PERCHÉ NO?
Leggo che da quando un appassionato libraio inglese, Richard Booth, ha fondato nel 1961 la prima “book town” a Hay-on-Wye, tra le montagne del Galles (www.hay-on-wye.co.uk), l’iniziativa è stata presa come esempio nel resto del mondo. E dagli Stati Uniti, al Giappone, è nato un circuito di villaggi del riciclo dei libri, tutti rigorosamente di seconda mano – titoli fuori catalogo, o edizioni rare, in grado di stuzzicare il gusto di ogni età. Molte di queste “book town” sono specializzate in poesia, o favole, o dedicate a gialli e polizieschi, come la Murder & Mayhem, una delle 30 librerie di Hay-on-Wye, il villaggio dove al 44 di Lion Street c’è la libreria del fondatore Booth. Ma anche in Belgio, a Redu (www.redu-villagedulivre.be), o in Svizzera, a St. Pierre de Clages (www.village-du-livre.ch), i fine settimana scorrono tra incontri di lettura, appuntamenti con gli scrittori. A Fontenoy-la Joute (www.fontenoy-la-joute.com) in Francia, “la book town” si distingue dalle altre: qui, i bambini dai 5 anni in su, possono anche imparare a fabbricare la carta, a stamparla e a rilegare un volume. Insomma, se un libro è bello da leggere lo è anche perché si toccano le pagine, si sente l’odore, si scopre ciò che sta dietro le parole, naturalmente se il lettore è un curioso accorto.
E in Italia? So di qualche sagra, di qualche mercatino dell’antiquariato del pattume, o forse non ne so abbastanza. Sarebbe bello che queste “cose” arrivassero anche alle orecchie dell’onorevole ministra Brambilla, visto che di borghi, o paesi caratterizzati dalla storia, tradizioni, costumi e enogastronomia, da trasformare in “book town” dove il numero dei volumi sarebbe senz’altro superiore a quello degli abitanti, in Italia ce ne sono a centinaia - luoghi più belli che nel resto del mondo – altro che sale da gioco negli hotel!
Ma siccome in Italia gli scrittori sono superiori al numero dei lettori, ecco PERCHÈ NO!
Frank Spada
Posted: Novembre 11th, 2009 under Generico.
Comments: 21
Comments
Comment from Francesco Pomponio
Time: 11 Novembre, 2009, 6:50 pm
Mi hai dato un’idea, grazie.
Stavo cercando qualcosa del genere per rivitalizzare il paese dove vivo
ciao
Comment from nadia
Time: 11 Novembre, 2009, 8:23 pm
In Italia, per promuovere la lettura, la Presidenza del Consiglio dei Ministri (dipartimento per l’informazione e l’editoria) ha promosso una Campagna informativa che non sto qui a descrivere perchè basta vederla qui:
http://www.governo.it/GovernoInforma/Multimedia/dettaglio.asp?d=47623
In America lo spot mandato in onda è ambientato in una ferrovia. I bambini guardano un tabellone che riporta titoli di romanzi fantasy e scelgono così per dove partire. Una volta nel vagone, aprono il loro libro. In tutto lo spot c’è un bambino nascosto che osserva, indeciso. Poi corre verso un treno in partenza.
Già, perchè leggere è un viaggio. Non un passaparola…
Mi piacerebbe andare in una di quelle fiere che ha descritto Frank… soprattutto in quella in cui il libro viene stampato e rilegato…
Comment from Carla
Time: 12 Novembre, 2009, 7:42 am
Anche a me piacerebbe andare in quella book town dove stampano pure la carta ![]()
E realizzarlo in Italia sarebbe fantastico. ma la maggiorparte degli amministratori qui è sensibile solo al calcio, alle veline e alle iniziative nazional popolari: appena gli proponi qualche cosa di veramente importante a livello culturale fanno orecchie da mercante. Occorre trovare qualche raro amministratore illuminato oppure uno sponsor per realizzare una struttura privata. Nella nostra città c’è un bellissimo palazzo in stile liberty che fino a pocoo tempo fa ospitava dei circoli culturali. Ora è chiuaso per mancanza di fondi. sarebbe una book town fantastica!!!! Mi sa che elaboro un progetto… hai visto mai?
Frank, la Brambilla è solo chiacchiere e disperato bisogno di dimostrare al mondo che possiede due lunghe gambe!
Comment from Carla
Time: 12 Novembre, 2009, 7:45 am
Ovviamente intendevo che il nostro palazzo liberty sarebbe una SORTA di book town, non essendo un villaggio. Ma già cominciare così….
Comment from frank spada
Time: 12 Novembre, 2009, 7:30 pm
Un amico, un libraio d’altri tempi - proprietario di una libreria “storica” a Udine (tre generazioni tre di una famiglia in mezzo ai libri) - mi ha segnalato che anche in Italia c’è una “book town”, a Montereggio di Murazzo (Pontremoli), paese natale dei suoi nonni materni.
Allargando l’orizzonte invito M. Baraghini e E. Bianciardi a promuovere “Riaprire Fuoco” nel mondo nazionalpolitico, presso parlamentari non faccendieri e ovunque situati, per predisporre un’interpellanza/interrogazione indirizzata alla ministra Brambilla, perchè faccia sua, e si tenga pure il merito, l’”idea” che potrebbe realizzarsi partendo proprio da qui - da questo blog fuori dal coro - per agevolare/ri-dirigere parte dei finanziamenti degli Enti locali, e di qualsiasi grado, che da anni vengono elargiti agli agriturismo/bed and breakfast, ecc., ridefinendone caratteristiche, e specificità anche enogastronomicheletteralospitali, utili al turismo interno. L’occasione? I px appuntamenti per le elezioni regionali, dove i politici andranno a caccia di voti!
Comment from silvia maestrelli
Time: 13 Novembre, 2009, 2:13 pm
Carissimo Frank, una bellissima segnalazione! hai anticipato un mio desiderio….sotto Natale, se ci riusciamo, avrai notizie di Villa Petriolo…novella book farm!
)
a presto, un saluto caro
silvia
Comment from Carla
Time: 13 Novembre, 2009, 5:59 pm
Book farm? Bellissima idea! Silvia tienici aggiornati!!!!
Per il resto, sondo il terreno dalle mie parti…
Comment from nadia
Time: 13 Novembre, 2009, 7:29 pm
Cercherò su Internet la strada per Montereggio di Murazzo, imposterò il navigatore e un bel giretto non me lo leverà nessuno
)
Grazie Frank per la segnalazione
Comment from Leila Mascano
Time: 13 Novembre, 2009, 9:30 pm
Veramente una cosa bellissima, un’iniziativa utile, piacevole ed intelligente!
Comment from frank spada
Time: 15 Novembre, 2009, 7:21 pm
Veramente una sorpresa! Un salto indietro, solo di un mese, e mi ricordo qualche nome: ivan, gianira, mata hari, la donna cannone, chiara vitetta, emiliano sabbadello, luca e altri: TUTTI SPARITI!
Vuoi vedere che appena il post verrà aggiornato… “tutta zuppa, tutta zuppa… ” - urlava Gurdulù nel Visconte Innominato (se ricordo bene, o male ché tanto fa lo stesso - ritorneranno a dir la loro tuffandosi nel pentolone a bocca aperta per… vabbé! Sarà per un’altra volta cari amici di Riaprire il Fuoco.
Comment from Leila Mascano
Time: 15 Novembre, 2009, 11:03 pm
Penso che nella gente ci sia tanta voglia di cultura, di avvicinarsi ad un mondo, quello della letteratura, da cui si sentono ingiustamente esclusi. Per capirlo basta vedere la folla che fa la fila alle varie mostre e fiere dei libri, in qualunque modo le si voglia chiamare. Un’iniziativa come quella proposta da Frank Spada avrebbe certamente un grande successo. Penso che , travolta dal mare di volgarità che ovunque le viene ammannito ( volgarità e menzogna, volgarità e violenza, volgarità e scandalo ) la gente comune abbia bisogno di ritrovare le vere proporzioni della realtà riscoprendo innanzitutto il piacere del pensiero, della conoscenza, dell’evasione creativa. La differenza tra uno spettatore e un lettore è che quest’ultimo non subisce passivamente, ma crea. I bambini, abituati a ricevere pronte e visibili quelle immagini che la loro fantasia non è abituata ad elaborare, sempre più saranno lettori distratti e poco appassionati ed il loro mondo anteriore ne risulterà impoverito, con grande svantaggio per se stessi e per tutti. Ricordate il fil di Truffault Frarenheit 451, tratto dal romanzo di Bradbury? E se non fossero i libri ad andare in fumo, ma una buona fetta di potenziali lettori persi perché i libri per loro restano parole stampate, incapaci di vestirsi di colori, d’immagini, di movimento? Sogno un percorso ideale tra la lettura dell’infanzia, con gli animatori, i lettori , perfino i burattini che “leggono ” brani dei libri, li interpretano, interagiscono con i bambini…laboratori di scrittura per grandi e piccoli, concorsi per immaginare finali diversi per libri famosi, giochi tra pubblico e attori che prevedano al termine delle letture qualche divertissement che ha per tema la storia da cui sono tratti i brani letti…spezzoni di film e capitoli di libri da cui sono state tratte. E poi un posto dove si scambino libri, li si commentino, il tutto in un’atmosfera gioiosa e pochissimo “incartata”, in tanto mare di carta…ed annegar m’è dolce…
Comment from nadia
Time: 16 Novembre, 2009, 4:13 pm
Condivido ciò che dice la signora Leila, tanto che ho anche provato ad organizzare nella mia città, qui in Lombardia, eventi letterari.
A parte la difficoltà nel trovare locali adatti e disponibili ad accoglierti, a parte i costi che spesso chiedono per accoglierti, a parte i numerosi rifiuti che ti senti dare da biblioteche o librerie, a parte il dover essere per forza di cose un’associazione culturale registrata perchè un singolo dovrebbe pagare di più (qualora trovasse il luogo disposto all’accoglienza), a parte che chi fa qualcosa vuole un tornaconto economico personale, a parte le difficoltà nella pubblicizzazione dell’evento, a parte tutto questo e molto altro che non mi sovviene al momento… spesso l’evento organizzato è deserto. Che si tratti di presentazioni di libri, di merende letterarie, di letture di Halloween o di carnevale… per bambini, per adulti, per uomini, per donne, per single… Non vedo tutto questo interesse anche legando l’evento ad un buffet ad esempio.
In questo periodo vanno molto di moda gli incontri con i filosofi e le cene con delitto. Eventi spesso costosi ma che rispondono ad una parvenza di sapere e di cultura.
Forse è proprio qui il mio errore… non faccio pagare l’ingresso…
Comment from Gian-Andrea Rolla
Time: 17 Novembre, 2009, 1:44 pm
Come tanti emigranti, nelle rare e frettolose occasioni di rientro in Patria, lo spaesamento é sempre più forte. Hai voglia di leggere quotidiani italiani online e di scambiare mails con amici o di seguire i blogs, lo spaesamento la vince sempre. Non c’é comunicazione globale che tenga, gli umani esseri rimangono sempre un pistillo avanti e ti sorprendono. E tra le sorprese maggiori c’é il rapporto sempre peggiore degli italiani con il libro. Pare che la maggioranza dei pur pochi lettori italiani basi l’acquisto sul titolo e la copertina (non la quarta di copertina, proprio la copertina, tant’é che anche case editrici alternative si tengono il diritto di imporre titolo e copertina all’autore, che invece dovrebbe deciderseli lui perché fanno parte dell’opera sua, per poi un secondo dopo rinunciare al diritto d’autore, certo, nel momento in cui il libro é pubblicato vuol dire che é pubblico, di tutti, per questo approfitto per rilanciare la nazionalizzazione dell’editoria, ma un secondo prima giù le mani dall’opera, perché la fatica, anche di copiare gli altri, la si fa da soli). Ora, la proposta di Frank Spada e le altre idee che hanno seguito vanno bene se nascono spontanee, come un diritto dimenticato, il diritto alla cultura popolare, benissimo vanno, ma se invece devono essere sottoposte alla lenta graticola degli assessori alla cultura o al traffico o ai lavori pubblici o all’urbanistica (a seconda che serva una strada o un palazzo o un quartiere) allora il rischio é che si snaturi. Infatti, gli esempi che fa Frank (e io potrei farvi quello della Mauritania, book country, per via degli antichi manoscritti arabi raccolti nei pellegrinaggi in cammello alla Mecca via Sahara) nascono tutti da individui, da famiglie, da gruppi, quindi attenzione e vigilanza, compagni, quando entrate in Comune, Provincia o Regione, parola di ex consigliere comunale. Regolato il rapporto con l’istituzione, quello con il popolo che deve reimparare a scegliere un libro verrà dopo e sarà lento. Per esempio, nei nostri book town si potrebbero proporre libri senza titolo e senza copertina e senza il nome dell’autore. Uno prima di comprarlo dovrà pur leggere qualche riga e anche se lascerà il libro dov’é, qualcosa avrà letto, libero dagli inganni del consumismo e dalla mondanità editoriali, vi pare poco ?
Comment from nadia
Time: 18 Novembre, 2009, 1:08 am
Leggero un libro “in bianco”… caspiterina. Idea belllissima con tre elle
Comunque, nell’elenco mio degli “a parte”, avrei dovuto anche aggiungere i Comuni, gli assessori alla cultura ecc. Mai interpellati proprio perchè non potevo certo restare ad attendere i loro tempi. Anche solo per il patrocinio una volta attendemmo sei mesi. E meno male che ci eravamo mossi per tempo…
Un libro senza titolo, senza copertina… troppo bella come idea.
Comment from frank spada
Time: 18 Novembre, 2009, 11:53 am
Gian Andrea Rolla! Me l’aspettavo, infatti non era elencato tra quelli che… forse quel tizio altolocato era solo dimezzato, in ogni caso non rimarco quanto lei dice circa le case editrici, anche alternative, e sulle imposizioni imposte all’autore.
Per ora… poco tempo fa ho letto un libro con la copertina tutta nera - “Hitler era innocente” - senza titolo, nome dell’autore e casa editrice - un buon libro - nonostante l’editore in questione sia autore del libro stesso.
Passo agli auguri di ogni bene alla sua vita di emigrante, e penso ai tesori letterari, anche personali, che porterà in Patria al suo ritorno.
Comment from Carla
Time: 18 Novembre, 2009, 6:30 pm
Concordo con voi tutti e ho poco da aggiungere, tranne che - legando il commento di Nadia a quello di Rolla - purtroppo spesso per trovare spazi non a pagamento in cui realizzare piccoli e grandi progetti l’unica risprsa è rivolgersi alle amministrazioni perchè di mecenate privati oggigiorno ce ne sono pochi assai!
Comment from Francesco Pomponio
Time: 18 Novembre, 2009, 11:06 pm
Per quanto mi riguarda noto che la gente è interessata e compra i libri senza problemi. Sono pochi, ma sono pochi anche quelli che comprano e ascoltano la musica classica, e nessuno si scandalizza. Se sono pochi peggio per gli altri. Non sanno che si perdono.
Leggere dev’essere un piacere, e a volte è questo l’errore. Si presentano in incontri organizzati più o meno bene, dei testi indigeribili ad un pubblico più vasto dei propri amici. Non dico che si arrivi a leggere l’Ulisse, ma quasi.
Non sarebbe il caso di smetterla con lo snobismo del “io sono colto perché leggo cose che tu non capirai mai” e rispettare anche quelli che leggono i libri di Moccia?
Io ho cominciato leggendo libri che oggi non mi piacerebbero, ma allora quelli ero in grado di capire ed è grazie a quei libracci che poi sono stato in grado di leggere anche cose più “raffinate”.
Ma, tanto per restare nel paragone con la musica, non criticherei chi ascolta la Primavera di Vivaldi e si annoia con Wagner, forse un giorno piacerà anche a lui. ( a me annoia anche oggi, in realtà)
Insomma, ritengo che il problema non esista, chi vuole leggere legge e chi non vuole che faccia altre cose. E smettiamola di stracciarci le vesti perché in Italia si legge poco La colpa non è del “regime” della TV o di chi dovrebbe controllare l’editoria. No, la colpa è del fatto che non ci sono più molti bravi scrittori, o se ci sono nessuno se li fila perché non sono figli di papà oppure, guarda un po’, pretendono di scriverseli da soli i libri e rifiutano di metterli in mano ad editor anonimi che pretendono di sapere come e perché si scrive un libro, e quali parti togliere o aggiungere per far sì che il pubblico lo compri.
Ma la gente non è scema e quindi legge quello che gli pare.
Per fortuna.
F.
Comment from frank spada
Time: 19 Novembre, 2009, 9:46 am
Spigolando tra i commenti arrischio la mia buona fede. Ieri, dal libraio di cui sopra, guarda caso ho trovato in bella vista a 1 euro un libricino - una quarantina di paginette, eh, mica il solito incipit promozionale gratuito dei best-sellers dei potentati editoriali - leggo fino in fondo: Bambini, spegnete la televisione e giocate a Orti insorti!
Provo a cercarlo in altre librerie: non sanno nulla. Ritorno dal mio amico e gli ri-confermo che di librai come lui in città non c’è sono.
Quest’anno, a Natale, metteremo in tavola un “gioco dell’oca” e assieme ai nipotini diventeremo tutti ortolani.
Off topic botanico? Mica tanto.
Comment from emiliano sabadello
Time: 25 Novembre, 2009, 12:40 pm
caro frank, oltre alla vita digitale esiste anche quella fisica e quella non sempre è lineare come scrivere commenti su un blog
Comment from emiliano sabadello
Time: 25 Novembre, 2009, 12:48 pm
Una chiosa per Francesco sul passaggio dal leggere libri di Moccia a libri diversi. Tu ti sei evoluto nella lettura non grazie ai libri che adesso non leggeresti, ma grazie alla tua curiosità. Io sono sempre stato convinto, e ogni giorno che passa lo sono di più, che se chi entra in libreria e chiede l’ultimo dello scrittore ‘di moda’ di turno senza neanche darsi uno sguardo intorno, non passerà mai a leggere libri diversi. Io ricordo i primi libri che comprai e che poi lessi: It, Il giovane Holden e altri, tutti libri che hanno fatto cassa, eccome se l’hanno fatta, ma che non erano stati concepiti secondo l’idea dominante nella società e soprattutto non erano stati costruiti a tavolino per intortare quanta più gente possibile.
Ciao
Comment from Francesco Pomponio
Time: 26 Novembre, 2009, 2:12 pm
Fra l’atro ho sentito alla radio la mattina molto presto Vittorio Schiraldi (per chi sa chi è) mettere Stephen King fra i libri spazzatura.
Io mi riprometto di scrivergli, appena ho un momento, l’indirizzo, dato da lui in trasmissione, è vittorio@schiraldi.it (o com, non mi ricordo)
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