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CI RISIAMO!

Adesso, per Casa Pound, riecco gli stessi clamori del maggio scorso per la Fiera di Torino, quando invitammo la grande scrittrice Orly Castel Bloom, di cui avevamo appena pubblicato “Dolly City”. Ci classificarono, per questo, sionisti, guerrafondai e nemici del popolo palestinese.

Così oggi: rivendicare la libertà di poter parlare liberamente di Luciano Bianciardi e  di quello che facciamo io e Ettore, anche a Casa Pound, ammesso e non concesso che  ci invitino e che ci sia garantita libertà di parola e di idea, ci marchia come fascisti e traditori del pensiero di Luciano.

Sapete che vi dico, cari amici e compagni? Che io, anche in ragione della vostra ottusità, che non è solo vostra, ma anche di tanta sinistra ideologica, continuerò a coltivare l’anarchia, la ribellione, e la rivoluzionarietà di Luciano Bianciardi, in ogni luogo e occasione mi sia concessa di farlo liberamente. E plaudirò, se lo faranno altrettanto liberamente e onestamente, i giornali “di destra”, come “Libero”.

Luciano Bianciardi era libero e rivoluzionario a sinistra come lo era a destra Leo Longanesi, perchè, mi convinco sempre di più, se ancora ce ne fose bisogno,  la rivoluzionarietà e la libertà non sono appannaggio esclusivo della sinistra, e nemmeno della destra, ma lo sono invece di tutte quelle persone che sono rivoluzionarie e libere, dentro di sè, e coltivano questi valori.

Marcello Baraghini

Comments

Comment from stefano
Time: 11 Novembre, 2008, 11:53 pm

Marcello, compagno carissimo, ti seguo da 36 anni, dicasi trentasei. Sono stato tra i primi sottoscrittori di stampa alternativa, ci siamo scambiati azioni, progetti, lettere a cui tengo tanto, davvero. Ci siamo ritrovati in tempi più recenti e riabbiamo collaborato intensamente, e lo sai. Allora, non è un dramma se la pensiamo diversamente, no? E invece non solo ne fai un dramma, ma ti arrabbi talmente, in modo infantile mi verrebbe da dire, che ne fai un post solo per lanciare i tuoi strali, anatemi, scomuniche, insulti…O Marcello ( Ettore, ma te un dici nulla?) ma scherzi o dici sul serio?! Ma quale sinistra ideologica? Ma quale ottusità? ( ci mancava “stalinismo” e poi s’era tutti..) Ma hai idea a chi parli? Ora che tu possa fare e dire quel che ti pare, non ci piove, ma che tu ti arroghi il diritto di parlare per Luciano Bianciardi ce ne passa…i lettori maremmani un contano più nulla? son tutti ottusi e tarati perchè ti dicono che libero è ( e lo è, cazzo, anche se parlasse di Bianciardi tutti i giorni!) un fogliaccio becero, razzista e fascista? Perchè ti dicono che casa pound è un covo di picchiatori? Ma sei fuori?! Fare l’editore non vuol dire perchè editi uno scrittore possederlo e possederne la verità, l’interpretazione e l’esclusiva…per me puoi tessere l’elogio di libero, andare a casa pound tutti i giorni e dire quel che ti pare di me, degli antifascisti, e di quello che ti schiribizza, tanto so che prima o poi dirai il contrario, ma non ti permettere mai più di insultare chi non la pensa come te agitando il ricordo di Luciano Bianciardi come fosse una spranga. Fammi, ma soprattutto fatti questo favore. Che si comincia ad essere liberi e rivoluzionari quando non si insulta e si mette a tacere gli amici che non la pensano come noi. Un abbraccio, Stefano.

Comment from Ettore Bianciardi
Time: 12 Novembre, 2008, 11:32 am

Ci risiamo, lo dico anch’io!
Ve la prendete con Marcello, perché è fuori dal coro, e queste sono posizioni inaccettabili per molti, la verità è questa. Viene accusato di insulto, di anatema, di scomunica, solo perché ha detto che, se gli viene garantita la libertà di espressione, è disposto a parlare di Bianciardi dappertutto.
Scusate dove è il problema? Quale è la cosa che vi angoscia, in tutto questo?
Scusate ancora: ma chi è che stabilisce quali sono i giornali buoni e quelli cattivi, beceri, razzisti e fascisti?
Scusatemi ancora una volta: ma da che cosa si riconosce uno scrittore fascista? Dal fatto che ha scritto su un giornale ritenuto da qualcuno fascista? Allora Alberto Moravia era fascista, perché aveva scritto su giornali fascisti, e non perché erano considerati tali da qualcuno, ma perché avevano scritto in prima pagina: giornale fascista. Comunque sia, io ritengo Moravia un grande scrittore, anche se forse ce n’erano dei migliori, sempre su quei giornali fascisti, ma sono stati dimenticati, e volutamente. Ma verranno riscoperti, vedrete, tra un po’.
L’accusa poi di voler parlare per Luciano Bianciardi, per favore, è restituita al mittente: 58100 Grosseto, dove si sono fatti addirittura una fondazione per parlare a nome di Bianciardi, e almeno dicessero qualcosa di sensato (ho detto sensato, mica ho detto buono) e mi hanno impedito, ripeto, impedito, fisicamente, di fare a Grosseto un convegno su Luciano Bianciardi perché i convegni su Bianciardi li possono fare solo loro. Mi riferisco a fatti concreti, successi nel 2001 – 2002, quando mi presentai agli amici progressisti e di sinistra maremmani, con i soldi in mano, chiedendo solo il patrocinio del Comune e/o della Provincia e l’uso del Teatro degli Industri per questo convegno, e fui vigliaccamente rispedito a Bologna, dove quel convegno lo feci, nel 2005. Scampato il pericolo ora fanno un convegno loro, al quale andrò sicuramente, ad ascoltare che cosa riescono a dire di Luciano Bianciardi.
E il povero Pound sempre in mezzo finisce. Vi racconto un fatterello, stavolta non me la prendo con i grossetani, ma con i bolognesi, sempre progressisti e di sinistra, ci mancherebbe. Avevo un amico, rigorosamente di sinistra, certificato e con bollino di qualità, che mi invitò a leggere qualcosa di Bianciardi e a dibatterne. Ebbi l’idea, fuori dal coro come Marcello, che al tempo non conoscevo, ma che si vede già imitavo, di invitare per il dibattito una persona non di sinistra, anzi di destra, anzi sedicente fascista, ma persona educata e mite, così tanto per animare il dibattito. Verso la fine questo signore si alzò e mi chiese, educatamente, se Luciano Bianciardi aveva mai conosciuto Ezra Pound, visto che avevano vissuto a Rapallo negli stessi anni. La domanda mi trovò un po’ spiazzato, pensai di replicare che l’unica cosa che mio padre mi disse di Pound era quella di considerarlo “il più grande poeta morente”, ma non mi fu permesso. Il padrone di casa, quello di sinistra e democratico si alzò come una furia sentenziando che Pound era stato un fascista, e che simile domande erano inaccettabili, ed al fascista non fu consentito di replicare, anzi fu invitato a lasciare la sala. Mi sentii in debito con lui e accettai, con il mal di pancia, di parlare, sempre di Bianciardi, ad una sua presentazione, dove sentii qualcuno presentarsi addirittura come camerata Tal dei Tali. Presi la parola, parlai di Bianciardi, poi provai a parlar male di Berlusconi e del Sindaco di Bologna, che allora era Guazzaloca. Dissi che secondo me erano i peggiori governi, centrale e locale, che avessi mai conosciuto: non avevo infatti ancora provato Sergio Cofferati. Nessuno si alzò a dirmi che ero uno sporco comunista e che certi discorsi lì non li potevo fare, anzi, in lontananza qualcuno applaudì, ma smise subito. Me ne andai tranquillo e mi vergognai del mio amico progressista e di sinistra, come dice il poeta.
Una proposta: e se cominciassimo a leggere e ad ascoltare che cosa le persone scrivono e dicono, e discutessimo delle opinioni espresse, invece che del colore e della democraticità delle testate? Chiedo troppo?

Comment from stefano
Time: 12 Novembre, 2008, 12:47 pm

no Ettore, non chiedi troppo, però non dimostra niente quello che dici se non che il mondo è pieno di imbecilli a destra come a sinistra; della serie scoprire l’acqua calda….detto questo, facciamo a capirci: Moravia non ci incastra nulla. Bianciardi credo sia trattato male sia da quella sedicente fondazione, sia da te e Marcello. Per me poi potete tenere conferenze su Bianciardi anche dal partito nazista americano, sono fatti vostri, i gusti, anche quelli pessimi, non si discutono. Ma il punto è un altro, quello che ci angoscia dici te; Bianciardi, la sua conoscenza, la curiosità dei giovani nei suoi confronti, ne guadagnano o no? io credo proprio di no, nel senso che fogli pessimi come libero o fini intellettuali come quelli di casa pound, cercano così di rifarsi una verginità, mentre Bianciardi accostato a certa gente, non invoglia lo studente sprangato dai fini ragazzi di casa pound a leggerlo, invece magari ad identificarlo con questi figuri….tutto ciò è troppo difficile a capire?, ….mah? comunque Marcello lo conosco più di te, e vedrai che col tempo questa mia affermazione ti sarà più chiara, nel senso che te vuoi vedere solo i suoi numerosi lati positivi, e non quelli della persona che non tollera nessuna critica che metta in dubbio che lui ha la verità in tasca, è l’unico rivoluzionario, anarchico e così via, facendo lui sì una operazione molto ideologica; della serie, io ho ragione e se voi non capite siete o siete dei cretini o siete in malafede e quasi quasi dei fascisti che mi volete impedire di parlare di Bianciardi…. Forse il risultato sarà raggiunto - fare rumore su Bianciardi - ma a che prezzo? infine Ettore, ti-vi piace libero? pensate che sia buono andare a tenere conferenze a casa pound e quant’altro? bene, fate pure, però se lo sbandierate sul blog per dire quanto siete ganzi, blog dove ,per ora ,accettate senza censura anche i commenti contrari , o li prendete senza insultare chi non la pensa come voi, oppure pubblicate solo quelli a favore come faceva quel tipo con l’elmetto, faro delle case pound sedicente liberi e compagnia brutta….

Comment from Luca Martini
Time: 12 Novembre, 2008, 12:54 pm

Finalmente sento la vostra voce, potente e incazzata, cari Ettore e Marcello. Finalmente sì, in barba a tutte le ideologie e ai presunti maître à penser. Ma è possibile che qui da noi, in questa italietta provinciale e ottusa, tutto, dito tutto, dalla cultura alla l’informazione, dal pensiero alla consuetudine, debba essere politicizzato? Chi siete voi per alzarvi e dare del fascista o dello stalinista a qualcuno? Ma scusate, chi se ne frega della destra o della sinistra. La cultura, la passione, il messaggio non sono nè di destra nè di sinistra. Nessuno osi appropriarsi della voce di un uomo libero, nessuno. E vivaddio che qualcuno che ha senz’altro più autorità di me si rompe le scatole e lo dice. Luciano Bianciardi, credo, sarebbe più intelligente di tutto questa squallida querelle e vi seppellirebbe con una sonora risata.

Comment from Franco Vite
Time: 12 Novembre, 2008, 4:13 pm

Premessa:
fino a qualche mese fa Marcello, Ettore ed io ci sentivamo non dico tutti i giorni, ma quasi. Avevamo un tot di progetti insieme, sia librari che culturali che, addirittura!, sovversivi (sempre culturalmente parlando)!

Poi venne fuori il post di Marcello in cui “rivendicava” la sua partecipazione alla fiera del libro di Torino, quella dedicata alla nascita dello stato di Israele e boicottata da gran parte del Movimento “no-global”.
Io criticai, qui, la posizione di Marcello (e di Ettore) e da quel momento non ho più sentito ne l’uno ne l’altro. Tutti i progetti sono finiti nel vuoto, nel silenzio, nella tristezza (mia).

Oggi leggo il post di Marcello, e devo dire che la tristezza aumenta.

Ho sempre ammirato Marcello, fin da ragazzo Stampa Alternativa e Marcello Baraghini erano tra i miei punti di riferimento culturali, in un momento storico (i pieni anni ‘80) dove la cultura era una cosa fatta di nascosto tra pochi affezionati depressi.
Ho sempre ammirato la sua libertà di pensiero, la sua capacità di stupire e di mettere in discussione (gli altri, ovviamente!).
Ho sempre ammirato la sua verve polemica e provocatoria, cose che mi hanno sempre aiutato a non rimanere anchilosato su posizioni “ideologiche”, guardando e puntando sempre al liminare della vita, alla periferia, dove accadono le cose più interessanti.
Ho sempre ammirato, di Marcello, la capacità enorme, incredibile, di essere sul punto del momento storico, di non lasciarsi mai sfuggire le ultime cose, anzi, le prossime, quelle che quando gli altri se ne accorgevano lui le aveva già superate ed era da un pezzo sulla prossima. E così via.

Mi spiace constatare che le cose, oggi, non stanno più così.
Leggere

“rivendicare la libertà di poter parlare liberamente di Luciano Bianciardi e di quello che facciamo io e Ettore, anche a Casa Pound, ammesso e non concesso che ci invitino e che ci sia garantita libertà di parola e di idea”

è leggere di qualcuno che parla, anzi, straparla, di cose che manco conosce.

Dovresti, Marcello, andare a chiedere ai ragazzini e alle ragazzine di P.zza Navona, quelli presi a cinghiate e finiti in ospedale, cosa ne pensano dei “liberi pensatori” di Casa Pound. Oppure a quelli che erano al concerto della Banda Bassotti la scorsa estate, finiti all’ospedale per l’aggressione a coltellate dei “giovani libertari” di Casa Puond. Leggiti questa bella lista:

http://isole.ecn.org/antifa/article/357/AZIONI FASCISTE

buona parte delle aggressioni subite dalle “zecche” di Roma sono state fatte dai tuoi nuovi entusiasmanti amichetti.

Complimenti compagno libertario Baraghini Marcello, e meno male che non ci sentiamo da mesi.

In bocca al lupo.

Comment from Aldo
Time: 12 Novembre, 2008, 11:15 pm

bè, certe provocazioni non credo servano molto a Luciano Bianciardi, ed abbiano le gambe corte…quanto a chi seppellirebbe con una sonora risata chi, io fossi il Martini non sarei così sicuro, certe uscite e derive si commentano da sè. Auguri.

Comment from Paco
Time: 12 Novembre, 2008, 11:29 pm

caro martini, non leggo nessuna “squallida querelle”a meno che per lei non sia squallido polemizzare su uno scrittore che ci è estremamente caro. Squallido è chi cerca di soffocare una polemica invocando l’autorità e la voce potente e incazzata contro tanta ottusità, provincialismo etc etc , ovvero il bue dice cornuto all’asino….

Comment from teo
Time: 13 Novembre, 2008, 12:01 pm

Ecco cosa generano 60′anni di DC vs PCI. Esseri disorientati. Senza riferimenti.
Da quando è caduto il muro militanti e dissidenti sono come canne al vento.
Solo il berlusconismo ha dato nuovo impulso al PENSIERO politico italiano. L’anti berlusconismo l’unica opposizione. E intorno a questi due PENSIERI si sono cementati due gruppi di potere. Il resto è sparito. 60′anni di PENSIERO politico spariti in un batter d’ali o in un bitter col gin, che non cambia molto.
Ed ecco che si materializza l’italiano medio che becera parole dette dal capo o tutto il contrario, ma basta che gli venga fornita una linea da portare al bar, sul blog. Morto un PENSIERO se ne fa un altro, meglio se è più semplice da elaborare, riarrangiando anche vecchi motivetti di 60′anni fa.

Confondere nuovo con novità e “Libero” con libertà mi sembra un errore grossolano, o forse c’è la malizia dell’editore, vecchio volpone.

Comunque il Ventennio è stato il periodo in cui sono cresciuti i più grandi scrittori italiani, l’ultima generazione di scrittori italiani. Calvino, Pasolini, Fenoglio, addirittura il Vostro Bianciardi ha scritto qualcosina su un foglio di regime (lo sapevate?). Eppure sono cresciuti forti e vivi. PCI-DC sono riusciti ad annulare ogni effetto positivo del fascismo, quindi porta le condoglianze ai casapoundiani trafelati, intenti a riesumare la mummia di Benito che riuscì a farci tutti fascisti e che ancora lo siamo, perchè ci vorrà ben più di una generazione per levarci di dosso quell’eredità, soprattutto se non si è mai iniziato.

Con le mani ancora sporche mi tiro su le mutande e vado a cagare. Questo mi viene quando sento un italiano che parla delle sue idee, e peggio quando le crede intellettuali…ecco cosa generano 60′anni di PC- DC, che in totale sono 80 di fascismo…puah

Comment from Luca Martini
Time: 13 Novembre, 2008, 12:42 pm

Punti di vista, cara Aldo. Forse ho le gambe corte, come dice lei, ma almeno me le osservo prima di parlare. La risata che seppellisce le polemiche è un gesto di distensione intelligente, nient’altro. Trovo squallide certe prese di posizione, caro Paco. Io non invoco autoritò, plaudo a chi, forse con più titolo di noi, si stanca di queste politicizzazioni sterili. Dice che ho le corna? Forse, lo domanderò a mia moglie.
Un sorriso a tutti

Comment from rosa
Time: 13 Novembre, 2008, 2:53 pm

Salve a tutti, anch’io vorrei poter esprimere la mia opinione in proposito.

Io ho sempre letto molto, amo in particolare i libri classici e la filosofia e amo l’onestà intellettuale.

Essere onesti intellettualmente significa sostenere un’opinione perché si ritiene che essa sia giusta e non solo perché fa comodo ai propri interessi.

Pertanto, una persona può dire, anche se è di sinistra, che un autore di destra è onesto intellettualmente e sa motivare le proprie idee (e viceversa) E QUESTO NON SIGNIFICA CHE LA PERSONA IN QUESTIONE NON MANTENGA LE PROPRIE OPINIONI.

Non mi stupisco quindi che un giornale di destra abbia riconosciuto Bianciardi Luciano quale autore valido (io stessa a volte penso che siano valide persone ideologicamente distanti da me ma ugualmente oneste intellettualmente e MANTENGO, ciò nonostante, le mie opinioni).

Il talento non ha colore politico. L’onestà intellettuale è la capacità di svincolarsi dai propri interessi particolari per sostenere ciò che si ritiene essere la cosa migliore per la società in generale. Se uno scrittore fa questo riuscendo a trasmettere le proprie opinioni in maniera semplice e chiara è uno scrittore degno di nota.

Io penso sia giusto confrontarsi con tutti e far conoscere a tutti gli scrittori meritevoli (Luciano Bianciardi può essere apprezzato, per lo stile, l’onestà e la capacità di scrittura ANCHE da persone di destra).
A mio giudizio il talento non ha colore politico.

Un’altra motivazione per la quale Luciano Bianciardi deve essere letto e presentato a tutti, anche a quelli di destra è la seguente: la CRITICA PRESUPPONE LA CONOSCENZA.

Anche chi volesse criticare i contenuti e le idee di Luciano Bianciardi DEVE leggere i suoi scritti. Altrimenti come fa a dare un giudizio?

Un altro motivo per il quale tutti (compresa la destra) devono leggere Luciano Bianciardi è che Egli è un autore classico, che fa parte delle nostra letteratura. Fa parte della cultura generale leggere un autore classico.

A scuola si studiano tutti gli autori, di destra e di sinistra.

Se così non fosse gli studenti atei non dovrebbero leggere la DIVINA COMMEDIA perché in Essa si parla di inferno, paradiso e purgatorio, concetti che gli atei non riconoscono.

Se così non fosse, uno studente di filosofia di sinistra non dovrebbe leggere le Confessioni di Sant’ Agostino, per lo stesso motivo.

Se le persone di sinistra leggessero solo autori di sinistra e quelle di destra solo autori di destra i ragazzi che escono dalle nostra università NON sarebbero adeguatamente preparati e non avrebbero gli strumenti per formare il proprio pensiero.

Il pensiero si forma invece con la dialettica e con il confronto.

Questi sono alcuni dei motivi che mi spingono a dare ragione a Marcello Baraghini.

Ma ve ne sono altri.

Alcuni problemi sociali non hanno colore politico.

Pensate che le famiglie cattoliche siano contente di vedere i propri figli precari e nell’impossibilità di formarsi una vita?
Il precariato non è un problema solo per quelli di sinistra, è un problema e basta.

Ugualmente un altro problema sociale, come ad esempio la pedofilia, è un problema sia per quelli di sinistra che per quelli di destra.

E di problemi sociali di questo tipo, condivisibili da tutti, ve ne posso citare mille.

In Italia il latte in polvere e alcuni medicinali hanno il prezzo più caro d’Europa; è un problema solo per le famiglie di sinistra?

Credo di no. E lo stesso può dirsi per i problemi relativi ai mutui e alla banche.

Allora forse è giunto il momento di protestare (nella maniera lecita e senza far del male a nessuno) per quelli che io definisco I PROBLEMI DEL POPOLO, che sono condivisi da tutti, che non hanno colore politico perché sono problemi per tutti.

E’ ora di svincolarsi dalle varie matrici politiche per arrivare a protestare insieme (senza far del male a nessuno, con metodi leciti) per superare i nostri problemi.

I PROBLEMI DEL POPOLO, NON DI SINISTRA, NON DI DESTRA, MA SOLO PROBLEMI.

Questa almeno la mia opinione.

Grazie a tutti per lo spazio e l’attenzione.

Rosa

Comment from Anna
Time: 13 Novembre, 2008, 4:17 pm

E bravo Luca Martini! Dico davvero. Meglio salutare con un sorriso per tutti che andare a… con le mutande in mano. Ovvia, un pochino più di decoro per tutti! Siete intellettuali, no? Saluti a tutti.

Comment from enrico mattioli
Time: 13 Novembre, 2008, 6:37 pm

ciao a tutti.
spesso mi sono chiesto che cosa manca alla letteratura per essere, effettivamente, popolare. mi chiedevo, perchè dei ragazzi (e non …) saltano in massa a un concerto rock, e per quale motivo (qui da noi, almeno), quegli stessi ragazzi (e non…) non leggono.
è che di popolare… c’è poco. anzi, la cultura popolare manca. perchè litigarsi “l’appartenenza” di bianciardi (appartenenza come paradosso, ovvio)?

dico una cosa ai compagni: lasciate che lo si legga, fate in modo che i camerati ne conoscano effettivamente il verbo. ne “il fuorigioco”, se la mente non m’inganna, ha espresso brevemente le sue opinioni anche sul vecchio benito.

ripeto, lasciate che i camerati lo leggano. certo, non gli farà male. e se anche fosse, non sarà mai una sprangata in testa. bianciardi, spranga nell’anima.

saluti

Comment from manola cerretani
Time: 13 Novembre, 2008, 7:25 pm

Secondo me.

Uno scrittore è di tutti e tutti se ne appropriano a modo loro. Tutti sono liberi di leggerci quel che ci leggono e tutti sono liberi di parlarne secondo la loro personale interpretazione.
Non mi piace l’idea che Baraghini e Bianciardi figlio se ne vadano a Casa Pound, ma è un fatto loro. Se proprio volessi contestarli, andrei all’incontro e proverei a esprimermi. Oppure, più semplicemente, me ne fregherei. Liberi loro di andarci, libero il pubblico di farsi una propria opinione sull’evento. Liberi gli altri di criticarlo. E liberi noi di continuare o no a seguire Baraghini e Bianciardi nel blog.
Quando leggo un libro, quando scopro un autore che mi piace, non vado a scartabellarne la biografia per verificare che abbia avuto un percorso politico coerente o sia stato eticamente corretto. Prendo quel che dà a me. Sennò niente, pace, fine, arrivederci.
Sicuramente, se mi piace, è perché ci trovo qualcosa che mi fa risuonare, che coincide con i miei sentimenti, con le mie idee. Oppure me le smonta, mi offre nuovi punti di vista. In qualche modo, cioè, mi tocca. Nella maggior parte dei casi (perché alla fine mi incuriosisce anche il privato degli autori che seguo, di cui leggo lettere e diari, se ne trovo), in certi passaggi biografici troverò semmai una conferma, ma non è detto. Pavese mi ha deluso, Gadda lo stesso, la Woolf non l’ho sempre condivisa. Celine non ne parliamo. Ma quanto li ho amati, quanto ho bevuto dai loro libri…
Più recentemente, non so cosa voti Nicole Krauss né da che parte stia Javier Marias: ma li apprezzo parecchio e sono attratta da quello che mi dicono. Per intanto. Se scoprissi che l’una ha tifato per Mc Cain o l’altro rimpiange Franco…beh,li leggerei con occhi diversi. Forse li abbandonerei forse no. Di certo non li sceglierei nella cabina elettorale. Ma la letteratura, i pensieri e le idee stanno in un campo più libero e non costringono a scelte così rigide.
Non mi sono scandalizzata che Bianciardi sia stato recensito da “Libero”, pur essendo una abbonata e sostenitrice de “il manifesto”. Ritengo che lui abbia una forza propria, che è veramente difficile stravolgere, modificare (che bella la frase di Enrico: Bianciardi spranga nell’anima). Chi ha letto l’articolo, se ne sarà fatta un’immagine, sia che fosse di destra sia che fosse di sinistra. E’ inevitabile, no??? Anche volendo, non si può scansare la contaminazione, in nessun campo, men che meno in quello del pensiero. Mica si vuole il ritorno a una lista di libri proibiti o di giornali ammessi? O meglio, qualcuno forse sì, lo vorrebbe. Ma pare stia parecchio lontano da qui, da questo blog. Nonostante le polemiche accese, ne sono convinta.
Non è che pensi che siamo tutti uguali. Anzi, sono abbastanza faziosa e non credo che “libertà e rivoluzionarietà” stiano a sinistra come a destra: certi concetti sono abbastanza chiari, certe priorità sono evidenti anche in questo momento di massimo casino. Per chi le riconosce, o almeno per me.
Ma non mi piacciono i santoni, quelli con la verità in mano, da nessuna parte.
Sono per la libertà di circolazione/informazione.
Affrontare uno scrittore come Bianciardi, così denso e critico verso l’esistente, sposta sempre la ricerca di una consapevolezza sulla realtà in alto, o nel profondo, se si preferisce. Insomma, fa bene a tutti. Ai ragazzi dell’Onda (compresa mia figlia 14enne alla sua prima occupazione), ai fascisti di Piazza Navona (magari lo leggessero!) o a Marcello Veneziani, se gli saltasse in mente di recensirlo. Quando un tema o un autore che vale incontra una qualche mente appena appena aperta, si seminano dubbi sulle certezze ostentate. Altrimenti non si “incontra” nel vero senso della parola: si declina tutto secondo le proprie convinzioni e si resta impermeabili. Peggio per lei (la mente, dico, la persona, il supposto lettore, l’interlocutore, ecc.). Al massimo sarà un tentativo andato a vuoto. Perché escludere che tra i ragazzi con le spranghe tricolori ci sia qualcuno che sappia fermarsi a riflettere sulle cose che dice Luciano Bianciardi sulla società? Perché escludere che tra gli ascoltatori di Veneziani a “Zapping” ci sia qualcuno che vada a comprarsi “La battaglia soda” o “La vita agra” per poi farsi il suo percorso personale?
Non è questo il cuore dell’ atteggiamento fascistoide, questo sì presente sia a destra che a sinistra?
Non è il concetto di strumentalizzazione ad essere pericolosamente scivoloso? Non c’è annegato lo stesso Bianciardi, in questo dilemma che a chiamarlo “complesso” è fargli un complimento?
Frequenterò questo spazio, intendo questo blog, finchè mi interesseranno gli argomenti che vi si discutono, finchè ne accetterò i toni, finchè mi ci sentirò riconosciuta.. E credo che questo valga per tutti coloro che partecipano o magari assistono silenti al dibattito in corso. Allo stesso modo, riconosco a tutti il diritto di affermare quel che vogliono, con il dovere di accettarne le conseguenze e assicurare la reciprocità. Il nodo è tutto lì. Anche il bello.
Per esempio adesso.Mi attira molto la sfida personale di provare a spiegare la mia posizione. Diciamo a delinearla per la prima volta in maniera moderatamente compiuta. Forse.

Un saluto a tutti, anche ai più incazzati.
E grazie a Rosa per la sua pacatezza. Mi ci voleva.
Manola

Comment from Gian Andrea Rolla
Time: 13 Novembre, 2008, 8:52 pm

E’ un peccato che Bianciardi spranghi solo nell’anima, come scrive con questa bellissima espressione Enrico Mattioli. Se infatti sprangasse anche nei crani vuoti dei nuovi fascisti d’oggi non sarebbe male, insomma un uso robusto della letteratura. Dovremmo studiare una pubblicazione dell’opera omnia del Bianciardi a forma di falce e martello, prima una martellata e poi via con la falce … perché ? perché sono tempi duri e i dibattiti come questo devono tener conto del tempo che si vive, non ci sono dogmi fissi ma idee che devono confrontarsi con la relatà e la realtà d’oggi credo ci dica che non mi pare si possano fare sconti che semmai in un altro momento si potevano fare. L’arte non c’entra con la politica. Come arte oratoria, Hiltler era un fenomeno. L’arte non c’entra con la politica, ma la politica c’entra con l’arte. Fascismo, stalinismo, conformismo capitalista sempre hanno cercato d’uccidere l’arte o d’asservirla. I “luoghi” dove andare dovrebbero essere oggi solo quelli della sinsitra libertaria e della destra liberale, gli altri sono luoghi che non se lo meritano Bianciardi e neanche Baraghini e che vogliono solo usarli. Almeno in questi tempi di speculazione bancaria evitiamo la speculazione culturale, sono tempi di fanatismo religioso, di revisionismo fascista, di vittoria in Italia delle cosche massoniche, mafiose, vaticane e dei servizi segreti, i quattro mali stragisti che dal 1948 fanno eleggere i Cossiga, gli Andreotti e i Berlusconi, che voglono dare la morte ai Saviano e negarla alle Eluane. L’intelligente distingue, ci provo : la Sinistra e la Destra non sono la stessa cosa e all’interno della Sinistra e della Destra ci sono cose da salvare. Molto poche. Ma non certo il club di Pound (Pound non c’entra niente come gli scrittori ebrei con la politica israeliana) o Libero (per piacere …). E comunque non andateci ora. Aspettiamo Obama, dopo aver ripitturato di nero la Casa Bianca e cambaito il nome, semmai casa marrone o grigia, speriamo che si porti via i marines dall’Irak e che con più pace venga più lavoro, più ambiente, più tolleranza e più libertà. Intanto pero’ evitiamo le brutte compagnie, cari Marcello e Ettore. Quelli sono carogne, sono furbi e usano anche quelli più furbi di loro, come voi. L’han sempre fatto. Mica smettono. Rileggetevi Bianciardi sulle fregature del Sistema. Con i fascisti vale doppio.

Comment from emiliano
Time: 13 Novembre, 2008, 10:26 pm

VERO, Bianciardi spranga nell’anima, ma quelli di casa pound sprangano sul serio. Vero, tutti dovrebbero leggere Bianciardi, a me piace molto anche Celine e Pound e ne ho parlato sempre ovunque. Ma detto questo non si può improvvisamente sdoganare un foglio che incita al razzismo ed al fascismo più bieco come libero solo perchè ha pubblicato un articolo su Bianciardi. Credo che quella di Marcello ed Ettore sia una provocazione, perchè poi gira gira, finiti i proclami e gli strilli verranno a presentare Bianciardi come al solito da noi sfigati, pallosi, residuali sinistri individui polemici e pure, ahimè, antifascisti. E noi, come al solito ci sbatteremo per far riuscire la serata , spezzeremo il nostro pane e verseremo il vino…..una cosa però vorrei far notare: in questo paese, la provocazione, lo strillo, l’invettiva anche più sbracata, sono diventate la norma. Avremmo altrimenti un presidente del consiglio come il nostro? la sua corte di nani ballerine e reggipanza? ex presidenti della repubblica come cossiga che rilasciano dichiarazioni pubbliche farneticanti contro il movimento degli studenti e nessuno, non dico chiama il 118, ma neppure ci fa caso più di tanto…..silvio dà a tutti degli imbecilli per aver criticato la sua battuta, e passa come una delle sue tante esternazioni furbastre……questo è ormai la norma, per cui perchè stupirsi di Marcello ed Ettore che vogliono andare a casa pound? Stiamo diventando come loro, reagiamo come loro ( vero Ettore, vero Marcello ? ) e pensiamo pure di avere la verità in tasca. Stiamo diventando dei Berlusconi e Cossiga alternativi piccoli piccoli, e questo, in nome di Luciano Bianciardi o qualsiasi altra buona causa, è molto triste……forse c’è bisogno di aria nuova e ragazzi giovani anche a stampa alternativa, e di altri sistemi, che un movimento come quello di questi giorni avrebbe un gran bisogno di leggere (anche ) Bianciardi, ma certo con provocazioni come quella di libero e casa pound temo proprio non lo si invogli. Buon Bianciardi a tutti.

Comment from erasmo
Time: 13 Novembre, 2008, 10:43 pm

Da Montelupo si vede Capraia
il duo Ettore e Marcello
Dio le fa e poi li appaia
della diplomazia fan macello
e della logica una sdraia
Erano tanto alternativi
ed in odio ai fascistoni
ma con l’età son un pò arrivi
e adesso gli garbano i bastoni
Tutto in nome di Luciano
il Bianciardi nazionale
se gli dite che è tutto vano
voi finite all’ospedale!

Comment from Giulia-S83
Time: 14 Novembre, 2008, 11:15 am

È interessante come nei commenti si passi dalla disapprovazione, all’ironia, al disprezzo, fino ad augurare sprangate a chi spranga. Ti meno perché meni. Complimenti!

Io sono al cento per cento d’accordo con Rosa e anche con Marcello. Se parlo con uno che spranga non è che divento una stronza anch’io, fermo restando che se lo becco in flagrante lo denuncio.

Ma no, è vero, avete ragione voi, i “buoni” non devono mescolarsi con i “cattivi” . Perché alla fine è di questo che si parla, mi pare…

Comment from enrico mattioli
Time: 14 Novembre, 2008, 6:12 pm

sapete, vorrei dire che certe epoche, in realtà, non sono mai finite. l’occultismo è sempre di moda.
disney, in brevi righe dedicate da stampa alternativa all’edizione “il camerata topolino”, non ne era immune: ” Un uomo di destra che questo libro aiuta finalmente a decifrare in tutte le sue sfaccettature, dal “conservatorismo rivoluzionario” al “nazismo magico”.

voglio dire, cosa dovremmo pensare delle generazioni cresciute leggendo topolino?

il fascismo è nelle banche, il fascismo è nelle espressioni, il fascismo è nel “fascino delle divise”, il fascismo è nel concetto di potere. eppure bianciardi esprimeva “bisognerebbe anche occupare le banche”.
non vi parlo di libertà. non vi chiedo di essere liberi o di non esserlo. vi dico solo lasciate che tutto ciò echeggi in casa pound o in qualunque altro angolo che voi vogliate.

il fascismo è in taluni atteggiamenti sindacali, come anche in particolari atteggiamenti femminili. pensiamo, forse, che basti una donna al potere per cambiare il mondo? è che lo si è sempre considerato come una pratica “machista”, ma in realtà non ha sesso.

c’è bisogno, credete, di bianciardi, del suo pensiero, delle sue righe. il fascismo è dappertutto, è spesso non si vede. ma non è in luciano. perchè sarà solo lui, per bocca di ettore o marcello o chiunque altro. perchè conta solo quello che ha scritto. perciò, lasciamo cantare fuori dal coro, lasciamo andare fuori passo e fuori tempo.

che sia lui, ancora una volta, a “riaprire il fuoco”, ovunque si trovi a farlo.

saluti

Comment from Ale
Time: 14 Novembre, 2008, 7:13 pm

Un giorno li invitaron a Casa Pound
come sapete casa dei fascisti
sarà che il nome fa anche molto sound
ma dentro ci vivon pure bei teppisti
bisognava pur parlare di Luciano
che di Baraghini è della vita il faro
a metà convegno scoppiò una bomba a mano
colpa solo del destin cinico e baro

Comment from Gian Andrea Rolla
Time: 14 Novembre, 2008, 7:37 pm

Giulia, per piacere, la nostra spranga é buona perché é per legittima difesa, ultima ratio dopo le denunce se senza seguito, ci mancherebbe, ed é per la libertà la nostra spranga e se non avesse vinto, a suo tempo, la nostra spranga, ma la loro, te li sognavi Bianciardi, Baraghini e i blog, quindin belin ! se siamo buoni noi e cattivi loro. Poi se uno va dai poundini e dai feltrini a dire quant’é bella l’anarchia e quant’era anarchico (e antifascista e libero) Bianciardi, come voglion fare Marcello e Ettore, buon per loro che hanno tutto ’sto tempo e ’sto coraggio. Occhio, pero’ che quelli non se la bevono e ci dividono meglio di come già stiamo facendo noi adesso. I complimenti li contraccambio, dei veri Ulisse nell’antro di Polifemo, ma lui non declino’ le generalità, almeno.

Comment from Francesco
Time: 14 Novembre, 2008, 10:15 pm

sinceramente non capisco la contrapposizione, Bianciardi da una parte e gli altri, rossi o neri che siano dall’altra.
come dire, esistono gli uomini liberi (e nessuna parola è più ambigua di questa ormai in Italia) contrapposti agli ottusi estremisti di ambo le parti.
e lascerei pure stare i richiami a quello che Bianciardi farebbe, sarebbe o direbbe ora.
mi ricordano tanto, e l’ho già detto in un commento ad un altro post, tutti i vari tentativi di portare anche Pasolini da una parte o dall’altra.
la verità è che, ahinoi, entrambi questi grandi intellettuali e scrittori se ne sono andati in un’altra epoca, in un altro tempo e un altro mondo che non esistono più.
e ci han lasciati qui, soli, a leggere i loro libri e a mormorare sommessamente nel leggerli, trovando in essi risposte a molte delle domande che ora ci poniamo.
da questo punto di vista io non credo che abbia poi tutta questa importanza andare a fare di dibattiti e delle presentazioni in alcun posto, né dai picchiatori né altrove.
Bianciardi, come pure Pasolini, ha lasciato centinaia di pagine.
è opportuno che vengano rese accessibili e di questo va dato merito ai curatori di questo blog e non solo a loro.
se poi i picchiatori o gli ignoranti che leggono solo baricco rimarranno senza saperne nulla secondo me è solo a causa delle leggi del mercato.
quelle stesse leggi per le quali ignoranti e picchiatori (che alla fine son la stessa cosa) rimarranno all’oscuro di molti altri scrittori, cineasti, poeti, musicisti etc etc, contemporanei e non.
alla fine è l’ignoranza che genera la paura e la violenza ma io non credo che serva il dibattito, piuttosto riuscire a rompere o quanto meno cambiare le leggi del mercato e dell’economia capitalista che alla fine. a mio parere, sono la principale causa dell’ignoranza e dunque della mancanza di libertà nonostante che vengano fatte passare per il contrario.
e questo davvero Bianciardi l’ha scritto chiaramente.
ciò detto io fra gli anti-capitalisti io sceglierei coscientemente di distinguere e mai starei a fianco della varia compagnia di neofascisti e neonazisti.
ma giustamente se Baraghini vuole parlare con quelli o con i giornalisti di “libero” o con quei 4 gatti di intellettuali di destra che ci sono in Italia (chissà perché…), affari suoi.
io continuo a pensare che non faccia un favore a nessuno e che Bianciardi saran più i lettori che perderà di quelli che può guadagnare lasciandolo semplicemente tranquillo negli scaffali delle librerie e facendo in modo che i suoi libri in quelle librerie ci arrivino come pure nelle biblioteche.
il resto i lettori, se sono arrivati a prendere il libro in mano (cosa piuttosto impegnativa, fare un giro in qualsiasi libreria feltrinelli per verificare, “Vita Agra” a parte), sono tranquillamente in grado di farlo e capirlo da soli senza che qualcuno li conduca per mano con dibattiti e articoli di giornale.
Bianciardi non è un profeta né un vate, ognuno alla fine ci trova le cose che cerca e qualcuno non ci trova nulla.
l’importante è che si abbia la possibilità di farlo, ripeto, ma è il mercato che nega questo non gli sprangatori.
e a questo proposito non mi sembra una gran bella cosa dire che Bianciardi “spranga nell’anima”.
anzi, mi sembra la peggior cosa che ho letto qui dentro e in generale una stupidaggine.
il che alla fine dimostra che anche fra coloro che sono arrivati a leggerlo non vi è una percezione univoca.
e forse che neanche è importante che vi sia.

Comment from Erasmo
Time: 14 Novembre, 2008, 11:43 pm

Ale, ma no, nessuna bomba
nella casa dei fascistoni
della cultura squilleran la tromba
anco loro so diventati buoni
dopo Pasolini vorranno si Luciano
che siamo noi oramai minchioni
stendiamo tutti rigidi la mano
e leviamoci tre passi dai coglioni

Voi del blogghe perdonate
questa breve intromissione
ma per noi indios maremmani
l’ottava è come l’abbaià dei cani
se ti sfidan alla tenzone
noi dobbiamo replicare
or lasciamo questa agone
e ce ne andiamo a sbevazzare!
Un brindisi a Luciano
uno anco a Ettore e Marcello
ma la morale della storia
è che il fascismo è sempre quello!

Comment from Paco
Time: 15 Novembre, 2008, 10:26 am

Il dibattito! Il dibattito! Mi sembra di essere tornato ai tempi del cineforum della nostra adolescenza….signor Martini, hanno più titoli di noi chi? Ettore Sancho e Marcello Chisciotte? Sono bellissime persone sì, ma con grandezze e miserie, alti e bassi grassi e magri, come tutti noi. Alle volte fanno e dicono belle cose, altre volte, in buona fede, prendono cantonate. Va bene, qui siamo ospiti del blog di Ettore e discutiamo accaniti il post di Marcello, editore per passione, alternativo e provocatore per natura. Niente di grave o di esaltante tutto sommato. Bisognerebbe leggere di più anche Bianciardi e sprangare di meno o per niente, ma temo che gli sprangatori non si faranno ammansire da Marcello che, per ora, non ha il carisma di S. Francesco. Trovo molto giuste le considerazioni di Emiliano, capisco l’amarezza di Franco Vite per i suoi rapporti precedenti con Ettore e Marcello, e ricambio i saluti e la delicatezza di Manola. Ma, vi sembrerà strano o strullo, più di tutti apprezzo Erasmo ed Ale che alla maremmana maniera l’hanno buttata ironicamente in ottava rima. Sarà una risata che ci seppellirà tutti, belli e brutti. Buon Bianciardi per sempre.

Comment from Anna
Time: 15 Novembre, 2008, 12:22 pm

Per tutti, amari e amareggiati, strani, strulli, ironici(si fa per dire!) maremmani , poeti e narratori, delicati e non: non vi sembra di esagerare un po’? Avete scambiato un blog per un campo di battaglia… Facile, eh, discutere e scambiarsi frecciate e offese non guardandosi negli occhi! Chissà se parlandovi faccia a faccia avreste il coraggio di esprimervi nel medesimo modo? Le tre poesie, poi, sono proprio la “ciliegina sulla torta”!
Non sarà il caso di riprendere a farsi guidare dalla ragione? Siete davvero tutti convinti, dall’alto del vostro
“intellettualismo” di giungere ad una soluzione della diatriba?
Ma siete sicuri di avere capito e colto i contenuti delle vere ideologie di sinistra e/o di destra? Ne siete davvero sicuri?
Saluti. Anna (di sinistra)

Comment from Francesco
Time: 15 Novembre, 2008, 9:11 pm

Cara Anna, forse alcuni di noi (me compreso) hanno scritto troppo, potendosi magari spiegare con meno parole e più sintetiche ed incisive.
Tuttavia non vedo dove sia il male nel discutere, nel fatto che non ci guardiamo in faccia?
Ma allora andrebbe annullata ogni conversazione in rete, ogni blog, ogni forum.
La rete questo è e così la usiamo, non mi piace chi vuole svilirne il valore magari per negare uno spazio di dibattito.

Per quanto mi riguarda poi penso di aver piuttosto chiara la distinzione tra sinistra e destra e meglio ancora quella fra anarchici, comunisti, socialisti, socialdemocratici, democristiani, liberali, riformisti, fascisti, nazisti e via così.
Sinceramente non amo l’indistinto e intervengo qui perché non mi piace che Bianciardi venga usato da chicchessia per proclamare: “non esiste distinzione” o per essere usato come padre nobile di una specie di qualunquismo all’italiana.
Sinceramente non trovo che Bianciardi fosse così vago, anzi io lo trovo molto preciso nel descrivere le persone e le ideologie.
Alla fine quello dello scrittore è un nobile mestiere che permette a ciascuno dei lettori di conoscere, al di là di quelle che sono le vicende esistenziali e le scelte elettorali o astensioniste dello scrittore stesso.

Saluti

Comment from Aldo
Time: 15 Novembre, 2008, 10:01 pm

Io un c’entro una sega
ma voglio di’ la mia
e entrare in questa bega
prima che vada via …

…sa’ che farei invece
io con questa gentaglia
farei come fece
la brigata Boscaglia…

…col fezze o ‘l doppiopetto
rapati a zero o col riporto
‘l fascista unno rispetto
l’unico bono è quello moooorto…

…per questo caro Marcello
ritira la tu’ decisione
e diamo la colpa al vinello
con cui fai la colaziooone …

Guevaldo
( con profondo rispetto per la storia e la figura di Marcello )

Son le provocazioni di Marcello
a rivitalizzare sto Paese
sarà che non gli tira più l’uccello
e quindi deve viver di sorprese
sarà che da fare ha poco e niente
oggi sdogana il fascista per Bianciardi
e per portà il suo verbo fra la gente
vive dell’ossessione di far tardi

Dopo una vita assai spericolata
che Vasco Rossi gli fa una mezza sega
vorrebbe ridar vita alla giornata
vorrebbe cimentarsi in qualche bega
pensa che se i fascisti menano Ettorino
in casa loro, pure a tradimento
ci pò campà anni e anni col casino
saranno lunghi anni di tormento

Il figlio di Luciano preso a botte
Ettore malmenato dai fascisti
Bianciardi a casa Pound con le ossa rotte
torna ancor oggi il dì degli squadristi
ma ve l’immaginate che du palle
che ci farebbe con questa notizia
la foto di Ettorino dalle spalle
lanciato a bomba contro l’ingiustizia!

Ale

Comment from Kristian
Time: 15 Novembre, 2008, 10:17 pm

Cara maestrina Anna, il tuo discorso vale anche al contrario, credi che avrebbero la faccia di prendersi un pò di pernacchie in diretta?! Però, dai, non siam sicuri di niente, ma il bello di questo blog è che è molto partecipato e vario, in questo senso ha funzionato la provocazione di Marcello Chisciotte e Sancho Ettore…erano mesi che non si vedeva un così bel ribollire, quasi una ribollita direi! E’ bene che ognuno dica la sua, tanto il duo Bianciardi-Baraghini ( eccoli qua, loro son l’anarchia, loro son la libertà) faranno come gli par. Per cui mi sento di suggerire, oltre libero e casa pound, un bel giro di conferenze (controrelatore Farina o Feltri, moderatore Cossiga) anche al Costanzo show, porta a porta, circolo culturale sap della caserma di Bolzaneto, special guest Canterini, scuola Diaz di Genova con irruzione democratica raccontata da Mentana, e infine al motor show di Bologna con introduzione di Tex Cofferati…….

Comment from Boris
Time: 17 Novembre, 2008, 3:12 pm

E mi innamoro sempre più di Stefano (platonicamente)…

Sentirmi felice perchè Libero ospita una mezza pagina sull’operazione di riabilitazione bianciardiana non è gran ché.

Marcello a te importa vendere e tirare e qualsiasi giornale ti sta bene, fai il lavoro che fai. Ricordati però che il direttore di libero è un certo Feltri, che le pagine di libero solo pochi mesi fa ospitavano paginone sulle impronte ai rumeni e su Di Pietro il contadino che devo tornare a zappare fotografato sul trattore. Insomma Marcello cerca di leggere Libero anche quando non parla di Bianciardi, ma guardando tutto il resto.

Ma tu lo sai, lo sai meglio di me che è un giornalaccio e pianti su tutto sto casino perchè fa bene, che se ne parli, che se ne parli… A me pare che Bianciardi abbaia scelto il giorno al Corriere, che abbia preferito spegnersi in rapidamente piuttosto che compromettersi, a me pare così…

Comment from stefano
Time: 18 Novembre, 2008, 12:07 am

Grazie Boris, grazie a tutti o quasi ….vorrei solo aggiungere, alle volte non si fosse capito, che nonostante passioni, incazzature nere e rosse, ottave e sberleffi maremmani, io ( noi tutti, penso) abbiamo stima di Marcello Chisciotte e Ettore Panza, gli vogliamo bene, sono la nostra storia, la nostra voglia di cambiare il mondo prima che questo ci cambiasse la vita….ricordo un volantino bellissimo ed iperbolico di Marcello che tanti anni fa parlava di milioni di dodicenni incazzati in procinto di scappar di casa, grazie al suo manuale “contro la famiglia”. Bè, i dodicenni non scapparono così numerosi, in compenso Marcello si beccò 18 mesi senza condizionale per aver redatto il manuale, era il 1976, conservo la sua lettera, mi emoziona ancora rileggerla. Quelli che lo denunciarono sono più o meno quelli da cui vorrebbe andare oggi. Ma anche allora si arrabbiò più con Lotta Continua, che non l’aveva molto difeso, che con i fasci. In questo Marcello era ed è rimasto coerentemente di cultura radicale ( nel senso del partito, e da qui si spiegano anche altre sue uscite) Non ero d’accordo allora con lui, figuriamoci oggi, penso di averlo spiegato pragmaticamente, proprio al contrario di ogni ideologismo fossilizzato. Però, detto questo, lo rispetterò come e più di prima qualunque cosa decida di fare col prode Ettorre. Insomma, come si dice in questi boschi, il saluto non te lo tolgo e il rispetto nemmeno anche se alle volte verrebbe voglia di farti quello che si fa al maiale dopo natale! Spero che valga anche nei miei confronti, permalosamente permettendo….un saluto anarchico (segno: di sinistra, ascendente: maremmano incolto)

Comment from rosa
Time: 18 Novembre, 2008, 1:14 pm

Gentile Anna,

le vorrei dedicare questa risposta, che fa capo alla domanda se siamo sicuri di conoscere la distinzioni tra sinistra e destra.

Il senso del mio post era il seguente: confrontarsi con gli altri non significa perdere le proprie opinioni.

Almeno per me confrontarmi con gli altri non significa perdere le mie opinioni.

Anche se può sembrare strano, questo è il periodo storico che maggiormente richiede il dialogo.

Il dialogo deve sussistere tra le diverse opinioni politiche e anche tra diverse religioni e culture.

Ad esempio è necessario un dilogo tra l’Islam e il Cristianesimo, affinché queste religioni possano convivere pacificamente mantenendo intatte le proprie caratteristiche di base.

Il dialogo serve per il mantenimento delle diverse culture e per la convivenza pacifica, quindi.

Dialogare non significa affatto spersonalizzarsi, significa invece raggiungere la convivenza pacifica, significa confrontarsi con chi è diverso nella consapevolezza che vi sono diverse culture, diversi individui, diversi modi di pensare, ognuno dei quali ha diritto di esistere.

Volersi confrontare con gli altri significa raggiungere la consapevolezza che LA DIVERSITA’ è RICCHEZZA.

Se poi Lei, in qualità di persona civile e di cultura quale sicuramente è, vuole mettere al bando ogni forma di violenza e le sprangate e tutte le ideologie che appoggiano simili ferocità, LEI AVRA’ IL MIO PIU’ TOTALE APPOGGIO.

Quello che io vorrei appoggiare in questa sede è il dialogo con le diverse istanze sociali, perché è LA CONSIDERAZIONE DELL’ALTRO che evita l’insorgere dell’emarginazione, dalla quale scaturisce l’odio e quindi la violenza.

Comment from manola cerretani
Time: 18 Novembre, 2008, 1:28 pm

Salve a tutti.

Questa lunghissima chiaccherata mi dà un sacco di spunti e questo mi piace.Grazie a tutti, davvero.

Vorrei aggiungere una sola cosa per Francesco e per la sua opinione delusa sulla frase “Bianciardi spranga nell’anima”.
E’ vero, a ripensarci è brutale…ma perchè ha colpito diverse persone? Perchè è sembrata così calzante anche in mezzo ad una discussione in cui poteva essere equivocata?(mica si parlava di noccioline…)
Provo a trovare una spiegazione.
Bianciardi non spranga perchè fa il moralista che emana giudizi . Men che meno perchè si presenta come un violento. Bianciardi, per come lo sento io, “spranga” nel senso un pò goliardico che solo i toscani forse riescono a cogliere dentro questo termine.
Scopre il lato ridicolo delle cose che vogliono dirsi serie, rivela il lato tragico (sempre tragicomico, in lui) in quelle che si presentano come ludiche, di svago, o che si danno come banalità scontate.
In questo senso, tira badilate a destra e a manca, contro quelli che si danno un sacco di arie e invece alzano solo la polvere ma anche contro noi poveri bischeri che ci vendiamo per una lavatrice nuova o (attualizzando) per un telefonino in più. Senza neanche accorgercene.
Quelli di Bianciardi sono ceffoni toscani.
Come l’aglio che si mette sulla bruschetta: pizzica, ma non fa male. Casomai sveglia!

Perdonate l’interpretazione un pò campanilistica ma del resto anche lui stesso riconosceva spesso certe tipologie regionali e ci si divertiva. Me lo sono concessa anche io!

Ciao e ancora grazie a tutti, toscani e non.
Manola

Comment from enrico mattioli
Time: 18 Novembre, 2008, 9:29 pm

scusate per questa frase, non pensavo suscitasse risentimento.
cercherò di “grattarmi le ascelle” la prossima volta, ma suvvia, non sò, bianciardi forse, chissà, ne avrebbe riso.
la spranga di bianciardi sono le parole, i pensieri, i suoi paragrafi.
volevo dire a manola cerretani, che una volta scrissi a ettore. mi aveva colpito quella parte de “la vita agra” dove luciano descriveva le segretarie e gli impiegati della casa editrice. gli scrissi che a me ricordavano i primi fantozzi e mi sembrava tutto veramente “AGRO”.
ettore mi rispose che bianciardi e villaggio si conoscevano e si stimavano, se non erro. credo che bianciardi avesse un fine senso dell’umorismo e mi piace ricordarlo anche per questo.

saluti

Comment from erasmo
Time: 18 Novembre, 2008, 10:35 pm

Grande Manola! L’esempio della bruschetta è bellissimo! Grazie, dalla banda dei Maremmani…..ciao

Comment from manola cerretani
Time: 19 Novembre, 2008, 7:42 pm

Caro Enrico,
a me la tua frase era parsa subito molto bella, se leggi il post del 13 (ma è lunghissimo…) potrai vedere che ti avevo citato proprio per sottolinearla.
Quanto all’umorismo bianciardiano, beh, basta sfogliare i suoi libri, specie quelli d’impianto “storico”, e si tocca con mano! Ciao. Manola

Comment from ro.bi
Time: 20 Novembre, 2008, 3:33 pm

Una sega. Una lunghissima e inutile sega. Che come è noto non figlia. Una perdita di tempo. Uno spreco di parole. Parlarsi addosso. Parlare.Parlare.Parlare. Hide Park Corner.
35 commenti (ora 36!) intorno a dilemmi esiziali: è lecito parlare di Bianciardi a casa Pound? E’ lecito apprezzare che il quotidiano di Feltri parli di Bianciardone nostro?
Ma non avete niente di meglio da fare, cari bloggers letterari?
Mi sollecita una gran tristezza cadere nel trucco di politicizzare l’arte. Non è un bel vedere. Qui, non me l’aspettavo proprio.

Comment from Francesco
Time: 20 Novembre, 2008, 8:07 pm

a me fa una gran tristezza sentir ripetere il ritornello dell’Arte separata dalla politica, cioè alla fine dalle relazioni e dal mondo.
che poi nel caso di Bianciardi conosco pochi scrittori più calati di lui nella realtà e nel mondo, al di là delle sue idee.

e poi sì, se non ho altro di meglio da fare che scrivere qui dentro o farmi seghe a te scusa che te ne importa?

Comment from Anna
Time: 20 Novembre, 2008, 8:34 pm

E ora 37! Ha ragione ro.bi, indipendentemente dalle sue espressioni piuttosto marcate… e poco elenganti. Non è un bel vedere, ma soprattutto è un brutto leggere commenti del genere. Io già avevo manifestato il mio disappunto in un comment del 15 nov.

Comment from erasmo
Time: 20 Novembre, 2008, 11:12 pm

Anna e Robi, ma che cavolo volete?! qui, fino a prova contraria, ognuno è libero di esprimere la propria opinione, bella o brutta, originale o meno, creatrice di nuovi spunti e riflessioni, o bigotta e insultante come la vostra…però, se pensate di avere l’autorità o il potere di metterci a tacere perchè semplicemente le nostre opinioni non collimano con le vostre, vi comportate come sempre si sono comportate tutte le persone autoritarie e fasciste di questo mondo…..quindi come queste vi meritate di esser trattate….

Comment from Paco
Time: 20 Novembre, 2008, 11:34 pm

Per chi ancora non l’avesse letto questo è il pezzo di Marcello Baraghini sul sito di Stampa Alternativa….credo si commenti da sè…per lui son tutti rivoluzionari, antiborghesi, anarchici e anche un pò fascisti: Galian, Longanesi, Bianciardi(lui magari fascista no, ma comunque della famiglia…) insomma, come Marcello, editore all’incontrario ( anche la logica però mi sa che non vada nella giusta direzione…) e in più, visto che Marcello ha sempre bisogno di contrapporre qualcosa a qualcuno se no sta male, se la prende col povero Moravia, ( dimenticato oramai, culturalmente parlando) fascista e basta e tanto è morto non può rispondere…. Ma per favore Marcello! Vai a casa pound, vai pure all’inferno, ma smetti di crederci tutti cretini integrali ! Se vuoi fare una delle tue provocazioni che che ti rendono tanto felice, falla, ma non giustificarti dando degli scemi a chi non ti approva…… sei ridicolo, veramente, se non patetico.

ALL’INCONTRARIO

Non scherzavo affatto, quando ho dichiarato sul blog riaprireilfuoco.org (www.riaprireilfuoco.org) che per parlare di Bianciardi, del Bianciardi che amo e che è l’ispiratore dei miei quarant’anni di editoria, che sarei andato volentieri da chiunque mi avesse invitato e mi avesse garantito la libertà di espressione, anche a Casa Pound.
E quelli di Casa Pound l’hanno saputo e, puntuali come un orologio svizzero, ieri mi hanno invitato. Ci andrò? E che editore all’incontrario sarei se non ci andassi, se rifiutassi l’invito o confessassi di aver solo scherzato? E quindi mercoledì 10 dicembre, alle ore 21, sarò ospite di Casa Pound a Roma, in via Napoleone III, 8.
Sono uscito dalla famiglia ancora minorenne, sono stato randagio e ribelle estremo. Sono stato fuori dalla chiesa, dalle chiese, non solo da quella vaticana, ma anche da tutte le altre che via via incontravo: da quelle ideologiche, quelle politiche e quelle di partito. Sono stato e sono fuori da ogni dogma e rifiuto i santi protettori, anche se questi si presentano come santi laici e rivoluzionari.
Sono invece convinto che la vita è anche letteratura, anzi la Letteratura è Vita, la letteratura ha il primato su tutto e su tutti, sempre che essa sgorghi da scrittori in grado con le loro pagine di cambiare, in termini di libertà e rivoluzionarietà, il corso della vita. Questa è la visione che mi ha spinto a fare, da quarant’anni a questa parte, l’editore all’incontrario.
Ed è questa la ragione per la
quale amo Luciano Bianciardi, scrittore formidabile, ribelle, anarchico, non comunista irreggimentato. E di lui, e di quello che faccio ispirato a lui, andrei a parlare anche all’inferno.
Ma, allo stesso modo andrei a parlare di Leo Longanesi, scrittore fascista, ma anche lui uomo libero, anarchico e rivoluzionario. Anche all’inferno andrò a parlare del mio amore per Marcello Gallian, uno dei più grandi scrittori italiani del Novecento, fascista della prima ora, anarchico e antiborghese, mai pentito, né prima né dopo: tanto da essere punito prima dal fascismo e poi dai cattocomunisti che ne decretarono la cancellazione dalla storia della letteratura e perfino dalla memoria. E questo nonostante che uno solo dei suoi racconti valga più di tutta l’opera di Alberto Moravia, anche lui scrittore su riviste fasciste, ma poi Gran Maestro del regime culturale catto-comunista.
Ma questa è un’altra storia, una storia di domani, nata tanti anni fa quando qualcuno mi fece leggere le sue opere e che presto, vedrete, riserverà grandi sorprese.
Sorprese sempre da editore all’incontrario, quale sono sempre stato e continuo ad essere.

Marcello Baraghini, 20 novembre 2008

Comment from Erasmo
Time: 20 Novembre, 2008, 11:44 pm

Che pena….più della provocazione, arrivò l’età della sragione, chi cerca, per esser al centro dell’attenzione, il gesto estremo, più che un saggio è un vero scemo…

Comment from stefano
Time: 20 Novembre, 2008, 11:51 pm

Marcello va a casa pound? che problema c’è, se scende a quel livello infimo ci rimette lui, non Bianciardi….certo, questo è davvero patetico, nonostante tutto , pur con la più fervida fantasia, chi avrebbe immaginato anni fa una fine così assurda?

Comment from Francesco
Time: 21 Novembre, 2008, 12:32 am

senti Anna, a me pare brutto leggere commenti come il tuo ed altri che vogliono chiudere la bocca a chi discute, anche animatamente ma civilmente.
se le discussioni non ti piacciono sei libera di non leggerle ma non mi sembra che tu possa arrogarti il diritto di decidere chi può discutere e chi no e soprattutto di cosa si può discutere e di cosa no.
oppure ditelo, se anche questo blog deve essere conformista come tutti gli altri, basta saperlo e uno lascia perdere.
e meno male che qui ci sono i paladini del “libero” pensiero!

Comment from manola cerretani
Time: 21 Novembre, 2008, 12:20 pm

Mah, che dire?
Cosa rispondere ad Anna e Ro.bi che si lamentano che qui si chiacchera tanto per perdere tempo? Boh. Non è questo un blog dove per definizione ci si confronta su temi vari a partire da un interesse comune, o meglio intorno ad un autore e alle sue propaggini culturali, sociali, politiche?
E’ vero che il blog è di Ettore e Marcello, che perseguono attività editoriali e propongono una loro visione del mondo, ma tutto parte da Bianciardi Luciano, in qualche modo, e poi spazia altrove. Non a caso arriva fino in Africa!
La rete rappresenta una possibilità per navigare in una specie (perché no?) di ozio creativo.
Se un argomento non interessa non basta non partecipare?
Che senso ha protestare contro chi lo fa o per il numero di commenti? Non è proprio il numero di commenti a testimoniare che una certa discussione richiama persone altrimenti impegnate o incuriosite da altro? Non basta questo per legittimarla?
Ci vuole un timbro che ne attesti la serietà, la gravità, la fondatezza?
Come definirlo?ISO- 2000- VALE LA PENA, tanto per mimare le certificazioni di qualità?
Ci sono notizie importanti come quella dei “bianciardini” in Burkina Faso che magari si riassumono da sole, non suscitano il fiorire di un dibattito proprio perché trovano tutti d’accordo. Mica è scandaloso. Io per esempio mi aspetto racconti, descrizioni: ho voglia solo di saperne di più, di viaggiare con Rolla in quella che mi sembra un’avventura straordinaria.
Ci sono invece altri temi, nati quasi per caso, forse laterali (ma non credo) come quello sull’”uso” di uno scrittore (dove se ne parla, come se ne parla, perché se ne parla ecc.) che invece chissà perché spalancano subito riflessioni più o meno marcate e trovano un’eco in persone diverse che si sentono chiamate a dire la loro.
Qualunque cosa spinga ad approfondire, a cercare consapevolezze che neanche sappiamo di avere, credo faccia bene, al di là del risultato. Mica dobbiamo arrivare ad una posizione comune o stendere un documento che ci rappresenti. Da condividere, semmai, c’è solo il piacere dello scambio.
Se annoia, si può tentare di spostare la discussione. Cassarla non è una soluzione.
Se non piace…mi dispiace. Per fortuna il web è grande e le occasioni di confronto non mancano.

Un saluto da una fannullona di sinistra. Manola

Comment from ro.bi
Time: 22 Novembre, 2008, 2:08 pm

Non ci siamo capiti. E allora ritorno sul tema anche perchè il silenzio potrebbe sembrare aquiescente. Mai come in questo caso, invece, è necessario distinguersi dalla torma di imbecilli che pretendono di catalogare, di etichettare tutto. Si lo so, le mie espressioni possonosembrare forti, ma almeno lo sono solo nella forma; ben più forti e pericolosi sono gli atteggiamenti di chi, invece, lo è nella sostanza. I personaggi che vorrebbero inserire tutto nello schieramento della destra o della sinistra mi fanno ridere. E anche paura. La scoreggia è di destra o di sinistra? Ma mi fanno paura: si inizia con la volontà di inserire in uno schema e si finisce con il bruciare i libri in piazza.
E per questa ragione che il mio esprimere un dissenso per un’abitudine che ritengo culturalmente onanista viene descritto dal gigante del pensiero Erasmo come un’intenzione di chiudere la bocca a qualcuno. Al contrario: certe bocche vanno preservate anche perchè sentire cosa ne esce ci fa sentire automaticamente molto intelligenti e colti.
Trovo inaccettabile che in un mondo che cambia continuamente ci siano in giro dei bischeri che vorrebbero spiegarlo ancora con la trita e ritrita e sepolta, cari amici, morta e sepolta, divisione nelle fazioni politiche di destra e sinistra. Fra i due, io non prendo posizione nè a favore di Mario, nè a favore di Silla. Stessa cosa per Cavour e Mazzini.
Ma esistono degli atteggiamenti, un habitus mentale, direi, che da sempre e per sempre contrassegneranno gli uomini. La prepotenza, la mancanza di una visione di insieme, la pochezza intellettuale e tante altre “cattive” caratteristiche nel momento storico in cui è esistito hanno coinciso con il fascismo. Ora quello non c’è più, ma queste ci sono ancora. E’ sgradevole verificare come spesso alberghino nella testa di molti esagitati “antifascisti”. Con questo, per quanto mi riguarda chiudo la polemica: vorrei solo sottolineare che è inquietante, inquietante …

Comment from Anna
Time: 22 Novembre, 2008, 5:49 pm

Per Francesco e per Erasmo. Esprimo il mio disappunto per le vostre parole, offensive ed intolleranti: “ma non mi sembra che tu possa arrogarti il diritto di decidere chi può discutere e chi no e soprattutto di cosa si può discutere e di cosa no.”(Francesco) - “…opinione … o bigotta e insultante come la vostra…però, se pensate di avere l’autorità o il potere di metterci a tacere perchè semplicemente le nostre opinioni non collimano con le vostre, vi comportate come sempre si sono comportate tutte le persone autoritarie e fasciste di questo mondo…..quindi come queste vi meritate di esser trattate….”. Io non mi arrogo nessun diritto…nè mi sento certo investita dell’autorità di mettere a tacere chi non la pensa come me. Ma volete scherzare o dite sul serio? Giudicate autoritarie e fasciste persone che esprimono un giudizio diverso dal vostro o che criticano il vostro atteggiamento! Ma voi criticate, eccome… e allora? E non solo me e ro.bi. Un po’ di lucida e serena obiettività, prego! E come ci meritiamo d’essere trattati da voi? Ditelo chiaramente… così ci prepariamo alla difesa!!!

Comment from Anna
Time: 22 Novembre, 2008, 6:04 pm

Per Manola. Io mi lamento per i contenuti, non perchè qui si perde tempo. So bene che, come tu scrivi ,”La rete rappresenta una possibilità per navigare in una specie (perché no?) di ozio creativo.” Ma conosco bene il senso di “ozio creativo” ( Hai mai letto articoli o libri di Domenico De Masi?) e pure, assai bene, il concetto di OTIUM, data la mia attività lavorativa. Ma non condivido che una persona non possa partecipare a un blog se un argomento non è di suo interesse: potrà esprimere, no, il suo disinteresse o la sua critica riguardo a un tema? Tu affermi:”Se un argomento non interessa non basta non partecipare? Che senso ha protestare contro chi lo fa o per il numero di commenti?”
Ma volete scrivere solo voi? Ebbene… a voi qualsiasi spazio! Bisogna poi vedere fino a che punto il gestore del blog ve lo lascerà. Anna

Comment from erasmo
Time: 22 Novembre, 2008, 10:04 pm

Anna, ma basta col vittimismo ! Aiuto, ci aggrediscono, vogliono scrivere solo loro, cattivi !…ma per favore…non perdi occasione per ricordarci il tuo lavoro e quindi la tua autorevolezza….forse non è che te la tiri troppo ? Dovrei forse dirti cosa fo di mestiere per calmarti? Non ci penso nemmeno, tanto non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire…quanto a robi che finemente distribuisce il termine di imbecille all’ingrosso, ci certifica che destra e sinistra non esistono più, è tutto pari, etichette e via mistificando, vorrei solo far notare che quei baldi giovani di casa pound sono sempre stati, anche adesso, non 30 anni fa, leggere i loro siti, dalla parte di quelli che i libri in piazza li hanno bruciati sul serio, e non solo i libri…..il camion di spranghe e bastoni in Piazza Navona e quel che ne è seguito è di 15 giorni fa….inquietante, senz’altro…

Comment from Anna
Time: 23 Novembre, 2008, 10:20 am

Sono al corrente di tutti i fatti di Piazza Navona…e di altre città, non preoccuparti! Leggo i giornali, vado in piazza, sono nata e risiedo in una città con un’università famosa… conosco le dinamiche delle manifestazioni, e molto bene il mondo di scuola e università, compresi i nuovi movimenti studenteschi di sinistra e di destra, non forti comunque come anni fa. Non faccio vittimismo e, soprattutto, sono una persona di sinistra nelle idee e nel modo di essere. So cosa è “casa pound” ed io non ci metterei mai piede, non per convenzione ma per convinzione; ma se uno vuole recarvisi sono fatti suoi… non glielo si può impedire. Se si è democratici bisogna capirlo, no?
Aggiungo: E perchè conoscere quale mestiere fai tu dovrebbe calmarmi?

Comment from ro.bi
Time: 23 Novembre, 2008, 1:09 pm

Le spranghe contenute nei camion di sinistra non sono più leggere, nè meno dolorose di quelle custodite nei camion di destra. I teppisti che le agitano stanno sia a destra che a sinistra. Gli imbecilli che le giustificano stanno sia a destra che a sinistra. Ma una spranga è una spranga. E una persona che la usa è una persona che sceglie la violenza e la prevaricazione e abbandona il terreno del dibattito, del confronto, della polemica. I ragazzi che escono dal calduccio dei loro salotti di sinistra non sono molto diversi dai loro coetanei che escono dai loro salotti di destra.Oggi non c’è un oppressore feroce, armato e assassino da combattere e scacciare con la violenza come una cinquantina di anni fa. Oggi c’è un’oppressione suadente, condivisa, molto spesso ricercata e rassicurante che si può affrontare e (forse) battere solo sul terreno della cultura, la cultura di ogmi giorno, delle scelte i e delle responsabilità individuali…dei meriti individuali! I fatti di piazza Navona sono noti a tutti, ma non è questo il punto perchè a piazza Navona corrispondono centinaia di altre piazze con una situazione simmetrica e opposta. Io ho cinquant’anni e ho fatto il mio bel ‘77 ; dalla parte “giusta” direbbe qualcuno fra voi. Solo col tempo mi sono accorto che erano tutte e due la parte sbagliata. Forse è giusto, o quanto meno naturale, che un certo equilibrio sia uno dei pochi aspetti positivi chee vengono forniti dall’età che avanza inesorabile. Ma allora ritengo doveroso che questa consapevolezza venga messa al servizio dei più giovani, parlandoci al di là di barriere ideologiche che molto spesso rappresentano solo una giustificazione più colta della fede calcistica per comportamenti esagerati. Bisogna stanarli, ma non per sprangarli. Bisogna stanarli e raccontare loro cose, perchè la cultura cambia le persone che la incontrano, e le persone cambiano la società, a volte. A me spiace di aver usato parole pesanti e anche offensive, ma l’ho fatto con la rabbia della sincerità di sentimenti e idee consolidate nel tempo. Mi infastidisce la liturgia che prevede sempre un’etichetta negativa da appiccicare addosso agli altri, responsabili di nefandezze, mai in buona fede, mai nemmeno lontanamente nel giusto anche solo per un pochino. Oggi che il fascismo non c’è più, e non ci sono più nemmeno i più giovani che l’hanno vissuto, incontrare un “fascista” non è altro che incontrare una persona con dei bisogni, che probabilmente sono gli stessi di molti altri, me compreso, una persona che ha deciso di indicarli con l’etichetta più rabbiosa e “scorretta” , più trasgressiva ed eversiva possibile nel minestrone orrendo del”siamo tutti di sinistra”. Tutto qui. Prole che raccontano di uomini non inquadrati possono essere illuminanti. Anna, sono curioso: MA CHE LAVORO FAI?

Comment from erasmo
Time: 23 Novembre, 2008, 7:41 pm

Anna, nessuno vuole impedire a nessuno di andare a casa pound. Cavoli di chi ci va. Ma, visto che pubblicamente, su di un blog che si chiama riaprire il fuoco - il blog di chi non sta nel coro, si magnifica questa decisione e si definisce in maniera neppure troppo larvata , ottusi e via insultando l’intelligenza di persone che hanno sempre sostenuto Stampa Alternativa, chi osa criticare tale decisione, visto che si può, si deve esprimere quel che si pensa o no?! Robi, sinceramente penso che mescoli troppe cose, alcune sicuramente condivisibili, altre meno, altre ancora decisamente inverosimili ( dove sono le centinaia di Piazza Navona di altro segno? )però, va bene, siamo decisamente in disaccordo,ma tutto qui. Credimi, nessuna liturgia, etichettatura, nè tantomeno, nessuna spranga. Ho la tua stessa età, è vero, col tempo si vedono altre sfumature. Ma, personalmente, credo che sui principi non si negozi, che cadere nell’indistinto fa solo il gioco di un regime oppressivo suadente,ma non meno pericoloso di quello invocato dai ragazzi di casa pound. Sono solo ragazzi? Lo erano anche quelli di Salò? Certo, peccato che se avessero vinto o se vincessero loro, ci scorderemmo anche questa libertà vigilata che ci permette di scontrarci oggi. Ciao.

Comment from Francesco
Time: 23 Novembre, 2008, 8:02 pm

Il fascismo, ora (1962)
di Pier Paolo Pasolini

“L’Italia sta marcendo in un benessere che è egoismo, stupidità, incultura, pettegolezzo, moralismo, coazione, conformismo: prestarsi in qualche modo a contribuire a questa marcescenza è, ora, il fascismo. Essere laici, liberali, non significa nulla, quando manca quella forza morale che riesca a vincere la tentazione di essere partecipi a un mondo che apparentemente funziona, con le sue leggi allettanti e crudeli. Non occorre essere forti per affrontare il fascismo nelle sue forme pazzesche e ridicole: occorre essere fortissimi per affrontare il fascismo come normalità, come codificazione, direi allegra, mondana, socialmente eletta, del fondo brutalmente egoista di una società.
[…]
Non esiste solo il potere che si esercita nelle decisioni, ma anche un potere meno visibile che consiste nel fatto che certe decisioni non sono neanche proposte, perché difficili da gestire o perché metterebbero in questione interessi molto stabili.

La grande differenza tra i valori proclamati e i valori reali della società, l’omologazione, fanno pensare veramente a una società totalitaria. Quello che importerà nel futuro sarà il comportamento della più grande forza mai conosciuta: la massa omologata dei consumatori, la stragrande maggioranza degli esseri umani, non più l’ingegno delle élites culturali o l’attività dei politici.

L’identikit di questo volto ancora bianco del nuovo Potere attribuisce vagamente ad esso dei tratti “moderati”, dovuti alla tolleranza e a una ideologia edonistica perfettamente autosufficiente; ma anche dei tratti feroci e sostanzialmente repressivi: la tolleranza è infatti falsa, perché in realtà nessun uomo ha mai dovuto essere tanto normale e conformista come il consumatore; e quanto all’edonismo, esso nasconde evidentemente una decisione a preordinare tutto con una spietatezza che la storia non ha mai conosciuto. Dunque questo nuovo Potere non ancora rappresentato da nessuno e dovuto a una «mutazione» della classe dominante, è in realtà - se proprio vogliamo conservare la vecchia terminologia - una forma “totale” di fascismo. Ma questo Potere ha anche “omologato” culturalmente l’Italia: si tratta dunque di un’omologazione repressiva, pur se ottenuta attraverso l’imposizione dell’edonismo e della joie de vivre.

Una visione apocalittica, certamente, la mia. Ma se accanto ad essa e all’angoscia che la produce, non vi fosse in me anche un elemento di ottimismo, il pensiero cioè che esiste la possibilità di lottare contro tutto questo, semplicemente non sarei qui, tra voi, a parlare”.

Comment from christian
Time: 24 Novembre, 2008, 4:02 pm

Caro Marcello,
solo un’osservazione… tu dici che non possiamo ergerci a giudici della liberta’ o meno di un giornale. Ma non per questo possiamo far finta di nulla di fronte alle menzogne e all’asservimento di un giornale come Libero, che tutto e’, meno che libero. Questa non e’ spocchia a casa mio, e’ coerenza, e liberta’ di scegliere se stare o meno dalla parte di chi campa solo grazie ai soldi e all’appoggio del potere costituito. Sarebbe cosi’ tanto anarchico essere “amici” di tutti questi signori?

Sia chiaro, Libero e’ un esempio perche’ l’hai citato tu, ma e’ un esempio perfetto per parlare di coerenza, di impegno, di obiettivi e di liberta’ di pensiero, appunto, liberta’ di pensare davvero a chi sono e cosa fanno tutti questi personaggi…

saluti,
Christian

Pingback from Kataweb.it - Blog - Lipperatura di Loredana Lipperini » Blog Archive » QUO VADIS?
Time: 1 Dicembre, 2008, 10:24 am

[…] Confesso di aver nutrito non poca diffidenza, in tempi recenti, nei confronti di Marcello Baraghini, editore di Stampa Alternativa: probabilmente sbaglio, ma la sensazione che mi suscitava anche nei tempi gloriosi non era ed è così lontana da quella che provo quando qualcuno (critico, scrittore, altro) rilascia dichiarazioni in apparenza controcorrente per provocare lo scandaletto e dunque rosicchiare una briciola di notoriet in più. Confermo il giudizio a proposito della vicenda “Baraghini-va-a-casa-Pound”, che mi è stata segnalata via mail da più persone e di cui potete trovare il riassunto qui, qui e qui. Ah, e qui la decisione finale (Baraghini-amareggiato-non-va-a-casa-Pound). In tutta onest , mi aspetto che la prossima tappa del personaggio sia l’Isola dei famosi. E non solo per questo episodio. Anche se gli scritti in rete sono faccenda volatile, è difficile dimenticare l’exploit del blog di Stampa Alternativa a proposito di Saviano, nel febbraio 2007: qui, per chi volesse rinfrescarsi la memoria. […]

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