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MAIGRET E LUCARELLI

Oggi Repubblica parla di Simenon e del suo Maigret.
Cosa è successo oggi per parlare di Maigret?
Forse si sono resi conto che esistono ancora due o tre racconti sul celebre commissario ancora non tradotti in italiano?
Forse si vuol dare una nuova lettura all’opera del prolifico Simenon?
Niente di tutto questo: si vuol celebrare un avvenimento straordinario, il termine della ripubblicazione delle opere di Maigret da parte della Adelphi. Sicuramente un avvenimento epocale. Mi chiedo come mai quei tonti degli americani non abbiano celebrato l’asfaltatura delle strade percorse d Kerouac, o perché i polacchi non abbiano commentato la ristrutturazione dell’appartamento di Praga di Franz Kafka. Mah, si vede che noi italiani abbiamo una marcia in più.
E chi ha scritto l’articolo su Maigret? Nientepopodimeno che Carlo Lucarelli. Perché Carlo Lucarelli è scrittore italiano di gialli, o di noir, o di polizieschi, o di quel che crede lui. Ma non solo è anche nel sindacato degli scrittori di gialli italiani, nell’associazione dei giallisti emiliani, e probabilmente nel futuro chiederà al Presidente della Repubblica di poter usare, lui e i suoi colleghi, una speciale targa automobilistica, ovviamente gialla, per essere riconosciuti subito dalla gente distratta. Loro sono giallisti.
Ma leggilo quell’articolo, invece di protestare. D’accordo.
Inizia parlando della sua vecchia biblioteca e di un topolino, sì un topolino che aveva rosicchIato un libro, un libro di Maigret, così da farlo incuriosire ed aprire quelle pagine. Era un Maigret d’annata, delle edizioni Mondadori, non Adelphi, non che le Mondadori fossero brutte, anzi, ma…
E la prIma colonna se ne è andata. Poi un cenno a Gino Cervi, non se ne può fare a meno, nessuno si ricorda di Jean Gabin, ma fa niente: i vecchi telefilm in bianco e nero, la musica finale di Tenco, alzarsi per cambiare canale, perché non c’era il telecomando. Ed anche la seconda colonna se ne va.
Rimane l’ultima, speriamo bene. Allora viene svelato il titolo del libro rosicchiato, Le memorie di Maigret. Ma attenzione, arriviamo al climax: Maigret è vero.
Bisogna subito precisare che Lucarelli non crede che Maigret sia esistito, anche se alcuni suoi amici credono che sia esistito Sherlock Holmes (sono quelli del sindacato?). Semmai, è questa è la conclusione dell’articolo, bisognerebbe dire che Maigret è un personaggio vero.
E chi bisogna ringraziare per questo?
Non George Simenon, ingenuoni, ma quel topolino che glielo ha fatto conoscere.
Se credete che io sia solo cattivo, leggetelo l’articolo, pagine 56 e 57 della Repubblica di oggi, 17 Giugno 2012.

Ettore Bianciardi

Comments

Comment from enrico
Time: 17 Giugno, 2012, 2:34 pm

Ciao Ettore. Seguivo il Lucarelli conduttore. Mi piace molto l’Ispettore Coliandro, serie tratta da un soggetto di Lucarelli e al cui progetto collabora attivamente, ma non so nulla del Lucarelli scrittore. Personalmente ho una leggera avversione per i tuttologi, ma forse è invidia. Senza alcuna punta di ironia, credo che il giallo si presti molto al comico. Ho provato a scrivere con lo stesso tono con cui lui conduceva Blu Notte col risultato di pagine esilaranti, basta cambiare accenti e fingere di essere seriosi. Ma forse quelle pagine facevano ridere solo me. Non ho mai letto i racconti di Maigret. Una domanda, Ettore, ma perchè li chiamano (o li chiamavano, “gialli”?).
Saluti

Comment from Matelda
Time: 18 Giugno, 2012, 9:33 am

Per Enrico:

consulta: http://www.romanoir.it/pdf/Giovannini_Il%20noir%20contemporaneo%20e%20la%20tradizione.pdf

oppure Wikipedia alla voce: Letteratura gialla

Ti ricordo i Gialli Mondadori, dalla copertina gialla… e ti consiglio caldamente di leggere i racconti di Maigret.
Saluti cordiali.

Comment from H-nito lettore
Time: 18 Giugno, 2012, 9:36 am

Domenica, ore 22:50 mi ricordo dell’articolo di Repubblica da leggere su Simenon o Maigret scritto da Lucarelli, mi aspettavo qualcosa di nuovo, ma non ho trovato nulla di interessante, sembrava la storia del topolino (firminio?) catturato e rilasciato in campagna, per via delle sue dimensioni.
Concordo con Ettore “nulla di nuovo……” peggio delle fascette delle copertine, preferisco il Lucarelli ……calciatore. Scusate l’ironia.
Vi seguo sempre.

Comment from Frank Spada
Time: 18 Giugno, 2012, 11:04 am

Tre camere a Manhattan, un romanzo dove Maigret non c’è eppure…
Quanto a Lucarelli & C. che se lo filino gli altri, ché di congreghe e compagnucci alloggiati ovunque, proni e con il piattino in mano.
E qui mi chiedo perché il Jazz è l’astrazione della vita e, tenuto conto che vi so interessati, mi rispondo:

Quintetto quasi standard
Fine ’50, e il giovedì sera suonavamo al Club degli ufficiali U.S. Air-Force di Aviano. Tenore, sax baritono, Ferguson al contrabbasso e io… alla batteria, e già allora mi perdevo in capogiri alcolici. Al pianoforte, Paolo B. – lasciato spesso senza aiuto quando ballavo con la figlia del capitano della base – s’ingegnava a fare anche la mia parte irrobustendosi sui tasti. Un giovedì mattina, una decina d’anni dopo, feci appena in tempo a sbarcare da un aereo e incamminarmi lungo un viale. E assieme a Lucio, Tony e pochi altri accompagnammo un pianista (favoloso e di gran cuore) senza strumenti in un assolo. Ricordi tintinnanti gli esotici John Collins, con le ciliegine gratis in lingua inglese, e mi tenni qualche passo dietro ai primi che lo portavano di peso. “Dài, Paolo, fammi ancora Horace Silver”, chiedevo senza voce lungo il viale. E lui… spinse un’altra volta l’altalena avanti e indietro ondeggiando Senor Blues solo per me - assieme al suo sorriso dolce dalla bara.
Di quell’amico mi restò Serenade to a Soul Sister – il brivido di un Blue-Note con lo squadrone nero al gran completo – il long-playing che lui mi aveva regalato dopo una bisbocciata in cui l’avevo trascinato e che frusciai tanto da smettere di bere, agli inizi degli anni ’80.
http://www.youtube.com/watch?v=iRdlvzIEz-g

Comment from maurizio testa
Time: 19 Giugno, 2012, 5:23 pm

Va bene che dire delle cose nuove su Simenon non è facile, e ve lo dice uno che anni fa’ ha scritto l’unica biografia italiana sul romanziere tradotta anche all’estero, diversi articoli, altri libri centrati sulla sua figura, e che ha organizzato mostre sull’autore e sul personaggio. Ma sopratutto che da oltre un anno e mezzo tiene un blog “quotidiano” solo su Simenon, la sua opera e la sua vita (ad oggi circa 650 post).
Uno degli ultimi è proprio sull’articolo di Carlo su Repubblica di domenica. Ma che volete… c’è un grande editore che finisce la serie del personaggio e dell’autore che forse gli hanno portato più di tutti gli altri, un grande giornale che ha bisogno non di un esperto, ma di uno che goda della massima visibiltà, di cui la gente non conosca solo il nome, ma anche la faccia per averla vista in tv (e ultimamente anche in certi fumetti, dove il protagnista aveva le sue sembianze). Non darei così addosso a Carlo (di cui ho anche criticato duramente alcuni suoi libri), ma è il sistema mediatico che
ha bisogno di facce conosciute. Una volta Repubblica avrebbe chiamato Corrado Augias (non che che lui sia estraneo al sistema mediatico), il quale di Simenon ne sa sicuramente più di Lucarelli, ma adesso Augias scrive solo di massimi sistemi, quesiti filosifici, problematiche spirituali e religiose. Che volete… così va il mondo (anche editoriale). Certo l’articolo di Carlo è “carino”, la gente, anche chi ignora Simenon e Maigret, lo butta giù come un bicchier d’acqua, liscio, non è impegnativo, come sembra ormai si addica ad una lettura del dì festa. Un bellissimo disegno di Pericoli (quello davvero bello) e il gioco (anzi il paginone centrale) è fatto. Con buona pace di chi magari da due intere pagine di Repubblica dedicate a Simenon e Maigret avrebbe voluto sapere qualcosa di più.

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