TE LO DICO IO:
PUBBLICATELO DA SOLO!
Ho scoperto recentemente il varipinto e insidioso mondo che attende le opere fuori dal caldo rassicurante dei loro cassetti. Come sempre accade quando ci avviciniamo a terre ignote, scopriamo che sono luoghi popolati da tante persone, tante storie simili e diverse dalla nostra, ma sempre momenti di umanità. Belli da osservare, belli da condividere.
Vorrei solo ricordare, amici, che quando si incontrano due mondi diversi qualche vittima ci scappa sempre. In questo caso la vittima si chiama sogno ed è quello che ogni creativo ha di condividere le sue emozioni, che siano espresse in musica, scrittura, pittura e via dicendo.
Il mondo in cui viviamo è un mondo poco attento al bello, poco attento alla qualità. La televisione che tanti guardano alla sera invece di leggere o ascoltare musica offre un ben misero spettacolo e promette a coloro che crescono guardandola una incapacità di capire il bello superiore a quella dei loro genitori.
Questo mondo che scopriamo così connesso da soli “sei gradi di separazione” è il più solitario che si possa immaginare. Dunque quando il mondo del creativo incontra il mondo commerciale l’esito è inevitabilmente che il primo deve piegarsi al secondo se vuole portare avanti una sua istanza.
Allora pagare per vedersi pubblicati è un obbligo inevitabile, facciamoci pure un poco ingannare, ma portiamo avanti la nostra piccola speranza.
Ho esperienza dall’interno di una azienda che organizza una delle più importanti manifestazioni d’arte biennali d’Italia.
Ebbene vi assicuro che le opere non vengono scelte, i titolari pensano solo a come incassare più soldi, i critici d’arte più in vista nazionali e internazionali costituiscono la massima spesa di questa azienda e si fanno tranquillamente comprare.
Ho visto e parlato con tanti pittori, scultori, fotografi esordienti che dopo aver passato ore o anni nei loro atelier, nelle loro cantine, nelle loro cucine a creare, chiudevano gli occhi sulla realtà e pur di vedere il proprio nome in un catalogo e i propri quadri esposti. E chi può biasimarli?
Queste persone sono esempi del bello dell’uomo, che creino davvero opere meravigliose o cose inguardabili. La bellezza e ricchezza del genere umano è tutta là.
…e se qualche editore, qualche organizzatore di mostre o concerti ci lucra sopra lasciamolo fare. Se qualcuno pensa che questa gente inganni e basta non ci pubblichi con loro ma non pubblicherà probabilmente mai niente neanche con altri.
A che serve un libro in un cassetto?
E se credete che facciano un sacco di soldi alle vostre spalle…. mettevi in concorrenza con loro! Perchè no? Pensate che sia impossibile farlo? Pensate che chiedano troppo?
Fatelo voi, offrite voi ai creativi una strada diversa, se siete convinti che ci sia.
Detto questo: io con chi pubblico ???
AAAAAAAAAAaaaaaaaaaaaaaaaaarrrrgghhhhhhhhhh !!!
Antonio
ANTONIO, LA RISPOSTA, LA STRADA DIVERSA, OFFERTA AI CREATIVI, È NEL TITOLO DEL POST!
Posted: Febbraio 25th, 2010 under Generico.
Comments: 15
Comments
Comment from johnny doe
Time: 25 Febbraio, 2010, 7:38 pm
Già,per citar l’inventor di frasi Catalano,il mondo è bello perchè vario.Geni e carneadi affratellati nello sfruttamento….è un mondo cane…anchela par condicio di disgrazie editoriali!Certo è difficile il che fare…e come non bastasse ci son pure veti a render difficile la vita,come il pubblicar con mister B e soci. Parigi val bene una messa? Basta solo il dubbio, lo sapessero a Nazione Indiana…..invierebbero subito un Cortellessa spada in mano…
Comunque,va tutto bene,tutto giusto,quanto dite e pure il pubblicatelo da solo.
Ma poi infine, uno potrebbe chiedersi :perchè tutta sta smania editoriale,sta frenetica ed impellente voglia di tirare… fuori dal cassetto?
Fatti salvi sempre la varietà,la libertà di tiro e pure il bel del mondo,non è che molti cassetti meriterebbero i lucchetti?
Perdonatemi per tutti sti cavilli,ma il ruhm…
Comment from la Donna Cannone
Time: 25 Febbraio, 2010, 11:09 pm
salve, sono sommersa dal lavoro, volevo solo lasciare un saluto. posso?
DC
Comment from Francesco Pomponio
Time: 26 Febbraio, 2010, 9:59 am
Grazie DC per il saluto, sempre gradito
Comment from Francesco Pomponio
Time: 26 Febbraio, 2010, 10:37 am
Potresti anche mettere la tua opera su un sito Internet che puoi facilmente farti anche da solo (casomai a puntate, l’opera, non il sito) e vedere se a qualcuno piace.
Pubblicizzati un po’ sui vari facebook ecc. e accetta di buon grado i commenti, anche negativi. Dopo un po’ capirai da solo se è il caso di pagare per pubblicare.
Anche se in realtà, se sei onesto con te stesso, lo dovresti già sapere se il tuo libro è bello davvero. E se non sei in grado di capirlo, allora forse è il caso che aspetti. Metti l’oper nel cassetto e lasciacela per due tre anni, o anche di più. Poi rileggila e se ti verrà spontaneo dire “accidenti, che bello, ma come ho fatto a scriverla io?”, allora forse tanto male non è.
Se invece dirai “accidenti, ma come ho fatto a scriverla io?” e basta, allora formatta il disco, distruggi i fogli, incendia il cassetto.
Insomma dedicati a cose che sai fare meglio e se ti piace la letteratura diventa un utente e non un addetto ai lavori. A volte è molto più divertente.
Insomma, leggi, leggi…
almeno un migliaio di libri, poi se ti va riprova anche a scrivere.
Ma non farti i complimenti da solo. Se meriti 10 lo sai.
Francesco
Per quanto riguarda il farsi il sito da soli, provate a cercare un programma che si chiama Website X5. Facile, economico, veloce. Non c’è bisogno di farsi spennare da sedicenti web designer o roba del genere.
Andate su register.it o altri siti che offrono spazio web e registrazione dominio e poi divertitevi, con 35 (trentacinque)euro l’anno
Comment from Emiliano Sabadello
Time: 26 Febbraio, 2010, 12:12 pm
Certo che puoi, tra un cenederlo e l’altro…
Sui cassetti: vogliamo mettere l’idea romantica del lasciare un bel libro inespresso in un cassetto? Conta di più la strada fatta o la meta? O entrambe insieme?
“Ma sono stato in camera con lui quasi due mesi interi, con tutto che lo trovavo cosí barboso che per poco non diventavo matto, solo perché fischiava in quel modo fantastico, come non ho mai sentito nessuno. Perciò coi tipi barbosi non si può mai dire. Forse non è il caso di compiangere troppo una ragazza in gamba se la vedete sposare uno di quei tipi. Per lo
piú non fanno male a nessuno, e magari in segreto sono tutti bravissimi a fischiare o vattelappesca. Chi diavolo può saperlo? Io no.” (Salinger)
Comment from enrico mattioli
Time: 26 Febbraio, 2010, 1:38 pm
Ciao. Condivido la sortita di Johnny. Mi fa ricordare quel vecchio tormentone di Luttazzi riguardo ai sogni nel cassetto: nel mio cassetto ci sono soltanto calzini.
Sì, vero, tutto giusto: la televisione che in tanti guardano la sera ecc. In fondo, non era Bianciardi a scrivere che, oltre ad occupare le banche, bisognerebbe far saltare quel punto del ripetitore che soltando lui conosceva e non avrebbe rivelato per conservare l’onore dell’azione?
Fatto è che Bianciardi, pensava anche qualcos’altro: (più o meno era questo) non correte dietro i soldi lasciate che siano questi a correre dietro a voi. Lascio a Ettore la spiegazione (ammesso che occorra) che lui è più bravo e bello del sottoscritto (ma solo perchè passa ore e ore al salone di bellezza).
Inshallah
Comment from Francesco Pomponio
Time: 26 Febbraio, 2010, 2:01 pm
Mi piace quella dei soldi che ti devono correre dietro, si mi piace
Comment from johnny doe
Time: 26 Febbraio, 2010, 5:47 pm
C’è pur chi ha cassetti che non han bisogno di lucchetti.
Cerchi,cerchi,……Magari qualche impostata foto a sfondo lago da pensator cortese e impertinente (mah!) ,un par di citazioni che fan sempre fico e qualche battuta arguta tipo questa:
“Se devi andare dal tabaccaio alla stazione ed è vuoto, prima che arrivi ci sarà sicuramente la fila”
L’Emilio Fido si consoli,è ancora in testa.
Comment from Frank Spada
Time: 26 Febbraio, 2010, 5:55 pm
Intanto a qualcuno corron dietro litri di petrolio!
Li fermerà scrivendo libri con l’inchiostro, o facendo soldi con le reti ? Chiss
Comment from enrico mattioli
Time: 27 Febbraio, 2010, 9:22 am
1 - frank lo spadaccino: sorry, avevo letto “libri di petrolio” che mi ha fatto pensare a pasolini. riguardo ai libri scritti con l’inchiostro, frank, penso converrai che è sempre meglio il sangue, pure a costo di far passare questo web site per un covo di vampiri o roba del genere.
2 - francesco: sì, bella la frase, bel pensiero, purtroppo non mi appartiene (nel senso che non è mia, però, cerco di farmela… la frase, cioè).
sì, bianciardi offre sempre spunti, che lo possino!
Comment from Frank Spada
Time: 27 Febbraio, 2010, 11:48 am
Per non dire di Luciano, “il Bianciardino” ( nn 14-15-16-17), e del suo lavoro culturale (”In Italia la crisi è complicata dal fatto… - pag.40), caro enrico, onesto, chiaro e ben lontano da chi invece vede laghi dove non ci sono o fa la messa in piega lontano da Riaprire il fuoco - no, Ettore, tranquillo, non sei tu.
Comment from Francesco Pomponio
Time: 27 Febbraio, 2010, 7:04 pm
Io Luciano Bianciardi lo leggevo quando pubblicava su ABC e il prete si arrabbiava perché non dovevamo leggere i giornali di donne nude…
Comment from johnny doe
Time: 27 Febbraio, 2010, 9:29 pm
Laghi,fiumi,mari alfin che importa! E sempre acqua e non è ruhm,che è quel che conta. Forse son io che faccio messe in pieghe fuori porta,ma non guardo mai dalla vetrina.
Comment from Frank Spada
Time: 28 Febbraio, 2010, 10:25 am
Buongiorno Ettore (lo so bene che ti alzi ben prima, ma è bello sentirselo dire - ci tiene vivi, no?).- oggi, permettimi un OT: ieri sera ho visto Invictus di C. Eastwood
Comment from Frank Spada
Time: 28 Febbraio, 2010, 11:01 am
Boh! - proseguo - C. E., un regista che non sbaglia un colpo e “non ha paura di commuovere e di usare l’arte della retorica” - come scrive R. Saviano su Repubblica di venerdì 26 - e mi sei venuto in mente quando tempo fa dicevi che la “soluzione” per tirar fuori dall’acquitrino politico mondano sociale l’ Italia, era forse quella di fare in modo che gli extracomunitari, i neri in particolare, non annegassero nei mari appena in qua o appena in là di acque territoriali, anche in braccio a madri disperate, (oggi li tengono imprigionati a terra, impolverati d’odio) ma affrettare i tempi per traghettarli numerosi a casa nostra, in prima classe, sulle navi da crociera (Costa, o altre compagnie, vanno bene tutte), poi, una generazione, due… battaglie quante ne servono, insomma, e il “paese” si rinnoverebbe nella mescolanza di individualità originali, storie, tradizioni, usi e costumi, religioni, etc., dando vita a una nazione NUOVA! Il nome: Invicta e forse un presidente di colore.
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