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MILANO TERMOLI
RACCONTO A PIÚ FERMATE
di Lucio Rizzello

Milano-Termoli, racconto a più fermate di Lucio Rizzello potrebbe essere descritto come la narrazione del viaggio di ritorno a casa di un giovane molisano che vive e lavora a Milano.

E forse qualcuno sarebbe subito tentato di usare tutti i luoghi comuni del caso: lo straniamento, la nostalgia della propria terra, lo stupore per la vita frenetica della città, l’ossessione per il lavoro e i dané, la voglia di tornare a casa e via dicendo, in un percorso critico logoro e ormai routinario.

Ma sarebbe un errore grave. Il meridionale che lavora a Milano e che per Natale torna a casa è solo l’ambiente metaforico per un introspezione personale che supera di gran lunga i limiti, talvolta davvero angusti e ripetitivi del romanzo sociale e della più piatta autobiografia, per inserirsi in un ambiente poetico che mi ricorda il secondo Fellini, quello dalla Dolce Vita in poi, quando superato il neorealismo si avventura nell’ambito riflessivo, psicologico, sognatore.

Anche il protagonista del racconto sta forse sognando, o forse sta sognando di sognare, certo la realtà che vede e che descrive è una realtà tutta dentro se stesso, che da lui esce fuori agile, veloce e lieve nelle pagine del romanzo. Alla fine il reale si mescola e si confonde con l’immaginario ma probabilmente è l’immagianrio ad essere il reale, il reale animo dello scrittore, e il viaggio del protagonista da Milano per Bologna Rimini e Vasto si perde nei sogni e nella geografia in un punto indefinito del tempo e dello spazio.

E non si capisce fino in fondo se il protagonista ha smesso di sognare o se ha cominciato proprio allora.

Bel racconto scritto con stile lieve ed efficace.

Ettore Bianciardi

Comments

Comment from enrico
Time: 25 Marzo, 2012, 12:00 pm

Ah, come vorrei essere lieve ed efficace anche io!
Bella recensione, e, suppongo, bel libro. Me lo segno, vorrei prenderlo. Una cosa Ettore, se si può fare: nei post per Abelbook è possibile inserire anche il link al libro? Così uno se lo prende subito.
Saluti

Comment from Ettore Bianciardi
Time: 25 Marzo, 2012, 4:29 pm

Lo si può comprare andando direttamente sul sito della Abelbooks:

http://www.abelbooks.net/

Comment from Armand
Time: 25 Marzo, 2012, 7:24 pm

io non compro gli ebook, solo i libri DI CARTA, perché se spendo voglio poter possedere la merce e poterla rivendere se mi va

Comment from Frank Spada
Time: 26 Marzo, 2012, 11:55 am

L’odierna attualità dell’impossibile? E’ l’ovvietà di un fenomeno reale in una palla di vetro, mentre guardo quattro palette argentee, innestate a croce in un bulbo che si allarga a farne base, che formano una ventola. Contestualmente al fatto che dalla vetrata accanto il sole surriscalda il sottovuoto spinto sferico preannunciato dal barometro in salita, appeso alle mie spalle, tanto che l’elemento elicoidale prende a girare velocissimo e… ovvio che m’infiammo e mi spalmo di crema protettiva!
Un link a breve, non cartaceo anche se i libri sono la sua fonte.

Comment from enrico
Time: 27 Marzo, 2012, 5:21 pm

L’ho finito. Complimenti a Lucio Rizzello. Sì, un libro lieve, ma anche ironico, il sogno si mescola al reale in modo da cancellare i confini dell’uno e dell’altro. Bella prosa. Il finale mi ha spiazzato totalmente e questo vale il tempo della lettura.
Credo che l’autore si sia divertito e si percepisce.
Complimenti ancora, Lucio.
Saluti

Comment from Frank Spada
Time: 4 Aprile, 2012, 3:38 pm

Privato del mio link, che non mi spiego il perché di rifiutare la news di un eBook che in fin dei conti non è che un granellino al sole con le ragazze in Jantzen, caro Ettore, passiamo a Firenze: Festival dell’Inedito - “Dimezziamo i prezzi”?!!! e i giurati si chiamano fuori, tranne Scurati che, per così dire, ieri era all’estero.
Buona Pasqua a tutti.

Comment from Lucio
Time: 16 Aprile, 2012, 10:35 am

Vorrei ringraziare brevemente Ettore per il tempo dedicato al mio piccolo libro, per la sua recensione che non si è fermata alle “tentazioni” di circostanza e soprattutto per avermi dato la possibilità di conoscere questo blog.
Un grazie anche ad Enrico per i complimenti (si, confesso che mi sono divertito a scrivere questo libro) e al sig. (o più esattamente “Mr.” ?) Spada per la millesimata esuberanza dei suoi interventi.
A riscriverci presto.

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