IL LIBRO ELETTRONICO

In jeans e scarpe da tennis, il leggendario Steve Jobs ha presentato l’ultimo nato di casa Apple, l’ iPad, una via di mezzo tra un portatile ed un iPhone. Tra le caratteristiche più importanti del nuovo prodotto, quella di essere usato come lettore di libri elettronici.
La cosa viene ribadita quando nella presentazione Jobs dichiara la netta superiorità del suo prodotto con quello che attualmente è il più venduto tra i lettori elettronici di libri in USA, ovvero il Kindle della Amazon.
Insomma sembra che di là dall’Oceano Atlantico gli editori abbiano già scommesso sul fatto che i libri da qui in poi si leggeranno anche su supporto elettronico ed il cartaceo tenderà, più o meno lentamente, a scomparire. Anche i giornali sono già disponibili in formato elettronico: con Kindle ci si può abbonare direttamente a vari giornali, compreso il nostro Corriere della Sera (ma solo dagli USA e non dall’Italia!), e molte grosse testate hanno già annunciato il loro prossimo abbandono della vecchia carta e del vecchio inchiostro.
E in Italia? Non se ne parla neanche! Il libro elettronico sembra non solo non interessare, ma addirittura infastidire la stragrande maggioranza dei lettori, i quali restano ancorati, anche un po’ feticisticamente, alla tradizione della carta.
Ora io credo che alla fine anche in Italia il libro elettronico prenderà piede. E questo perché c’è una legge storica, più volte dimostrata, che dice che qualunque cosa ha successo in America, lo avrà anche in Italia, magari in ritardo, ma inevitabilmente.
Quindi prepariamoci.
Ma a voi il libro elettronico piace o non piace? E perché?
Posted: Gennaio 29th, 2010 under Generico.
Comments: 20
Comments
Pingback from Riaprire il fuoco » IL LIBRO ELETTRONICO | Libri
Time: 29 Gennaio, 2010, 12:02 pm
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Comment from Francesco Pomponio
Time: 29 Gennaio, 2010, 1:50 pm
A me piace, non so ancora come potrà essere venduto e sicuramente la copia illegale sarà facilitata al massimo, come con la musica. A meno che non costi talmente poco da dissuadere dal copiarselo. Ma ho visto degli ebook su Amazon a 18 dollari. A questo punto mi compro il libro di carta, che non si cancella, non può essere cancellato dall’editore se gli gira (è successo) e non si scarica sul più bello.
E sicuramente durerà più di me e potrò lasciarlo ai posteri, con gli ebook che gli lascio? unDVD di file???
Sono parzialmente contrario agli e-book e temo che gli editori stiano facendo lo stesso errore fatto quando si pubblicizzava la videochiamata, che non interessa a nessuno.
Il target giusto, secondo me, per gli è book è la manualistica.
Immagino modelli personalizzati per le diverse categorie professionali, Avvocati, medici, informatici, ingegneri, ecc.. che potranno avere tutta la documentazione necessaria per il loro lavoro in un solo supporto comodo da consultare. Ho acquistato proprio ieri tutti i codici delle leggi per soli 20 euro e li ho installati su un ipod touch. Ma andavano bene anche su iphone.
QUesto è l’utilizzo che ritengo giusto per gli ebook.
Ma probabilmente dovranno buttare al vento qualche milione di euro in pubblicità, prima di capirlo.
Per i romanzi meglio la carta, ancora per molto tempo.
Francesco
Comment from frank spada
Time: 29 Gennaio, 2010, 7:35 pm
Oggi vado di fretta, condivido, in tutto, il commento di Francesco Pomponio.
Comment from enrico mattioli
Time: 30 Gennaio, 2010, 12:33 pm
Mi viene da pensare: la resa dei conti, visto che Ettore (gli va dato atto) è uno dei primi in Italia a promuovere l’e-book. Questo va reso, a imperitura memoria…
A parte tutto, io sono per il libro, l’essenza. Le ferite, le cicatrici a cui facevo riferimento nel post precedente (Perchè ti piace leggere?), possono essere inferte con qualunque mezzo. Credo che sia un fatto legato all’abitudine. Chissà, magari anche il Padreterno avrebbe oggi consegnato a Mosè un lettore anzichè le tavole… avrebbe lo stesso effetto?
A voi, la sentenza ardua.
Credo che una cosa non escluda l’altra, magari, l’elettronica potrà fungere da propulsore. Se ti piace elettronico, poi quel romanzo te lo prendi anche su carta. O magari sarà una scusa per quelli che non hanno mai amato leggere… “ah mi ricordo quando i libri uscivano su carta!”. Ci siamo abituati, no?
Saluti.
Comment from Ettore Bianciardi
Time: 30 Gennaio, 2010, 5:00 pm
Secondo me si discute la forma, cartacea o elettronica, ma si dimentica la sostanza, e cioè: il libro elettronico ci permetterà di leggere meglio e di più?
Per me la risposta è senz’altro sì. D’altronde, già nel 1945 Vannevar Bush si rendeva conto che ormai ai suoi tempi la quantità di documenti di testo prodotti era tale che non si poteva più pensare di leggerli tutti sopra dei fogli di carta e occorreva trovare un sistema che non solo riducesse gli ingombri degli archivi, ma permettesse di confrontare i documenti tra loro. Postulava quindi l’ipertesto, in un mondo che non conosceva ancora il transistor.
Ragioniamo: se si potesse avere, in forma elettronica, qualunque romanzo scritto, sia da Dan Brown o da Enrico Mattioli (Enrico è un esempio!) a 1 euro sul proprio ebook, voi quanti romanzi comprereste al mese? Uno? Dieci? Cinquanta? Più o meno di quelli che comprate su carta a 20 euro circa l’uno?.
Ora è vero che gli editori fanno i furbi e ti propinano l’elettronico soo col 10% di sconto, ma siamo noi a dovergli far cambiare strategia.
Fin o a quando l’ebook reader ce l’ho solo io (Kindle) in Italia quelli possono sparare i prezzi che vogliono, ma se cominciamo ad avercelo in tanti quelli hanno due possibilità: abbassare drammaticamente i prezzi e guadagnare dalla quantità o accettare l’inevitabile pirateria.
Insomma o ci becchiamo questa editoria così come è e non ci lamentiamo più che Mondadori non ne vuol sapere di pubblicare il nostro librazzo o ci muoviamo per cambiarla, l’editoria. Ma per cambiarla bisogna accettare anche noi qualche cambiamentino, e mica stare lì a piangere sul profumo dell’inchiostro che non sentiremo più! Annuseremo le rose, i gigli e i giacinti che sono meglio della carta e costano pure meno.
Comment from Francesco Pomponio
Time: 30 Gennaio, 2010, 7:10 pm
Probabilmente lo comprerò l’ipad, ma non subito, e non prevalentemente per leggerci i libri, ma per tutte le altre cose che può fare.
Poi, se cominceranno ad esserci libri in italiano ad un prezzo ragionevole, non dico un euro, ma neanche 20!
come i prezzi delle applicazioni per iphone, più o meno.
Vediamo che succederà,
ciao
Comment from la Donna Cannone
Time: 30 Gennaio, 2010, 8:35 pm
Non so. Essendo una discreta smanettona, penso che prima o poi ci metterò su le grinfie, ma la cosa al momento non mi alletta particolarmente, perché per me quel che fa la differenza, oltre allo schermo - che mi stanca molto di più gli occhi - è il contatto _erotico_ con il libro di carta.
La sua consistenza, il poterlo sottolineare, scarabocchiare, sbatterlo giù dal letto quando crollo dal sonno, piangerci su e imbrattarne le pagine col mascara…
(sarà che sotto sotto - ma sotto sotto sotto - sono una vecchia romanticona?)
Saluti
DC
Comment from enrico mattioli
Time: 30 Gennaio, 2010, 10:30 pm
Sicuro Ettore. Io mi riferivo solo al fatto che un romanzo può restare una cagata che sia elettronico o su carta. Non è il mezzo usato a decretarne il valore. Per chi scrive cambia nulla, deve solo continuare a scrivere. Chi legge, sì, cambia il suo modo, l’approccio. Probabile che avrà occasione di valutare maggiori pubblicazioni e magari, constatare che è vero che in troppi scrivono.
Io spero che tra quei “troppi”, ci sia anche lo spazio per nuovi scribacchini amatoriali, che le spese di produzione di un libro scendano al punto che per un editore non sia più un azzardo scovare quei “troppi” e, infine, che l’elettronica spazzi via l’editoria a pagamento (perchè a quel punto che vuoi pagare?), ma provo anche la medesima sensazione riguardo alle cure per le malattie terminali: c’è sempre qualcuno al quale non giova la soluzione.
Case editrici come i gruppi farmaceutici? Di certo, è un’editoria tumorale.
Saluti.
Comment from la Donna Cannone
Time: 31 Gennaio, 2010, 10:34 am
Ammazza! (è il caso di dirlo…) Un’editoria tumorale? Pesante.
Però interessante come concetto. Mi sembra una visione un tantino catastrofica.
Azzardo una previsione - credo che resterà un giocattolo abbastanza elitario, come lo shopping online di abbigliamento, rispetto all’andamento statunitense di queste abitudini, per dirne uno.
C’è tuttora una fetta sostanziosa di popolazione che non ha dimestichezza con la tecnologia e/o che preferisce il corpo a corpo con carta e penna.
A dipingere uno scenario haldouxiano, potrei immaginare nuove generazioni incapaci di reggere una biro, programmate anzi per avere un ipad innestato al posto delle mani, collegato ai neuroni e alle corde vocali.
Comodo, no?
Buona domenica, vado a arrabattarmi sul nuovo incipit
DC
Comment from la Donna Cannone
Time: 31 Gennaio, 2010, 10:38 am
haldouxiano: intendevo alla Aldous Huxley
Comment from enrico mattioli
Time: 31 Gennaio, 2010, 1:35 pm
be, sì, dai, oh, come diavolo vuoi chiamarla un’editoria sovvenzionata dai fondi statali (mi riferisco anche alle testate giornalistiche, eh!), che scaturisce in una corsa a fondare testate (basta guardare l’archivio della trasmissione Report, per fare un esempio, digitate e collegatevi, che c’è da ridere) per accaparrarsi la grana, o editori che chiedono contributi agli autori per via delle stampe, dei servizi di revisione testi, della promozione… insomma, o è un cartello stile colombiano oppure è tumorale. Aggiungici l’appoggio della tv che promuove qualunque libro di un tizio purchè non abbia mai letto nè scritto un biglietto d’auguri, però protagonista delle più aerofagiche trasmissioni in digitale, che il panorama è riassunto.
Ribadisco che se l’elettronica spazzerà via tutto questo (inviterei Ettore a ribadire quel veccio concetto sulla materialità e l’indotto che si creano intorno a un’opera su carta), sarà l’inizio di un’era.
Saluti
Comment from johnny doe
Time: 31 Gennaio, 2010, 4:09 pm
Non avrà successo,come già le precedenti esperienze.Leggere elettronicamente è scomodo e visivamente non appagante,specie per i libri.Inoltre manca il contatto con l’oggetto che già si è rivelato importante per i quotidiani a pagamento e che ha pure una valenza psicologica accertata.Ci sarà sempre una quota che lo useranno,ma da qui al successo è un’altra cosa.Non è più così scontato che tutto ciò che viene dagli usa debba avere un successo (duraturo) anche in Italia,vedi Microsoft-Vista,una bufala.
Le novità tecnologiche vere e rivoluzionarie sono altre e non questi palliativi.La prossima sarà il pc vocali,tanto per fare un esempio.
Quello che manca davvero a iPad, tuttavia, è uno scopo preciso. Non fa il telefono, la connessione 3G è presente (ci sono offerte interessanti per gli USA, per l’Europa occorrerà attendere la primavera) ma non serve a quello scopo. Non è un computer, sebbene Apple abbia presentato una nuova release di iWork fatta apposta per il suo tablet e un dock completo di tastiera (alternativa a quella touch sullo schermo): montando lo stesso OS di iPhone rimane “relegato” nella categoria degli smartphone, con tutti i pregi e le limitazioni che questo impone. Ci si può scordare il multitasking, ci si può dimenticare il Finder di Mac OSX: niente cartelle dentro cui archiviare documenti, iPad è una specie di via di mezzo tra iPhone e iPod Touch e dunque un device fondamentalmente “chiuso”.
Non si sa inoltre quali libri saranno disponibili.Insomma,una novità,ma nulla di magico e rivoluzionario,come annunciato.
Comment from frank spada
Time: 31 Gennaio, 2010, 7:22 pm
Capisco la voracità di chi vuol leggere, anche a tavola, pranzando, o a cena, e di chi può fare colazione in casa, ma siete tutti così giovani da non considerare il “tempo”, di dovervi impensierire perché dovreste alzarvi prima del previso, in là con gli anni eh, lasciando… ? Non fiori ma opere di bene.
Comment from la Donna Cannone
Time: 31 Gennaio, 2010, 7:50 pm
Grazie per questo parere tecnico, che mi fa sentire in imbarazzo per le mie considerazioni ‘’a pelle'’.
Capendone solo metà dei tecnicismi qui esposti, mi dovrei rivolgere a un altro tecnico per farmi spiegare e per poi chiedere un altro parere di confronto.
Son curiosa di vedere questa storia come va a finire…
8equi affamati
DC
Comment from Ettore Bianciardi
Time: 31 Gennaio, 2010, 8:15 pm
Johnny Doe,
guarda però che i nuovi ebook reader hanno un qualità visiva che è quella identica del libro a stampa. Voglio dire che i caratteri sono neri su fondo bianco, come sulla pagina di un libro e la qualità è altissima. Tieni conto che non hanno uno schermo come quello dei computer, che affatica la vista e dopo un po’ non ci si fa più a guardarlo. Hanno un vero e proprio electronic ink, cioè una serie di palline, per metà bianche e per metà nere che formano il carattere, belle stabili, come appunto l’inchiostro.
Manca il contatto con l’oggetto, dici, ma quale oggetto, la carta? Quello sì, ma c’è il contatto con la macchinetta, non è più o meno la stessa cosa? La carta non ha in sè nessun elemento che la identifica col testo se non la lunga, millenaria tradizione, il computer invece potrebbe avere dei legami più razionali: il fatto che il testo è contenuto dentro, è modificabile, formatatbile a piacere e così via.
Io non ho detto che tutto quello che viene dagli USA è buono, ho detto che noi ingoiamo tutto lo stesso, buono o cattivo che sia, in ritardo e senza nemmeno sfruttare i loro errori: Vista ne è un esempio, sto scrivendo con esso, non riesco a mettere un altro sistema operativo.
(Mi dirai usa Linux e allora ti rispondo che è più semplice la migrazione da libro di carta a libro elettronico, che da windows a linux, almeno per me che ho provato e ho rinunciato.)
Ma quello che mi sconcerta è il fatto che nessuno voglia provare, in Italia, e quello che mi fa rabbia è che sono sicuro che quando in America la maggioranza deciderà che non si stampa più su carta, in Italia lo ingoieremo, senza maqi averlo provato e senza avere opinioni precise al riguardo, e tutti si affretteranno a battergli le mani.
Vedrai se non va a finire così!
In quindici anni a New York hanno tradsformato un quartiere, il Dumbo, da teatro di regolamenti di conti mafiosi a quartiere cool di artisti e modelle. Nella città in cui vivo abbiamo passato lo steso tempo a discutere se un tipo di tram poteva andare bene o no. Non lo abbiamo ancora deciso. Capisci perché guardo cosa succede in America? Perché qua tanto non succede più nulla!
Comunque uno dei miei problemi è trovare spazio fisico per i libri, non ne ho più, non ho soldi per comprarmi una casa più grande e non so dove mettere i libri nella vecchia. Chi legge più di me come fa? Ho pensato di cominciare a cacciar via quelli meno belli. Ma se mi sbaglio, poi come rimedio?
Il libro elettronico almeno mi risolverebbe questo problemino mica da niente .
Comment from johnny doe
Time: 31 Gennaio, 2010, 9:10 pm
Ettore Bianciardi,
Comincio dalle seconda parte del tuo commento.
Che non si voglia provarlo,al di là del suo esito commerciale,è certamente negativo,come pure l’immobilismo nostrano in tutte le questioni che tu denunci.Ma qui entreremmo in un discorso lungo che non è qui il caso di fare.
Lo spazio ,per chi ha molti libri,è un problema,ma non risolvibile con ipad.La qualità dei libri che troveresti su ipad non è nemmeno lontanamente paragonabile a quello che hai in biblioteca;saranno solo ovviamente titoli arcinoti, letti e straletti.Non parliamo poi della saggistica!Si potrebbe risolvere il problema digitalizzando tutto,ma si farebbe in tempo a morire.L’unica è fare come hai fatto tu (e pure io) : eliminare tutto quello non fondamentale,non avendo altra possibilità di spazio.
Io ne ho quasi diecimila,da tutte le parti della casa,e li sto riducendo a settemila.
Pur con tutte le migliorie tecno,nessun e-book può essere di più comoda lettura di un libro stampato (e a questo tipo di oggetto riferisco la tattilità).Al limite,lo vedo valido solo per brevi testi,articoli,editoriali e per brevi periodi di tempo-lettura.
Molte iniziative d’oltreoceano non trovano grande accoglienza in europa,dove la vita ha un ritmo ed uno stile diverso,e viceversa.Diversi esempi,in vari campi,lo dimostrano.Non è che ci toccherà ingoiare tutto,specie in modo DURATURO,cioè al di là della moda del momento.
Vista,per esempio,è un passo indietro o comunque inutile rispetto a XP, e si sta già pensando di sostituirlo a breve con un nuovo sistema operativo.E’ stato un flop per lo zio Bill,nonostante il tam tam propagandistico di molte riviste di settore.Al tempo ebbi una garbata polemica con Microsoft,e i dati di vendita han dato torto a loro.
Infine,rinnovo ancora le considerazioni tecniche su ipad fatte nel precedente commento.
Non vorrei fare un tipo di polemica simile a quella che Federico di Montefeltro fece contro il libro a stampa (tra l’altro sbagliata) e passare per contrario all’innovazione.Tutt’altro,a patto che sia una innovazione sostanziale,di provata utilità e che abbia pure un futuro.
Staremo a vedere.
Comment from la Donna Cannone
Time: 31 Gennaio, 2010, 9:55 pm
ah be’, decisamente il problemino dello spazio non è da poco.
Io avevo smesso per alcuni anni, di comprare libri. Ho cercato di addomesticarmi al servizio bibliotecario, ma non ci riesco.
Capisco la perplessità di fronte al mondo che va avanti e noi andiamo all’indietro, anche se più spesso guardo al nord Europa anziché all’America (e a dire il vero, ultimamente in materia di leggi ci dà la paglia anche il fantastico Portogallo. Dove sto meditando di comprare casa).
Ciao,
DC
Comment from la Donna Cannone
Time: 1 Febbraio, 2010, 10:26 am
Segnalo, dal(l’autorevole) Guardian:
http://www.guardian.co.uk/commentisfree/2010/feb/01/ipad-therefore-iwant-why-idunno
Comment from Leila Mascano
Time: 7 Febbraio, 2010, 11:10 pm
Ci sono libri che ho inseguito per anni in quella certa edizione, e quando li ho trovati, se li ho trovati, ho provato un piacere indescrivibile, guastato solo dal pensiero di avere comunque una copia dell’ “originale” perduto, smarrito o ( debolezza degli anni più verdi ) prestato. Ammetto di avere un’adorazione per l’oggetto libro, di cui noto la carta, i caratteri, rilegatura. Risi fino alle lacrime leggendo su un vocabolario la definizione di seno qual oggetto utile e dilettoso, ma è questa esilarante definizione che mi viene in mente per il libro. Insomma, anni fa si presero alcuni scimmiotti orfanelli e li si attaccarono ai biberon, innestati per così dire su sagome di mammescimmie di paglia. Questi scimmiotti vennero su scorbutici e di cattivo carattere, e a pari quantità di latte ingerito più magrucci e patitelli dei loro piccoli compagni che si nutrivano al seno materno. Così io, suggendo cultura o svago dal mio biberon elettronico, per la frustrazione di non trovare l’amato profumo della carta e la sua piacevolezza al tatto credo che peggiorerei alquanto il mio carattere. So che la mia destinazione naturale è il Museo Pigorini, nella sezione dedicata ai nostri progenitori. Sarà che probabilmente sono una scimmia anche io? Non lo escludo, ma voglio essere una scimmia felice, mentre mi nutro, per così dire, e chiedo al seno, pardon al libro, una piccola tregua dalla desolazione del mondo.
Comment from johnny doe
Time: 11 Febbraio, 2010, 10:58 pm
Non male l’ultima frase,anche considerando che le vere scimmie potremmo davvero essere noi.Qualcuno l’ha anche esplicitamente detto : uomo,scimmia di Dio.
Quanto al libro elettronico,per un amatore, potrebbe essere come la riproduzione in cartolina della Gioconda
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