,

nulla quaestio su quanto scrivi. Senz’altro il fatto di non domandare soldi salva moralmente questi editori. Permettimi però di non essre d’accordo con l’assenza di editing e con lo “sfruttamento” (passami la brutta parola) degli autori, quanto meno con riferimento al lucro indotto. Poi, va benissimo così, se gli autori pubblicati sono soddisfatti è segno che hanno ragione loro. Io però conosco diversi “colleghi” non troppo contenti. E ti parlo con cognizione di causa, visto che anche Ettore mi conosce bene e sa anche lui che ho pubblicato diversi racconti su riviste anche importanti e su antologie (una delle quali curata proprio da Ettore) e francaente mi sono rifiutato di pubblicare con un editore (che non è Perrone per intenderci) per una sua “Istant Antology” in quanto non avevo capito (giudizio mio personale) che la cosa fosse così deprimente.
Poi, ripeto e sottoscrivo, le opinioni possono essere diverse e il fatto che ci siano persone soddisfatte di queste operazioni è segno che il mondo è belloi in quanto vario.
Io credo in un concetto un po’ più alto di letteratura…

Un saluto
Luca

Comment from bor
Time: 24 Agosto, 2008, 12:42 am

Caro Ivan,
lo scandalo vero non sta nei soldi, ma proprio nell’assenza di soldi per le marchette, è un giro molto più trito e ritrito di favori, conoscenze, se allora io faccio questo per te tu mi fai quello, se ti rifiuti ci perdi questo, etc etc amen. E’ il mondo della comunicazione, il mio consiglio è sempre quello basta integrati, che risorgano gli apocalittici!!!!!

E qui un po’ se ne trova.
Ciao a tutti

Comment from Mr.Alabama
Time: 25 Agosto, 2008, 11:58 pm

Buonasera a tutti.
E’ da un pò che bivacco nei meandri di questo (ottimo) forum leggendo qua e là, e senza mai scrivere niente. Ma stasera no. Anzi, stasera sì.
A mio modo di vedere, la questione dell’editoria “a pagamento” è facilmente inquadrabile, a prescindere da qualsiasi riferimento a chicchessìa. Sorvolando sullo stesso concetto di “editore” (come dovrebbe essere un “vero editore”, cosa dovrebbe fare o non fare et cetera) occorre distinguere due casi:
1) L’Editore informa ab origine che chiederà (o potrà chiedere) un “contributo” (eventualmente illustrando una casistica con l’entità dei vari “contributi”, anche di massima). In tal caso, direi che non vi è alcun problema. Chi vuole “compra” e chi non vuole no. Nessuno stupore, nessuno scandalo. E’ una normale offerta di mercato come miliardi di altre.
2) L’Editore non dice niente, ab origine, a proposito della futura richiesta di “contributi”. In tal caso, è normale parlare di atteggiamento non professionale (offrendo un qualsivoglia servizio, sarebbe professionale specificarne contenuti, modalità, costi, tempistica et cetera, ovviamente nei limiti del possibile) e scorretto (molti autori, avendo saputo prima che avrebbero dovuto spendere un tot, si sarebbero risparmiati la fatica, il tempo e l’eventuale costo di spedizione del materiale e contatti vari, per non parlare dell’ingente investimento emotivo in termini di aspettative…). Tuttavia, non parlerei assolutamente di truffa od atteggiamento fraudolento: alla fine della fiera, benché all’ultimo momento, benché tra capo e collo, benché di cattivo gusto et cetera, viene sottoposto all’autore un regolare contratto in cui sono specificati costi ed (eventuali) benefici. Sono convinto (anzi, mi auguro) che nessuno scrittore (od aspirante tale) possa essere così sprovveduto da non saper leggere un contratto (o da non pensare di sottoporlo ad uno degli esperti conoscenti che ognuno di noi ha). Una volta deciso di non aderire all’offerta, all’autore basta stracciare tutto (od utilizzare il contratto/lettera come sottobicchiere), prendere un bel respiro e rassegnarsi al fatto che qualcuno gli ha fatto perdere tempo. Capita spessissimo: si pensi, per esempio, a certi annunci o a certi colloqui di lavoro…
C’è anche chi (absit iniuria verbis) è ben lieto di pagare per raccontare, di fronte ad una bella pinta di bionda, che è uno scrittore perché - de facto - esiste un libro “vero”, come quelli degli scrittori “veri”, con il suo nome in copertina. Scelte!
Quanto alle Istant Antology, si tratta - credo - di esperimenti “letterari”. Non credo si possa giudicarne in astratto la qualità. Vi si potrebbe ritrovare dentro un bel pò di spazzatura, oppure un breve racconto che è un bijoux. Dipende. Anche perché (in merito al discorso dell’editing o, anzi, del non-editing, posto che per “editing” intendo la revisione del testo ed il suo trattamento finale, quello che in musica definiamo “arrangiamento”, per intenderci) può succedere che un editing severissimo venga operato a monte dall’autore stesso (cosa che non sarebbe male da parte di chi vuol fare lo scrittore). Non credo proprio che si possa, del resto, riporre maggiore fiducia sull’editing fatto dall’editore piuttosto che su quello fatto dall’autore: sarebbe bella (anzi, brutta!) se un quisque de populo che lavora presso un editore (magari pure di nicchia) avesse maggiori capacità creativo-linguistico-letterarie di uno scrittore! Fondamentalmente, ritengo positiva qualsiasi esperienza (al di là dell’alto o basso concetto di letteratura che ognuno può serbare) che - nel rispetto dei diritti, della buona fede e dell’integrità dello scrittore - possa coinvolgere e stimolare esperimenti creativi, quale che sia la cifra stilistica espressa. Per i giovani è senz’altro meglio scarabocchiare infime poesie e pessimi romanzi che perdere tempo in altre attività magari davvero ben poco edificanti. Le Istant Antology prese come tali, in definitiva - come tante altre iniziative letterarie e non - possono costituire un’esperienza divertente per gli autori (seppure non funzionali al decollo della carriera o non remunerative) e magari anche per qualche lettore. I lettori più esigenti - ovviamente - sanno dove andare a cercare pubblicazioni di sicura qualità.
Se ci sono rispetto, buona fede e trasparenza da parte di tutti…il talento può attendere.
Ciao a tutti, writers & readers.

Comment from Ivan
Time: 27 Agosto, 2008, 12:07 am

l’editoria a pagamento va spazzata via. ci vorrebbe una legge che impedisse a chi chiede soldi invece di darne per poi rifarsi con le vendite di chiamarsi editore e ne vedremmo delle belle. l’editoria a pagamento è doppiamente dannosa in quanto crea rumore di fondo e immette in circolo moltissima spazzatura libraria e crea pericolosi precedenti facendo sentire anche editori di solito non a pagamento, autorizzati a chiedere soldi. tuo modo di esprimere tradisce te.

un contratto può anche essere formalmente nelle prescrizioni di legge ma non per questo meno moralmente discutibile (è l’autore, quello bravo, l’unico che può pubblicare) a dover percepire soldi, non lui a darne a voi. forse che tasse sono giuste? sono legali ma non automaticamente ogni cosa a norma di legge è giusta. da ciò traspare tutta malafede di chi fa simili discorsi.

Comment from Luca Martini
Time: 27 Agosto, 2008, 1:20 pm

Quando c’è la buona fede e la trasparenza è tutto lecito.
Spesso mancano, però, il problema è questo.
Davvero si crede che sia meglio scrivere romanzacci o brutte poesie piuttosto far altre cose?
Non sono proprio d’accordo, ma tant’è.
Un ultimo dato: controlla i dati di vendita delle antologie istantanee….

saluti

Luca

Comment from Mr.Alabama
Time: 27 Agosto, 2008, 10:50 pm

Pensavo che fosse un forum per discutere e ragionare insieme, non per sentenziare od abbaiare alla luna.
Con questo passo e chiudo.

Comment from bor
Time: 29 Agosto, 2008, 12:46 pm

Sweet home Alabama, resta con me, nun me lassà.

Dai ragazzoni non incazzatevi per così poco, ognuno sentenzia a suo modo e di bizze e capricci magari si cresce…

Ciao

Comment from Maurizio il costruttore
Time: 1 Settembre, 2008, 9:45 pm

Però sentite qui, sempre riguardo “Il Filo”, anzi leggete qui, frontespizio in alto:
http://www.ilfiloonline.it/
C’è scritto che Alda Merini (ripeto: Alda Merini) è presidente onorario de Il Filo.
Non è un ossimoro legare i due nomi, a questo punto? Come mai? Forse la Somma non è al corrente dei traffici?
O è un’Alda Merini che non è l’Alda Merini, cioè un caso di omonimia ben sfruttato?
Questa me la dovete spiegare.
Ciao

Comment from Ivan
Time: 3 Settembre, 2008, 12:52 pm

secondo me invece è testimonial perfetto per una casa editrice a pagamento (e ho detto tutto)

Comment from bor
Time: 4 Settembre, 2008, 5:56 pm

No no è Alda Merini che é Alda Merini, cioè l’attuale, insomma, dai su rifletteteci bene, è, cioè di adesso, dico ora, in questo periodo … capito…

Comment from p.t.
Time: 10 Settembre, 2008, 1:49 pm

che schifo sul sito nn stava scritto che era a pagamento è una cosa vergognosa una frode in piena regola… che schifo… si vede proprio che siamo in italia…

Comment from vally
Time: 12 Settembre, 2008, 2:52 pm

Sono davvero basita nel leggere questi commenti e soprattutto l’intera quesione legata alla casa editrice il filo.Ma è assolutamente apprezzabile la disponibilita al confronto e alla chiarezza di chi interviene e racconta la sua esperienza e le sue idee in merito ad una problematica cosi’ diffusa come quella degli scrittori emergenti.Anche io sono una probabile e potenziale vittima di queste trafile pseudo-letterarie spesso semplicemente commerciali.Ho gia ricevuto ben 4 risposte favorevoli di 4 case editrici differenti per il mio racconto.Vorrei chiedere il vostro parere…e magari citarle tutte.posso?.P.S.confessione :non ho ambizioni da scrittrice egocentrica e vogliosa del suo nome in copertina,ma viva il confronto e i piedi per terra.Valeria

Comment from vally
Time: 12 Settembre, 2008, 2:54 pm

Dimenticavo :la risposta su Alda Merini mi ha un po’ inquietata..l’ho compresa..e mi ha continuato ad inquietare..

Comment from ariosto
Time: 12 Settembre, 2008, 5:10 pm

Ragazzi , ma ci sono anche dei cessi di scrittori , anche esordienti , che pubblicano con case editrici prestigiose .Ma questi qui , e sono decine ! da chi c. sono raccomandati , se non pagano ?

ariosto

Comment from Ivan
Time: 12 Settembre, 2008, 6:15 pm

dal curatore editoriale. il curatore di una collana, non sapendo nulla di stile o di letteratura, incontra un mediocrissimo testo del genere di quelli che potrebbe scribacchiare lui. standogli simpatico (uno scritto bene lo sminuirebbe) decide di pubblicarlo (magari dopo avervi messo mano - su un testo eccelso non avrebbe potuto farlo). il suo superiore, più bestia dello stesso (per il principio del promoveatur ut amoveatur, in una casa editrice i più ignoranti sono al vertice), non può sconfessare la sua scelta (rivelerebbe la sua ignoranza), ecosì, via, in una serie di passaggi da un incompetente letterario a un altro, il libro arriva in libreria. dove, se la casa lo vuole vendere monta magari uno scandalo o fa circolare voci infondate, ad esempio che l’autore è un martire, che lo vogliono ammazzare per le sue rivelazioni (già pubblicate e strapubblicate e note), ecc… insomma, cerca di propinare anche la più grande schifezza di questa mondo. vi sarete accordi che da tempo i grandi gruppi non pubblicano più buoni libri, ma solo libri capaci di dar scandalo, senza badare alla qualità. non c’è nessuna raccomandazione dietro, è una cosa assolutamente casuale, come le decisioni degli uomini politici. sono frutto del caso e basta. nessun ragionamento o seria analisi dietro

Comment from ariosto
Time: 13 Settembre, 2008, 9:14 am

Signori , leggendo i vostri commenti si nota una certa spocchia in alcuni di voi..C’è quello che ironizza sull’ingenuo che si sente scrittore davanti alla pinta di birra , quell’altro che sostiene che i più convinti sono gli scrittori stessi che pubblicano a pagamento , come dire se ci stanno tanti fessi ,che si può fare ?…Signori , la gente è meno stupida di quello che possiate pensare , se c’è qualcuno che pubblica a pagamento lo fa perchè s’è fatto bene i suoi conti…Ognuno ha il suo tornaconto nelle cose che fa , o non fa , per cui non si sente proprio la necessità di trovare ogni volta dei bravi maestrini come voi che insegnano al prossimo quale sia la retta via da seguire…In un mercato di ruffiani come quello editriale o si pubblica a pagamento o non si pubblica mai , se non si ha il compare giusto…E allora si finisce per scrivere tristemente sui forum o sui blog per tutta la vita , come capita a molti puristi…Scrivere sui muri , già sarebbe più poetico…

Comment from Ettore Bianciardi
Time: 13 Settembre, 2008, 12:10 pm

Caro (a) Ariosto,
non ti arrabbiare, il blog è fatto così, ognuno dice la sua, come per la strada, come alla partita, ed è facile non essere d’accordo con quasi tutti e sentirsi offesi da qualcuno. Noi italiani siamo sempre pronti a salire in cattedra e pontificare, e questo è spesso fastidioso per chi si trova ad ascoltare, magari involontariamente.
Però penso che tutto serva a far riflettere e chiedersi se sia proprio vero che chi ti critica non abbia una parte di ragione.
Per esempio: tu dici che chi pubblica a pagamento ha fatto bene i suoi conti e se non facesse così non pubblicherebbe mai, viste le mafie che imperano nel mondo editoriale.
Sono perfettamente d’accordo con te sull’analisi del mondo editoriale: è così, non c’è dubbio, ti dirò anzi che è molto peggiorato ed io che non sono giovanissimo, ti posso garantire che quarant’anni fa era molto meglio, quando c’erano i veri padroni dell’editoria, Arnoldo Mondadori, Angelo Rizzoli, Valentino Bompiani, Giangiacomo Feltrinelli, Giul o Einaudi. Allora c’erano i padroni che facevano quello che volevano, ed erano capaci anche di scommettere soldi (i loro) su uno scrittore esordiente. Adesso no, non ci sono più, hanno lasciato il posto a dei managerini, che hanno lo scopo primari odi salvare il loro miserabile e precario posto di lavoro: per questo mai e poi mai si avventureranno nella scoperta di un nuovo talento, specie se è difficile da leggere e comprendere, meglio affidarsi a chi ha già avuto successo in televisione. Infatti chi sono gli autori italiani? Littizetto, Fabio Volo, Francesco Totti, Karol Wojitila, Joseph Ratzinger, Bruno Vespa, Emilio Fede. Noti uno scrittore tra questi?
Quali sono allora le contromisure?
Semplice: non compriamo più quello schifo di libri. Lasciamoli affogare nell’acqua bassa nella quale si sono messi. In effetti gli italiani stanno comprando sempre meno libri e fanno bene. Morta questa editoria ne nascerà un’altra, di certo più sana e vivace.
La contromisura degli editori a pagamento invece è sbagliata, credimi, e non tanto perché giudichi, come giudico immorale pagare per veder stampato il proprio libro, cioè che il lettore faccia anche l’editore di se stesso.
Ma anche e soprattutto perché in tal modo il lettore non ottiene, neanche pagando e pagando molto, il risultato a cui aspira, e cioè che il proprio libro sia sugli scaffali delle librerie a disposizione di eventuali lettori.
Hai mai visto i volumi di un editore a pagamento in una libreria italiana? Io no, ho chiesto a tanti scrittori a pagamento di segnalarmi dove potessi trovare le loro opere, mi hanno risposto che potevo ordinarle, magari via internet.
Allora se questo è quello che vuoi, mettere in grado il lettore di ordinare il tuo libro via internet, allora fallo stampare da un tipografo (costo 1 - 1,5 euro a copia), apri un tuo sito internet (costo 25 euro all’anno, ce ne sono anche gratuiti), e avrai tutto quello che ti dà l’editore a pagamento.
Se ti sembra complicato usa dei servizi dedicati, per esempio (accidenti quanta pubblicità devo fargli!) quello di Repubblica www.ilmiolibro.it. Costa un pochino di più, ma ti fanno tutto loro, compreso mettere il tuo libro nella loro vetrina (su internet) e mandarti le classifiche di vendita). Se ti bastano poche copie è l’ideale (7 euro circa a copia, tutto compreso).
Insomma non vedo nessuna ragione di andare da un editore a pagamento, salvo quella di far credere agli amici, che hai trovato un editore al quale il tuo libro è piaciuto e vuole scommettere su di te, non rivelando il particolare che hai pagato e quindi hai scommesso tu su lui.
Per questo su questo blog facciamo i nomi e i cognomi degli editori a pagamento che non dichiarano pubblicamente di essere a pagamento.
Con tutti i problemi che ciò ci crea, compreso qualche processo (vinto!).

Comment from vally
Time: 14 Settembre, 2008, 4:06 pm

Qualcuno ha mai avuto il piacere di confrontarsi con case editrici come l’aletti?o la voras?l’aletti è una casa editrice della tipologia il filo e kimerik?

Comment from bor
Time: 14 Settembre, 2008, 9:23 pm

da buon “giornalista” o meglio pessimo dato che siamo in Italia..

Su Aletti
Fonte:
http://www.ozoz.it/ozblogoz/modules/newbb/viewtopic.php?viewmode=flat&type=&topic_id=4509&forum=11

Corpo:
oggi ho ricevuto una proposta editoriale dalla suddetta casa editrice. mi si offre la pubblicazione di una mia raccolta di poesie a condizione che io ne acquisti un buon numero di copie, per la precisione settanta. Dico subito che ho intenzione di rifiutare ma vorrei saperne qualcosa in più. Soprattutto vorrei sapere se c’è qualcuno nel forum che ha avuto modo di partecipare ad una selezione di opere inedite per la stessa casa editrice e se gli è stato inviato un contratto. Se ha accettatto. E come è andata. Insomma vorrei sapere se vogliono solo spillarmi dei soldi o se sono davvero interessati alla mia opera….

Leggere anche qui:
http://www.ozoz.it/ozblogoz/modules/newbb/viewtopic.php?topic_id=4262&forum=11

Corpo:
E’ a pagamento, ti stampano solo 150 copie e 70 te le devi comprare tu. Ovviamente eviterei.

Per Voras il discorso è diverso, sembrano molto onesti:
Link:
http://casaeditricevoras.blogspot.com/2008/07/chi-siamo.html

Corpo:
Quindi non possiamo certo promettervi di farvi arricchire, ma in compenso vi assicuriamo che non dovrete farvi carico di alcuna spesa.
A voi chiediamo soltanto buoni testi, volontà di migliorare e impegno comune nel promuovere il vostro lavoro.

Personalmete il fatto che la casa non abbia nemmeno uno spazio proprio ma un blog su blogspot mi fa un po’ riflettere, probabilmente ci sono buone intenzioni ma non più di una “cippa” a livello di soldi e un po’ di soldi servon sempre per fare gli editori purtroppo, altrimenti si fa la fine del Palombaro di Piombino!!

Tutto questo non perchè detesti filo, aletti o voras, ma per il bene di Vally, che immagino sparuta e ventenne.

Ciao

Comment from vally
Time: 15 Settembre, 2008, 3:04 pm

si..forse dentro sono esattamente come mi si etichetta :sparuta e ventenne.Una che per la fretta non riesce neanche a scrivere correttamente su un blog perchè ha la cena sul fuoco,una che naviga su internet da meno di un anno,una che a malapena ha scritto qualcosina con quella punta di sarcasmo e cinismo che ti ritrovi senza chiedere,ormai disillusa alla soglia dei 35 anni…p.s.ma no i ventenni sono meglio..molto meglio ..meno incolti di me .Ho solo una sana curiosita’e voglia di ascolto. C’è sempre da imparare ..

Comment from Henry
Time: 15 Settembre, 2008, 7:11 pm

Segnalo la partecipazione della casa Editrice il Filo alla manifestazione letteraria “Belgioioso in giallo” con un libro da lei pubblicato. 27-28 settembre 2008 presso il castello di Belgioioso (PV) all’interno della 18^edizione di parole nel tempo, festa della piccola editoria. Che stia cambiando politica? Semplice operazione di immagine?

Comment from Marcolino
Time: 18 Settembre, 2008, 1:24 pm

Comment from p.t.
Time: 10 Settembre, 2008, 1:49 pm

che schifo sul sito nn stava scritto che era a pagamento è una cosa vergognosa una frode in piena regola… che schifo… si vede proprio che siamo in italia…

Caro p.t., controlla meglio…
http://www.ilfiloonline.it/?page_id=3

Comment from bor
Time: 18 Settembre, 2008, 8:23 pm

Caro Marcolino, anzichè nasconderlo alla milionesima riga di una pagina potenzialmente infinita, e tra l’altro esprimendo un concetto piuttosto sorvolato, non sarebbe meglio scriverlo chiaro qui:
http://www.ilfiloonline.it/?page_id=6

Oppure aggiungere una PAROLINA piccina piccina qui? In questi annunci che tappezzano il web?
Scrittori Emergenti
Invia il Tuo Manoscritto Inedito Entro il 30 settembre 2008
www.ilFiloOnline.it

Questione di prospettive o di lenti, occhiali e specchietti (sì, per allodole)

Comment from Luca Martini
Time: 19 Settembre, 2008, 10:18 am

Hai ragione Boris, parlare di “co-produzione, ovvero una partecipazione alle spese di produzione da parte dell’autore, che diventa così sempre più parte integrante del processo editoriale” suona quasi come una cosa nobile e necessaria, per spronare l’autore a fare meglio. Invece, come dice Ettore, è soltanto l’autore che investe sull’editore e non viceversa.

Comment from danilo
Time: 23 Settembre, 2008, 8:26 am

Buongiorno,
se per voi non e’ un problema vorrei linkare questo post sul mio blog, dove anch’io parlo, tra le altre cose, di editori a pagamento

Comment from simone
Time: 24 Settembre, 2008, 12:10 pm

completamente d’accordo… Scrittori Sommersi (www.scrittorisommersi.com) è un progetto nato proprio per tentare di perceorrere una strada che riporti alla “solidarietà” tra gli scrittori ed uno dei nostri punti fermi è il NO agli editori a pagamento… che ne dite di scambiarci i link e organizzare qualcosa insieme?

Comment from giuliano bartolaccini
Time: 10 Ottobre, 2008, 10:31 pm

Salve, a tutti. Ho letto tutti i commenti di questo blog e ho scoperto molte cose che già ero al corrente, una però mi è sfuggita. Mi rivolgo a Ettore Biangiardi che scrive quanto segue: Allora se questo è quello che vuoi, mettere in grado il lettore di ordinare il tuo libro via internet, allora fallo stampare da un tipografo (costo 1 - 1,5 euro a copia), apri un tuo sito internet (costo 25 euro all’anno, ce ne sono anche gratuiti), e avrai tutto quello che ti dà l’editore a pagamento. Beh io ho scritto e autopubblicato un mio romanzo nel 2002, stampando 2000 copie da un tipografo, non voglio contraddirti ma il costo è leggermente superiore, fortunatamente dopo poco tempo sono rientrato con le spese e ne 2007, mi è venuta voglia di ricorreggere alcuni aspetti. Anno scorso dopo aver terminato di scrivere il secondo romanzo ho deciso di aprire una partita iva e un sito internet per vendere dal web. ho constatato che la parte burocratica non è delle più facili, poi ho scoperto che per autopubblicare un romanzo e venderlo tramite librerie e via web bisogna, no pagare, ma versare la bella quota di 2,700 euro all’anno all’inps perchè diventi automaticamente un commerciante con gestione separata dalla tua prima attività, anche se la tua prima attività è prevalente. Adesso ti chiedo e chiedo a tutto il resto del blog, è possibile esercitare questa attività senza dover pagare questa somma? Ovvero, inizialmente pensavo di pagare iva in base alle copie vendute, solo per rimanere in linea con il fisco “italiano”, ma poi, dopo tanti interpelli all’insp ho dovuto chiudere la partita iva per i costi insostenibili. Preciso che mia moglie è commercialista e, Lei, con me abbiamo dovuto leggere attentamente una montagna di leggi e Comma per intraprendere questa attività che tra l’altro faccio più per beneficenza che per altro. www.viaggiandoleggendo.it.
Qualcuno conosce o ha avuto esperienze a riguardo. Un cordiale saluti a tutti.

Comment from simone
Time: 24 Ottobre, 2008, 8:35 am

oggi pubblicità a tutta pagina sulla copertina di DNews Roma:

“Il FIlo - La Rivoluzione Editoriale”

mi sa che coi soldi degli autori ci pagano le prime pagine dei giornali…

Comment from Valerio
Time: 19 Gennaio, 2009, 12:40 pm

Ero giusto tentato di contattare il filo
e mi sono imbattuto nel tuo sito.
L’informazione è sempre gradita e in certi casi utile, utilissima.
Volevo però, a questo punto approfittare di voi per capire meglio… a che livello arriva “la sòla” come si direbbe a Roma?
Mi spiego meglio, quando ti contattano e ti fanno la proposta editoriale… comunque te le dicono chiaramente le condizioni?
Per “non curare la distribuzione” cosa intendete che non inviano le copie presso le librerie dellaloro rete? o che non promuovono l’uscita? fanno così con tutti e pubblicano qualunque cosa punto e basta, o se riconoscono un talento (non parlo per me ma in generale per capire) lo trattano divesamente?

Infine un suggerimento interessato:
perchè non segnali, magari proprio sul blog, le case editrici serie che fanno valutazioni reali sulla qualità dei lavori presentati e se pubblicano lo fanno nel modo più correto e opportuno?

grazie
un saluto
Valerio

Comment from Ettore Bianciardi
Time: 20 Gennaio, 2009, 11:39 pm

La sòla, come dici tu Valerio, è che un vero editore, se vuol fare profitto, deve vendere il tuo libro; un editore a pagamento invece quando ha fatto il contratto con l’autore e quindi intascato i soldi, ha finito di lavorare e non si interessa minimamente alla distribuzione, buona o cattiva del libro. Prova a chiedere in qualunque libreria di qualunque città se hanno un libro di un editore a pagamento e vedrai…
D’altronde sarebbe fisicamente impossibile tenere tutti i libri a pagamento che vengono stampati in Italia. Allora i libri possono essere ordinati per internet. Ma questo lo puoi fare anche da solo, stampandoti qualche decina di copie. Oppure ci sono siti come www.ilmiolibro.it o altri, che lo fanno per te, senza spese. E allora a che sevono gli editori a pagamento se non a loro stessi?

Se trattano meglio gli autori validi? Ne hanno mai trovato uno? E lo hanno promosso? A me non risulta..

L’elenco nazionale degli editori a pagamento è un’idea che stiamo mettendo in opera, ma ci servirà la collaborazione di tutti, che dovranno segnalarci se hanno ricevuto richieste di soldi. Perchè vogliamo scovare anche quelli che si nascondono  e quelli che a volte fan pagare  ed altre no.

Quello che noi vogliamo, anzi pretendiamo, è che se un editore  pubblica a pagamento lo dica chiaramente. Non è mica reato , ma è deontologicamente corretto dirlo chiaramente. Ma se non lo dicono, la ragione c’è ed è che se si sa in giro che quell’editore chiede i soldi, dopo i clienti scarseggiano perchè come minimo si vergognano a far saper in giro che hanno pagato per pubblicare.

E allora se non lo dicono loro lo diremo noi!

Comment from Ivan
Time: 21 Gennaio, 2009, 11:03 am

è un’ottima idea. Ci sono pseudoeditori a pagamento che si credono furbi e ti dicono che vogliono soldi, soltanto al telefono, per non lasciare tracce. Intanto, forti della sentenza del tribunale, propongo, a chiunque volesse parlare del filo, di intitolare i suoi post sul suo o altri blog (il filo editore a pagamento), tanto è la verit

Comment from Mauro
Time: 24 Gennaio, 2009, 7:08 pm

A me proprio oggi è arrivata una proposta del filo…dovrei comprarmi 170 copie a 11,5 euro…quasi 2000 euro :(

Comment from Ayl
Time: 28 Gennaio, 2009, 9:01 pm

Io ho ricevuto oggi una proposta de Il Filo, forse vedendo la mia giovane età (19 anni) hanno pensato di potermi fregare.. grazie a Dio che mi sono voluta informare =]

Comment from Giulia
Time: 31 Gennaio, 2009, 3:17 pm

Probabilmente gennaio è il mese dei polli, stesse proposte, circa 2000 euro per auto leggerti….grazie delle info

Comment from Brit
Time: 31 Gennaio, 2009, 3:50 pm

Ciao a tutt@!
Dei vari commenti che ho letto sulla questione “editoria per esordienti/e/o /a/ tra/ qual/ su per/pagamento” questo mi è parso il migliore. Anche io ho ricevuto una proposta Aletti proprio due settimane fa. A parte il fatto di pagare o meno, mi sono messa a riflettere (da buona capra che sono) sullo scrivere. Sul libro. Sull’Arte in generale. Il primo pensiero l’ho rivolto alla Fotografia. Oramai, siamo tutti fotografi. Basta un click e il gioco è fatto. Posso – eventualmente – postare le foto su siti, blog, forum ecc. ecc. Resta il fatto che la fotografia come ARTE è oramai quella fatta con il classico rullino. Non fa più parte della Fotografia, bensì dell’Arte di fotografare e da mettere insieme a Pittura e Scultura. Le altre foto, sono solo la partecipazione collettiva allo scatto. Mi pare che, per l’editoria, accada pressappoco la stessa cosa. Si può scrivere. Si scrive tanto, ma immagino che Foster Wallace non abbia pagato benché un dollaro per pubblicare “Intervista con uomini schifosi” ovvero “Infinite Jest”. Lui non era un click. Lui era la foto fatta con il rullino. Poi ci sono altre considerazioni che ho fatto: come per il click digitale, ci sono milioni di scrittori. Siamo giunti al paradosso di avere sul mercato più scrittori che lettori. Scrittori che si auto-leggono; lettori che si auto-pubblicano; ma anche - pochissimi - autori che sono stati “scoperti” grazie a siti internet di piccole case editrici. E’ anche vero che “gli amici degli amici” pubblicano solo degli spam. E’ anche vero che gente tipo Sgarbi, Fede, Vespa ecc, contano sui ghost writers. Senza dubbio. La proprietaria di una casa editrice che mi ha ricevuta un pomeriggio mi ha detto: “Ho appena finito di parlare con i ghost writers di Sgarbi”. E’ altrettanto vero che – come il caso Wallace – la letteratura è arrivata ad un punto così elevato che è proprio difficile “accattivare” i lettori. Pensate ad un elettroencefalogramma più o meno appiattito con una punta elevatissima che si distingue nel tracciato. A pensarci bene, siamo di fronte ad una selezione darwiniana in fatto d’Arte. Quindi, se da una parte il collettivo scrive miliardi di pagine mai pubblicate o pubblicate solo a pagamento, dall’altra, si pubblicano solo gli scrittori “geniali” oserei dire “unici”. Nel bel mezzo di questo segmento, si trovano gli Spam di cui sopra.
Un saluto da Brit

Comment from some_writers
Time: 11 Febbraio, 2009, 6:41 pm

a dicembre avevo appena finito il mio primo romanzo, e atratto dal bando del il filo, ho inviato il lavoro. non conoscevo la casa editrice e cmq avevo visto che era distribuita a livello nazionale e cmq era presente con alcuni testi nella mia libreria di fiducia. poi ho cominciato ad addentrarmi nel mondo degli emergenti e dopo qualche navigazione in vari forum e siti ho capito la politica della editrice in questione. puntualmente, come aspettavo, e mi stavo pure preoccupando che nemmeno loro mi scrivessero, è arrivata la proposta editoriale.
io ho solo l’impressione che il mio romanzo non l’abbiano neppure letto, ovviamente è solo una mia sensazione. hanno pure sbagliato il titolo sul contratto. insomma un refuso su un titolo di cinque parole……
credo che anzi che pagare per un codice isbn preferirò stamparlo clandestino o diffonderlo gratutitamente dal mio sito in down load

Comment from Giò
Time: 23 Febbraio, 2009, 11:12 pm

E’ la prima volta che passo di qui…alla ricerca di informazioni su qualche casa editrice.
Ho trent’anni, scrivo da tanto, ma la Mondadori non mi pubblicherà mai. Non perchè non sappia scrivere…(non mi sto vantando di essere Umberto Eco…ma voglio fare un ragionamento per assurdo)…ma perchè quando legge (se legge)il mio nome e cognome si fa una risata e mi scarta…lo stesso accade per le case editrici medie…anche lì ci devi arrivare per altre vie (amici, amici degli amici…insomma sappiamo come funziona)…poi ci sono i cosiddetti editori a pagamento…per anni ho rifiutato di pubblicare a pagamento, per diversi motivi. Innanzitutto perchè ho sempre creduto che la Letteratura non si vende…e continuo a crederlo..però credo fermamente anche in quello che scrivo e, oggi, se mi facessero una proposta con contributo (e me lo dicessero prima ovviamente) credo che accetterei. Non si tratta di avere la soddisfazione di vedersi il nome su un libro…non è questo…il discorso, a mio dire, è molto più sottile…e complicato. Oggi, purtroppo, tutto è mercato…anche la cultura…quindi la grande casa editrice non mi prenderà mai in considerazione, perchè dovrebbe rischiare…e questo tipo di mercato, in una Nazione dove non si legge, non è vantaggioso…allora, io, autore sconosciuto, ma che so di valere (insomma dovremmo avere la onestà di capirlo se valiamo qualcosa o meno) mi do’ una mano…magari può andare bene, perchè no?

Comment from Chiara Vitetta
Time: 4 Marzo, 2009, 2:17 pm

Menomale che qualcuno dice le cose come stanno! Questi editori che truffano o sono vicini a farlo, queste diffide che fioccano, questa pubblicità abnorme; tutto questo è deprimente. Da scrittrice capisco particolarmente tutto questo, e mi associo alla battaglia mossa dai webmaster di questo blog.
Bravi ragazzi!

Comment from Pietro Ledda
Time: 23 Marzo, 2009, 1:07 pm

Non mi sono mai illuso di essere un grande scrittore, quando è arrivata la famosa proposta editoriale da parte de “Il FILO” a differenza delle persone che vivono accanto a me, ho preso la cosa con molta cautela. Non sono più un ragazzino ho più di cinquant’anni e quado ho aperto la lettera mano mano che leggevo mi rendevo conto che era solo un modo come un altro di spillare soldi alla gente. Telefonando alla casa editrice ho chiesto di parlare con un referente, dopo qualche ora mi ha richiamato una signora dicendomi che era colei che si sarebbe interessata del mio cammino verso la definitiva stampa e della commercializzazioone del libro. Cercando di assecondare l’incaricata della pubblicazione, ho fatto alcune domande riguardati il manoscritto, e mi sono accorto che era stata appena letta in grandi linee qualche pagina, e che nessuno era interessato alla sua pubblicazione, o se lo era, l’interesse era limitato al pagamento della quota stabilita dal contratto.
Bene credo non ci sia altro da dire, spero che queste persone operino sempre con maggiore difficoltà e abbiano vita difficile, per questo dico viva il web, perchè l’informazione alla portata di tutti ci aiuterà a smascherare con maggior frequenza i truffatori.
Grazie di tutto!
Pietro Ledda

Comment from Ennesima vittima^
Time: 1 Aprile, 2009, 10:39 pm

mi hanno appena mandato una proposta e leggendo tutto ciò che vadano al diavolo allora! Solo una cosa mi chiedo,ma una persona in italia come deve fare a diventare una scrittrice? Forse sognando…

Comment from Laura
Time: 4 Aprile, 2009, 2:00 pm

Anch’io ho appena ricevuto proposta editoriale… se già avevo qualche dubbio ora… ma non c’è uno, dico uno, che ha qualcosa di positivo da aggiungere? Come mai al club degli esordienti il filo è pieno di piccoli smile?

Comment from Laura
Time: 4 Aprile, 2009, 2:40 pm

vorrei agiungere un’altra piccola cosa… cosa pensate della promozione che il filo elenca dettagliatamente nella lettera di accordo di edizione e cioè di tutti i passaggi televisivi che promette di fare (sono tre) su sky, più inserzione publicitaria sul free press de il sole 24 ore, interviste all’autore anche su radio ecc… e di tutti gli altri 25 punti minuziosamente dettagliati nella proposta di contratto??? Sono reali queste cose o poi tutto si riduce a nulla? Ciao grazie tantissimo per il momento, anche solo per quello che ho già letto sopra…

Comment from Laura
Time: 5 Aprile, 2009, 2:15 pm

Vi giuro a tutti che è il computer che a volte mi salta le doppie!!!! :-)

Comment from eleonora
Time: 9 Aprile, 2009, 7:47 pm

qualcuno sa nulla sulla casa editrice giovane holden? è veramente difficile trovare delle case editrice serie che non chiedano soldi? Laura ha ragione perchè ci sono tanti smile per il filo sul sito degli emergenti? non dovrebbe tutelarci?

Comment from Luca
Time: 17 Aprile, 2009, 4:07 pm

Meno male che mi sono messo qualche dubbio quando ho ricevuto la proposta editoriale de “Il Filo”. Proprio questa mattina..appena la leggi sembra bellissima! poi arrivi alla richiesta del “contributo” in denaro per la pubblicacazione…ed è scioccante!
Le copie a mio carico sarebbero 180 (O___O) per una spesa superiore ai 2000 euro..
Io sono uno studente e non posso permettermi simili investimenti, ma anche se ne avessi la possibilità, dopo aver letto queste testimonianze, ritengo non ne valga la pena.

Per curiosità però voglio chiamare e sentire cos’hanno da dire su ciò che ho inviato (sinceramente non mi aspettavo nulla..), per sapere se la prassi riservata al sig. Pietro, come ho letto sopra, sia comune a tutti.
Nel caso vi farò sapere!

Grazie per aver diffuso queste informazioni, complimenti davvero, la rete è utile proprio per questo.
Luca

Comment from jutente anonimo
Time: 26 Aprile, 2009, 6:32 pm

Io la proposta dal Il Filo l’ho ricevuta. Li ho contattati e ho fatto apportare modifiche al contratto. Le dannate copie me le invieranno ugualmente, ma le potrò vendere in sede di presentazione. Tra l’altro parlando con grandi librerie ho chiesto e ottenuto di ordinare alcune copie per ogni libreria e sembra che non dovrebbero esserci grandi problemi. Ora, senza dubbio non mi arricchirò - anzi - ma per rientrare del “contributo di pubblicazione” non credo ci vorrà molto. E resti vincolato a loro solamente per due anni. Nulla ti esclude di autopromuoverti e cercare di ottenere qualche contatto migliore nel corso dei due anni. Speriamo bene…

Comment from Nicola
Time: 28 Aprile, 2009, 11:32 pm

Che tristezza!
Ho ricevuto anche io una proposta dal Filo…Quando ho letto questo blog non ci volevo credere..
grazie.

Comment from orson
Time: 30 Aprile, 2009, 9:30 am

Ho pubblicato con Il Filo giusto un anno fa. A fatica ho avuto il supporto promessomi all’inizio. Presentazione a Roma in una libreria angusta assieme ad altri 5 autori. Presentazione in tv su SKY 5 minuti a disposizione con un relatore che si vedeva che manco l’aveva letto il libro. 2100 euro il contributo. Ho fatto io presentazioni che sono andate benino, metà copie vendute, altre spedite, regalate. Ultima beffa i diritti d’autore: sotto i 50 euro non ti liquidano niente e magicamente l’andamento delle vendite 2008 arriva a 47 euro…vedete un po’ voi

Comment from Jessica
Time: 30 Aprile, 2009, 4:43 pm

Ciao! è la prima volta e visito questo sito e sono rimasta spiazzata..
qualcuno ha accennato alla STATALE 11 EDITRICE. io ho inviato il mio manoscritto in valutazione e mi hanno risposto con un esito positivo, in poche parole sono interessai a pubblicarmi.
Qualcuno sa quanto chiedono di contributo e se è una casa editrice affidabile?
grazie in anticipo!
Jessica

Comment from La Donna Cannone
Time: 30 Aprile, 2009, 9:16 pm

Buona sera a tutt*
avrei qualche domanda apparentemente semplice.
Per esempio: perchè tanta gente smania di pubblicare ed è disposta a pagare per vedere il proprio nome stampato?
Le ipotesi sono varie, ma prima di esporle gradirei sentire le vostre.
Grazie, saluti
DC

Comment from TMan
Time: 11 Maggio, 2009, 9:32 pm

Ciao a tutti.
Ho ricevuto una e-mail della casa editrice STATALE 11. Sembrano seri e hanno valuttao positivamente un mio scritto. Qualcuno sa dirmi se questa casa editrice è valida? Chiede contributi?
Un caro saluto.

Comment from Gaetano F.
Time: 14 Maggio, 2009, 9:49 pm

Ciao Raga. Anch’io oggi ho ricevuto una proposta editoriale dal filo. Ero entusiasta quando ho letto la prima pagina, ma appena i miei occhi mi hanno visualizzato la seconda pagina mi è cascato il morale. 2160 euro di investimento e 180 copie al sottoscritto. A saperlo prima non spedivo il mio manoscritto da 126 pagine word. Domani li chiamo, vediamo se accettano la mia proposta. Vi dirò anche che in Italia ci sono editori pronti a finanziare i sognatori.. Non mi ha chiesto soldi ma tempo. Vorrebbe uscire con una collana di emergenti, ma fino ad ora ne ha trovati pochi. Il costo del primo romanzo e 0 euro ma il prezzo da pagare e che il tuo guadagno è 0 euro. Se va bene e ne hai un’altro da proporre ci si siede ad un tavolo e ci si mette d’accordo. L’editore è di Milano..

Comment from Daniel
Time: 18 Maggio, 2009, 10:32 pm

Salve a tutti, anche io ho ricevuto una proposta editoriale dalla statale 11, sarei molto grato a chiunque potesse fornirmi maggiori informazioni a riguardo. Da come si presentano sembrano seri, ma dopo aver ricevuto (e rifiutato) dei contratti che sinceramente considero proprio delle truffe, sono diventato diffidente…Grazie

Comment from bibi
Time: 19 Maggio, 2009, 10:12 pm

ieri anch’io ho ricevuto una proposta da statale11 e concordo con quanto detto da daniel…

Comment from helena
Time: 20 Maggio, 2009, 12:23 pm

La pubblicità che inspiegabilmente la casa editrice “Il Filo” riesce a pubblicare su testate come La Repubblica (in prima pagina!!) è puro adescamento, un truffa bella e buona. E’ tutto fumo e alla fine l’unica cosa che resta è che devi spendere oltre 2000 euro per comprarti il tuo libro. fine della storia. Il che equivale a pagare per lavorare, un paradosso. Gli scrittori fanno già il lavoro di scrivere, se devono fare anche il lavoro che gli editori non fanno e a spese loro, la cosa non ha più alcun senso.

Comment from WILDE2
Time: 20 Maggio, 2009, 3:45 pm

Ho inviato alcuni mesi fa un mio scritto ad una casa editrice “nota” che respinse l’opera perchè non rientrava nelle loro collane..(dopo 4 mesi)”Il filo” dopo neanche un mese e mezzo mi ha subito inviato una proposta editoriale..ma chiede soldi per la realizzazione..Ke bella proposta!!:-D..tutto il mio entusiasmo è stato spezzato grazie alle pagine di questo blog..anke se sono leggermente abbattuto vi ringrazio per avermi aperto gli occhi
Dio vi benedica

Comment from elcapoblanco
Time: 20 Maggio, 2009, 6:33 pm

Grazie ragazzi per tutto ciò che dite, fate un lavoro molto serio, io il Filo lo conosco già, avendo avuto una proposta di
pubblicazione: 1995 euro per 150 copie, purtroppo ho
mandato qualcosa anche a statale 11, non mi hanno
ancora risposto, ma credo che come al solito mi diranno
quello che tutti pensiamo, chi più chi meno.

Comment from Moe
Time: 21 Maggio, 2009, 9:44 am

Ecco a Voi, miei prodi, l’ennesimo genio incompreso della letteratura contemporanea.
Genio al quale, la benemerita quanto famigerata casa Editrice “il Filo”, proprio ieri ha fatto una vantaggiosa proposta di pubblicazione.
180 copie per 12,50 euretti, per un totale - calcolatrice alla mano- di ben 2250 euro di vecchia e sana “Prostituzione intelettuale”, come direbbe Mourinho.
Anche se, in questo caso, sarebbe forse più giusto parlare di “autoerotismo intelettuale”.

Ora, riconosco che -soprattutto nella mia adolescenza- spesso mi sia capitato di amarmi.
Ma non si parlava certo di queste cifre. Era un autoerotismo più a buon mercato.
A malincuore, quindi, ma ho rifiutato.

In precedenza, avevo già inviato il mio bel libercolo a cinque o sei case editrici, e tutte (tutte!) hanno sempre accettato di pubblicarmelo.

Ve l’avevo detto o No che ero un genio?

Ah, piccolo particolare, il “lesso”, come si dice dalle mie parti, avrei sempre dovuto metterlo io.

In un caso sono arrivati addirittura a sparare cinquemilacinquecento euro. E, nella proposta di contratto, mi avevano pure cambiato il titolo senza dirmi niente.
Una illuminata operazione di marketing alla “Paga e stai zitto!”
Meravilgioso!

Tutti questi galantuomini, eccetto quelli del “Filo” (di questo devo dargliene atto), mi hanno sempre ripropinato la solita solfa: “Grandi scrittori del passato, come Gadda, Pasolini,Svevo,Tolstoj, Kipling, Proust, hanno pagato per vedere la loro prima opera pubblicata…”, figuriamoci adesso se te, brutto stronzetto, non dovresti pagare (quest’ultima parte, però, spesso si dimenticano di aggiungerla).

In pratica, sarei stato in buona compagnia.
Anche se non so quanto sarebbe stato vero il contrario.
Già me li vedo, Proust e Kipling, allontanarsi schifati da me…
Soltanto Pasolini si sarebbe avvicinato: per chiedermi di fare una partita a calcio.

Comunque, il problema, è che non sono mai stato innamorato di me stesso. Almeno non così tanto da pagare migliaia di euro solo per mettere il mio Ego all’ingrasso.

Da qui, mi è venuta la brillante idea di cercare, non una casa editrice che pubblichi gratis il mio capolavoro (ricerca, comunque, utopica), ma di scovare una casa editrice seria che, gratuitamente, si rifiuti di pubblicarmelo.

E che, sempre gratuitamente, mi inviti a cambiare mestiere “senza passare dal via”.

Se esistesse, sarebbe Meravilgioso.

Comment from Joséf
Time: 23 Giugno, 2009, 4:04 pm

Innanzitutto complimenti per il post e per la causa. Ho ricevuto anch’io una proposta di pubblicazione da Statale 11 e volevo confrontarmi con qualcuno… Devo ancora prendere contatti verbali ma ad occhio credo che chiedano anche loro contributi… Però visti i prezzi dei loro volumi (nessuno sotto gli 11 euri) mi verrebbe da vederlo come qualcosa di non eccessivo…
Ci sono esperienze di vita al riguardo?

Comment from Carlo
Time: 23 Giugno, 2009, 6:02 pm

Salve a tutti,
leggendo questo blog e i vostri commenti provo una grande delusione, ma allo stesso una sensazione di sollievo per il grandissimo apporto che queste pagine danno alla nostra battaglia contro questa squallida mericificazione.
sebbene in noi “scrittori” vi sia una sorta di innato narcisismo letterario, non ho mai pensato di avere capacità eccelse, anche se sin dai tempi del liceo, quando la professoressa di Italiano apprezzava i miei svolgimenti incoraggiondomi a scrivere, sino a tempi recenti in cui ho ottenuto qualche piccola grande soddisfazione in alcuni concorsi di poesia, ho continuato a seguire la mia passione.
due anni fa ho inviato il mio materiale al Filo, dopo aver letto il loro annuncio su Repubblica, particolare che mi aveva fatto pensare alla serietà della casa editrice. dopo circa un mese ricevo a casa un basta piuttosto spessa. dopo averla aperta col cuore che batteva forte, man mano che andavo avanti nella lettura, il mio entusiasmo diminuiva… la proposta editoriale per i testi selezionati non era altro che un’offerta di pubblicazione a pagamento!
mi venivano chiesti duemila euro… ovviamente ho rifiutato la loro “proposta”, scoprendo cosi il mondo delle case editrici a pagamento… in seguito ci sono state altre due o tre offerte di case alle quali avevo inviato le mie raccolte di poesie, sentendomi spesso dire che “il mercato editoriale italiano è fermo, e la poesia si vende ancora meno, per cui sono necessari dei contributi…”

giusto oggi mi è arrivata l’email di valutazione positiva da parte della Statale 11, e proprio cercando informazioni su eventuali contributi - devo ammettere che il loro di porsi serio e professionale mi ha fatto illudere, per un attimo, che potesse essere la “volta buona”- sono arrivato qua…

ho già capito quale sarà la loro richiesta, non spenderò neanche i soldi per fare la telefonata al numero fornitomi nell’email!

purtroppo questo è l’andazzo, però se facciamo fronte comune e ci scambiamo informazioni e consigli utili possiamo districarci meglio in questo mare, evitando fregature, perdite di tempo e delusioni. a questo proposito trovo un’ottima idea quella di stilare una sorta di “lista nera” delle case editrici che chiedono un compenso, e che comunque si pongono in maniera ambigua verso gli scrittori emergenti.

vi segnalo inoltre un sito altrettanto utile - anche se sicuramente moti di voi lo conosceranno già- che contiene anche un motore di ricerca ordinato in base a diversi criteri, tra cui anche la richiesta di spese di pubblicazione.

il sito è : http://www.danaelibri.it/rifugio/rifugio.htm

ancora complimenti e tante grazie per quello che fate
un caro saluto solidare a tutti

Comment from NOn pubblicate con il filo
Time: 28 Giugno, 2009, 3:51 pm

NON PUBBLICATE CON IL FILO!!!!
Io come uno stronzo l’ho fatto da poco..(narcisismo…voglia di provare questa strada…)…la presentazione dei libri è una pagliacciata pura…ora vediamo il resto…almeno ora lo so…

Controinformiamo!!!!

Comment from Fiocco
Time: 1 Luglio, 2009, 6:17 pm

Per la Mondadori qualcuno ha esperienza? Anche se un 99% è rifiutato, sono almeno seri?

Grazie a voi mi sono armato di artigli: in brandelli il contratto del FILO; 3000 euro per 180 copie. Mi pago un viaggio in Giappone.

Comment from Carletto
Time: 7 Luglio, 2009, 10:13 pm

Amici,
il mio primo romanzo sarà pubblicato da “Il Filo” entro la fine del mese. Imbecille io che non mi sono informato adeguatamente in anticipo, e che ho sborsato una cifra che ridicolizza tutte quelle paventate dalle vostre proposte di contratto… Ho avuto anch’io l’impressione che nessuno avesse letto il testo, se non qualche stralcio qua e là. Il sospetto mi è venuto quando la mia richiesta di parlare con chi aveva letto l’opera è stata magistralmente schivata. Pensavo che avendo tra le proprie fila autori come Zecchi, Bevilacqua, Decrescenzo ecc. la serietà della casa editrice non fosse in discussione, ma è chiaro che sbagliavo. Anche il prezzo di copertina mi ha lasciato interdetto: quasi 30 € per un’opera prima, di genere fantasy. A questo punto, visti soprattutto i commenti riguardanti la presentazione, credo che mi darò da fare per autopubblicizzarmi, magari preparando il terreno per il 2011, quando scadrà l’esclusiva che il Filo detiene sui diritti del mio libro. Se, nel frattempo, qualcuno di voi “colleghi” fosse in grado di darmi qualche dritta in materia di pubblicità sul web (sono davvero ingenuo se non addirittura ostile in merito a blog e forum in genere), potrei ripagare la gentilezza con… tanta gratitudine, visto che per i dindini ci sarà tanto da aspettare (magari invano!).
Resta inteso che non mancherò di farvi sapere come saranno andate per me le cose, e in che percentuale le 350 copie stampate verranno vendute.

Saluti e in bocca al lupo.

Comment from Debora N.
Time: 29 Luglio, 2009, 5:15 pm

Io mi limito a riportare la mia esperienza: ho inviato il mio lavoro sia a Il Filo che ad un’altra casa editrice, ed ho ricevuto un contratto da entrambe. Alla fine ho pubblicato con la seconda, perchè il Filo chiedeva davvero troppo (1800 euro, ma ci crediamo?) mentre l’altra meno della metà…resta il fatto che ho dovuto comprare un tot di copie, alcune me le hanno regalate, e le altre copie stampate, che avrebbero dovuto essere distribuite nelle librerie, in queste fantomatiche librerie non ci sono arrivate. Ho chiesto più volte alla Feltrinelli della mia città, ma mi sento sempre rispondere che ‘è in catalogo, ma non ce l’hanno disponibile e devo ordinarla’. Ora, chi mai andrebbe ad ordinare un libro sconosciuto? Sapevo quello in cui mi cacciavo, pubblicando, ma avevo tanta voglia di farlo che ho riflettuto molto poco. Adesso, ci penserò meglio.

Comment from Eccex
Time: 25 Agosto, 2009, 4:51 pm

Statale 11… sembrano seri, il contributo non è altissimo, ma mi pare che dicano sì a tutti… e questa non è cosa buona e giusta. Distribuzione? In toscana trovo fatica a trovare libri loro… nessuno ha notizie precise? Qualcuno che con loro abbia pubblicato? NOn pretendo di fare il guadagno ma almeno sapere se sono persone serie che effettivamente curano la presentazione e la distribuzione, o ti prendono i soldi e amen… propongono 800 copie a circa 2000 euro… ammetto che sul pagare o meno per pubblicare, il dibattito e la questione morale sia aperta, ma la cifra in realtà non sarebbe vergognosa. O sbaglio?
Chi sa parli.

Comment from Vittorio D’Errico
Time: 17 Settembre, 2009, 9:05 pm

Ho solo avuto modo di affacciarmi al sito del “Il filo”, perché ero interessato a pubblicare il mio primo libro. Loro mi hanno chiesto che solo dopo la visione della mia opera, avrebbero presentato la loro proposta editoriale. Così ho chiesto il motivo di questa loro scelta, fuori ogni logica secondo il mio parere. Mi convinco sempre di più che dovrò pubblicare alcune copie a mie spese, con enormi sacrifici. Mi saono rivolto precedentemente ad alcune grosse case editrici, alcune mi hanno risposto che devi essere un personaggio famoso o collaborare finanziariamente con la stessa casa. Immaginate che ho proposto che avrei rinunciato a qualsiasi compenso, pur di far diffondere il mio libro a livello nazionale. Non perchè è il mio libro, ma è un genere comico-esistenzialista che si lascia leggere piacevolmente. pazienza, aspetterò. Complimenti per questo sito Vittorio

Comment from nick (va bene così?)
Time: 22 Settembre, 2009, 3:51 pm

Ci riprovo.
Ho a che fare col Filo tutt’ora, mi hanno spedicto il contratto di edizione e presto sarò una stella del firmamento letteraturario nazionale (mi accontento, lo so). Il problema è: chi li ha 2000 euro per 170 copie? Potrei pure venderle, non dico questo, anzi, ma chi è così glorioso, arrogante e fesso da scommettere su di sè in un campo poi così aleatorio e con prospettive di arricchirsi vicine allo 0 (per eccesso)? Non so come facciano a o abbiano fatto ad inserirsi nel panorama letterario peninsulare, nè come diavolo facciano a convincere personaggi bravi e famosi a pubblicare con loro, anche se, c’è da dire, opere minori, di respiro corto e di serie “B”. Mi viene in mente quella specie di tattica economica della piramide, prettamente di stampo americano, una vera spirale dove con il passaparola, con la catena di Sant’Antonio e metodi affini si costruisce un fatturato e un dispendio di energie umane lungo ma fragile. Mi hanno promesso un sacco di cose per quei 2000: addirittura la presenza alla fiera di Roma, Torino, Londra, Francoforte, New York e forse Marte, non so, devo ancora riguardarlo il contratto. Ma io che ho difficoltà a pagare l’affitto, come uno scrittore che si rispetti, io che non lavoro da tre mesi, come uno scrittore che si rispetti, io che non scrivo da un anno, come uno scrittore che si rispetti, bè io ho un piano, sissignori: intanto capire se hanno letto quello che gli ho mandato e come l’hanno giudicato, punti di forza, punti deboli ecc. poi magari annunciare la triste verità: nun c’ho na lira, che se fà? vediamo, magari se mi prostro come si deve alla Fiera dell’est riesco ad arrivarci o comunque da qualche parte mi ci mandano…
Dispiace per quanti siano caduti nella rete ma d’altronde questi, che sanno di psicologia, non potrebbero esistere senza le vittime, chi in qualche modo decide di cascare nelle grinfie dei suddetti. E’ masochismo questo, puro masochismo care vittime, i lamenti servono a poco, dopo. Leggendo qualcosa poi dei giovani autori…diamine ma molti non andrebbero pubblicati neanche dalla “Sticazzi Editore” e pensate che di quella roba freghi niente a nessuno? Di geni ce ne sono pochi, pochissimi, di talenti qualcuno, di onesti artigiani, mestieranti della parola di più. Nessuno di questi ho trovato in quelle pagine. Solo tanta noia. Fritto misto e le biblioteche del mondo sbadiglierebbero fino ad addormentarsi con tipi come quelli.
Il primo commento era migliore diell’attuale. Spero solo che non si “perda” anche questo.

Alla sbadataggine eterna.

Comment from Gian Ruggero Manzoni
Time: 23 Settembre, 2009, 3:29 pm

Io ho pubblicato con IL FILO, nella collana L’Ordito e la Trama, diretta da Paolo Lagazzi, e non ho pagato alcunché. IL FILO è distribuito ora da Mursia e, nel giro di una settimana, il tuo libro si trova in libreria. Che poi ci siano anche collane a pagamento non ci piove, ma certi autori non pagano, anzi, ricevono anche i diritti sul prezzo di copertina. Lo stesso lo posso dire dell’adesso scomparsa Tiziana Fumagalli, due libri editi da IL FILO, nessun soldo pagato. Quindi… ? Le case piccole e medie di solito lavorano così. Ad alcuni domandano soldi (e quelli sono inseriti in certe collane) mentre per altri investono loro. Potremmo non finire più di elencare case editrici piccole-medie che si fanno pagare, anche più conosciute de IL FILO. Anche il poeta Calabrò pare abbia pagato la Mondadori per l’Oscar che contiene tutte le sue poesie… visto che gratis non glielo stampava alcuno. Quindi demonizzare IL FILO senza sapere, poi, tutta la verità, ma facendo apparire solo quello che si vuole, non mi pare molto obiettivo. Del resto in italia ci si muove così riguardo tutto… e sempre in base a “contenziosi” privati, livori da corridoio, questioni che infine si esulano dal come veramente stanno le cose. E lo ribadisco, io sottoscritto Gian Ruggero Manzoni ho pubblicato un mio romanzo, che è stato distribuito e recensito, con IL FILO e non ho pagato alcunché. E adesso come la mettiamo? Forse io ed altri facciamo da specchietto per le allodole? Può anche darsi (seppure non mi consideri un nome così affermato da attirare gli allocchi), ma come anche Totò diceva: “Se esistono i truffatori è perché esiste gente che si vuole far truffare”… con ciò non voglio dire che IL FILO truffi, ma che è condizione generale nella piccola-media editoria domandare ai più un contributo per stampare e, visto che in Italia esistono più scrittori-poeti di lettori, si è creato un giro d’affari anche in questo campo. Mica te lo ordina il dottore di fare lo scrittore o il poeta, visto che oltretutto non ci si campa. Il dottore dice: “Vai a lavorare, magari in campagna, se vuoi mangiare”, questo il dottore ti dice… non ti dice che devi vedere il tuo nome (a tutti i costi) stampigliato su di una copertina. Quindi il problema diventa un altro. Cioè non tanto che esistano case editrici come IL FILO e 1000 altre, ma il perché tutta ’sta gente vuole pubblicare il proprio libretto (a tutti i costi). Perché questo? Esistono gli spacciatori di droga perché esistono i drogati, se non ci fossero i drogati, gli spacciatori non ci sarebbero. Quindi il problema non sono tanto gli spacciatori, ma il perché ci si droga. Perché ci si droga? Posso capire che un ragazzo di 13 anni possa cedere alle lusinghe di uno spacciatore, ma un individuo di 25 anni (e più) perché dovrebbe abboccare alle lusinghe de IL FILO? Forse che già di suo abbia certi problemi… di vario ordine e grado, fra i primi quelli d’identità, di protagonismo, di narcisismo etc.etc. Queste campagna di demonizzazione succedono solo in Italia, guarda caso paese in cui tutti vogliono fare i moralizzatori senza curarsi di come sono messi loro moralmente. Io non conosco il signor Ettore Bianciardi (e nulla ho contro di lui, qui si parla), ma ho conosciuto il di lui padre Luciano (fior fiore d’intellettuale e di uomo al di fuori di ogni schema… che per campare, come ben si sa, ha scritto anche per giornali di serie B e C… senza che ciò abbia intaccato la sua figura)… quello che non capisco è se il modo di muoversi di Ettore voglia scimiottare quello del padre, oppure che si debba inventare una battaglia di questo tipo per poter essere all’altezza del padre. Troppo astio, troppa irruenza, troppo tutto… per una campagna “moralizzatrice” (e poi di e per cosa?) che infine risulta come lo scoprire l’acqua calda. IL FILO si fa dare soldi per pubblicare… e allora? Da me non li ha presi, e allora? IL FILO pubblica inserzioni sui giornali? Anche le escort lo fanno, senza esporre le tariffe… o le Amministrazioni, le Ditte, le Guardie Municipali, I Ristoranti, i Cinema (senza esporre le tariffe)… e allora? Mica IL FILO ti fa firmare un contratto in bianco e poi tu ti ritrovi a doverti pagare il libro cadendo dalle nuvole. IL FILO dice: volete pubblicare, siamo qua. Amen. All’atto degli accordi dice che necessita un contributo, a quel punto dici ciao oppure dai il contributo. Caro signor Bianciardi la sua battaglia va benissimo, ma a quale pro? Forse sarebbe meglio concentrarsi su chi Governa ora l’Italia o su chi, da vero ladro, ci porta via i soldi dalle tasche senza giocare sul bisogno di apparire (artisti-scrittori-poeti etc.) a tutti i costi. Grazie. Scusate la lunghezza. Ah, visto che qui si va con “documenti” alla mano e pare seriamente… oggi non so se IL FILO si faccia pagare anche per i volumi editati nella collana che ha ospitato il mio libro gratuitamente. Magari è così, ma i concetti che ho espresso non cambiano. Di me posso assicurare, così come della Fumagalli. Del resto, detto fra noi, non è che m’interessi più di tanto di come si muove IL FILO. Mi è stata fatta una proposta, ed io ho accettato, e con me altri: Merini, Zecchi, De Crescenzo etc. tutto qui. Di nuovo un saluto e grazie degli spunti.

Comment from Berto Mario
Time: 29 Settembre, 2009, 7:06 pm

Ho firmato un contratto con IL FILO EDITORE per la pubblicazione di un romanzo. La condizione sine qua non è stata che il sottoscritto s’è impegnato ad acquistare a prezzo pieno 150 copie, delle 500 pubblicate, che a 15,00 euro l’una ha importato 2250,00 euro. L’ho fatto per un mio capriccio, oltre che allettato dai programmi di pubblicità e dalle belle parole dell’Editore. Quel che mi dispiace non sono stati i soldi spesi che tutto sommato raffigurano poco più che la spesa viva con l’aggiunta di un piccolo guadagno, ma l’assenza, dopo il primo mese dalla pubblicazione di una corretta forma di pubblicità, peraltro promessa.
Devo però dire, per esperienza diretta, che questo modo di procedere delle case editrici è normale.
La stessa cosa si è ripetuta con un secondo romanzo presso le Edizioni Tracce di Pescara. Qui la spesa è stata più leggera in quanto l’impegno è stato di 2.500,00 euro per 300 copie su mille stampate.
Purtroppo anche in questo caso è mancata una visione a largo respiro, peraltro messa in contratto, ma che non ho potuto verificare.
Ma di tutto questo ne ero al corrente, tant’è che discutendo con gli editori, in ambo i casi, si veniva alla conclusione che difficilmente i libri avrebbero avuto successo, essendo loro dei piccoli editori per veicolarli, e che i principali motori pubblicitari sarebbero stati l’attività e la fantasia dello stesso autore. Praticamente all’autore l’onere di trovare le strade per la pubblicità più conveniente.
N.B. Per i due romanzi, con mia sorpresa si sono proposte per la pubblicazione a pagamento decine di case editrici, Tutte piccole che poco incidono nel mercato librario (posso dimostrarlo) tutte con prezzi superiori o molto superiori. anche 8000,00 euro.
Tanto per Vs conoscenza.

Comment from karl
Time: 9 Ottobre, 2009, 5:01 pm

Io ho pubblicato con statale 11 e sono uguali al Filo. Una volta preso il contributo ti trattano come uno zerbino e tutti si danno. ti parlano solo x email. il libro è uscito con titoli storti, e neanche si volevano prendere la responsabilità. errori perche l editing che fanno non è di grande aiuto. quindi un altro che si è pappato 2000 euro senza fare nulla.. perche le copie costano 2 euro l’una. stampa
digitale poco curata. Fate prima a stamparvi da soli perche oltre a mettervi nel loro sitop non fanno nulla.Statale 11 quindi da abolire.
*****  e maleducati passate parola…

Comment from carlo
Time: 9 Ottobre, 2009, 5:10 pm

diffidate di statale 11 è anche peggio!!!!!!

Comment from carlo
Time: 9 Ottobre, 2009, 5:38 pm

Statale 11 è decisamente una casa editrice ****.. prima ti levano i soldi poi ti trattano male, nenache ti rispondono piou al telefono…
camponeschi,trezza,gidoni, gli editor che non sono editor tutti ****** che si rimangiano tutto… ma poi alla fine trovano chi li ****  per bene.. campano sulle speranze di scrittori sfigati come me un tempo… fate prima a pubblicarvi da soli!!! è facile stampa digitale 18*21 max euro 3.60 a copia.. poi ve li vendete nel sito web che si compra gia fatto e

Comment from erika
Time: 9 Ottobre, 2009, 9:25 pm

buona sera a tutti…mi sono imbattuta in voi dopo aver “parlato” con un altro ragazzo che come me sta pubblicando con la Statale 11.
Da quello che ho capito il mio contratto è diverso dal suo, io pago meno ma all’inizio mi devo sbattere di più…nel senso che il libro adesso è in prevendita su internet ma devo raggiungere la vendita di 111 copie per vederlo stampato. in teoria le spese successive sono tutte a carico loro. Ma a questo punto non so… ho sempre rifiutato di pubblicare a pagamento, ma ho fatto leggere il loro contratto ( che per inciso prima era molto più alto, ma a seguito di un mio rifiuto hanno fatto una nuova offerta, perchè “dovevo credere nel mio progetto! dovevo aver fiducia”) ) a uno scrittore che mi ha detto che il contratto era buono e potevo anche rischiare.
adesso vediamo come va….

il filo è stata la prima casa editrice che ho contatto…al settimo cielo quando è arrivata la proposta editoriale, belle parole, poi la mazzata quasi 2000,00€ per 170 copie…

buona serata a tutti

erika

Comment from Gian Ruggero Manzoni
Time: 14 Ottobre, 2009, 9:53 am

Io ho pubblicato con IL FILO, nella collana L’Ordito e la Trama, diretta da Paolo Lagazzi, e non ho pagato alcunché. IL FILO è distribuito ora da Mursia e, nel giro di una settimana, il tuo libro si trova in libreria. Che poi ci siano anche collane a pagamento non ci piove, ma certi autori non pagano, anzi, ricevono anche i diritti sul prezzo di copertina. Lo stesso lo posso dire dell’adesso scomparsa Tiziana Fumagalli, due libri editi da IL FILO, nessun soldo pagato. Quindi… ? Le case piccole e medie di solito lavorano così. Ad alcuni domandano soldi (e quelli sono inseriti in certe collane) mentre per altri investono loro. Potremmo non finire più di elencare case editrici piccole-medie che si fanno pagare, anche più conosciute de IL FILO. Anche il poeta Calabrò pare abbia pagato la Mondadori per l’Oscar che contiene tutte le sue poesie… visto che gratis non glielo stampava alcuno. Quindi demonizzare IL FILO senza sapere, poi, tutta la verità, ma facendo apparire solo quello che si vuole, non mi pare molto obiettivo… e corretto.

Comment from Anto
Time: 14 Ottobre, 2009, 7:57 pm

Buona sera a tutti…in questi giorni ho ricevuto anch’io la proposta edit. del Filo…o del cavolo vorrei dire! 180 copie per la bella sommetta di 2600 euro passati e il conto in banca sarà più leggero! Il bello come ben sapete, che dalla mia telefonata fatta propio questo pomeriggio, ho capito benissimo che il mio libro era una cosa assai astratta e non letta e che stava semplicemente leggendo la sinossi che stupidamente ho inviato con il manoscritto! Almeno se voleva propio prendermi in giro, poteva cercare di recitare un pò meglio, abbozzando da solo un suo riassunto! Se si vuole barare del resto, bisogna anche saperlo fare!! Io cmq vado avanti… chissà che non trovi quello onesto….

Comment from Anto
Time: 15 Ottobre, 2009, 9:05 am

Caro Ruggero, non si sta demonizzando la casa editrice e nemmeno il fatto che si possa pagare o meno. Qui si sta parlando che lo sbaglio sta nel modo di valutare le eventuali opere. Il problema e che quando senti chiaramente che del tuo manoscritto non hanno letto un bel niente, in te voglia o no, sorge il piccolo dubbietto che gli frega dei soldi e nient’altro! Non so se mi spiego! Io come penso molti altri qui presenti, non mi pavoneggio e sono la prima a dire che non ho forse scritto qualcosa di “così esaltante” per loro da essere pubblicato gratis, ma almeno che abbiano il coraggio di dirlo, piuttosto che vendere false illusioni…non credi? Comprare…é il termine più adatto…Il bello della critica che ti aspetti da un esperto é propio questo…Mi piace o no, é ben scritto oppure no ed anche un bel lasci perdere e continui a fare altro!! Ecc…ecc…Non di certo il riassunto e pure mal fatto di una cosa che forse é stata letta qua e là il giorno prima della chiamata e anche… Piuttosto distrattamente! Questa non é critica, ma soltanta una bella presa in giro in cui purtroppo molti incappano…Da qui almeno per me nasce il fastidio e non di sicuro dai soldi che mi hanno chiesto! Good Luck cmq…e che l’obbiettività e la correttezza… Ci possa illuminare tutti!

Pingback from Edizioni Il filo « Chiara Vitetta
Time: 15 Ottobre, 2009, 10:29 pm

[…] La casa editrice “Il filo” ha proposto anche a me più volte la pubblicazione. Credendo di partecipare ad una sorta di concorso letterario, ho inviato del materiale che è stato valutato positivamente. Solo sfogliando il contratto mi sono accorta di aver perso tempo: quello che sembrava un annuncio per un concorso letterario era in realt un modo per trovare nuovi polli da spennare. ”Il Filo” è una casa editrice a pagamento, e non ci piove. Se telefonate, contratto alla mano, per chiedere: “Ma perché mi chiedete di contribuire?” vi si risponder che è politica della casa editrice e che TUTTI i loro contratti sono a pagamento. Al di l della mia opinione, io non credo che il problema sia la scelta di chiedere contributi, quando la poca chiarezza e la continua e massiccia pubblicit in qualche modo tendenziosa (per approfondire, leggete qui). Insomma, perché negli annunci non è specificata la natura dell’azienda? Questo post ha lo scopo di avvetirvi di non perdere tempo: se trovate annunci delle edizioni “Il filo” che pubblicizzano dei concorsi per autori esordienti, sappiate che vi chiederanno soldi. Vi consiglio anche di dare un’occhiata qui, troverete un post interessante e l’ordinanza di un giudice della magistratura di Bologna che ha respinto il ricorso della casa editrice, la quale accusava il blog su cui vi ho appena indirizzato di esprimere concetti falsi e lesivi dell’immagine e degli interessi de “Il filo”. Querele a destra e a manca, ordinanze e diffide; la rete è piena di editori che non hanno nulla di meglio da fare se non limitare la libert di bloggers e utenti che vogliono solo dire la verit . Non vogliamo la luna, non chiediamo che tutti gli editori investano sugli autori esordienti, non pretendiamo nemmeno che prendano a cuore la cultura italiana e amino i libri, sappiamo che questo sarebbe davvero chiedere troppo. In realt chiediamo solo una cosa: ONESTÀ. […]

Comment from Thomas Ubaldini
Time: 30 Ottobre, 2009, 12:06 pm

Ciao, mi chiamo Thomas e sono un giovane 28enne scrittore e poeta…ci sono cascato in pieno con la mia prima pubblicazione di poesia con Il Filo…sono ferito deluso frustrato e amareggiato: io ci ho messo 12 anni di lavoro, professionalità e arte personale in questo libro…. Non vi è un modo per passare il copyright da un editore all’altro? puro fantasy, immagino… Comunque ho appena concluso il mio secondo libro, questa volta un saggio psicologico ed ho trovato un editore specializzato NON A PAGAMENTO che lavora come si deve…o almeno così mi sta sembrando!…ci sto cascando ancora?…con un altro libro costatomi duro e serio lavoro? L’editore si chiama Cerchio della Luna…comincerò i contatti editoriali a brevissimo.
In fase di fine lavorazione un romanzo breve per ragazzi…per questo editore, VEDREMO!!!!!
Un grazie dal cuore per questo blog che aiuta gli scrittori seri ed emergenti a farsi strada in un mondo letterario già durissimo di per sé.
Un caro saluto,
Thomas

Comment from Marco Lavagetto
Time: 1 Novembre, 2009, 9:56 pm

Salve. Sono Marco Lavagetto, artista, e ho pubblicato qualche anno fa le mie poesie con l’editore IL FILO. Mi hanno proposto una presentazione del mio libro a Roma e in quel momento grave della mia vita (sono stato in coma, non riuscivo a parlare e a scrivere) non mi son sentito di presentarmi in una libreria senza le parole giuste. Sapete una cosa? Stavano pubblicando le mie poesie, stavo sempre attento che non sbagliassero le parole nel mio primo libro, l’introduzione che mi spedivano sempre prima di stamparla. Ironia della sorte: IO ho trovato uno sbaglio madornale sulla quarta di copertina, IO che avevo avuto un grosso problema della lingua per scrivere e parlare, loro che lavorano in una editoria, sono laureati, ma non hanno notato che c’era un errore e volevano stamparlo. Gli ho chiamati e si sono scusati. Avevo capito che in quei momenti, mai abbassare la guardia. Adesso ho 48 anni, sono uomo vecchio, stanco e vorrei pubblicare un libro sull’arte criminale. Grazie.

Comment from Serena M. Barbacetto
Time: 27 Novembre, 2009, 11:26 pm

Ho ricevuto da “Il filo” una proposta di pubblicazione per un libro di poesie con circa 1800 euro di contributo in termini di copie acquistate (e fin qui confermo quello che tutti andate dicendo), ma ho anche parlato per più di un’ora al telefono con un loro valutatore, e (non ci crederete) è stata la critica più circostanziata, approfondita e finanche “sentita” che abbia mai ricevuto. Chi era all’altro capo del filo (telefonico) aveva letto e valutato le poesie una per una con molta attenzione, e aveva tutta l’aria d’una persona seria e competente. Ho rifiutato comunque la proposta.

Comment from Serena M. Barbacetto
Time: 27 Novembre, 2009, 11:27 pm

Ho letto con interesse i post precedenti, e vorrei condividere con voi la mia esperienza.
Ho ricevuto da “Il filo” una proposta di pubblicazione per un libro di poesie con circa 1800 euro di contributo in termini di copie acquistate (e fin qui confermo quello che tutti andate dicendo), ma ho anche parlato per più di un’ora al telefono con un loro valutatore, e (non ci crederete) è stata la critica più circostanziata, approfondita e finanche “sentita” che abbia mai ricevuto. Chi era all’altro capo del filo (telefonico) aveva letto e valutato le poesie una per una con molta attenzione, e aveva tutta l’aria d’una persona seria e competente. Alla fine ho rifiutato comunque la proposta.

Comment from Titania
Time: 1 Dicembre, 2009, 3:03 pm

Come sopra!Anch’io credendo di partecipare ad un concorso o almeno a una selezione ho inviato al filo il file pdf del mio libro. Per fortuna non ho speso i soldi del cartaceo.
che dire certo si rimane male io non pubblicherò mai a pagamento per mia scelta personale, ma quello che più mi ha sconvolta forse sarò esagerata non è stato apprendere che il filo è una casa editrice a pagamento ma che esistono personaggi noti certi anche scrittori affermati che prestano la loro è il caso di dire brutta faccia a delle iniziative del genere.
Non metto in dubbio che loro vengano pagati ma non si domandano se i soldi che ricevono arrivano dalle tasche di tanta gente come i cosidetti scrittori a pagamento? (perchè solo scrittori non mi sembra giusto)
Ora ho mandato il manoscritto anche a Seneca edizioni ma ho paura che sia lo stesso genere.
Qualcuno invece sa dirmi visto che non è a pagamento se anche perrone editore tira fuori alla fine qualche trappola??
Qualcuno apartecipato ai loro concorsi di narrativa??
ciao a tutti e complimenti per questo sito
per gente sprovveduta è come la manna dal cielo.
Una cosa prima di chiudere mi permetto di dirla, se uno pubblica a pagamento solo perchè vuole vedere stampato il suo libro ok lo faccia affari suoi. Ma non mi si venga a dire come ho letto in certi furum che si pubblica a pagamento per iniziare e che poi riuscendo a farsi conoscere è più facile firmare un vero contratto editoriale. Provate a mettere nel curriculum letterario pubblicato il libro tale con il filo che voglio direeeee.
Detto questo non vi scoraggiate continuate a provare e in bocca al lupo

Comment from vertigoz
Time: 3 Dicembre, 2009, 5:24 pm

scusate, ma non mi sembra così difficile riconoscere una casa editrice a pagamento, da una non a pagamento.
se vi chiedono i soldi è a pagamento, se no no.
se riescono a farvi scangiare dei soldi è solo perché puntano sul vostro sconfinato orgoglio di improbabili aspiranti scrittori.

Comment from Serena ssssssssssh
Time: 4 Dicembre, 2009, 11:58 pm

Dopo aver letto quanto scritto sopra a proposito de “Il Filo”,insieme ad alcuni commenti,ci tenevo a ringraziare i gestori di questa pagina virtuale e i commentatori,stavo ragionando sulla proposta fattami dalla Casa,chiedendomi a chi far comprare tutte quelle copie al posto mio (non ho mai pensato di pagare una cifra simile!) perchè mi disgustava dover “comprare” un qualcosa che è già mio,il talento. chiedo ai gestori (qualora volessero,anche ai commentatori) di mettersi in contatto con me attraverso le risposte al mio commento,per segnalare altre situazioni analoghe ed evitarmi eventuali fregature future. Grazie a tutti per l’attenzione.
ps:anche io ho parlato al telefono con un utente della Casa,che ha dato prova di aver veramente letto le mie opere.

Comment from Ale
Time: 5 Dicembre, 2009, 11:27 pm

Ciao a tutti, confermo i commenti negativi su STATALE 11. Funziona cosi: ti contattano dicendo che il manoscritto è molto interessante, fingendo che dietro di te ci possa essere un progetto etc. Poi ovviamente ti chiedono un contributo(eventualmente rateizzato) e poi ti trattano come una ***, nel senso che non si fanno sentire, alle mail non rispondono e quando lo fanno tirano fuori delle scuse penose per giustificarsi del ritardo. A livello di editing confermo i giudizi letti sopra, valore aggiunto praticamente nullo, credo che abbiano appena letto il testo. Il loro punto di forza sia proporsi in un modo all’apparenza professionale, atteggiamento rapidamente svanito in seguito all’incasso. Insomma, il loro modello di business è abbastanza chiaro, fanno 100 proposte di pubblicazione, incassano diciamo 200mila euro, e fronte di questo pubblicano si e no una decina di romanzi (tra scuse, eterni ritardi, menefreghismo etc.). Che poi questi vendano o meno è indifferente, visto che i costi sono coperti e il guadagno già assicurato. Insomma non cascateci!
ciao a tutti
ale

Comment from Damiano
Time: 11 Dicembre, 2009, 12:52 pm

Sto ricorso mi ha ricordato qualcuno che attualmente sta un pò più in alto del filo, che lancia i propri editti… che la mano lenta della giustizia arrivi anche da lui prima o poi? bravi, viva gli editori veri e sinceri, e viva la giustizia italiana.

Comment from Stefano
Time: 14 Dicembre, 2009, 9:45 pm

Salve,

ho ricevuto una proposta sia dal “Filo” che da “Statale 11″.
Oltre che l’amareggiato cosa c’è?
Comunque, se sapete a chi rivolgersi per avere una valutazione onesta e una bubblicazione senza strani contributi, vi prego fatelo sapere a tutti.
Un saluto,
SM

Comment from giovanna
Time: 17 Dicembre, 2009, 4:08 pm

Leggendo resto stupita del fatto che Statale 11 sia a pagamento. Avevo letto da qualche parte che non era così. Sarebbe davvero utile la lista delle case editrici non a pagamento, anche perchè ho inviato a molte case editrici la palese richiesta sulla loro ‘politica’ con gli emergenti e nessuna si è degnata di rispondere. MI sapreste indicare una casa editrice non a pagamento per genere fantasy, horror, gotico? Grazie. Giovanna

Comment from giovanna
Time: 20 Dicembre, 2009, 3:36 pm

il filo, editrice nuoviautori, kimerik…vogliono tutti soldini!!!
statale 11 mi ha contattata via mail…dovrei richiamarli ma mi è passata la voglia…penso che ne farò stampare un po’ di copie dalla tipografia all’angolo e le regalerò ai miei amici!!!

Comment from autore esordiente
Time: 22 Dicembre, 2009, 9:56 am

sono un autore esordiente, e anche io ho incappato come si dice in questi casi nella morsa dell’editore a pagamento, il 15 di dicembre doveva iniziare la prevendita delle 111 copie “obbiettivo imposto dalla casa editrice” che purtroppo siamo arrivati al 22 di dicembre e ancora non è uscito in rete, e da qualche giorno mi si stanno formando molti dubbi. aiutatemi!!!!

Comment from Roberto
Time: 26 Dicembre, 2009, 10:36 am

Ragazzi, complimenti per la nobile causa che state portando avanti: liberare l’Italia da certi squali non è semplice! Volevo chiedere: che ne pensate di Edizioni Il Foglio? A quanto ho capito, non è una casa editrice a pagamento. Cioè, chiede, se non sbaglio, l’acquisto di 100 copie da parte dello scrittore, è vero, ma solo perché è una piccola casa editrice e muoversi nel mondo editoriale, occupato dai soliti noti, è difficile. Comunque chiede l’acquisto ma fa editing, riscrittura testi, promozione, partecipa alle fiere in Italia e i suoi libri sono disponibili anche nelle librerie, oltre che su Internet. C’è da dire, inoltre, che non fa come gli editori a pagamento, che qualsiasi cosa gli inviino loro la stampano senza neanche guardare se ci sono errori grammaticali, tanto per dirne una; ma Il Foglio valuta attentamente i testi e sceglie con cura cosa portare avanti e cosa scartare… o almeno così mi pare di aver letto sul loro sito. Io sto per finire un romanzo e mi sa che un pensierino su Edizioni Il Foglio ce lo faccio, sembrano molto professionali.
Quindi faccio un appello agli esordienti che decidono di sborsare soldi per pubblicare: se proprio volete pagare, documentatevi prima su Il Foglio, che sembra un editore serio e competente. E non scambiatelo per una tipografia: chiede solo un aiuto da parte dello scrittore.

Comment from Pupopeppo
Time: 29 Dicembre, 2009, 3:04 pm

Salve a tutti,
dopo aver letto molto attentamente quello che è stato detto da tutti voi, mi è nata nella mente una piccola domanda: mi dite, per cortesia, il titolo, l’autore e la casa editrice dell’ultimo libro che avete comprato? Provo a indovinare…Gomorra, Saviano, Mondadori (2 milioni e 250 mila copie vendute solo in Italia)… Il simbolo peduto, Dan Brown, Mondatori, I corpi lasciati indietro, Jeffery Deaver, Rizzoli Editore…e potrei prosegure infinitamente: King, Crichton, Eteraz ecc. Chi di voi ha acquistato alla cieca un qualsiasi autore emergente? Si può discutere per ore e ore, ma siamo in un mercato vero e proprio con tutti gli aspetti che lo caratterizzano…domanda e offerta, marketing, publicità ecc. Anche i grandi autori sono “polli da spennare”, credete davvero che la Mondadori non abbia guadagnato da Saviano? Se lui ha incassato 10 la Mondadori avrà incassato 30. Aggiungo il fatto che siamo in Italia e lo sappiamo tutti molto bene: gli italiani non leggono. Fare lo scrittore significa essere dei liberi professionisti, cioè investire su se stessi. Uno psicologo si paga lo studio, i biglietti da visita, la publicità…addirittura la targhetta fuori della porta, tutti soldi che escono dalle sue tasche con la speranza che rientrino nel più breve tempo possibile. Così è anche uno scrittore emergente: lavora alla realizzazione del suo manoscritto/prodotto, lo perfeziona e poi investe su ciò che ha prodotto, anche in termini economici. E’ una scommessa vera e propria, come ogni impresa. Le case editrici come il Filo e tante altre, forse sbagliano nel promettere cose che poi non mantengono, ma qui il discorso diventa anche penale, ma ci permettono di fare un primo passo all’interno di un mondo praticamente impenetrabile (sono decenni che nelle librerie troviamo le solite cinque o sei case editrici e non possiamo farci niente). Se pensate che le cose possano funzionare in modo diverso e del tutto gratuito allora provate a mettere in piedi una casa editrice completamente gratuita e vi accorgerete che non riscireste a campare neanche qualche mese, ve lo posso garantire…nessuno fa niente per niente. Ho notato che in questo blog molti utenti hanno fatto richiesta di sapere una casa editrice gratuita. Cercate pure, ma non la troverete. Nessuno, e dico nessuno, punta su uno sconosciuto.
Anche io, come voi, ho la speranza di pubblicare una mia opera e di vederla esposta nelle librerie, ma so che questo avrà un costo, come ogni lavoro che ho fatto precedentemente. Parlate di presentazioni scadenti…altra domanda…quale è stata l’ultima partecipazione a cui avete partecipato? Siete andati alla presentazione di Mario Rossi, Gennaro Capuozzo o Pinco Pallino, oppure siete andati alla presentazione di un grande autore, magari sperando di parlare con lui e strappargli un autografo? Fate un giro nelle librerie e vedrete che i libri esposti sono sempre gli stessi, e perchè? Perchè vendono, fatturano e fanno guadagnare tutti: autori, editori, manager, copisterie, creatori ecc.
E’ ovvio che le case editrici piccole offrano a tutti una proposta di pubblicazione, voi cosa fareste? Nel peggiore dei casi incassano dall’autore stesso i soldi che hanno speso per la stampa, con un legittimo ricavo, nel migliore dei casi vendono delle copie in più, guadagnano di più e, per assurdo, possono “rivendere” l’autore ad una casa editrice più grande (motivo per il quale ti vincolano per due anni), guadagnando ancora di più perchè tu autore diventi un produttore valido, una merce redditizia. Non so se accetterò un eventuale offerta da una di queste case editrici, ma di una cosa sono sicuro: se non ci fosse un meccanismo del genere in questo blog non ci sarebbero così tante persone perchè gli autori pubblicati sarebbero talmente pochi che si potrebbero tranquillamente incontrare in un bar per discutere. Se per pubblicare un mio libro dovrò spendere qualcosa, forse sarò disposto a farlo…ogni sogno a un costo… e poi sarà la gente a determinare se sono o no uno scrittore. Non basta scrivere un libro per essere scrittori, bisogna venderlo, e per venderlo deve piacere, a partire dagli amici, dai parenti, dai colleghi di lavoro. Ricordatevi che i Queen si sono pagati la prima demo, una “certa” Bohemian Rapsody, l’hanno data ad un loro amico che lavorava in una radio libera autogestita (che tra le altre cose non la voleva passare perchè non gli piaceva) e da lì sono arrivati, piano piano, sacrificio dopo sacrificio, al successo.
In bocca al lupo a tutti!!!
Un saluto

Comment from Salvo
Time: 7 Gennaio, 2010, 12:10 pm

A me nella lettera di proposta di contratto hanno persino sbagliato il titolo dell’opera che gli avevo mandato.
E’ bastato a capire il livello di attenzione dedicato.

Comment from Marco Lavagetto
Time: 7 Gennaio, 2010, 8:23 pm

Meglio pubblicare da soli! per me è meglio lulu.com! Questa mattina su canale5 ho visto la pubblicità del gruppo albatros, (”Avete uno scritto? mandatelo all’editore ve lo pubblica”) Prima era il filo! ora è cambiato il nome, non la farsa. Adesso ho pubblicato un libro a nome di Tito Mussoni “il Complotto di Tirana, un capitolo sincero sulla finzione nell’arte…

Pingback from Qualche chiarimento « Chiara Vitetta
Time: 8 Gennaio, 2010, 4:44 pm

[…] 3. Che la pubblicit del Gruppo Albatros non sia ingannevole non credo sia vero. Gli annunci di questo editore sono pressoché identici a quelli della casa editrice Il Filo (ne vedete un esempio nell’immagine utilizzata per questo post) e ricordo a Paolo e a tutti voi che l’editore non è stato in grado di dimostrare in tribunale la falsit delle affermazioni del sito Riaprire Il Fuoco (citato dalla casa editrice Il Filo per diffamazione). Ecco ciò che potete liberamente leggere sul sito Riaprire il Fuoco in un post pubblicato dopo la lettura dell’ordinanza del giudice: […]

Comment from Marco
Time: 19 Gennaio, 2010, 1:38 pm

Io ho pubblicato con Statale11 nel Agosto 2009. Un vero e proprio disastro. Se volete gettare al vento dei soldi avete trovato il posto giusto. A saperlo ora sarei andato due mesi in feri e mi sarei gustato i miei denari. Ora…. azione legale e via.

Comment from delusa
Time: 20 Gennaio, 2010, 2:23 pm

Il mio commento lo lascio solo per far sapere a tutti che sono rimasta scioccata quando ho saputo che, una volta scaduto il contratto, il mio libro è stato RITIRATO dal mercato.
Se voglio posso rinnovare il contratto (no grazie, “fregami una volta colpa tua.. fregami due volte.. colpa mia!!”)
Proprio così.
Se una persona oggi lo vuol comprare, non lo trova più nemmeno su ordinazione. Nemmeno sul loro stesso sito.
E le copie invendute? Al macero! Ma grazie..
Devo controllare onestamente ma non credo proprio che questo particolare fosse presente nel contratto.
I migliori auguri (in senso molto sarcastico) al neonato Gruppo Albatros.. come in politica pure qui basta cambiar nome per ripulirsi completamente.

Comment from Pereppe
Time: 20 Gennaio, 2010, 10:17 pm

Fin quando ci saranno palloni gonfiati che diranno (anzi, avranno il potere di dire): >, e ci saranno contributi per l’editoria (dei potenti), anche se pubblicano dei cessi (così senza perdere niente di tasca loro, anzi guadagnandoci già prima di pubblicarli), le cose non cambieranno.
Penso di aver contribuito a dire qualcosa di nuovo.
Ciao a tutti.

Pingback from Pubblicit Albatros per scrittori esordienti | Il Sito Ufficiale di Francesco Falconi
Time: 21 Gennaio, 2010, 10:47 pm

[…] Sono illazioni? Li definirei dubbi legittimi, specie dopo aver letto tanto a giro, come l’esperienza di Chiara Vitetta, oppure cosa ne pensa il sito di WriterDreams, che da sempre cerca di far luce sulle modalit di pubblicazione di molti editori (e, per la loro onest , più volte sono stati minacciati di diffamazione, ma cercando bene in rete, sembra che non siano soli). […]

Comment from andrea coffami
Time: 25 Gennaio, 2010, 12:08 pm

Ciao

invito i vostri lettori a leggere ed ascoltare questa interessante proposta editoriale SCIOCCKANTE!!

http://zabaglioangelo.splinder.com/post/22108074/Proposta+Editoriale+-+Traccia+

Comment from Gianni
Time: 8 Febbraio, 2010, 2:44 pm

Non so se qualcuno l’ha già scritto, ma perchè non pubblicate con www.lulu.com o altri similari? Funziona perfettamente. Impaginate voi stessi il testo (con i moduli e le indicazioni della casa, è semplice) e vi comprate un libro (libro vero) per vedere com’è. Poi lo mettete in vendita sempre su Lulu. Vendita vera. Certo, dipende dall’argomento e da tanti altri fattori, la vendita. Ma che sia acquistabile da tutti gli interessati, è reale. Mi chiamo Giovanni Todaro e ho già pubblicato una decina di libri (non a pagamento, alla firma di ogni contratto sono io che ricevo un anticipo di qualche migliaio di euro), tuttavia ciò non significa nulla. Se un libro non interessa gli editori (lasciate stare il Filo et similia), fa niente se hai già pubblicato altro. Ti dicono di no. Solo che io però scrivo anche per piacere personale, e se una cosa mi va la faccio lo stesso. Con Lulu ho provato nel 2007 (se ricordo bene) a pubblicare un libro, e ho venduto alcune centinaia di copie finora. Ricevo regolarmente e senza dover sollecitare nessuno le mie percentuali (molto più alte di una qualsiasi casa editrice classica). Provate. E non date retta ai tanti ciarlatani truffatori vestiti da editori.

Comment from serena
Time: 11 Febbraio, 2010, 11:26 am

no come!!!! Tiziana Fumagallli è scomparsa?? Sig. Gian Ruggero Manzoni, scomparsa nel senso di deceduta???
io la sto cercando da giorni per contattarla per la mia tesi di Laurea!!

Comment from millanera
Time: 11 Febbraio, 2010, 12:27 pm

aiutooo! io ho ricevuto un’e-mail da statale11 e mi hanno detto che mi stanno per mandare il contratto per posta e sono libera di accettarlo o meno. da quello che ho letto qui, sembra che devo rifiutarlo vista la loro mancanza di serietà e il guadagno inappropriato e ingiustificato dei miei soldi… ma nessuno ha avuto fortuna con questa casa editrice? io avevo già in mente di far vedere il contratto ad un legale per essere sicura… e poi… nessuno ha qualche nome di qualche casa editrice seria e gratuita -so che è difficile…- ? ringraziandovi, vi auguro in bocca al lupo, visto che abbiamo tutti lo stesso sogno…

Comment from lullaby
Time: 14 Febbraio, 2010, 2:14 pm

Racconto la mia esperienza con statale 11, molto diversa da quelle lette qui sopra.
Ho mandato il mio scritto, dopo circa un mese mi hanno contattato via mail dicendomi di chiamarli, cosa che ho fatto. Mi hanno spiegato quello che volevano fare e mi hanno proposto di ricevere il contratto. Durante la telefonata mi hanno anche detto che c’era un contributo da versare. Ho chiesto di poter vedere la scheda di lettura del mio libro e mi è stata inviata insieme al contratto.
Ho ricevuto il tutto, ho letto con attenzione, la scheda di lettura era realistica e sinceramente non troppo lusinghiera. C’era scritto che il testo aveva delle potenzialità ma andava rivisto in alcune parti.
Ho chiamato per avere delle informazioni e mi hanno invitata in sede da loro. Fortunatamente abito a due ore di strada dalla loro sede e sono potuta andare a conoscere le persone.
Durante l’incontro sono stati molto realistici: non mi hanno promesso vendite milionarie, non mi hanno detto che ho scritto un capolavoro, mi hanno semplicemente detto che la via dello scrittore è dura e che farcela è ancora più dura. Mi sono sembrate persone serie. E, sinceramente, lo sono!!
Ho firmato il contratto, il testo è stato revisionato, ci siamo scontrati a lungo sulla copertina (io volevo una cosa che avevo in testa, loro non ci sentivano e sono dovuta tornare in sede per chiarire la cosa. Alla fine abbiamo trovato un compromesso), e il libro è stato stampato.
Ho già organizzato due presentazioni e loro mi hanno fornito i volantini e gli inviti, e le copie sono presenti in una cartolibreria del mio paese (c’è solo quella) e in due librerie in città. Inoltre alcuni amici hanno ordinato il libro in 4/5 punti d’italia e il libro è arrivato sempre (anche se qualche volta c’è voluto un pò di tempo, statale 11 mi ha detto che dipende dalle librerie).
La mia esperienza, insomma, è positiva. Sono contenta del lavoro svolto da loro. Forse mi aspettavo un pò più di elasticità sulla copertina ma alla fine il tutto mi piace.

Comment from marco
Time: 14 Febbraio, 2010, 6:52 pm

Ciao MILLANERA spero tu abbia letto le varie recensioni. Io personalmente vista la mia esperienza ti invito a lasciar perdere a meno che tu non voglia gettare dei soldi. Ho editato con statale11 e la delusione è indescrivibile. Pensaci, pensaci bene e non cadere nelle loro lusinghe. Evitala, evitale, evitala…..

Comment from lullaby
Time: 15 Febbraio, 2010, 2:20 am

Ciao MILLANERA, spero tu abbia letto anche la mia esperienza in modo da avere le idee più chiare. Ho pubblicato con statale 11 e sono contenta dell’esperienza fatta con loro.
Marco parla di soldi buttati, mi dispiace per la brutta esperienza ma per me la cosa è andata in maniera opposta. Sono contenta e lo rifarei mille volte.
In bocca al lupo per i tuoi scritti!

Comment from girasole
Time: 23 Febbraio, 2010, 3:48 pm

Anche io ho ricevuto una proposta editoriale con Statale 11. Non ho ancora letto il contratto che mi arriverà a giorni. Sicuramente, dopo che ho letto i vostri commenti sono un po restìa. Ma per curiosità, quanti soldi vi hanno chiesto?
In bocca al lupo!

Comment from marco
Time: 23 Febbraio, 2010, 8:27 pm

Ciao Lullaby,
mi farebbe piacere sapere quando tu hai editato con Statale11 e quante copie della tua opera sono state vendute. Io ti dirò, per far capire meglio chi legge, che Statale11 non è stata nemmeno in grado di inviarmi le copie che erano state ordinate per la presentazione. In svariate altre occasioni le copie arrivavano nelle librerie con ritardi pazzeschi ( ordine fine novembre a fine gennaio copie non arrivate ). Comunicavo nuove librerie e loro nemmeno le contattavano. Dopo cinque mesi, nonostante mi fossi raccomandato di mettersi in contatto con un grande distributore della mia zona, mi comunicano che non c’è niente da fare. Strano….il giorno dopo ho concordato personalmente. Sinceramente ora non ho più voglia di fare figuracce, loro sono la Casa editrice, se così si può chiamare, io sono solo l’autore. Comunque rinnovo con forza la mia completa delusione e….pensateci molto molto molto bene prima di gettarvi in strane avventure
Marco

Comment from antonello
Time: 4 Marzo, 2010, 7:30 pm

Voglio segnalare al blog che Il filo, utilizzando l’incolpevole..uccello, sta proponendo, con scadenza 5.3.2010, l’ennesimo concorso per esordienti. Cambia il nome ma la loro politica commerciale è sempre la stessa. A me nel 2008 per un racconto, hanno chiesto 2700 euro per 180 copie, promozione, salone libro Torino, passaggi televisivi e radiofonici, librerie…. Ho inviato l’opera via mail, il cartaceo è sempre nel cassetto. Mi hanno fatto i “complimenti”, non richiedeva neanche l’editing, direttamente pubblicabile! Probabilmente lo erediteranno i miei figli, liberi di leggerlo o di farne carta straccia, o di pubblicarlo qualora cambi qualcosa in questo strano mondo!

Comment from jonny
Time: 9 Marzo, 2010, 7:36 pm

OLTRE A QUELLE GIà LETTE……AVETE ALTRE NOTIZIE SU STATALE11.
GRAZIE

Comment from antonio
Time: 12 Marzo, 2010, 10:00 pm

http://www.youtube.com/watch?v=F8CB-jbQ83o

Incrocia Cassano con la testa arzata e tutto contento. Tra le mani strigne le sue memorie erotiche e fa lautografi. Che ce voi fa …. mica deve pe fforza sapè pensa, e pure scrive, pe fasse edita dai GrandiEditoriNazionaliPopolari. Nun se po pretenne tanto, da na casa editrice.

Mensilmente o bimestralmente la nostra casa editrice seleziona opere letterarie per la pubblicazione.

Il Gruppo Albatros valuta, per la pubblicazione, opere di poesia (min. 30 componimenti), narrativa (romanzi o raccolta di racconti, senza limiti di lunghezza), o saggistica (senza limiti di lunghezza).
Inviaci i tuoi testi inediti e i tuoi dati (nome, cognome, indirizzo e recapito telefonico), entro venerdì 9/04/2010all’indirizzo:

Gruppo Albatros - Casella Postale 40 VT1 - 01100 Viterbo
oppure tramite e-mail, all’indirizzo: inediti@gruppoalbatros.it

Gli autori delle opere ritenute idonee per la pubblicazione riceveranno una proposta editoriale.
I dattiloscritti non saranno restituiti.

I partecipanti accettano il trattamento dei dati personali ai sensi del D.Lgs 196/2003.

OGNI GIORNO

TUTTI I GIORNI

QUESTO ANNUNCIO

COSTOSO

COSTOSISSIMO

OGNI GIORNO

TUTTI I GIORNI

DELLE MIGLIAIA DI AUTORI EDITATI NEPPURE UNA RIGA.

UNO DEI POCHI POLLI CHE NON HA PAGATO IN DENARO MA CON LA ILLUSTRE PREFAZIONE. MA SEMPRE FRATELLO POLLO RIMANGO.

Comment from roberta
Time: 27 Marzo, 2010, 4:37 pm

Io ho aderito a pubblicare il mio primo romanzo con Statale 11, si sono messi in tasca 2000 euro e dopo che gli ho mandato i soldi tutte le promesse fatte sono svanite come d’incanto.. loro ti stampano con un libro economico che il costo si aggira per loro sui 2,70 euro in stampa digitale che appena hai letto il libro è ormai da buttare poi dopo la presentazione con parenti e amici ti abbandonano e passano ad un altro. se vedete bene il loro sito e contate gli emergenti e moltiplicate per anche 1500 guardate i soldi che fanno. In piu ho parlato con altri a cui hanno chiesto varie forme di contributo: chi parte dei soldi e l altra si impegnava a venderla in libri, chi dava a rate.. Poi dopo che hai pubblicato se li chiami si infastidiscono.. Un consiglio:demotivate chiunque a pubbliocare con statale o con il filo, xxxxxxxxxxxxxxxxxxx!!!!

Comment from laura
Time: 31 Marzo, 2010, 3:02 pm

Raggazzi! che dire, io ho ricevuto la proposta contrattuale dal Filo il 5.03.2010, l’entusiasmo inziale, e dei miei cari che sanno quanto mi stia a cuore tutta la faccenda, è stato oscurato dalla cifra che mi si è richiesta…..non nego che sono stata tentata, ho chiamato chiesto chiarimenti alla mia “tutor” per ciò che atteneva a dei dubbi su delle clausole contratuttuali, le mie sorelle (ne ho tre) si sono messe a disposizione per aiutarmi a raggiungere la cifra necessaria…ho trovato appoggio anche tra amici…
Sono andata poi a parlare con il mio libraio di fiducia una persona preparata, molto preparata, che mi ha sorriso e mi ha detto che è un modo per spillare soldi a chi ha un sogno e, anche se non sprovveduto, vuole realizzarlo, ora mi sono letta tutto ciò che mi serve per dire no….con quei soldi ci vado in vacanza a New York!!

Comment from Pereppe
Time: 31 Marzo, 2010, 7:28 pm

Se proprio si desidera un suggerimento spontaneo, consiglio, se si pensa ne valga la pena, di pubblicare, anche con “contributo”, a patto che il contributo richiesto non sia alto. Oltre a riceverne la soddisfazione che solo un autore può comprendere, potrebbe sempre costituire un trampolino di lancio per il futuro. Magari un domani il libro potrebbe capitare in mani importanti, piacere ed avere un destino diverso… (ed aprire la porta ad altri lavori).
Per quanto riguarda poi la distribuzione nelle librerie, come si evince da tante missive, c’è purtroppo una sorta di DITTATURA EDITORIALE, che vale anche per LA DISTRIBUZIONE (oltre che nella pubblicazione!). Praticamente, DISTRIBUISCONO SOLO I GRANDI! Quindi, anche sforzandosi di distribuire, le case editrici a contributo (o a pagamento, il che è lo stesso) RICEVONO INVARIABILMENTE RIFIUTI DA TUTTE LE LIBRERIE.
Parafrasando il titolo di una vecchia Telenovela, possiamo affermare che “solo i grandi distribuiscono. ..”.
HANNO VINTO ANCHE SANREMO!
Non fa niente che distribuiscano spesso immondizia, tanto il guadagno l’hanno avuto “a priori”… Mai sentito parlare dei contributi all’editoria? (Prego documentarsi…).
I libri “venduti” on-line è come se non fossero stati distribuiti (e praticamente non pubblicati…): il lettore vuole “provare”, cioè leggere qualcosa del lavoro (come avviene appunto nelle librerie), prima di comprarlo. E poi, semmai si avesse la ventura di vendere qualcosa tramite Internet, sarebbe un problema controllare il numero delle copie vendute.
Intelligenti pauca…
Tanti affettuosi saluti da Pereppe (uno che ha pubblicato con contributo).

Comment from KillBill
Time: 8 Aprile, 2010, 3:26 pm

ciao ragazzi, ho ricevuto proprio stamattina la proposta di Edizioni Albatros/Il FIlo (la seconda a dire il vero), ero titubante, ma credo proprio che rinuncerò a farmi gabbare.
Grazie di cuore dei vostri commenti, i soldi non piovono dal cielo….

Comment from Kronos
Time: 8 Aprile, 2010, 11:50 pm

Voglio darvi la mia esperienza con il gruppo albatros. Pubblicherò tra poco con loro. Sono giovane, due lauree e tante speranze. Il fatto che mi hanno chiesto un contributo mi ha fatto riflettere per circe due settimane. Nel frattempo ho contattato altre case editrici anche molto importanti. Il fatto è che non accettavano proprio inediti. Non ho mandato il manoscritto a loro ho solo chiesto le loro modalità di pubblicazione. Alcune tra le più grandi come la Nord e la Mondadori mi hanno cortesemente risposto che non pubblicano inediti, cosi come molte altre. Ora capisco che il sogno di tutti è pubblicare con loro ma se non ti permettono neanche di spedirgli il manoscritto che si fa?
Bisogna quindi fare una valutazione in merito. Lasciare il proprio libro nel cassetto o investire in un sogno?
Sto facendo un pò di sacrifici ma lo faccio per me e non per farci i miliardi. Dal canto nostro è poi utile valutare le potezialità di un libro giò edito. Stampare un inedito non è la fine del libro. Bisogna crearsi una rete utile per la conoscenza del libro: scuole, librerie, circoli letterari, giornalisti. In ballo c’è la nostra capacità di commercializzarci. E poi possiamo sempre mandare il nostro libro già edito alla fine del contratto, saremo comunque in una vetrina e se veramente valiamo anche le grandi case editrici si accorgeranno di noi e magari ne stamperanno una riedizione. Il contributo varia molto da libro a libro ma generalmente è sempre lo stesso. Potrebbe sembrare una grossa somma ma in relatà non lo è. Potete ritornare nelle spese vendendo le copie che vi siete comprati. Poi quello che molti non considerano è che non si paga solo la stampa del libro ma anche gli appositi codici che ne consentono la commercializzazione. Inoltre, in caso di vendita, il 10 per cento è un tasso molto alto e lo dico per esperienza con altre case editrici che solitamente ti garantiscono solo il 3 o 4 per cento. Inoltre se ci si vuole presentare da soli alle grandi case editrici ci vuole un agente letterario i cui costi sono alti.

Pingback from Castel Oricalco » Mad Dog intervista Marco Varuzza
Time: 13 Aprile, 2010, 9:27 pm

[…] Chi tace acconsente. Quindi dobbiamo supporre che non ci vuoi dire quanto hai pagato e se hanno fatto dell’editing. Comunque per chi volesse approfondire le informazioni sugli editori a pagamento e sul Filo, andate a leggere questi post. Qui, qui, qui, qui e qui. Insomma cocchi, non pagate per veder pubblicato il vostro libro… che poi vi fregano! Non hai nemmeno detto perché hai scelto il Filo e se lo scegliersti ancora, puoi farlo nei commenti se vuoi… […]

Comment from Emily
Time: 19 Aprile, 2010, 11:03 am

Scusate se mi intrometto in questa discussione.
Ho appena ricevuto, dopo aver scartato la proposta del “Filo”, una mail da Statale 11; in attesa che mi rimichiamino nel primo pomeriggio, ho deciso di vedere in giro, se i commenti erano negativi o positivi; per fortuna sono capitata qui! Penso, a questo punto, di scartare anche questa proposta, sicuramente, se mi chiamano, ascolterò cosa avranno da propormi ma, penso, di sapere già quale sarà la mia risposta.
Grazie.
Emily

Comment from Pereppe
Time: 19 Aprile, 2010, 9:16 pm

“Dalla televisione escono certi in mutande.
Si dice che una volta uno di loro pianse in diretta perché gli bruciavano le emorroidi…
Crisi emorroidaria in mondovisione!
Ho sentito anche dire che, gira e rigira, sugli scaffali delle librerie puoi facilmente trovare i libri “scritti” ora dall’uno, ora dall’altro e che anche le bestemmie in diretta ‘tirino’.
Speriamo non convincano pure i politici a partecipare a certi programmi… Ci si immagina il presidente della repubblica fare gli auguri alla nazione, l’ultimo dell’anno, in perizoma?!”.
Questo è un piccolissimo pezzetto (del mio ultimo lavoro) che la dice lunga su chi abbia il potere di “scrivere” e soprattutto pubblicare in questa sorta di DITTATURA EDITORIALE (già succitata).
Ps: per questo lavoro, ho ricevuto naturalmente proposte di pubblicazione da tutte le case editrici interpellate.
A pagamento…
Di nuovo affettuosi saluti da Pereppe.

Comment from Cristy
Time: 1 Maggio, 2010, 5:07 pm

Complimenti per la serietà del blog e soprattutto per il nobile intento di favorire la diffusione della cultura popolare e di proteggere gli scrittori emergenti. Proprio perché scrittrice emergente, vi chiedo consigli per evitare possibili ‘’fregature'’ e perché magari mi nominiate qualche casa editrice per emergenti degna di questo nome e, soprattutto, onesta. Non sono una narcisista, nel senso che per me scrivere è solo una passione, tanto che nella vita mi sono dedicata alle discipline scientifiche, e se proprio non ci sarà mai verso di superare la mafia editoriale (anche se credo che tutto sia possibile) mi consolerò dell’apprezzamento che comunque ho ricevuto da chi ha potuto conoscermi in veste di scrittrice. Inoltre vorrei raccontarvi la mia personale esperienza col gruppo il Filo-Albatros. Qualche giorno fa infatti ho letto su un giornale di questa proposta editoriale del gruppo albatros e sulla pubblicità non veniva menzionato nulla sulle modalità di contratto. Mi ricordai allora di aver sentito parlare di questa casa editrice al liceo, quando una mia professoressa (del tutto in buona fede) mi parlò del concorso, come modo per concretizzare le mia attitudini (per inciso: era anche la casa editrice di un’antologia alquanto scadente e ripetitiva in uso nella mia classe) All’epoca comunque per varie ragioni non mi informai ulteriormente. Tutto questo fino a qualche giorno fa, quando come ho detto mi capitò sotto gli occhi quell’articolo. Sempre sospettosa allora ho cercato in rete il sito del gruppo albatros e qui, dopo una serie di postille, si afferma che la proposta editoriale potrebbe anche comportare l’acquisto di un numero di copie da parte dell’autore stesso. Allora mi ricordai del trucchetto della casa editrice de ‘’Il pendolo di Foucault'’ di Eco ed è stato in parte grazie a quella reminiscenza che sono riuscita a evitare una sicura delusione. E’ proprio il caso di dire allora, che la cultura ci salvaguarda da chi vuol prenderci in giro. Spero dunque in una vostra risposta, che mi distolga dal pensare che emergere sia impossibile. Affettuosi saluti.

P.S.
Se alcune case non puntassero sugli emergenti allora non avremmo mai avuto ad esempio un Harry Potter.

Comment from Pereppe
Time: 3 Maggio, 2010, 9:04 pm

>
Carissima Cristy, questi sono degli spassosi suggerimenti, tratti da un mio lavoro, per pubblicare (logicamente non a pagamento) per chi non è aggangiato alla succitata DITTATURA EDITORIALE.
Valutando come vanno attualmente le cose…
Ancora affettuosi saluti da Pereppe.

Comment from Ally
Time: 5 Maggio, 2010, 2:50 pm

Salve, volevo informare un pò tutti qui che chi lo dichiari o no per adesso tra ipocriti e sinceri NON ESISTE casa editrice che non pubblichi senza chiedere un minimo di contributo. A meno che tu non sia un personaggio famoso, il che non significa che tu scriva bene, ma solamente che possa portare guadagno. Gli esordienti, tra i quali io mi ritrovo è così che iniziano a publicare.. A suon di 1000 euro se va bene, poi c’è chi è disposto a dar di piu e chi no.. questo dipende dal conto in banca e da quanto siamo disposti a richiare. Io ho contattato piu di 80 case editrici e tutte e 80 chiedono contributi. Quindi è assurdo accanirsi contro Il FILo, o fate guerra a tutti o non la fate a nessuno. Arrivederci.

Comment from Sergio
Time: 7 Maggio, 2010, 6:22 pm

Sto per ricevere per posta una proposta editoriale da Seneca per un mio romanzo storico.
Qualcuno ha idea se questa casa editrice richieda soldi?

Comment from Tecla Frattini
Time: 17 Maggio, 2010, 2:17 pm

Ho un libro in fase di pubblicazione con STATALE11 e mi sento di smentire i terrificanti commenti letti fin qui! Innanzi tutto sono molto gentili e puntuali nello svolgimento del lavoro concordato e poi sono seri e competenti.

Comment from vincenzo
Time: 21 Maggio, 2010, 4:19 pm

Posso condividere solo in parte il vostro dissenso, dico in parte visto che questa casa editrice non dispone di una catena distributiva efficace o meglio… esistente; però detto tra noi, a titolo di cosa, un’ azienda (parlando da abominevole mercenario), dovrebbe sobbarcarsi delle spese per la realizzazione di libri di saggististica , narrativa o altro che al 80% dei casi risultano già dall’inizio dei buchi pazzeschi nell’acqua? Il mondo editoriale (che oramai conosco molto bene da più di trent’anni), è già fortemente in crisi , non vende più nemmeno mondadori con nomi eccellenti e quotati, figurarsi cosa potrebbe realizzare “Mario Rossi” con “Le poesie del cuore”…. L’editore in questo caso ha sbagliato a non specificare chiaramente all’autore le proprie potenzialità distributive, su questo sono pienamente in sintonia con voi; purtroppo qualche esordiente, paradossalmente e verosimilmente è disposto a tutto pur di vedere nascere la propria creatura…anche se ogni scarrafone e bello a mamma sua! Io credo che non sia del tutto sbagliato richiedere un contributo, a patto di cristallina trasparenza, perchè ritengo che i rischi vadano divisi in due e non ritengo giusto che solo l’editore abbia da rischiare capitali e azienda. Cordialità a tutti. Vinc

Comment from FRANCESCO
Time: 4 Giugno, 2010, 11:59 am

Ciao a tutti,
la mia ragazza qualche giorno fa ha ricevuto una proposta editoriale appunto dall’Albatros o il FILO non ricordo bene, ed anche a lei è stata fatta richiesta di un contributo per la pubblicazione di circa 2.000€ che corrisponde all’acquisto di circa 180 copie.
Leggendo i commenti in questo blog un pò di dubbi me li sto facendo venire, però onestamente mi è sembrata una cosa abbastanza normale, anche perchè tra editing - pubblicità - stampa - rilegatura - distribuzione ecc..ecc…mi pare non sia una richiesta assurda.
Anche perchè chi al mondo d’oggi investirebbe così tanto su uno “sconosciuto” dalle buone potenzialità! Poi comunque dietro questo contributo ti danno delle copie del tuo libro, che puoi venderli e recuperare un pò di soldi investiti.

Scusate se sto facendo un pò l’avvocato del diavolo…..

A questo punto vi pongo una domanda, che potrebbe interessare tutti gli autori emergenti…….mi fate qualche nome di Casa Editrice che investe senza richiedere un contributo?

Grazie,
Francesco

Comment from Pereppe
Time: 7 Giugno, 2010, 9:37 pm

Da questo interrogativo ne scaturisce spontaneo un altro: si è mai vista un’azienda costringere l’inventore di uno strumento a comprarne “a priori” un certo numero di tali strumenti come “conditio sine qua non” per la produzione dello stesso?
Non si faccia ipocrisia: le pretese delle case editrici “con contributo” (cioè a pagamento…) sono contrarie ad ogni etica di “collaboratio” lavorativa!

Comment from laura
Time: 9 Giugno, 2010, 4:13 pm

Ciao,
sto per aprire una casa editrice (per settembre), sono alla ricerca di autori emergenti geniali. Chi fosse interessato può contattarmi.
IMPORTANTE sono una casa editrice seria, non sono a pagamento, ricerco solo autori validi.
Per chi volesse realmente una chance, contattatemi sto investendo in prima persona.
Laura

Comment from elvira orsini
Time: 10 Giugno, 2010, 8:25 am

Se non è uno scherzo (dopo tutto quello che ho letto!!!) vorrei rispondere a Laura: contattami, forse ho qualcosa d’interessante da proporti. E non lo penso solo io. Ciao, e sempre se scherzo non è in bocca al lupo…hai visto mai??!!

Comment from laura
Time: 10 Giugno, 2010, 11:31 am

Ciao Elvira, come posso contattarti? Su questo blog non è possibile inserire la mail…
Sei su facebook?

Comment from elvira orsini
Time: 10 Giugno, 2010, 4:44 pm

Non sono su facebook..vorrei darti il mio cell…ma non so se quì è opportuno..E’ possibile sapere di dove sei?

Comment from Enrica.aragona@gmail.com
Time: 11 Giugno, 2010, 3:35 pm

Il gruppo Albatross-il Filo non solo è un editore a pagamento che non svolge alcun servizio di editing (ma solo una sommaria correzione della bozza), ma oltretutto non rispetta nemmeno gli adempimenti contrattuali. Un esempio su tutti, la rendicontazione annuale (PARLIAMO DEI SOLDI CHE VI SPETTANO DI DIRITTO) che da contratto dovrebbe essere inviata al 31 marzo, non viene MAI inviata nei tempi stabiliti. I più fortunati riescono a riceverla dopo decine e decine di solleciti inoltrati a una specie di fantasma che lavora nella loro amministrazione. I più sfigati, possono aspettare anche anni interi.

Comment from Pereppe
Time: 11 Giugno, 2010, 8:59 pm

E sono anche fortunati! Il mio “onesto” editore a pagamento ha dichiarato che in due anni ha venduto solo una copia del mio libro… (e quindi non mi spetta niente…). Forse dalle mie parti tira altra aria, perché le cinquanta copie date al mio commercialista per i suoi clienti (ed amici, parenti, colleghi, ecc.) sono andate a ruba!
Un particolare: sul mio libro non è stato mai apposto il bollino SIAE, che ti permette di controllare con esattezza quanti se ne vendano. Senza tale bollino, si possono vendere anche un milione di copie “fantasma”.
Intelligenti pauca…

Comment from lauracaponeeditore@gmail.com
Time: 11 Giugno, 2010, 10:51 pm

Ciao Elvira, sono laura, credo di essere riuscita a passarti la mia mail! :)

Comment from lauracaponeeditore@gmail.com
Time: 12 Giugno, 2010, 4:44 pm

Vivissimi complimenti per questo blog al sig. Ettore e se ho capito bene al sig. Boris, e soprattutto x la schiacciante vittoria in tribunale per la difesa alla parola. :)
e a questo proposito ribadisco il mio precedente messaggio x chi fosse interessato:

“sto per aprire una casa editrice (per settembre), sono alla ricerca di autori emergenti geniali.
IMPORTANTE sono una casa editrice seria, non sono a pagamento, ricerco solo autori validi.
Per chi volesse realmente una chance, contattatemi sto investendo in prima persona.
Laura

Comment from LauraG
Time: 20 Giugno, 2010, 7:38 pm

Grazie mille!!! avevo avuto appunto da un paio di giorni una proposta editoriale dall’albatros, il loro contratto era molto allettante con interviste tv e radio ( di programmi probabilmente di circuito chiuso). Appunto mi chiedevano circa 2000 euro ed ero un po’ in dubbio, adesso tutti i dubbi sono risolti e loro si possono scordare che io accetti :D

Comment from davide
Time: 21 Giugno, 2010, 11:41 am

complimenti…. io ho avuto paura di fare nomi per paura di finire in Tribunale… avessi il vostro coraggio ci sarebbero meno case editrici auto-definitisi tali!!!

Comment from Lara
Time: 4 Luglio, 2010, 3:52 am

Il mio ragazzo ha pubblicato con il Filo quasi due anni fa (a Novembre scadrà il contratto).
Il costo della co-produzione si aggirava intorno ai 2000 euro, che il mio ragazzo non aveva. Così ci siamo rivolti a parenti e amici e abbiamo venduto tutte le 150 copie richieste. Tra l’altro la maggior parte di queste sono state vendute al rotary dalla madre di un’amica, perciò comunque a persone sconosciute che l’hanno letto e pubblicizzato ad altri.
Alla fine del primo anno aveva venduto 70 copie (pochine, vero, ma trattandosi di un libro di poesia non presente nelle librerie, è già un piccolo traguardo, senza contare il fatto che quelle 70 copie non le ha comprate nessuno di nostra conoscienza) per un guadagno di poco più di 50 euro. Pochi, è vero, ma comunque un guadagno, considerando che lui non ha speso un euro per la pubblicazione.
Per quanto riguarda la pubblicità, Il Filo ha assolutamente onorato il contratto.
Durante la prima telefonata con la editor, in cui lui chiedeva delucidazioni sul contratto, ha avuto la chiarissima impressione che il suo libro fosse stato letto, ricevendo pareri persino sulla punteggiatura utilizzata.
Per rispondere a tutti coloro che danno dei narcisisti o giudicano privi di talento gli scrittori che pubbliccano con Il Filo, vorrei chiedere quanti libri pubblicati da questa casa editrice abbiano letto. Se anche qualcuno decidesse di pubblicare tirando fuori dei soldi, e ribadisco che non è stato il caso del mio ragazzo, non è certo per vedere il proprio nome su di una copertina, o comunque non è sempre così, ma per inseguire un sogno, per provarci, per capire se questa potrebbe o meno essere la la propria strada, per testare le risposte del pubblico e avere, o almeno sperare di avere, qualche possibilità in più di essere pubblicato con una casa editrice più grande, magari presentando il libro ai premi per opere edite e ottenendo delle buone recensioni. Perciò vi prego di astenervi dal fare di tutta l’erba un fascio.
Il mio ragazzo non aveva mai pensato di pubblicare le sue poesie, che scriveva solo ed esclusivamente per se stesso, finchè, un giorno, non si è trovato per le mani l’annuncio della casa editrice e ci ha provato (Il Filo è l’unica casa editrice alla quale ha mandato le poesie). E’ ovvio che non avrebbe mai pubblicato se i soldi fossero dovuti uscire dalle sue tasche. Ma dal momento che non li ha nemmeno anticipati, poichè tutti coloro che hanno comprato il libro gli hanno dato i soldi prima che venisse pubbblicato, non vedo cosa ci sia di sbagliato! Se tutti coloro a cui Il Filo manda la proposta editoriale facessero così, avrebbero solo introiti, seppur molto probabilmente minimi.
Detto questo, aggiungo che comunque il mio ragazzo non pubblicherrebbe più con questa casa editrice perchè i libri non hanno alcuna visibilità, essendo venduti solo attraverso internet, e perchè la cosa davvero terribile di questa casa editrice, non è tanto il fatto che chieda dei soldi per co-produrre l’opera, quanto il fatto che poi pubblicizzi se stessa in continuazione e mai i propri autori, se non nelle occasioni citate dal contratto.
Concludo dicendo che, sebbene tirando le somme l’esperienza non sia stata positiva, se fatta in questo modo non è nemmeno così terribile: il mio ragazzo non ne è uscito con qualcosa in meno, ma con qualcosa in più: 50 euro (miseri, ma comunque comodi per chi ha uno stipendio da operaio) di diritti di autore, 65 per le copie, ottenute in regalo dal filo, che lui ha venduto durante una lettura delle sue poesie in un piccolo circolo teatrale, la soddisfazione di essere invitato come ospite d’onore ad un pranzo del rotary, dove ha potuto constatare che la sua arte era stata apprezzata, consenso generale da parte delle persone presenti durante la presentazione del libro, quasi tutti ne hanno acquistato una copia, e un po’ più di sicurezza nelle sue capacità.

Per non essere fraintesa, aggiungo che sono pienamente d’accordo sul fatto che sia scandaloso che l’arte venga mercificata in questa maniera e che sia nato tra le case editrici questo buisness. Dico solo che, intanto, non si può parlare di truffa, in quanto Il Filo specifica chiaramente, nel contratto, che si tratta di una co-produzione e, nel materiale inviato assieme ad esso, spiega chiaramente che difficilmente lo scrittore otterrà grossi guadagni. Secondo poi, se fatta con il cervello, anche questa esperienza ha i suoi lati positivi.

Saluti,
Lara.

Comment from Paola
Time: 5 Agosto, 2010, 10:19 am

Solo ora leggo questo post e commenti, anch’io avevo vinto una proposta che sembrava gratuita, non avendo mai risposto per l’eventuale acquisto, non è mai stato dato corso alla lettura della poesia e altre proposte…alle mie proteste (se avevo vinto mi sembrava giusto avere il premio)mai mi è stata data risposta. Chiuso con il Filo, a me bastava solo più chiarezza “lei ha vinto questo se compra quello…” chissà forse mi divertiva… le bugie cammuffate mi disturbano tanto ciao a tutti Paola

Comment from federica
Time: 19 Agosto, 2010, 9:57 pm

Salve anche a me il filo aveva inviato il contratto, m chiedevano 2900 euro per 185 copie del mio libro, ho rifiutato, vabbè avere un sogno ma essere stupidi no..
cmq io sto per pubblicare lo stesso cn la statale 11…

Comment from samuele
Time: 20 Agosto, 2010, 12:08 pm

Ho pubblicato nel 2008 una raccolta di poesie con la casa editrice Il Filo, con grande rammarico devo cnstatare che è stata davvero una grande delusione. Inizialmente la Casa Editrice mi ha fatto credere di essere stato selezionato ( selezionano chiunque…a meno che il libro non sia proprio improponibile ), la mia opera li aveva ben impressionati ed ecco il contratto di edizione, immediatamente vedo che qualcosa non va, loro hanno i diritti sulla mia opera x due anni, devo aquistare 180 copie a prezzo di copertina ( prezzo pieno…senza sconto, senza niente ) di 11,50 per un totale di ben 1955,00 euro. Vi rendete conto, in pratica pago tutto io, perchè stampare un libro costa poco e niente ( nn solo coprono le spese, ma ci fanno anche il guadagno ). Ho fatto la presentazione a Roma, presso la libreria de Il Filo, ( c’erano si e no presenti 25/30 persone ), nessuna pubblicità, le interviste su canali Sky sconosciuti, programmi radio che diffondono solo in Lazio, interviste striminzite, fatte giusto xkè dovevano essere fatte. La pubblicità finita qua! Ho dovuto organizzare io privatamente presentazioni nel mio paese per tentare di vendere le 180 copie che mi avevano appioppato…( ancora ne ho una trentina…x ki fosse interessato…almeno me ne libero…) insomma, tra amici e conoscenti il libro è stato apprezzato, ma non ho alcuna notizia sul resto…non so quante copie la casa editrice in ben 2 anni ha venduto, non ho ricevuto neanche 1 euro di diritti d’autore…insomma una vera fregatura. Neanche una telefonata da parte della casa editrice, dopo aver terminato di pagare le rate. In sostanza una delusione totale. Ma la cosa più grave la apprendo in questi giorni, andando sul sito del Filo, mi accorgo che scaduti i 2 anni…hanno eliminato anche dal sito il mio libro, non esiste più…non è più in commercio…e le 350 copie che hanno stampato che fine hanno fatto? Sono state vendute?…allora dove sono i diritti d’autore?….sono rimaste invendute’…allora che fine hanno vfatto…al macero?!…che peccato…che spreco! Insomma i miei soldi buttati! LA CASA EDITRICE IL FILO…SI E’ SOLO APPROFITTATA DEL MIO DESIDERIO DI VEDERE PUBBLICATE LE MIE POESIE!!! Questa non è serietà! Perchè nel contratto non scrivono a chiare lettere che dopo i 2 anni il libro viene praticamente eliminato dalla circolazione?!! Lascio a voi le conclusioni…!

Comment from erbazzone
Time: 27 Agosto, 2010, 4:49 pm

Confermo la brutta impressione avuta da Statale 11. Gli ho inviato una raccolta di racconti che avevo autoprodotto: risposta turbo, in meno di un mese mi inviano una lettera in cui si dicono interessati perché il libro ha “notevoli punti di forza”. Mi chiamano, gli dico che non intendo spendere un centesimo per la pubblicazione. Il loro interessamento sparisce immediatamente. Dopo avermi ricordato (come sempre) che anche importanti scrittori hanno esordito a pagamento e dopo aver commentato sarcasticamente “Ah, certo, meglio l’autoproduzione e non essere distribuiti…”, hanno chiuso la telefonata in pochi secondi.
Questo è l’atteggiamento di un editore che riscontra “notevoli punti di forza” nel vostro lavoro? Nessuna controfferta, nessun tentativo di mediare. Non volevo pagare e quindi hanno lasciato perdere. Subito. Questo non è l’atteggiamento di chi cerca un artista su cui investire, ma semplicemente un cliente in più.
Nel frattempo, il mio libro autoprodotto ha venduto 250 copie nella mia città. Che non sono 1 milione, ma sono 250 in più di quante ne avrebbe distribuite Statale 11.
Ho controllato tramite 2 librerie di Reggio Emilia: sapete quanti libri hanno in catalogo secondo il registro editori? 4. Avete letto bene: quattro. Nel sito mostrano 200 libri, ma alla prova del 9 quelli che un libraio qualunque può vedere dal suo terminale sono quattro.
Non fatevi fregare.

Comment from erbazzone
Time: 27 Agosto, 2010, 5:34 pm

Comunque, prima di accettare contratti, di qualunque tipo, cercate di informarvi. Non occorre essere sherlock holmes: andate in qualche libreria, magari quella che frequentate di solito e chiedete:”Vi arrivano libri della Casa Editrice X? E’ ben distribuita?”. Chiedere non è un reato e chiunque lavori in una libreria vi può rispondere, a maggior ragione se è il proprietario e ha a che fare con i rappresentanti e i distributori.
Del resto, se siete degli scrittori, è probabile che siate anche dei lettori. Se è una casa editrice conosciuta, che distribuisce su tutto il territorio, che ha sotto contratto centinaia di emergenti, prima o poi vi sarà finito in mano un loro libro. Anche solo per sbaglio. Avrete prima o poi visto da qualche parte uno scaffale, mezzo scaffale, una mensolina dedicato a loro.
Ma se proprio sono invisibili, se in una libreria di due piani non trovate nemmeno un ripiano con 2 dei loro libri, se dite il loro nome e il commesso chiede “Come hai detto?”, beh, non ci vuole un genio per capire che c’è qualcosa che non va.

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