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NON É IMPOSSIBILE FARCELA
E IO NE SONO LA PROVA

di Chiara Vitetta

 

Il commercio è una strana cosa, e il mercato, si sa, tende ad approfittare delle situazioni più disparate, succhiando il sangue di inconsapevoli individui che nel momento meno opportuno si trovano a collo scoperto. È così che in Italia sono sorte centinaia di case editrici, la maggior parte delle quali propone contratti con contributo da parte dell’autore. il famoso contributo, che io reputo uno di miei peggiori nemici, ha danneggiato il sistema. Tra le grandi case editrici che pubblicano libri inutili scritti da personaggi famosi e ignorano gli esordienti, e i piccoli editori truffaldini che approfittano di esordienti sprovveduti, la cultura italiana contemporanea, salvo rare eccezioni, scivola nel pozzo nero della mediocrità. Come salvarsi da tutto questo? Scrittori esordienti, non pagate! Se credete nel vostro valore, non avrete bisogno di scendere ad un tale compromesso: insistete, provate tutte le strade, ma non quella dell’editoria a pagamento. Se pagherete, non saprete mai se avete pubblicato per merito o per denaro, e in più rischierete con tutta probabilità di incappare in editori che una volta ottenuti i vostri soldi, non avranno più interesse per voi e il vostro libro finirà nel dimenticatoio, come il vostro nome nella mente dei dieci lettori che avrete ottenuto.

Non è impossibile farcela, ed io ne sono la prova. Dopo 5 anni di ricerche, 200 case editrici contattate, decine di contratti a pagamento non firmati, tante porte sbattute in faccia, ce l’ho fatta: il mio primo libro è stato pubblicato, e senza contributo. Adesso avete la prova che è possibile farcela senza mettere mano al portafogli. E anche se tutte le case editrici d’Italia vi dicessero no, con internet e il suo potere le possibilità sono molte: non ultima quella di utilizzare l’editoria elettronica. I lettori rappresentano la parte più importante del successo di un libro; arrivate a loro e sarete a cavallo.

Certo questo non è un mestiere con cui si fanno i soldi: è difficile arrivare ad essere conosciuti e a vendere molte copie, e non si ha mai la sicurezza di ottenere qualcosa in cambio delle fatiche. Se il vostro obiettivo è il denaro, cambiate mestiere! Certo, a me piacerebbe poter vivere scrivendo libri (attualmente ho un secondo lavoro che mi permette di vivere), ma il mio obiettivo non è il denaro, bensì la diffusione del libro e la comunicazione. E non mi interessa il parere di critici o grandi professori: mi interessa quello dei lettori. Voglio catturare la loro attenzione e coinvolgerli nelle storie che ho voglia di raccontare; voglio renderli partecipi dei pensieri e dei sentimenti dei personaggi dei miei libri, ed essere per gli aspiranti scrittori un modello da seguire. Tenete duro colleghi scrittori, diffidate di chi dà un prezzo al vostro talento e poi vi chiede di firmare l’assegno: lasciate che siano gli editori a pagare voi, e non il contrario! Ai lettori invece consiglio di stare attenti a cosa comprano: ogni libro-spazzatura venduto danneggia i bravi e onesti scrittori sconosciuti. Infine lascio voi tutti con un quesito interessante su cui riflettere: volete davvero che tra cento anni si parli della letteratura dei primi anni del 2000 citando come esempio rappresentativo Federico Moccia???

Comments

Comment from frank spada
Time: 8 Marzo, 2009, 8:37 am

“Dimmi che mi leggerai ancora” - Pagai il truccatore lasciandogli la mancia - sembrava assopita.

Comment from Luca Martini
Time: 8 Marzo, 2009, 9:16 am

beh, credo che questa sia una delle (spero tante) confortanti testimonianze che Ettore vorrà raccogliere su questo blog. Non pubblicare a pagamento è la prima cosa. Percorrete anche strade secondarie se necessario, quali concorsi e riviste, e mettetevi in luce. Se son libri stamperanno…

Pingback from I miei post sul web « Chimera
Time: 8 Marzo, 2009, 2:59 pm

[…] I miei post sul web […]

Comment from Luca Martini
Time: 8 Marzo, 2009, 4:49 pm

Dunque ce l’avresti fatta, carissima Chiara? Io te lo auguro di cuore, però un dubbio (e più di un dubbio, onestamente) mi sorge.
Guarda un po’ cosa dice sul sito la casa editrice che ha accettato di pubblicarti senza contributo, quella che hai scelto tra le duecento contattate in quanto resistente…:

“La nostra casa editrice, disponibile da sempre ad investire sui nuovi AUTORI, offre agli esordienti, la possibilità di realizzare la pubblicazione del propria opera proponendo una soluzione molto pratica ed economica:

- Stampa di 200 copie, (di cui 50 vanno all’autore), di un libro di 100 pagine circa, formato 14,5 x 21,00 circa con carta 80/115 grammi, copertina a colori rilegato in brossura, per un costo totale €. 590,00 circa. (Nel costo è compreso oltre che la stampa, anche la correzione delle bozze, la realizzazione della grafica di copertina, impaginazione, codice ISBN, distribuzione, ecc.).

Se il libro viene giudicato idoneo per la pubblicazione nelle collane della Casa Editrice, il Contributo a carico dell’Autore, sarà solo €. 395,00 la rimanenza sarà a carico delle Edizioni del Poggio. Per libri di più pagine calcolare quale contributo a carico dell’autore € 0,50 per ogni ulteriore pagina. Se il libro non rientra nelle collane potrà essere comunque pubblicato al costo intero di €. 590,00”

Ora, immagino che tu sarai il caso unico di scrittice pubblicata senza pagare perchè ti è stato riconosciuto il talento, lo so. Perdonami se mi sono permesso di dubitare….non è che per caso cercavi un po’ di pubblicità?
Niente di male in questo.
Certo però, chi predica bene poi….

Comment from Chiara Vitetta
Time: 9 Marzo, 2009, 10:56 am

Ciao Luca,
e grazie di aver impiegato parte del tuo tempo nella ricerca della conferma delle mie parole. Il dubbio è leggittimo, nel senso che non si deve credere a prescindere a tutto quello che le persone dicono; ma ti pare che sono così fessa da dire una balla del genere? So bene quello che c’è scritto sul sito della casa editrice! Io non so perché il mio editore non mi ha chiesto un cent, so solo che non l’ha fatto, che ha voluto darmi una possibilità, e che è una persona molto onesta e che ha a cuore i giovani esordienti. Io sono molto arrabbiata per la situazione attuale dell’editoria, e non mi vanto certo di aver pubblicato con una casa editrice che in linea di massima chiede l’odiato contributo, ma io non avrei mai pagato. Se avessi voluto pagare, perché avrei dovuto aspettare 5 anni? Avrei pubblicato immediatamente, e non perché sono brava, quanto perché pagando si pubblica qualunque cosa. Detto ciò, sei libero di credere ancora che volevo solo farmi pubblicità. Magari, un giorno, per dare uno schiaffo alla malafede di certa gente che non è riuscita a raggungere il traguardo su cui mi trovo, deciderò di rendere pubblico il contratto di edizione che ho firmato.

Comment from Luca Martini
Time: 9 Marzo, 2009, 3:12 pm

Carissima Chiara,

non è tanto questione di schiaffi, mi scuserai, ma il dubbio è legittimo.
Il sito parla chiaro: non ci sono alternative, per quell’editore si pubblica soltanto a pagamento.
Poi le eccezioni magari potranno anche esserci. Ma mettiti nei panni di noi visitatori del blog…io non ti conosco, tu parli di cinque anni, ma io che riscontri ho?
Credo sia molto importante fare chiarezza per non ingenerare dubbi ulteriori, non pensi?
Allora ce l’hai fatta, e brava Chiara! Complimenti!

Un saluto

Luca

Comment from Chiara Vitetta
Time: 9 Marzo, 2009, 3:54 pm

La chiarezza c’è, infatti ti ho spiegato senza alcun problema la situazione e capisco bene che possano esserci dei dubbi; dubbi ai quali peraltro rispondo senza difficoltà.
Certo che comunque per pensare che una persona dica una balla del genere sbandierandola su tutto il web bisogna essere proprio malpensanti! Ma va bene, posso anche capire che si vedano imbrogli dappertutto…

Comment from frank spada
Time: 9 Marzo, 2009, 4:43 pm

Lei? - “Mi accodo volentieri a un Martini secco, senza oliva, grazie!” - Per me latte e menta, - dice la donna smichiettando lo specchio che sta dietro il banco. Stanco di vedersela di fronte, o di lato (tanto fa lo stesso), questo le allunga uno schiaffo (il trucco c’è, ma non lo svelo, perchè il barman è un mio amico).

Comment from Luca Martini
Time: 10 Marzo, 2009, 7:50 am

Che ci vuoi fare? nessuno è perfetto cara Chiara….
Senti Frank, ma devi citare parti del tuo narrare ad ogni intervento? Non ti pare un po’ esagerato…?

Comment from Gian Andrea Rolla
Time: 10 Marzo, 2009, 12:56 pm

In attesa che l’editoria, come la cultura, siano solo popolari e pubbliche, almeno distinguere tra editori a pagamento e no, mi pare salutare. E siccome la salute é importante, é bene anche distinguere tra editori solo profit (es. : Berlusconi) e editori anche attenti alla cultura (es. : Baraghini).
Bravissima Chiara che da quanto capisco é riuscita a pubblicare a spese d’un editore a pagamento, chapeau ! e perché non crederle ? a me pare sincera.
Non dimentichiamo poi gli agenti letterari. Nei film americani sono utili, almeno alla storia che si racconta. E’ facile sceglierli, basta una ricerca su Internet o sulle pagine gialle e basta contattatare quelli che non chiedono niente prima dell’eventuale pubblicazione e pigliano solo la loro percentuale sugli anticipi che sanno negoziare e le vendite successive. Pagate solo le spese postali, il resto mai (letture, editing, consulenze di mercato ecc.) a meno che non siano quelle che vi interessano, per migliorarvi, come anch’io ho fatto. Dettaglio : di agenti cosi’, che condividono il rischio, ce ne sono tre. Come di editori nonsoloprofit. Pazienza, scrivere é un piacere o almeno conforta. Che intanto questo ci basti . E poi diventare ricchi e famosi puo’ stressare. Fare una malattia di una malattia, é volersi troppo male, no ? Certo, quando nella caverna il branco ci acclamava, eravamo felici, ma l’orso l’avevamo ammazzato noi, per questo ci acclamavano. Quindi, intanto, entriamo nella caverna e ammazziamo l’orso. E speriamo che Frank Spada mi risparmi.

Comment from Luca Martini
Time: 11 Marzo, 2009, 8:20 am

Hai ragione Gian Andrea, perchè dubitare? Siamo in una società che ci fa diventare ogni volta malpensanti e diffidenti…
Interessante il tuo discorso sulle agenzie letterarie, altro punto dolente del sistema, Visto che se ne parla, perchè non fai i nomi dei tre agenti letterari di cui parli? Penso sarebbe utile farlo sapere in giro.

Comment from frank spada
Time: 11 Marzo, 2009, 8:32 am

Calma, calma ragazzi. Sono certamente un fumatore (accanito) ma non possiedo altre armi. Quanto al ‘citare’, scopro che qualcuno si limita solo a leggere ‘parole’. E sullo sfondo? (basta un po’ d’ironia eh!). Buona giornata a tutti, in ogni caso - il fumo ucciderà, ma non così a distanza.

Comment from Chiara Vitetta
Time: 11 Marzo, 2009, 10:14 am

Ciao Gian Andrea,
menomale che la mia sincerità si vede, mi vedevo già a mostrare in giro il contratto!!! ;-)
Battute a parte, credo che dovremmo tutti ricordare che un editore è prima una persona, e come tale non vive il suo mestiere in modo rigido (e chi lo fa poi???) per cui a mio parere la cosa più importante è l’onestà. Un editore onesto è oro! Io non scenderei mai a certi compromessi: se non fossi capace di mantenere in vita una casa editrice senza chiedere contributi, chiuderei senza particolari patemi d’animo; ma non siamo tutti uguali. Devo aggiungere “Grazie al cielo”, perché questo editore è stato l’unico a non chiedermi soldi mentre tutti quelli che si spacciavano per “casa editrice che non chiede contributi” mi hanno chiesto migliaia di euro!
Per quanto riguarda le agenzie letterarie, mi pare che Gian Andrea abbia detto cose giuste dando ottime dritte. State bene attenti, seguite le sue direttive, perché ci sono squali in giro che prendono i soldi e poi propongono il vostro lavoro senza criteri differenziati e senza crederci granchè. In ogni caso, purché si sappia distinguere la fregatura dalla richiesta onesta, ogni strada può essere buona!!!
Buoan fortuna a tutti i colleghi esordienti, in particolare a chi è in cerca di editore!

Comment from Gian Andrea Rolla
Time: 11 Marzo, 2009, 8:23 pm

Per gli agenti letterari, posso dirvi di fare quello che ho fatto io per cercarmelo, andate su google.it scrivete “agenti letterari italiani” e cominciate a leggere i loro siti che tutto sommato sono trasparenti perché sanno quanto siamo disposti a spendere e indebitarci pur di diventare ricchi e famosi, poi li contattate. Vedrete che appunto sono molto pochi quelli che non vi chiedono soldi prima della pubblicazione e che vi cercano solo editori non a pagamento. “Tre” era per dire pochi, ma non sono molti più di tre. Al mio agente non so se garba una pubblicità, quindi grazie per la comprensione e buona ricerca !

Comment from Leila Mascano
Time: 3 Maggio, 2009, 8:41 pm

Gentile Luca Martini, mi chiedo se lei da ragazzino abbia mai costruito un aquilone. E’ un’operazione che richiede abilità e pazienza, ma quando l’aquilone è finito per chi l’ha fatto resterà quattro assicelle e un po’ di carta colorata fino al momento in cui si alzerà in volo. A chi verrebbe in mente di costruire un aquilone per tenerlo nel cassetto? Un libro è comunicazione, è fatto per incontrare il mondo, poco o molto che sia. Quanto mondo incontrerà in un cassetto? Ecco dunque il desiderio di pubblicare: il che, come mi scrisse un editore di testi scientifici, cui avevo mandato il mio “libro” per errore, è solo questione di fortuna, mentre il saper scrivere è questione di talento. C’è chi di talento ne ha avuto tanto, ma non si è visto pubblicare, come Tomasi di Lampedusa, che morì con l’amarezza di vedere per anni il suo Gattopardo respinto; e Nabokov credo abbia aspettato se non sbaglio una quindicina d’anni per Lolita. Moccia, Melissa P. li metterei fra i fenomi di costume, o le operazioni di marketing ben riuscite: il prodotto giusto al momento giusto, e tutti sappiamo che momento è questo, tutti noi che amiamo la scrittura, e che crediamo nel lume della ragione, o meglio ancora in ragione e sentimento.
Quanto alla faccenda di pagare per vedersi pubblicare quei pochi che hanno il coraggio di ammetterlo sappiano d’essere in ottima compagnia: l’hanno fatto Moravia, Flaubert e una delle Bronte ( metteteci la dieresi ). E’ un’operazione commerciale, più che un fatto di moralità. Non dovrebbero andare così le cose, purtroppo, ma questo vale per quasi tutte le cose di questo mondo.

Comment from Roberto
Time: 7 Maggio, 2009, 2:55 pm

Ciao Chiara,
innanzitutto complimenti per il tuo libro, ma ho visitato il sito dell’editore e ho visto che bisogna pagare almeno 395 euro (certo con 50 copie incluse) tu hai avuto un contratto così o proprio senza sborsare nulla?

Comment from Chiara Vitetta
Time: 6 Giugno, 2009, 3:24 pm

Salve a tutti,
intanto mi scuso per il ritardo e spero mi perdonerete! :-)
Mi è piaciuto molto il discorso di Leila a proposito degli aquiloni e dei sogni, e concordo con l’idea che libri come quelli di Moccia e Melissa P. siano operazioni commerciali.
La fortuna ci vuole, senza dubbio, però credo che sia solo una piccola parte del complesso di elementi che compongono una pubblicazione seria.
Seria non perché la casa editrice è grande, ma perché il libro è valido! Talento, passione, fatica, lavoro, testardaggine, una certa dose di presunzione, e molto altro: ecco come si arriva alla realizzazione di un sogno.

Roberto, la “Edizioni del Poggio” non pubblica sempre senza contributo né sempre con contributo: opera con entrambe le modalità, in base ai casi. Io non ho sborsato un centesimo. :-)
Adesso comincio anche a guadagnarci qualcosa. Lo considero un grande traguardo.

Se volete leggere il mio libro e vedere con i vostri occhi se è valido oppure no, potete anche ordinarlo direttamente a me.
Per farlo contattatemi qui: webmaster@chiaravitetta.com

Ciao a tutti! :-)

Comment from Bruno Vartuli
Time: 6 Gennaio, 2011, 12:56 am

Clara! La tua filosofia di non pagare mai un soldo pe publicare un libro e’ una buona idea ma quando uno si trova nel mondo di essere frustrato bisogna trovare una via di scampo. Pagando qual cosa e vedere il tuo libro stampato anche s’e’ una vendita misera la rabbia va fuori del tuo sistema. Comunque, Io vivo in Australia mi sai dire a chi io potessi fidarmi di mandare il mio manuscritto?
Grazie tanto.

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