L’EDITORIA LIBERALE
Ad ascoltare i dibattiti in TV ci si convince che l’Italia è davvero un paese liberale. La libertà di impresa, il predominio del mercato e delle sue leggi, la non interferenza dello Stato e del pubblico sembrano essere ormai convinzioni diffuse anche tra i partiti che almeno una volta di definivano ‟di sinistra”. Basta con i modelli di sapore bolscevico, rispettiamo la libertà delle persone di lavorare e vendere liberamente.
Ma è proprio così? Si è davvero allineata l’Italia alle grandi democrazie occidentali?
A me non pare proprio, almeno nell’orticello dell’editoria.
Recentemente in Italia, con il voto favorevole di tutti i partiti, anche di quelli ex bolscevichi, è stata emanata una legge che impedisce di praticare sconti sui libri superiori al 20%. Questo per tutelare i librai che, se qualcuno comincia a fare sconti, rischierebbero la loro sopravvivenza commerciale o almeno la loro rimuneratività.
Nessuno si è preoccupato della sopravvivenza economica e soprattutto culturale del lettore, ma chi se ne frega, dopotutto non ha lobbisti in Parlamento a difendere i propri interessi.
Vediamo cosa succede in America.
Il Dipartimento di Giustizia americano ha avviato un’azione legale nei confronti di Apple e delle case editrici Hachette, HarperCollins, Macmillan, Penguin e Simon & Schuster con l’accusa di aver formato un cartello per alzare il prezzo degli e-book.
Che cosa hanno combinato costoro? Sostanzialmente hanno messo in piedi un sistema di vendita degli ebook tale per cui è l’editore a decidere il prezzo del libro e non il distributore, il libraio, insomma il venditore.
Invece Amazon pratica una politica diversa. In sintesi: prima tratta con gli editori i prezzi di acquisto dei loro libri e successivamente si riserva di praticare ai lettori il prezzo che ritiene più giusto in quel momento e per quel titolo. Se vuole fare sconti, li fa, sono problemi suoi, se esagera, al massimo fallirà.
Si potrebbe pensare che ognuno ha il diritto di fare le politiche di vendita che ritiene opportune, deciderà l’acquirente quali sono quelle di successo.
Non è così, né in Italia, né in America. Ma in direzioni completamente opposte.
In Italia non è ammessa la politica di Amazon. Gli sconti liberi sono vietati.
In America non è permessa la politica di Apple e soci: nessuno può costruire un qualche cosa che, come nel caso succitato, configuri, anche in minima parte, un sistema monopolistico, atto a impedire la libera formazione del prezzo tra domanda e offerta.
Proprio quello che viene imposto per legge in Italia.
Accidenti che paese liberale siamo diventati!
Non lamentiamoci poi se le vendite di libri in Italia calano sempre e ormai si pubblicano solo gli pseudolibri dei personaggi televisivi.
A proposito: l’anno scorso le vendite di ebook negli Stati Uniti sono state poco meno di un miliardo di dollari.
Volete continuare a sottovalutare il fenomeno?
Posted: Aprile 12th, 2012 under Generico.
Comments: 12
Comments
Comment from Armand
Time: 12 Aprile, 2012, 1:11 pm
non si può parlare di vendita per un ebook a pagamento
si vendono le merci, si forniscono i servizi
un libro vero è tuo, ne fai ciò che vuoi, lo presti o lo rivendi a tuo piacimento
può acquistare valore anche col tempo
e dunque essere un investimento
un ebook a pagamento è riproducibile all’infinito copiando sempre l’UNICO esemplare digitale
specie nei modelli basati sulla sottrazione del diritto al possesso da parte dell’acquirente di ciò che acquista (circuiti kindle, barnes and noble ecc…), ciò per cui uno (non bene informato o non lettore abituale) paga è una LICENZA DI ACCESSO al file
la quale cosa, anche se fosse vera la cifra (e non una sparata pubblicitaria come spesso accade), falsa i dati dei profitti (conteggiando una stessa licenza di accesso più volte e dunque moltiplicando i profitti reali)
fateci caso: sono sempre le attività in perdita o in difficoltà a dover cercare di ottenere clamorosa pubblicità. è la solita storia: si mette in giro la notizia, poi i pigri giornalisti la riprendono tal quale facendosi ingranaggio di un gigantesco marketing vitale, e senza curarsi di accertarne la veridicità
né carta adatta, né proporzioni basate sul canone, né scelta del giusto rapporto tra grandezza dei caratteri e interlinea, né tipo di rilegatura, né formato, né universalità di consultazione (ci vuole sempre la corrente), né libero accesso al sapere (gli ebookisti a pagamento spingono per l’ebook a pagamento anche in biblioteca proprio per sottrarsi all’obbligo del deposito della copia d’obbligo vera - di carta, e per poter oberare la bibioteca pubblica del pagamento PER TOT NUMERO DI ACCESSI AL FILE dopodiché; no money, no read)
né, infine, mercato dell’usato, che è quello che il cartello di editore cercava di realizzare in America: eliminare l’usato per poi dettare i prezzi che più gli sembravano lucrativi, con l’occulto ricatto alla persona bisognosa di un testo che dovrebbe, nelle loro idee, dover sborsare anche 10 volte tanto quanto in origina l’accesso al testo costava
proprio belli questi ebook a pagamento… meno male che avranno vita breve data la rivolta in atto che ha costretto google a chiudere il forum pubblico per il suo deplorevole e-book marketplace, stanti i troppi reclami e richieste per riavwere indietro i soldi sborsati
Comment from Frank Spada
Time: 13 Aprile, 2012, 10:08 am
Poche chiacchiere e mi complimento con Enrico Mattioli: vincitore della tornata del Concorso ScriviconloScrittore con il racconto “Donne”.
Comment from Ettore Bianciardi
Time: 13 Aprile, 2012, 12:16 pm
Armand, la tua è una concezione marxiana del libro, che a me va benissimo, ma non va bene all’industria editoriale. In sostanza dove c’è materia ci deve essere un prezzo che uguaglia il non possesso della materia: tu ti prendi la carta e a me lasci dei soldi.
Ma se non c’è la materia non ci deve essere nemmeno il denaro, quindi il libro elettronico, in quanto smaterializzato, è gratuito.
Né è possibile pensare al pagamento di un accesso ad un servizio. Quale servizio viene venduto? Forse il primo ebook venduto dall’Editore a Tizio, i lquale a questo punto pò rvenderlo a Caio esigendo lo stesso prezzo pagato all’Editore, il quale Caio può rivenderlo a Sempronio riscuotendo ancora lo stesso prezzo.
Oppure Tizio può regalarlo (chi glielo potrebbe proibire?) agli altri. In fin dei conti l’unico accesso al servizio da pagare sarebbe il primo, ed anche se elevato, diviso poi per il numero altissimo degli utilizzatori, tenderebbe a zero. Ergo: il libro elettronico, comunque la si giri, rimane gratuito.
Vediamo di spiegarlo ora agli Editori.
Comment from Frank Spada
Time: 13 Aprile, 2012, 3:40 pm
Ettore, d’accordo che l’età s’è impossessata della sua memoria, ma non abbastanza da dimenticare un (ottimo) consiglio di H.Whitish, l’amico giornalista del San Francisco Chronicle che un paio d’anni fa gli sciorinò un consiglio dato a un certo Marlowe e che costui fece suo per comprovarlo: Ora muoviti in fretta, se non vuoi essere scoperto!
Ergo: gira che ti gira gli Editori… certo, sarà anche un via di testa, ma l’ha fatto!
Ciao
Comment from enrico
Time: 13 Aprile, 2012, 3:53 pm
Ebook gratuito? Va benissimo. Spiegarlo agli editori? Eh, questo è più complicato. Troverebbero degli sponsor, ma chi? Dove? Le librerie che andrebbero a sparire? O forse, dovrebbero sparire gli editori? Se non ci fossero più gli editori, non bisognerebbe spiegarlo a nessuno e resterebbero solo i tipografi, che ognuno il libro se lo pubblichi da sé (per chi tifa la carta, ovviamente).
Ettore, vuoi vedere che scherzando e ridendo, va a finire che avevi ragione tu, anzi, voi due, tu e Marcello? Cioè, non è che si prospettano tante alternative.
Grazie Frank, che cosa posso dire? Sta piovendo a dirotto in questo momento.
Saluti
Comment from Ettore Bianciardi
Time: 13 Aprile, 2012, 5:43 pm
La seconda che hai detto, Enrico! Non servono più gli editori. E sai perché? Perché da molto tempo non fanno più gli editori. Che cosa serve ad uno scrittore? Poco, magari niente: diciamo un editor che gli dia dei consigli sulla forma, sulla struttura, sul linguaggio, consigli che lo scrittore deciderà se accettare o no. Servirebbe un correttore di bozze, servirebbe un grafico geniale per la copertina, servirebbe uno stratega del marketing per impostare una campagna di presentazioni. Ma l’editore può dargli tutto questo? No, sarebbe troppo dispendioso, non lo può certo fare per tutti gli scrittori. Alla fine l’editore si limiterà a far stampare il libro. Ma questo lo scrittore lo può fare da solo, rivolgendosi ad un onesto tipografo. Se non sa come fare c’è un ottimo manuale per farlo, disponibile gratuitamente all’indirizzo:
http://stradebianche.stampalternativa.org/libri/illibromiolopubblicoio.html
Ma se il libro è elettronico, non c’è neanche bisogno di stampare e l’editore non serve, proprio a nulla!
Comment from Guido Mura
Time: 15 Aprile, 2012, 7:04 pm
Se continuerò a non avere riscontri dagli editori ufficiali, proverò a fare da solo. In realtà non ne avrei necessità, perché quello che scrivo sta già avendo qualche risposta sul web e qualche piccolo saggio l’ho pubblicato con facilità su libri o riviste; ma pare che se non si mettono i libri in vendita con un ISBN in libreria o su qualche piattaforma non si venga considerati ufficialmente scrittori. Aspetto solo qualche mese: editori, tremate
Comment from Frank Spada
Time: 17 Aprile, 2012, 4:45 pm
Ipotizzando che basti un ISBN in libreria o su qualche piattaforma perché vada a ruba, resta il fatto incontrovertibile che si scrive perchè ci piace farlo. E tanto basta per l’ufficialità non necessaria che non sosta e coerentemente gioca senza posta.
Cordialità di buon augurio a Guido Mura, che invito a seguire i consigli linkati da Ettore Bianciardi, e a Enrico un
Comment from Francesco Pomponio
Time: 20 Aprile, 2012, 5:54 am
Provate a vedere la pubblicazione su Kindle in formato ebook (mobi) a questo link.
https://kdp.amazon.com/self-publishing/help
È facile da usare, io ci ho messo un paio di libri e ho pure guadagnato qualche soldino.
Ci sono tutte le istruzioni.
Certo, adesso qualcuno dirà che “non c’è la selezione dell’editore… chi ci garantisce della qualità del testo…” e altre balle del genere.
E non siete mai contenti…
intanto i libri si possono acquistare con un clic dal negozio Amazon per Kindle, da tutto il mondo. Poi sta a voi scrivere bene e farvi pubblicità.
Francesco
Comment from Frank Spada
Time: 4 Maggio, 2012, 8:14 am
Complimenti a Enrico Mattioli: due racconti premiati nell’ultima edizione del concorso a ostacoli ScriviconloScrittore e ben cinque romanzi disponibili anche in formato eBook su amazon.it
Quando si dice la mejo gioventù si pensi a quella brizzolata, appena un poco.
Comment from Frank Spada
Time: 4 Maggio, 2012, 8:24 am
Ops! dimenticavo Francesco Pomponio, brizzolato appena un poco (pure lui) con due romanzi in formato eBook sempre su amazon.it
Quando si dice gioventù… ormai è digitale e mai come quest’anno!
Comment from Francesco Pomponio
Time: 16 Maggio, 2012, 9:11 am
Grazie Frank!!
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