DA QUALCHE PARTE DEL TEMPO
di Leila Mascano
In una strada chiamata Tragara
-sera d’estate piena di profumi -
portavi una bambina, addormentata, in braccio.
Ti fermasti un momento
-il tempo di togliere la penna dalla giacca-
perché la guancia non le si segnasse.
Chissà se lei aprì gli occhi
o forse sentì solo il gesto.
Sai qualche volta mi chiedo
se quella bambina ti manca
-il tenero peso, i suoi riccioli,
la gamba piena di graffi
che dondola al tuo passo
le palpebre chiuse
dietro le quali scorrono i sogni.
Sai qualche volta mi chiedo
se il tempo ce lo siamo inventato noi.
La tua giacca di tela,
l’odore di tabacco,
la cullante certezza del tuo passo
-noi tornavamo a casa.
Nel sogno la strada
si srotolava infinita…
e noi per sempre insieme…
Noi. Quel tempo che venne poi.
Noi così avari di tenerezza
troppo spesso nemici
noi terribili giudici
…dimmi,ti manca quella bambina?
Dimmi, ora che tu lo sai,
se il tempo ce lo siamo inventato noi.
Trent’anni di passi perduti
per ritrovare il suono di altri passi
la sera profumata, la strada di Tragara,
le nostre ombre
che in qualche sera d’estate
tu e io, avari di tenerezza,
dai lati opposti del tempo
contempliamo ancora.
Dimmi, ti manca quella bambina?
Posted: Dicembre 7th, 2009 under Generico.
Comments: 20
Comments
Comment from Ettore Bianciardi
Time: 7 Dicembre, 2009, 11:20 am
Francesco Pomponio ci propone questa poesia di Leila Mascano, che a lui piace molto.
Anche a me piace molto.
A voi?
Comment from frank spada
Time: 7 Dicembre, 2009, 3:35 pm
Si intessono relazioni (bene) - in questo caso mettono in luce una poesia che conoscevo già (apprezzata complimentandomi direttamente con l’autrice).
Quella volta dissi di sì, che quella “bambina” mi mancava molto (ora… più d’allora! Ma non so dire perchè).
Comment from Francesco Pomponio
Time: 7 Dicembre, 2009, 5:22 pm
Questo blog potrebbe diventare quello che una volta erano i caffè letterari, e considerato visto che comunque non ci saremmo mai incontrati, la cosa non è male.
Può darsi che un giorno ci incontreremo pure, chissà…
f.
Comment from nadia
Time: 7 Dicembre, 2009, 6:57 pm
Condivido la bellezza della poesia. Mi ha fatto pensare che
sono stata figlia (e quindi portata in braccio, almeno credo) e sono madre (e quindi ho portato in braccio). Ho concluso che mi manca di più la bimba che sta crescendo che non quella cresciuta.
Comment from Gian-Andrea Rolla
Time: 7 Dicembre, 2009, 8:54 pm
Mi manca moltissimo, ma non era una bambina, erano due bambini, dovrei vederli presto, ma rimarranno poco, troppo poco. E assomigliano sempre meno a quei due bambini e sempre più a me, tempo maledetto.
Comment from Leila Mascano
Time: 7 Dicembre, 2009, 9:49 pm
Ho provato una grande emozione nel trovare qui la mia poesia. La scrissi poco dopo la morte di mio padre, col quale avevo avuto un rapporto estremamente conflittuale. Di tutte le nostre discussioni, di tutte le incomprensioni che c’erano state non rimaneva niente. Solo un’acuta nostalgia per la cullante certezza di quel passo che mi riportava a casa. Vi ringrazio per avere ospitato questi versi.
Comment from Mita
Time: 8 Dicembre, 2009, 12:04 am
Che bella questa poesia!!! Ci sono dei momenti magici nella vita. La felicità ci svolazza intorno all’improvviso. Magari spettinata, coi vestiti sgualciti e dei sandaletti da poco. Va sempre di fretta. Non vediamo l’ora che ricapiti dalle nostre parti. La perfetta felicità, lasciarsi portare leggeri, la vita davanti, addirittura ad occhi chiusi, pieni di fiducia. E nel silenzio, al buio, poter vedere l’essenza delle cose. Neanche il segno passeggero dell’orma della penna a turbare i sogni di sua figlia, e pensando a questo anni di incomprensione spariscono. Mi viene in mente un bambino che sorride da una foto scattata trent’anni prima, appoggiato ad un tamburo. Ha gli stessi occhi ridenti che avrà sua figlia. Immagino un bambino di ottant’anni con gli stessi occhi vivaci sotto le folte sopracciglia dall’altra parte del tempo che sorride a sua figlia, fiero come sanno essere i padri. Sua figlia è una vera scrittrice e lui, così severo nei suoi giudizi, sorride perché lo ha sempre saputo.
Comment from Francesco Pomponio
Time: 8 Dicembre, 2009, 11:04 am
Un consiglio dal cuore.
Riconciliatevi subito con le persone care.
Domani potrebbe essere troppo tardi.
E non perché è Natale.
Lo fate per voi, non per loro.
ciao
f.
Comment from frank spada
Time: 8 Dicembre, 2009, 5:57 pm
La riconciliazione va cercata tra gli amanti (procedura alquanto pericolosa per uno dei due se riveste anche i panni di un coniuge a sua volta amante di qualcun’altro/a), tra mogli e mariti, tra i parenti, a volte anche anche tra un padre, o una madre e i figli, ma tra gli amici (quelli veri) tutto è in discussione, fuorché l’amore, fino a quando è così tardi che… buio, e fuori piove da tre giorni, scriverò questa storia prima di Natale.
Comment from La Donna Cannone
Time: 8 Dicembre, 2009, 8:13 pm
Chamata a raccolta, rispondo
Non frequento la poesia né la metrica.
Appena appena ora sto iniziando a giocare con gli Haiku Propongo dunque un parere di profana.
A me pare un po’ melensa.
La ripetizione di cantilena mi sembra che annacqui la potenza espressiva.
Mi sembra si giochi un po’ troppo facilmente con un’immagine evocativa il cui significato originario è noto solo a chi ha scritto; noi che leggiamo, ci specchiamo ognuno in uno stagno diverso. Non sono sicura che ciò si possa identificare con un ‘’valore universale'’. Chi mi smentisce?
Vorrei sapere di metrica per capire cosa sia la poesia e
che cos’è questa. Ma magari è una buona occasione qui per razzolare delle informazioni fugaci?
Grazie, saluti
DC
Comment from Dino Licci
Time: 9 Dicembre, 2009, 8:59 am
Si, il tempo ce lo siamo inventato noi, cara Leila! Ma fuori dagli spazi angusti dei nostri limiti sensoriali, nell’infinito bagliore dei nostri sentimenti più puri, ciò che resta eterno ed imperituro, al di fuori dello spazio e del tempo, è quest’amore purissimo che tu hai magistralmente fissato nei tuoi versi, che ci pervadono tutti di un’inebriante poesia.
Comment from frank spada
Time: 9 Dicembre, 2009, 9:24 am
Ecco Francesco, Gurdulù che corre giù dai monti del trentino, urlando ancora: “Tutta zuppa, tutta zuppa…” (Perché no? - 15/11/09 - 7:21 pm), rotolandosi dietro un cannone, e le palle che le diradano le chiome (Il panno rosso - 08/12/09 - 8, pm) - pentolone vuoto/orecchie sorde/ cerume a un dito Gurdulù si succhia l’appetito.
La cosa non è male? Altroché, Pomponio, se lo è!
Comment from Francesco Pomponio
Time: 10 Dicembre, 2009, 12:09 am
eh????
Comment from nadia
Time: 10 Dicembre, 2009, 2:08 am
Essere capaci di dire semplicemente se una poesia è bella o è brutta a seconda delle emozioni che da e non della metrica o della rima baciata perfetta, credo non sia cosa così difficile.
Il ridurre e l’analizzare ogni espressione creativa per porla in un quadratino specifico di appartenenza è cosa da professori. Il godere di profonde parole senza troppi perchè, facendo silenzio per ascoltarne l’eco che provocano dentro, è cosa da esperti, ma non di poesia, bensì di sentimenti.
Rispettare senza fare chiasso infine, è cosa da persone educate.
Comment from Gian-Andrea Rolla
Time: 10 Dicembre, 2009, 9:27 am
Cara Donna Cannone, non si tratta di smentirla, si tratta di liberarla. Non le viene il dubbio di stare in gabbia ? e dalla gabbia di essere impedita alla comprensione ? se del “Panno rosso” di Frank Spada ne tira che non capisce un passaggio perché Frank sbaglia e mette “gli” al posto di “le” e se di questa poesia non coglie il valore universale del dolore che narra per colpa d’una cantilena o di un’immagine evocativa, il suo serio problema, suo e di tutti gli apparati e salotti accademici dell’universo mondo, é che per voi la forma é sostanza, mentre più ragionevolmente la forma é forma e la sostanza é sostanza o, se vuole, la forma é un mezzo e la sostanza il fine e se la sostanza abbandona la forma ma ci tocca l’anima, viva la non forma che la sostanza ha scelto al posto della forma ! sempre che la bellezza di una cantilena o il nitore di un’immagine e di un ricordo siano non forma … o “gli” al posto di “le” più che un errore d’italiano sia un errore dell’italiano di aver voluto imporre una distinzione linguistica sui sessi quando di persone si tratta e il sesso della persona non serve a farci capire di chi si tratta se si fa lo sforzo di seguire il filo del discorso, la sostanza del discorso… é l’italiano che é sbagliato, e l’italiano di Frank fa giustizia, il mio solo vendetta.
Su, coraggio, esca dalla gabbia della forma e ci raggiunga in volo, siamo tanto vicini, potrebbe raggiungerci in un battito d’ali, se solo volesse volare. Il cielo che abbiamo davanti é tanto bello.
Comment from Emiliano Sabadello
Time: 10 Dicembre, 2009, 12:42 pm
Mi piace l’idea del caffè letterario e mi piace anche la poesia, con le sue inversioni. Di più, non dico. E.
Comment from frank spada
Time: 10 Dicembre, 2009, 12:56 pm
??? “Ecco, (dimenticai la virgola, quindi la sostanza) Francesco, Gurdulù che… ”
Ma quanto precisini siete? Con voi non avrò certo vita facile, ma l’amicizia sì!
E ora, tornati alla Mascano, che si fa? A una signora il baciamano, direi. Siamo d’accordo?
Un saluto a Gian-Andrea Rolla - a chi è proprio lontano dalla neve del Trentino - e ai suoi ragazzi in arrivo!
Comment from La Donna Cannone
Time: 15 Dicembre, 2009, 7:50 am
Gentile Gian-Andrea Rolla
buon giorno. Mi scuso per il ritardo di questa risposta e la ringrazio per la Sua domanda. Può darsi che la grammatica sia una gabbia - ma a me pare così evidente in questo caso che fra le sbarre è rimasto fermo chi non l’ha usata correttamente, non chi non ha capito per via di un errore grammaticale. Perché di errore o svista si tratta. Non di afflato creativo, non di scambio voluto. Non ci credo.
Poi, possiamo metterci volentieri a dibattere di creatività e grammatica creativa. (Anzi Le dirò, appena ho tempo voglio vedere il saggio di Eco sulla creatività, ché l’ho appena scoperto (!) e son curiosa).
Ma, come per il jazz, e la musica, e la pittura - e molte altre arti combinatorie - credo che al 90% si ottengano eccellenze e nuove creazioni solo possedendo la conoscenza delle note, dello strumento, dell’alfabeto. Una piccola percentuale, è geniale senza conoscenze rigorose.
Nel mezzo - casualità, errore. Sbadataggine. Tentativi goffi.
Non estro, né genio, né fantasia.
Ripeto, non mi pare il caso qui, di altro che di errore.
Non mi tratti come un vigile a cui implora di togliere la multa…
Chiudo con una nota moralista? Chiudo con una nota moralista.
Con tanto finto sapere in giro, che è spesso solo fugace superficialità, facciamo lo sforzetto di studiare una disciplina, amarla, sudarci su, e poi, semmai, piegarla al nostro ego?
Il cielo è molto bello e mi piace volare, nonostante - si sa - la Donna Cannone sia corpulenta; rimane una grossa sognatrice, e volatrice.
Il cielo dell’Alto Adige è più blu, lo sa?
Buona giornata!
DC
Comment from Gaetano Urbani
Time: 17 Dicembre, 2009, 5:57 pm
Mi piacciono molto le immagini che sa evocare questa poesia anche se quelle ripetizioni non le trovo molto scorrevoli.
Nel totale è comunque un bel leggere
Gae
Comment from silvana
Time: 29 Dicembre, 2009, 9:15 pm
Bella….bellissima poesia che ci fa ricordare o meglio….sentire quella bambina che è dentro di noi sempre….quella donna che col tempo siamo diventate.
Questa poesia è molto sincera, piena di nostalgia di quella bimba….di quella donna che nn morirà mai in noi, perchè siamo figlie, amanti….mamme, ma sempre…..donne
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