IO SONO CONTENTA
Racconto la mia esperienza con statale 11, molto diversa da quelle lette qui sopra.
Ho mandato il mio scritto, dopo circa un mese mi hanno contattato via mail dicendomi di chiamarli, cosa che ho fatto. Mi hanno spiegato quello che volevano fare e mi hanno proposto di ricevere il contratto. Durante la telefonata mi hanno anche detto che c’era un contributo da versare. Ho chiesto di poter vedere la scheda di lettura del mio libro e mi è stata inviata insieme al contratto.
Ho ricevuto il tutto, ho letto con attenzione, la scheda di lettura era realistica e sinceramente non troppo lusinghiera. C’era scritto che il testo aveva delle potenzialità ma andava rivisto in alcune parti.
Ho chiamato per avere delle informazioni e mi hanno invitata in sede da loro. Fortunatamente abito a due ore di strada dalla loro sede e sono potuta andare a conoscere le persone.
Durante l’incontro sono stati molto realistici: non mi hanno promesso vendite milionarie, non mi hanno detto che ho scritto un capolavoro, mi hanno semplicemente detto che la via dello scrittore è dura e che farcela è ancora più dura. Mi sono sembrate persone serie. E, sinceramente, lo sono!!
Ho firmato il contratto, il testo è stato revisionato, ci siamo scontrati a lungo sulla copertina (io volevo una cosa che avevo in testa, loro non ci sentivano e sono dovuta tornare in sede per chiarire la cosa. Alla fine abbiamo trovato un compromesso), e il libro è stato stampato.
Ho già organizzato due presentazioni e loro mi hanno fornito i volantini e gli inviti, e le copie sono presenti in una cartolibreria del mio paese (c’è solo quella) e in due librerie in città. Inoltre alcuni amici hanno ordinato il libro in 4/5 punti d’italia e il libro è arrivato sempre (anche se qualche volta c’è voluto un pò di tempo, statale 11 mi ha detto che dipende dalle librerie).
La mia esperienza, insomma, è positiva. Sono contenta del lavoro svolto da loro. Forse mi aspettavo un pò più di elasticità sulla copertina ma alla fine il tutto mi piace.
Lullaby
Posted: Febbraio 14th, 2010 under Generico.
Comments: 33
Comments
Comment from Francesco Pomponio
Time: 15 Febbraio, 2010, 5:27 am
complimenti! finalmente qualcuno soddisfatto. Lo dico senza ironia.
Vorrei solo chiederei: perché l’hai fatto?
Se pensi sinceramente che il tuo libro non sia granchè (se ho capito bene) se ha dovuto revisionarlo qualcun altro, se sei solo “contenta”, mi chiedo qual è la motivazione che spinge a pubblicare?
Non sto criticando, anche io ho pagato per pubblicare il mio libro, ma io, forse immodestamente, ritengo che sia un libro molto bello e se mi avessero “imposto” di revisionarlo avrei detto loro di farsi revisionare il cervello.
Il libro è stato pubblicato come l’ho scritto io, nel bene e nel male, e ho scelto pure la copertina.
Non capisco, ti chiedono soldi per stampare e vogliono anche far finta di fare gli editori?
E qui torno alla mia domanda iniziale.
Se non ritieni il tuo libro un capolavoro, che butti a fare dei soldi per farlo stampare? E’ possibile che la voglia di vedere il proprio nome stampato e di essere il protagonista di presentazioni fra parenti e amici annoiati sia così forte?
Credo che bisognerebbe avere più rispettobper quello che si scrive e non consentire a nessuno di metterci le mani al posto nostro.
Correzione di bozze si, riscrittura (o editing, come va di moda oggi) no.
Comunque, se ci dici il titolo del libro sarei curioso di leggerlo.
Ma se sarà bello dovrai dividere i complimenti con chi l’ha revisionato per te. (per quello che possono valere i miei complimenti).
Spero di essere riuscito a spiegarmi, non critico chi paga perché non trova un altro modo per far conoscere il suo scritto, ritengo soltanto che non bisogna farlo solo per sè stessi e a tutti i costi. A volte vista troppo.
Non ti sei scelta la copertina, ti hanno manomesso il libro, li paghi, e sei pure contenta?
in caro saluto,
Francesco
Comment from Francesco Pomponio
Time: 15 Febbraio, 2010, 5:31 am
questo correttore automatico fa un po’ troppo come gli pare.
la frase “a volte vista troppo” doveva essere “a volte costa troppo”
ciao
Comment from matelda
Time: 15 Febbraio, 2010, 11:41 am
Chiedo , a Lullaby, se mi è permesso, in quanto consiste il contributo da lei versato. Inoltre mi chiedo e le chiedo se vale la pena pubblicare un libro che non risulta un granchè, che viene rimaneggiato da “presunti” editors, ecc ecc… ma contenta lei!
Comment from frank spada
Time: 15 Febbraio, 2010, 11:57 am
Come come… correttore automatico? E io che leggo e rileggo le mie bozze, mi faccio l’auto-editing, che quando scrivo la mia firma sotto “visto si stampi” , il testo, a meno di qualche refuso di battuta, è lo stesso, e le copertine gliele invio io con l’approvazione dell’editore… ma Francesco, amico mio, potevi dirlo prima!
Comment from frank spada
Time: 15 Febbraio, 2010, 12:07 pm
la
, scagliata là, va spostata in fondo - refuso grave, che potrebbe farmi fraintendere, talché, poi, direste come sempre che sono criptico - ma và?
Comment from Francesco Pomponio
Time: 15 Febbraio, 2010, 3:28 pm
È stato il correttore dell’iPhone, ed erano le cinque di mattina ![]()
quel cornuto cambia le parole se non gli piacciono, uffa!
per i miei scritti disattivo qualsiasi correzione, voglio sbagliare da solo…
ciao
Comment from la Donna Cannone
Time: 15 Febbraio, 2010, 5:13 pm
Buona sera a tutt*
Domandine:
1) perché dell’editore di cui si parla bene si fa il nome (in questo post) e di quello che si dileggia (post precedente), il nome si tace?
2) Sir Pomponio, perché tutto questo astio nei confronti degli editor? Mi viene in mente il caso ormai trito di Carver, il cui successo pare dipenda in gran parte dalle ‘’manomissioni'’ dei copy editor.
Non le pare che un po’ di umiltà lastrichi la strada della conoscenza? (da che pulpito, mi dirà… ;-p )
A me non pare che Madame Lullaby sia così negativa sul frutto delle proprie fatiche scrittorie.
E comunque, non eravamo d’accordo di smettere di chiederci perchè si scrive e si pubblica, ma di goderne e basta?
Agiati ossequi
DC
Comment from Francesco Pomponio
Time: 15 Febbraio, 2010, 10:10 pm
Gentile DC: non è astio, ognuno fa il suo onesto lavoro e se gli editor esistono vuol dire che a qualcuno sono utili.
Il fatto è che non mi sembrano giuste due cose:
Che uno scrittore faccia vanto della sua bravura, e a volte venda migliaia di copie nonostante il libro non sia tutto farina del suo sacco.
la seconda cosa è che ritengo sarebbe giusto che nello spazio di copertina riservato agli autori ci fosse anche il nome di chi ha reso quel libro leggibile e a volte ne ha decretato il successo.
Come nei titoli di coda e nella notte degli oscar c’è anche il nome di chi ha fatto il montaggio del film.
E ricordo, se a qualcuno interessa, che Charles Schulz faceva da sè anche l’inchiostratura dei fumetti dei Peanuts, e non credo non potesse permettersi qualcuno che lo facesse per lui.
E’ una questione di amor proprio e di professionalità. se ti piace e tieni a ciò che fai, vuoi farlo dall’inizio alla fine.
Altrimenti diventi uno scrittore professionista, che scrive il più possibile perché deve sfornare un libro all’anno. Sei una fabbrica non un artista.
E secondo F. Pomponio (che sarei io) Uno scrittore professionista è un grande artista fallito.
E riguardo l’umiltà. credo che sia una virtù sopravvalutata.
Sono umile per tutte le cose che non so fare e sono tante. ma chiedo, ascolto, imparo (spero), ma non vedo perché dovrei essere umile per qualcosa che mi riesce bene. Poi tutti i gusti sono gusti e non si può piacere a tutti. Ma io non pubblicherei mai una cosa che già in partenza ritengo mediocre, neanche se mi pagassero.
E chi vuole credere ci creda. Non ho aspettato tutti questi anni per cominciare adesso a leccare piedi o altro.
E giuro che non è presunzione, è che mi interessa fino ad un certo punto vedere il mio nome stampato su qualcosa che non ho scritto io.
E poi, cara DC, lei lo sa meglio di me che di solito la modestia e l’umiltà sono false
E mi piacerebbe godere delle cose scritte dagli altri, infatti ho anche chiesto come si intitolava il libro, ma non mi pare di avere avuto risposta.
Sto attualmente leggendo diverse cose scritte da autori purtroppo sconosciuti al grande pubblico, e devo dire che in Italia ci sono ancora buoni, se non grandi, scrittori. Andateveli a cercare. Uno fu consigliato da Lei in queste pagine.
Ma probabilmente neanche a lui interessa molto pubblicare, visto che neanche risponde quando un editore lo interpella (non un editore a pagamento).
O forse aspetta solo Mondadori, Garzanti e così via…
Forse allora ha ragione Lei che un po’ di umiltà a volte ci vorrebbe…
un caro saluto
Francesco
Comment from frank spada
Time: 16 Febbraio, 2010, 11:20 am
Umiltà? “Con quella misura che l’uomo misura se medesimo, misura le sue cose.” - Dante. A., Convivio, I, 11. - Modestia onesta, quando la curiosità di chi cerca trova.
Comment from claudia
Time: 16 Febbraio, 2010, 3:54 pm
Ciao Lullaby,
ankio come te sono stata contattata da Gruppo Meridio(Statale 11)x la pubblicazione del mio primo libro,Visto ke tu hai gia’ collaborato con loro,volevo sapere se e’ una casa editrice seria,visto ke per la pubblicazione bisogna cmq pagare un contributo e se dopo la pubblicazione continuano a seguirti e mantengono quello ke hanno promesso,Se puoi rispondermi al piu’ presto visto ke fra 2 gg devo firmare il contratto,Grazie x l’aiuto.Claudia
Comment from Francesco Pomponio
Time: 16 Febbraio, 2010, 6:40 pm
Ve bene che si chiama Lullaby, ma mica si sarà addormentata davvero…?
Comment from frank spada
Time: 17 Febbraio, 2010, 8:44 am
Caro francesco, perché ogni tanto non metti un occhio in un cannocchiale a rovescio, forse sveglieremo anche altri
Comment from lullaby
Time: 17 Febbraio, 2010, 10:23 am
Non mi ero accorta che avessero spostato questo mio intervento qui.
Rispondo un pò in disordine.
Per prima cosa non ho scritto da nessuna parte che il libro non è un granchè”, anzi.
Sono molto contenta di quello che ho scritto e sto scrivendo un nuovo romanzo.
Se il fatto di far revisionare il proprio romanzo da un editor significa credere che non è scritto bene mi sa che scrittori del calibro di Neil Gaiman, Stephen King, Dan Brown e Wilbur Smith hanno capito poco o nulla, visto che nei ringraziamenti dei loro libri menzionano sempre i loro editor. Probabilmente qualcuno qui dentro ritiene di scrivere meglio di persone che vendono libri per mestiere. Alla faccia della modestia.
Riprovo così, forse riesco ad essere più chiara:
sono molto contenta del mio libro, sono soddisfatta di quello che ho scritto e ringrazio l’editor che mi ha aiutato a tirare fuori il meglio.
Matelda, dove avrei scritto che il libro non è un granchè?
Forse è il caso di leggere e capire prima di scrivere banalità.
Il commento che fai sugli editors (presunti) mi pare lasci il tempo che trova, a meno che tu non abbia pubblicato con statale 11. Io l’ho fatto e credo che l’editor che ha lavorato con me abbia fatto un buon lavoro.
Claudia mi chiede un consiglio, io di natura sono molto prudente quindi mi sento di dirti questo: se puoi vai in sede da loro e vai a conoscere le persone. Se ti ispirano fiducia firma il contratto con loro, diversamente lascia stare. Io mi sono trovata bene, altre persone in questo blog no. Ognuno deve scegliere in base a quello che sente. In bocca al lupo!
Comment from Francesco Pomponio
Time: 18 Febbraio, 2010, 9:27 am
Forse non sapremo scrivere bene come te, ma a leggere ancora ci riusciamo, non vorrei citare le tue frasi, ma mi sembrava che non fossi proprio convinta di quello che avevi scritto.
Confermo quello che ho detto, se l’editor si limita a dare dei suggerimenti o correggere qualche frase sono d’accordo, anche se non condivido.
Ma se riscrive buona parte del libro, e spesso capita, allora dovrebbe comparire fra gli autori, sulla copertina, non nell’ultima pagina.
E non è questione di modestia, o sai scrivere oppure no.
Perché bisogna essere modesti per forza?
E’ invece, se vogliamo chiamarla così, una questione di dignità professionale, o detto in termini più semplici, di non farsi fare i compiti dalla mamma dicendo poi alla maestra che li abbiamo fatti noi.
Questo è.
E poi, io credo che non si debba fare lo scrittore per mestiere. Mica è necessario scrivere un libro all’anno. Ma ho gia detto prima come la penso. Forse sarebe il caso che anche tu leggessi più attentamente quello che scrivono gli altri prima di prendertela.
E comunque non ci hai ancora detto come si intitola il tuo libro e dove acquistarlo, cos’è? Un segreto?
Per Frank: a volte non ti capisco, ma mi sei simpatico lo stesso. E comunque io guardo sempre nel cannocchiale a rovescio. E alla mia veneranda età non so ancora cosa farò da grande…
Ciao
Francesco
Comment from claudia
Time: 18 Febbraio, 2010, 10:32 am
Ciao Lullaby,sono stata lunedi in sede da loro,dopo 2 ore di viaggio.
A prima vista mi aspettavo uno stabile piu’ grande ma nn e’ quello ke importa.Al momento sono disoccupata e versare quel ke mi kiedono e’ un azzardo ma credo nel mio lavoro proprio come te e mi piacerebbe continuare a scrivere.
Tu stai scrivendo il secondo libro,lo pubblikerai sempre con loro?xke’ mi hanno spiegato ke il contratto dura 2 anni.io spero ke vada tutto come previsto ma l’importante e’ ke loro ti seguano come dicono.grazie cmq della dritta ciao e in bocca al lupo
Comment from Francesco Pomponio
Time: 18 Febbraio, 2010, 12:36 pm
Ke pll qst modo d scrvr… mica stai mndnd sms…
Spero ke il tuo lbr no sia ftt così.
aiut!…
Comment from Emiliano Sabadello
Time: 18 Febbraio, 2010, 12:54 pm
“Con quella misura che l’uomo misura se medesimo, misura le sue cose.” Dante
“L’universalità di questa sua caratteristica costituisce l’onnipotenza del suo essere; è tenuto per ciò come l’essere onnipotente…il denaro fa da mezzano tra il bisogno e l’oggetto, tra la vita e i mezzi di sussistenza dell’uomo. Ma ciò che media a me la mia vita, mi media pure l’esistenza degli altri uomini per me. Questo è per me l’altro uomo”. Marx
Com’è cambiato il mondo…
Comment from claudia
Time: 18 Febbraio, 2010, 4:48 pm
rispondo al Sig Pomponio.Scusi ma chi si crede di essere?io scrivo come mi pare nn devo certo rendere conto a Lei!Visto che si elegge a Dio dovrebbe ben sapere che linguaggio usano oggi i giovani per scrivere!e prima di fare commenti ci pensi su che e’ meglio!
Comment from johnny doe
Time: 18 Febbraio, 2010, 7:07 pm
Eh già,è cambiato il mondo….c’è più fiducia …
Ci guardammo negli occhi: io vidi solo me,lei soltanto sè (S.Lec)
Comment from Emiliano Sabadello
Time: 19 Febbraio, 2010, 12:40 pm
… ma ci sono in meno tante altre cose…
Comment from Francesco Pomponio
Time: 19 Febbraio, 2010, 7:19 pm
Signorina Cludia, non sia ridicola!
Io stavo scherzando, ma visto che non l’ha capito e se la prende tanto, mi permetto di darle alcuni suggerimenti, che ovviamente non seguirà.
Prima di buttare soldi per pubblicare le sue “opere” le conviene imparare l’italiano, quello vero (e l’educazione, se le riesce).
Io non mi atteggio a Dio, ci mancherebbe altro, ma anche se lo fossi non avrei alcuna possibilità di insegnare nulla a nessuno. A questo proposito le ricordo il titolo di un libro di Isaac Asimov: “Contro la stupidità neanche gli dei possono nulla.” Lo legga se le capita, è molto bello.
Cordiali saluti.
Non risponderò ad altri suoi messaggi scritti con il tono da lei usato precedentemente, pertanto può anche risparmiarsi lo sforzo di mettere insieme qualche frase di senso compiuto.
Passando a cose più serie, vorrei sapere come mai non si riesce a conoscere il titolo del libro che è argomento di questo post.
Abbiamo saputo il nome dell’editore, così bravo e disponibile, ma il libro e il nome dell’autrice sono segreto di stato.
Io che sono un po’ malfidato per natura, comincio a pensare male, ma poiché non ho voglia di litigare, mi tengo i miei dubbi per me.
Francesco
Comment from Francesco Pomponio
Time: 26 Febbraio, 2010, 10:23 am
Tutto tace, le mie domande non ottengono risposta, vuoi vedere che avevo ragione di essere sospettoso?
Non è bello, sempre se è vero, fare di questi miseri giochetti.
Io ho pubblicato a pagamento e se non altro ho conosciuto parecchie belle persone che non avrei conosciuto mai se il mio libro fosse rimasto nel cassetto.
Non critico quindi chi pubblica a pagamento, ognuno fa quello che gli pare con i propri soldi.
La negatività di chi pubblica per soldi, editori e scrittori sullo stesso piano, sta nel fatto che non c’è alcuna selezione legata alla qualità delle “opere” pubblicate.
Ho visto pubblicate delle cagate pazzesche, come direbbe Fantozzi, che davvero gridano vendetta al cospetto di Dio.
Questa è la differenza fra un editore con pochi soldi e che per andare avanti nella sua attività, che probabilmente gli piace, ha bisogno di un contributo da parte di chi scrive, e un piccolo imprenditore che cerca in maniera miserabile di sbarcare il lunario vendendo promesse che sa già che non vorrà né potrà mantenere.
Vi garantisco che quasi sempre neanche leggono il libro che vanno a “pubblicare”. Prendono il file, gli danno una impaginata sommaria e lo mandano al tipografo.
Sui loro siti trovate liste di librerie dove il libro dovrebbe essere distribuito, ma ovviamente questo non accadrà mai.
Riepilogando, il problema grosso, secondo me, non è chi paga la pubblicazione, ma se quella spesa valeva la pena. Se non sarebbe stato meglio non solo chiudere quel cassetto ma addirittura dargli fuoco.
MI è stato mandato pochi giorni fa un libro da leggere, (non capisco perché si fidino di me per questa attività, considerando anche che ho già poco tempo da dedicare ai fatti miei), ma per curiosità ho cominciato a leggerlo. Ad un certo punto mi sono vergognato al posto dell’autore, probabilmente non risponderò neanche perché non me la sento di essere troppo brusco. Sembrava la sagra della frase fatta e del luogo comune.
E’ anche vero che ne ho letto un altro, scritto benissimo, sembrava di leggere le storie di Corto Maltese, e con un’ambientazione simile, bello davvero. Quindi chi sa scrivere c’è.
Secondo me bisognerebbe prima insegnare, a molti aspiranti o sedicenti scrittori, come riconoscere le cazzate, anche se scritte da loro stessi. Ma per far questo bisogna leggere tanto e di tutto.
E insegnare anche a sentirsi ridicoli nel definire “lavoro” il proprio romanzetto da due soldi.
Che lavoro è? Il lavoro è un’altra cosa, ci potete giurare.
Una famosa scrittrice, mi pare di ricordare che fosse l’autrice de “La capanna dello zio Tom”, scriveva in cucina, ne ritagli di tempo e sulla carta del pane.
Per favore, togliamoci i paraocchi, e se poi vogliamo pubblicare a pagamento, almeno accertiamoci di pagare per la possibilità di far conoscere qualcosa di bello che altrimenti rimarrebbe sconosciuto, e non di pagare per soddisfare la nostra piccola povera ambizione.
Francesco
Comment from lullaby
Time: 2 Marzo, 2010, 3:34 pm
L’editore mi informa che siamo alla seconda ristampa.
Non male in poco meno di due mesi.
Se volete acquistarlo potete farlo qui:
http://www.ibs.it/code/9788865340592/cube-vanessa/sesto-gioco.html
o qui:
http://www.magazzino51.com/index.php/scheda/libro/9788865340592
Qui se volete leggere l’inizio:
http://www.statale11.it/libri&idlibro=179
Comment from Francesco Pomponio
Time: 3 Marzo, 2010, 5:53 pm
Ho letto il prologo del libro di Vanessa Cube (Lullaby).
Finalmente!
Devo dire che è ben scritto, interessante e invoglia a leggere il seguito, e non è poco di questi tempi in cui ci vuole uno sforzo per andare oltre la seconda pagina di molti libri.
Le frasi sono nette, pulite e si vede che sono state “limate” parecchio, insomma, il libro è bello, almeno per quanto si possa giudicare da poche pagine.
Complimenti.
E la prossima volta non abbia timore di farsi “pubblicità“, se la fanno alcuni che non sanno mettere due parole in fila!
E questo conferma quello che pensavo, cioè che la pubblicazione a pagamento ha un senso soltanto quando porta alla luce testi che altrimenti, grazie alla miopia e pigrizia degli editori di oggi, rischierebbero di rimanere sepolti per sempre, anzi di non nascere neanche.
Comprerò il libro.
ciao
Francesco
Comment from Francesco Pomponio
Time: 3 Marzo, 2010, 6:02 pm
Comunque, visto che sono curioso, e malfidato, andate a vedere cosa si trova su google digitando vanessa cube…
Non so che pensare, probabilmente dò fiducia alle persone sbagliate, pazienza.
Mi pareva più uno pseudonimo che un nome vero, mah.
Non è che ci tenga molto a conoscere il suo vero nome, anzi poco mi importa, sarebbe però carino dirlo se si tratta di uno pseudonimo, che male c’è? Anche Moravia si chiamava Pincherle..
A proposito, quanto del libro è farina del suo sacco e quanto del sacco di chi l’ha revisionato? Questo è il guaio dell’editing.
Ma probabilmente parlo da solo e visto che ho di meglio da fare, la finisco qui.
Saluti
Comment from lullaby
Time: 4 Marzo, 2010, 10:59 am
L’avrebbe capito anche un bambino che è uno pseudonimo, è sufficiente guardare la copertina.
Visto il lavoro che faccio, del quale non posso parlare, non ho potuto fare diversamente.
Se ti va di parlare di cose intelligenti possiamo continuare, diversamente la chiudiamo qui.
Comment from Francesco Pomponio
Time: 4 Marzo, 2010, 10:14 pm
Mamma mia, e che è diventato, il blog della CIA??
tutti agenti segreti che non possono rivelare la loro identità? Ma via…
Forse sarebbe il caso di prendersi meno sul serio.
Comunque non è più efficace nascondere la propria identità per destare interesse, di solito si desta noia e a volte, cosa peggiore, neanche quella.
Non partecipo per principio a discussioni anonime, pertanto possiamo lasciar perdere, mi piace sapere con chi sto parlando. Sono strano eh?
E last but non least, non apprezzo molto essere preso in giro, e in questo post è l’impressione che ho fin dall’inizio.
Cordiali saluti agente xyz…
Francesco Pomponio
Comment from Francesco Pomponio
Time: 4 Marzo, 2010, 10:56 pm
Un commento che rende l’idea di quello che penso è la frase di Stanis La Rochelle, verso il minuto 11 del primo episodio della prima serie.
Quando incontra per la prima volta lo stagista Alessandro…
“Guarda chi c’è! Il grande, come stai?… (e quello che segue)
Un capolavoro di comicità che andrebbe studiato.
Vediamo chi indovina…
ciao
Comment from Aurora
Time: 16 Marzo, 2010, 12:18 am
Al sig.Pomponio; grazie per chiarirmi un po le idee, ho letto i suoi commenti sugli editori, e sono daccordo nel dire che il contributo che chiedono è tutto a favore loro. Sarà vero che lullaby è contenta,a me hanno fatto la stessa proposta, ma nemmeno volessi ho i soldi che chiedono e sinceramente mi sembra esagerato quello che chiedono. Non si può dare i soldi dopo il guadagno del libro…se guadagno c’è? Il mio libro lo hanno trovato interessante, ma come è stato detto…lo hanno letto veramente?
Saluti Aurora
Comment from Noiel
Time: 8 Maggio, 2010, 6:23 pm
Mr. Pomponio…ho 3 domande x te:
Se odi tanto gli scrittori di professione xè citi una frase di Asimov?
Se sei così tanto bravo a scrivere xè hai dovuto pagare per vedere il tuo capolavoro pubblicato?
Se non hai tempo da perdere come mai sei quello che ha lasciato più commenti di tutti?
Comment from annunci economici
Time: 2 Novembre, 2010, 4:03 pm
condivido lo stesso principio ,e penso che tutti debbano dire la propria opinione
Comment from Rosy
Time: 29 Dicembre, 2010, 9:32 am
Ragazzi, e vi rispondo solo ora.. Temo che la signorina che ha innescato questa difesa a spada tratta per statale 11, non sia lei ma si cele qualcuno che vuole fare una propaganda positiva per la casa editrice… Noi stiamo facendo un appello a tutti quelli che hanno pubblicato con statale 11.. Fino ad ora abbiamo contattato una decina autori.. Tutti concordi sulla politica di questa casa che e’ sempre la stessa.. Pessimo editing, promesse non mantenute di distribuzione e pubblicità e qunat altro sinpossa dire per incassare soldi.. Sempre le stesse cose e gli stessi trattamenti.. Oltretutto per chi ha puntato i piedi si sono permessi di denunciarlo.. Quindi state attenti a firmare qualsiasi contratto, contattate su facebook i reali autori della casa che vi ricavate sul loro sito così scoprite realmente a cosa andate incontro e non sentite una pseudo garantista che non vi dice neanche l opera pubblicata.. Attenzione.. Non firmate nessun contratto dove vi chiedono soldi, il libro stampato male e con errori va a finire solo nelle mani di parenti e amici.. Così vi prendereste solo per il sedere.. Tentate altre strade ma lasciate perdere queste case a pagamento.. Nessuno e’ in grado di uscire alla grande con loro, perché a loro frega solo il contributo..e che contributo!!! Variano.. Di dieci persone nessuno ha mai dato la stessa cifra.. Tale Cristian 1500 fulvia
Comment from Rosy
Time: 29 Dicembre, 2010, 9:35 am
Giampaolo 2700,altri 2200,2500 etc.. Per 800 copie che non stampano ma solo ed esclusivamente 40 più altre 50 che vendono.. Ragazzi crederemo risparmiate questi soldi e fatevi una bella vacanza non vi mettete negli impicci rischiando di esse pure denunciati per diffamazione…
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