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Comments

Comment from Maurizio Balestra
Time: 20 Aprile, 2007, 10:35 am

Unipol ladro! L’ultima testimonianza che il partigiano Tigre vuole lasciare prima della sua morte, scivendolo a chiare lettere nel suo testamento. Lui, rivoluzionario da sempre e comunista della prima ora, già negli anni settanta con la nascita dell’Unipol (e quindi con l’accettazione da parte del partito comunista della logica del capitale) comprende come andranno a finire le cose e lo grida ad alta voce. Un ultimo messaggio che vuole lanciare prima della morte che sente imminete. Un monito su cui ancora oggi in tempi di “Partito democratico” dovremmo seriamente riflettere.

Comment from Marco
Time: 23 Aprile, 2007, 1:09 pm

Il fatto m’inquieta enormemente visto che da circa venticinque anni è la mia compagnia assicurativa di riferimento. Mi piace risponderiti con una frase con la quale Luciano Bianciardi, nella rubrica che curava sul Guerin Sportivo, rispose ad un lettore dubbioso su di un possibile governo di “sinistra estrema”.

…”Ma quale estrema sinistra? Il partito comunista italiano è, dal 1944 (sbarco di Togliatti e dscorso di Salerno), uno schieramento socialdemocratico in piena regola, e quindi è giusto che vada al governo con i socialisti di De Martino, per fare una politica di cuate riforme e dissuadere gli scontenti dalla protesta antiparlamentare. Quando i comunisti saranno al governo, gli operai dovranno mettersi in riga, e fare quel che vuole il padrone…”

saluti

M.

Comment from Dino Bianciardi
Time: 24 Giugno, 2007, 6:43 pm

Cercavo sul web notizie di mio nonno:l’anarchico Gioacchino Bianciardi di Boccheggiano.Anarchico fin dal 1910 che ha lottato tutta la vita contro i re prima, contro il fascismo poi ,guadagnando il soggiorno a Ustica,insieme a Parri Pertini e Gramsci.Parri e Pertini l’hanno sfangata ,Gramsci è morto ricoverato dall’odiato Mussolini nella clinica di lusso Quisisana ai parioli e uno dei pochi bischeri morti come cani è stato il mi’ nonno.E confrontare la vita di un anarchico vero ,con le palle,con le vostre chiacchere da salotto mi viene da ridere.Senza offesa naturalm.saluti
ente

Comment from Ettore Bianciardi
Time: 25 Giugno, 2007, 10:13 am

Ciao Dino, forse siamo addirittura parenti!
Non ti scaldare così, anche se certe volte ti sembra che i commenti siano chiacchiere da salotto, non è così, o perlomeno le persone che partecipano a questo blog, non sono salottieri o roba del genere, hanno sol ovoglia di scherzare un po’ a volte, ma se leggi bene dietro lo scherzo c’è una umanità vera e spesso sofferta.
Comunque mi interessa tuo bisnonno di Boccheggiano, paese di miantori, bellissimo e sospeso tra le provincie di Siena e Grosseto. Allora il nome Bianciardi deriva certamente da Siena, dove son ocerto sia esistito un Bianciardi che si ricorda: Garibaldo, figlio di Napoleone, nipote di Alessandro. Chissà se riesci a scoprire se il tuo bisnonno deriva di là. Fammi sapere. E torna a trovarci e lascia i tuoi commenti, anche se sono negativi, anzi meglio

ciao

ettore bianciardi

Comment from Riccardo
Time: 27 Luglio, 2007, 2:26 pm

Lode a voi e alla vostra trovata! E qui mi fermo. Non so elogiare né congratularmi, però quando vedo una bella cosa (che sia spettacolo, libro, quadro, bianciardino, etc.) cerco in essa dei difetti, per umanizzarla, per renderla più vicina a me, per vedere che niente è perfetto perché è tutto umano e non di fonte divina.
Tutto questo per farvi un accorgimento a una, per me, mancanza: la mia mania, chiamatela pure onestà o completezza, filologica con questo libretto impazzisce poiché non ci sono né date né luogo (sicuri o stimati che siano) di origine o di ritrovamento, nemmeno il decennio vel similia.
Basta. La bravura continua a perpetuarsi quando si correggono gli errori.
Ciao Marcello

Riccardo
(LSM -TS)

P.S. Entrerete nella storia (quella buona)

Comment from Barbara X
Time: 22 Settembre, 2007, 8:39 pm

Ettore, mi credi se ti dico che solo stasera ho scoperto questa sezione del blog riservata ai commenti? Ebbene, dopo il mio periodo di assenza, voglio ripartire da qui, sperando che non sia passato troppo tempo per dedicare un pensiero a BianciarDino. Dino, ir tu’ nonno c’avrà pure avuto le palle, ma io e gli altri amici del blog non siamo dei… ‘vuoti a perdere’. Ho visto che hai presentato le tue educate rimostranze a seguito dello scambio di messaggi avvenuto nel post dedicato alla presentazione del quinto festival della letteratura resistente. Be’, sai che ti dico? Che una volta tanto bisogna scherzare, non si può sempre essere tristi, altrimenti non sarebbe più vita. Un bacione (permettimi questa confidenza anche se non ti conosco).

Comment from Mattia Filippini
Time: 8 Dicembre, 2007, 3:39 pm

L’editoria è morta, evviva l’editoria!
Ciao a tutti,

questo vuole essere un comunicato ufficiale (e mi viene un pò da ridere).

Ad ogni modo: avendo constatato che il mondo dell’editoria è assai fallace e cerca di fregarti in tutti i modi (vedi le miriadi di case editrici a pagamento che sodomizzano portafogli e di cui ho avuto diretta esperienza. Perchè pubblicare spendendo non è pubblicare, mi pare) ho deciso di pubblicare il mio libro in maniera alternativa.

A mio modo di vedere le cose la tendenza attuale è quella di passare direttamente dal web al consumatore (e me lo confermano le esperienze di Nanni Balestrini, dei bianciardini, e in campo musicale dei Radiohead per non parlare di ebay), ho editato il romanzo su lulu.com.

Questo significa che andando su quel sito e cercando nell’apposita barra di ricerca “Mattia Filippini” oppure “Fabemolle” avrete la possibilità di visualizzare e ordinare il mio libro. Ciò è possibile grazie a particolari accordi con le tipografie che permettono la stampa anche solo di una copia (e questo per me è davvero il passo avanti). Scegli e ottieni.
Questo in grandi linee il mio pensiero.
Detto questo la mia ufficialità è finita. Se siete incuriositi ricordatevi di visitare lulu.com e anche riaprireilfuoco.org. Se siete magnanimi ricordatevi di acquistare FAbemolle.
Di nuovo ciao
Mattia Filippini

Comment from medea
Time: 11 Marzo, 2008, 2:56 pm

Vorrei avere info sulla casa editrice “andrea oppure editore”.
grazie

Comment from supremo_dkg
Time: 15 Marzo, 2008, 9:06 pm

Lodevole la vostra idea di creare questo sito……

Se potessi esservi utile, chiamatemi!

Comment from robertocostanzo@tiscali.it
Time: 1 Maggio, 2008, 10:03 am

Caro Bancardi, caro Baraghini,
Montale dice: Il libro che il vento dela moda porta sulla cresta dell’onda può o non può avere valore letterario, ma è quasi certo che chi si lascia sedurre da quel vento e acquista il “libro di cui si parla” non è mosso dall’impellente bisogno di conoscere un’opera d’arte, bensì dall’urgenza di conformarsi ad un supposto obbbligo sociale, di aggiornarsi.” Morale: penso che sia tempo di “ripescaggi”, con scelte mirate (contro i luoghi comuni). Per es., l’esilarante “Moravia desnudo” di Sergio Saviane. O il vostro “Il lettore a(r)mato” di Luca Ferrieri, Roma gen. 1993
Cordialmente
Roberto Costanzo

Comment from Monica
Time: 2 Maggio, 2008, 8:46 am

Mi chiamo Monica Guido, sono nata a Novi Ligure nel 1978, da qualche mese vivo a Basaluzzo, sempre in provincia di Alessandria, e lavoro come insegnante.
Volevo segnalare alla vostra cortese attenzione il libro che ho tradotto e pubblicato. Ritengo possa interessarvi poichè si tratta del seguito del famoso ‘Mago di Oz’ di L. Frank Baum. Forse non tutti sanno che l’autore scrisse ben 14 libri sul mondo di Oz. Quello che vi segnalo è il secondo della serie ed è anche l’unica traduzione italiana disponibile nel mondo dell’editoria italiana. Da questo libro è tratto parzialmente il film della Diseny ‘Ritorno ad Oz’, di cui sarà presto realizzato un remake. Inoltre la storia narrata era stata anche raccontata in un cartone animato giapponese dal titolo ‘Nel Regno di Oz’ e trasmessa negli anni ‘80. In America hanno inoltre realizzato una breve serie tv dal titolo ‘Tin Man’, ovvero Boscaiolo di Latta, uno dei personaggi di questa fantastica serie di romanzi.

Potete vedere a questo indirizzo un’anteprima del libro:

http://www.lulu.com/content/2005526

Nella speranza che siate interessati a questo volume o che vogliate dedicare attenzione a questo evento editoriale, vi porgo distinti saluti.

Monica Guido, la traduttrice di questo romanzo.

http://monicaguido1978.blogspot.com/

Comment from manola
Time: 10 Settembre, 2008, 3:22 pm

Salve, sono una grande appassionata di Bianciardi, prima da semplice lettrice, poi laureata con una tesi su di lui. Pellegrina in Maremma e a Milano per vedere i suoi posti e le cose di cui scriveva, ho scuriosato un po’ dappertutto: parlato con Vaime, incontrato la sorella, frequentato la Fondazione negli anni 90, condiviso emozioni con altri “bianciardiani”, scoperto il Risorgimento, Garibaldi e Bandi, ma anche Ciampi, Jannacci, Bobo Rondelli, Carlo Monni, Massimo Luconi, ecc.
Poi questo settembre ho visto finalmente Ettore. Al Festivaletteratura.
Uguale al babbo. Stesso profilo. Alto e corpaccione come doveva essere stato lui. Coi piedi troppo grossi, che inciampavano sul palco del Palazzo della Ragione (!) in quel di Mantova, appunto.
Ha fatto un ripasso intenso della vita e delle idee del suo “babbo degenere”, ha parlato delle sue iniziative editoriali, ha criticato Fondazione e compagnia. E’ stato come un fiume in piena.
Convincente? Non lo so. Ancora non lo so.

Non conosco bene questo blog. Tutte le volte che mi ci avvicino mi prende una specie di malessere, per la furia polemica che sento e che mi dispiace.
Non mi intendo di editoria. Mi piace leggere. Mi piace leggere su libri decenti, né troppo patinati né poco curati. Mi piace leggere e spesso non ho soldi per comprare: vado in biblioteca e solo se il libro vale davvero passo all’acquisto. Trovo strepitosa e ancora necessaria l’idea del Librobus, la diffusione popolare e via discorrendo. Mi intriga molto la questione dei diritti d’autore: da profana credo che siano un falso problema, nell’era di internet…
Ho tutti e due gli Antimeridiani, che non mi entusiasmano, né per il prezzo né per la veste. Ma me li hanno regalati: io sono un’amante dei libri usati, delle vecchie edizioni. Dei libri comodi da sfogliare. Non so se avrei letto i Bianciardini, prima di conoscere Bianciardi: non mi sono mai piaciuti neanche i “1000 lire”, pur possedendone un bel po’. Mi piace il corpo, del libro, e sui libriccini non lo sento. E’ una colpa? Il piacere della lettura non passa anche da questo?
Sulla Fondazione, non posso che dire bene. Mi hanno accolta, mi hanno offerto testi, articoli, ospitalità a convegni…insomma hanno fatto con me quello che dovrebbe fare un’istituzione del genere: divulgazione. Non l’ho mai vista come un museo delle cere.
Almeno fino a qualche anno fa, prima del Grande Caos. Ora non so.

Questa è la mia presentazione.
Tanto per dire che forse le cose non sono mai bianche e nere. Tanto per dire che mi piacciono le persone sanguigne e passionali, ma che mi piacciono anche quelli che non si impongono con l’irruenza e basta. Bianciardi Luciano per me è uno così. Uno che si fa amare alla follia per la visceralità che ti comunica, ma che sa essere anche autoironico. Forse non gliene frega poi tanto di convincerti delle sue idee, ecco. E’ per questo che mi conquista ogni volta che lo leggo o lo rileggo. Perché insieme alla sua rabbia, alla sua denuncia, sento anche il languore della sua vita agra. Che lo fa dolce. Contro la frenesia, sempre.
Forse distratto dalle chincaglierie del bottegone, forse “a chiacchera” alle Quattro Strade, si perde il corteo degli arrabbiati per forza.
Grande, Luciano.

Manola

Comment from manola cerretani
Time: 2 Novembre, 2008, 8:04 pm

Proprio nelle ore in cui qui si discute dell’uso mediatico di Bianciardi, tirato per la giacchetta da “Libero” il 22 Ottobre scorso, appare un riferimento anche in un quotidiano diversissimo. Torno dunque a scrivere nel blog perché…non posso fare a meno di notare la buffa coincidenza. Venerdì 31 Ottobre infatti, in un paginone de “il manifesto” dedicato all’editoria (e soprattutto ai libri che parlano dei rifiuti degli editori!), viene citato “Non leggete i libri, fateveli raccontare”.

“(…) per descrivere il “chiuso presente” della cultura italiana, vale la pena di leggere uno smilzo libretto (…). Sono sei” lezioni” destinate ai giovani desiderosi di diventare” intellettuali” , e a quarant’anni da quando furono scritte, risultano fin troppo attuali”.

Ad onor del vero, poi, recentemente hanno scritto di Luciano Bianciardi, in ordine cronologico (se non mi è sfuggito qualcosa, come è possibile): il Corriere della sera (31.1.08), Left (15.2.08), Il Giornale (22.2.08) e di nuovo il Corriere della sera (22.7.08), con un articoletto di tale Di Stefano, in cui lo si paragona quasi ad una specie di Grillo ante litteram, per la sua “bile anti –tutto”. Mah.
Quando lo lessi , in formato ridotto su una spiaggia lontana, rimasi un po’ amareggiata ma è l’unico caso che mi sia capitato finora.

Cosa si può trarre da questo panorama? Non so fare una analisi approfondita, nè politica né culturale. Non so mettere Bianciardi insieme a nessuno, né a Pasolini né a Gaber, tantomeno a D’Annunzio. Ma provo a pormi/porci una domanda: ci importa che Bianciardi venga diffuso o ci preme che se ne parli solo tra coloro che in fondo già lo conoscono e lo apprezzano?
Quello di essere fraintesi, mal interpretati, vivisezionati, usati…penso che sia un po’ il destino di tutti quelli che scrivono, che si esprimono, che si manifestano. Ripeto quello che ho già scritto nei commenti alla notizia della pubblicazione del nuovo libro: Bianciardi è difficilmente incasellabile e dovunque lo si legga produce pensiero critico, mai qualunquismo. Credo che sia una fortuna che quasi tutte le volte che si parla di lui, si virgolettino direttamente sue citazioni, dato che spesso è impossibile riassumerne altrimenti lo spirito, la verve, la forza. Soprattutto, dovunque lo si legga, sempre si fa notare per la visionarietà profetica, l’attualità sorprendente delle sue parole, che in qualche modo risuonano… a destra e a sinistra. Ma credo che su questo argomento la parola fine l’abbia già messa l’esaustivo Ettore.Che, non a caso, si pre-occupa essenzialmente di evitare che se ne dicano sciocchezze o se ne diano trite interpretazioni moralisticheggianti.

Saluti a tutti. Manola

Comment from dino bianciardi
Time: 6 Novembre, 2008, 7:09 pm

ciao ettore,non credo che ci sia parentela fra noi,ma mi ricordo
quando ero piccolo e stavo a Grosseto che mia madre conosceva la tua nonna,che se non sbaglio,abitava in via Bertani.Per quello che riguarda la provenienza i Bianciardi vengono sicuramente da Siena.Alla biblioteca Chelliana ,mi ricordo che lessi su un libro sulle origini di Boccheggiano ,che diceva che era stato fondato dai Bianciardi provenienti da Siena. saluti Dino

Comment from serena luciani
Time: 7 Dicembre, 2008, 5:27 pm

caro Marcello,
molto tardi vengo a conoscenza di questa polemica sulla tua disponibilità ad andare a presentare un libro di Bianciardi ovunque, anche a Casa Pound. Ho letto qualche risposta e qualche controrisposta.
Dico la mia:
Non so se ricordate, anche quelli troppo giovani, il coraggio di marcello negli anni ‘70 nel fare il direttore responsabile di riviste comuniste d’ogni tipo che spuntavano allora come funghi, lo ha fatto permettendo a molti di noi di esistere e rischiando di persona, sono cose che non si possono dimenticare quando si giudica una persona e una sua decisione, dubbi su cosa pensi marcello sulla libertà d’espressione non possono esserci. Detto questo: se adepti di casa pound o chicchessia cercano di malmenarmi, io mi difendo, se loro o altri sono interessati a discutere di cose importanti e serie, come in questo caso il libro di Bianciardi, non mi scompongo. Purchè, come dice giustamente un blogghista, possa essere certa di gestire una corretta informazione pubblica sulla discussione stessa, non altro mi serve. Cosa che non è garantita alle molte apparizioni di alcuni di noi in TV, molto più pericolose. perchè è sempre il conduttore ad avere l’ultima parola
A differenza di Marcello ho militato in più di una organizzazione di sinistra, non me ne vergogno affatto, anzi, giacchè ritengo necessario essere organizzati per tentare di migliorare il mondo. Adesso, come molti altri, non mi riconosco in nessun partito. Peccato! Non per questo, per sentire di avere ancora una identità come persona, una certezza di non covare idee sbagliate e persino direi inadeguate (alla crisi economica internazionale che ha aperto davanti a noi uno scenario che richiede grande intelligenza, cultura, capacità di riflettere sul futuro e capacità di difesa di se nel presente), ho bisogno di giocare in continuazione ai Ragazzi della Via Paal, a Lazio-Roma eccetera. Quel che colpisce in tutta la discussione sulla idea di Marcello di poter discutere con chiunque non è tanto e solo il tono, le minacce di boicottare la casa editrice, ma questa strana convinzione che parlare con qualcuno significhi legittimarlo. Ora, se casapound svolge un’azione fuorilegge, si richieda l’intervento della magistratura, se dice, scrive, organizza cose non condivisibili, li si può ignorare come pure discuterci, ma pensate che gandi, fin troppo citato, non ci discuterebbe?
Se non si discute con i nemici, e con chi?
Se picchiano, beh, rispondo, non mi metto, a differenza di gandi e cristo, ad offrire la guancia.
Ma quel che mi colpisce è la pochezza della discussione, tutta fatta di principi e di “casapound picchia”. Ho appena iniziato a leggere il loro sito e hai voglia quanto altro di più interessante ci sarebbe da discutere!: per esempio la loro idea ottocentesca che esistano le razze. Anche i “compagni” cinesi hanno tentato di dimostrare che loro sono una razza a parte (da questo a dire la migliore il passo è breve) ma si sono dovuti arrendere di fronte alle inequivocabili scoperte della biologia: veniamo tutti, piaccia o meno, dall’Africa. Non sarebbe più interessante discutere di questo tipo di affermazioni, forse non presenti solo in casapound?
Alle recenti elezioni mi sono fermata a varii gazebi di Allenza nazionale a discutere con i ragazzi, forse un tempo non lo avrei fatto, anche io pensavo, “inutile discutere con quelli lì”. Eppure, a pensarci bene, è sempre una sconfitta, non una gran figata, dover decidere, “è inutile discutere con quelli lì”. Personalmente ho esperienza sufficiente e abbastanza domande sul futuro da aver voglia di discutere con chicchessia, ma sul futuro, appunto.
Andare a Torino alla Fiera del Libro, dedicata agli scrittori israeliani, e ambiguamente ai 60 anni dello stato di Israele, era una decisione giusta, anche più che andare a casapound.
Sbaglio, o molti di quelli che non l’hano condivisa sono gli stessi che vorrebbero che Israele discutesse con Hamas?
E no, risponde Israele, quelli non ci riconoscono e noi non ci parliamo. E Hamas fa idem.
Complimenti ad entrambi! Se dovessi fare un film in cui mandare in onda un pezzo di tg, senza che si capisca se è vecchio o attuale, mi basterebbe aprire con la notizia ” La tensione si aggrava in MedioOriente”.
Non so che farmene della via Paal, ho bisogno di soluzioni nuove ai problemi dell’umanità, di sicuro casapound non le offre, arroccata sul placebo di vecchie convinzioni la cui utilità è stata già liquidata da una guerra mondiale, dalla storia. Ma neanche queste feroci discussioni di principio mi aiutano ad affrontare un mondo in cui il comunismo dei paesi dell’est europeo è fallito, il capitalismo va a remengo schiacciando i deboli, l’occidente somiglia sempre più all’impero romano un attimo prima di cadere e l’oriente non si appalesa come un sistema liberatorio per tutto il mondo, per un nuovo mondo.
Dicutere di tutto ciò richiede sforzo, studio, competenza economica e politica e culturale, può darsi che i miei coetanei siano così stanchi da riuscire solo a rifare all’infinito i ragazzi della via paal, ma mi appello ai giovani: rifiutate questi discorsi fatti di poco o nulla, studiate, pensate, confrontatevi. ne abbiamo tutti un gran bisogno.
Con buonapace di casa pound che vorrebbe che noi tutti discutessino con loro ma rivogliono il fascismo nel quale col cavolo si discuteva liberamente e con buona pace degli acritici appassionati delle esperienze dell’est, paesi e sistemi che hanno dato ottima istruzione, una certa eguaglianza diffusa, ma pochissima libertà e difesa dei diritti dell’individuo.
Concludo: picchiatevi tutti quanto volete, finch’è c’è questa imperfetta, insufficiente democrazia… che se poi, peggiorando la situazione economica dovesse vincere una qualsivoglia dittatura, ve lo sognate il dibattito! tutti a testa bassa a lavorare da schiavi e a difendersi dalle calunnie e dall’invidia del vicino di casa che ci denuncia per prendersi la nostra casa: magari una bella discussione sulla natura umana e su quali siano le garanzie necessarie per contenerne le pulsioni negative potebbe essere non inattuale? hai vistomai che si possa dire qualcosa di più interessante e utile.

Comment from db
Time: 11 Gennaio, 2010, 8:47 pm

ettore, nun ci’ai l’e-mail che vorrei scriverti?

e come un ce l’ho?  ettore.bianciardi@virgilio.it

Comment from patrizia
Time: 29 Aprile, 2010, 10:06 pm

Ciao,
volevo chiedere'’Cosa ne pensa dei concorsi letterari?'’
Saluti Patrizia

Comment from Ansel Miles
Time: 15 Giugno, 2010, 8:08 pm

caro Marcello,molto tardi vengo a conoscenza di questa polemica sulla tua disponibilità ad andare a presentare un libro di Bianciardi ovunque, anche a Casa Pound. Ho letto qualche risposta e qualche controrisposta.Dico la mia:Non so se ricordate, anche quelli troppo giovani, il coraggio di marcello negli anni ‘70 nel fare il direttore responsabile di riviste comuniste d’ogni tipo che spuntavano allora come funghi, lo ha fatto permettendo a molti di noi di esistere e rischiando di persona, sono cose che non si possono dimenticare quando si giudica una persona e una sua decisione, dubbi su cosa pensi marcello sulla libertà d’espressione non possono esserci. Detto questo: se adepti di casa pound o chicchessia cercano di malmenarmi, io mi difendo, se loro o altri sono interessati a discutere di cose importanti e serie, come in questo caso il libro di Bianciardi, non mi scompongo. Purchè, come dice giustamente un blogghista, possa essere certa di gestire una corretta informazione pubblica sulla discussione stessa, non altro mi serve. Cosa che non è garantita alle molte apparizioni di alcuni di noi in TV, molto più pericolose. perchè è sempre il conduttore ad avere l’ultima parolaA differenza di Marcello ho militato in più di una organizzazione di sinistra, non me ne vergogno affatto, anzi, giacchè ritengo necessario essere organizzati per tentare di migliorare il mondo. Adesso, come molti altri, non mi riconosco in nessun partito. Peccato! Non per questo, per sentire di avere ancora una identità come persona, una certezza di non covare idee sbagliate e persino direi inadeguate (alla crisi economica internazionale che ha aperto davanti a noi uno scenario che richiede grande intelligenza, cultura, capacità di riflettere sul futuro e capacità di difesa di se nel presente), ho bisogno di giocare in continuazione ai Ragazzi della Via Paal, a Lazio-Roma eccetera. Quel che colpisce in tutta la discussione sulla idea di Marcello di poter discutere con chiunque non è tanto e solo il tono, le minacce di boicottare la casa editrice, ma questa strana convinzione che parlare con qualcuno significhi legittimarlo. Ora, se casapound svolge un’azione fuorilegge, si richieda l’intervento della magistratura, se dice, scrive, organizza cose non condivisibili, li si può ignorare come pure discuterci, ma pensate che gandi, fin troppo citato, non ci discuterebbe?Se non si discute con i nemici, e con chi?Se picchiano, beh, rispondo, non mi metto, a differenza di gandi e cristo, ad offrire la guancia.Ma quel che mi colpisce è la pochezza della discussione, tutta fatta di principi e di “casapound picchia”. Ho appena iniziato a leggere il loro sito e hai voglia quanto altro di più interessante ci sarebbe da discutere!: per esempio la loro idea ottocentesca che esistano le razze. Anche i “compagni” cinesi hanno tentato di dimostrare che loro sono una razza a parte (da questo a dire la migliore il passo è breve) ma si sono dovuti arrendere di fronte alle inequivocabili scoperte della biologia: veniamo tutti, piaccia o meno, dall’Africa. Non sarebbe più interessante discutere di questo tipo di affermazioni, forse non presenti solo in casapound?Alle recenti elezioni mi sono fermata a varii gazebi di Allenza nazionale a discutere con i ragazzi, forse un tempo non lo avrei fatto, anche io pensavo, “inutile discutere con quelli lì”. Eppure, a pensarci bene, è sempre una sconfitta, non una gran figata, dover decidere, “è inutile discutere con quelli lì”. Personalmente ho esperienza sufficiente e abbastanza domande sul futuro da aver voglia di discutere con chicchessia, ma sul futuro, appunto.Andare a Torino alla Fiera del Libro, dedicata agli scrittori israeliani, e ambiguamente ai 60 anni dello stato di Israele, era una decisione giusta, anche più che andare a casapound.Sbaglio, o molti di quelli che non l’hano condivisa sono gli stessi che vorrebbero che Israele discutesse con Hamas?E no, risponde Israele, quelli non ci riconoscono e noi non ci parliamo. E Hamas fa idem.Complimenti ad entrambi! Se dovessi fare un film in cui mandare in onda un pezzo di tg, senza che si capisca se è vecchio o attuale, mi basterebbe aprire con la notizia ” La tensione si aggrava in MedioOriente”.Non so che farmene della via Paal, ho bisogno di soluzioni nuove ai problemi dell’umanità, di sicuro casapound non le offre, arroccata sul placebo di vecchie convinzioni la cui utilità è stata già liquidata da una guerra mondiale, dalla storia. Ma neanche queste feroci discussioni di principio mi aiutano ad affrontare un mondo in cui il comunismo dei paesi dell’est europeo è fallito, il capitalismo va a remengo schiacciando i deboli, l’occidente somiglia sempre più all’impero romano un attimo prima di cadere e l’oriente non si appalesa come un sistema liberatorio per tutto il mondo, per un nuovo mondo.Dicutere di tutto ciò richiede sforzo, studio, competenza economica e politica e culturale, può darsi che i miei coetanei siano così stanchi da riuscire solo a rifare all’infinito i ragazzi della via paal, ma mi appello ai giovani: rifiutate questi discorsi fatti di poco o nulla, studiate, pensate, confrontatevi. ne abbiamo tutti un gran bisogno.Con buonapace di casa pound che vorrebbe che noi tutti discutessino con loro ma rivogliono il fascismo nel quale col cavolo si discuteva liberamente e con buona pace degli acritici appassionati delle esperienze dell’est, paesi e sistemi che hanno dato ottima istruzione, una certa eguaglianza diffusa, ma pochissima libertà e difesa dei diritti dell’individuo.Concludo: picchiatevi tutti quanto volete, finch’è c’è questa imperfetta, insufficiente democrazia… che se poi, peggiorando la situazione economica dovesse vincere una qualsivoglia dittatura, ve lo sognate il dibattito! tutti a testa bassa a lavorare da schiavi e a difendersi dalle calunnie e dall’invidia del vicino di casa che ci denuncia per prendersi la nostra casa: magari una bella discussione sulla natura umana e su quali siano le garanzie necessarie per contenerne le pulsioni negative potebbe essere non inattuale? hai vistomai che si possa dire qualcosa di più interessante e utile.
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Comment from Lucais
Time: 19 Giugno, 2010, 11:41 am

caro Marcello,molto tardi vengo a conoscenza di questa polemica sulla tua disponibilità ad andare a presentare un libro di Bianciardi ovunque, anche a Casa Pound. Ho letto qualche risposta e qualche controrisposta.Dico la mia:Non so se ricordate, anche quelli troppo giovani, il coraggio di marcello negli anni ‘70 nel fare il direttore responsabile di riviste comuniste d’ogni tipo che spuntavano allora come funghi, lo ha fatto permettendo a molti di noi di esistere e rischiando di persona, sono cose che non si possono dimenticare quando si giudica una persona e una sua decisione, dubbi su cosa pensi marcello sulla libertà d’espressione non possono esserci. Detto questo: se adepti di casa pound o chicchessia cercano di malmenarmi, io mi difendo, se loro o altri sono interessati a discutere di cose importanti e serie, come in questo caso il libro di Bianciardi, non mi scompongo. Purchè, come dice giustamente un blogghista, possa essere certa di gestire una corretta informazione pubblica sulla discussione stessa, non altro mi serve. Cosa che non è garantita alle molte apparizioni di alcuni di noi in TV, molto più pericolose. perchè è sempre il conduttore ad avere l’ultima parolaA differenza di Marcello ho militato in più di una organizzazione di sinistra, non me ne vergogno affatto, anzi, giacchè ritengo necessario essere organizzati per tentare di migliorare il mondo. Adesso, come molti altri, non mi riconosco in nessun partito. Peccato! Non per questo, per sentire di avere ancora una identità come persona, una certezza di non covare idee sbagliate e persino direi inadeguate (alla crisi economica internazionale che ha aperto davanti a noi uno scenario che richiede grande intelligenza, cultura, capacità di riflettere sul futuro e capacità di difesa di se nel presente), ho bisogno di giocare in continuazione ai Ragazzi della Via Paal, a Lazio-Roma eccetera. Quel che colpisce in tutta la discussione sulla idea di Marcello di poter discutere con chiunque non è tanto e solo il tono, le minacce di boicottare la casa editrice, ma questa strana convinzione che parlare con qualcuno significhi legittimarlo. Ora, se casapound svolge un’azione fuorilegge, si richieda l’intervento della magistratura, se dice, scrive, organizza cose non condivisibili, li si può ignorare come pure discuterci, ma pensate che gandi, fin troppo citato, non ci discuterebbe?Se non si discute con i nemici, e con chi?Se picchiano, beh, rispondo, non mi metto, a differenza di gandi e cristo, ad offrire la guancia.Ma quel che mi colpisce è la pochezza della discussione, tutta fatta di principi e di “casapound picchia”. Ho appena iniziato a leggere il loro sito e hai voglia quanto altro di più interessante ci sarebbe da discutere!: per esempio la loro idea ottocentesca che esistano le razze. Anche i “compagni” cinesi hanno tentato di dimostrare che loro sono una razza a parte (da questo a dire la migliore il passo è breve) ma si sono dovuti arrendere di fronte alle inequivocabili scoperte della biologia: veniamo tutti, piaccia o meno, dall’Africa. Non sarebbe più interessante discutere di questo tipo di affermazioni, forse non presenti solo in casapound?Alle recenti elezioni mi sono fermata a varii gazebi di Allenza nazionale a discutere con i ragazzi, forse un tempo non lo avrei fatto, anche io pensavo, “inutile discutere con quelli lì”. Eppure, a pensarci bene, è sempre una sconfitta, non una gran figata, dover decidere, “è inutile discutere con quelli lì”. Personalmente ho esperienza sufficiente e abbastanza domande sul futuro da aver voglia di discutere con chicchessia, ma sul futuro, appunto.Andare a Torino alla Fiera del Libro, dedicata agli scrittori israeliani, e ambiguamente ai 60 anni dello stato di Israele, era una decisione giusta, anche più che andare a casapound.Sbaglio, o molti di quelli che non l’hano condivisa sono gli stessi che vorrebbero che Israele discutesse con Hamas?E no, risponde Israele, quelli non ci riconoscono e noi non ci parliamo. E Hamas fa idem.Complimenti ad entrambi! Se dovessi fare un film in cui mandare in onda un pezzo di tg, senza che si capisca se è vecchio o attuale, mi basterebbe aprire con la notizia ” La tensione si aggrava in MedioOriente”.Non so che farmene della via Paal, ho bisogno di soluzioni nuove ai problemi dell’umanità, di sicuro casapound non le offre, arroccata sul placebo di vecchie convinzioni la cui utilità è stata già liquidata da una guerra mondiale, dalla storia. Ma neanche queste feroci discussioni di principio mi aiutano ad affrontare un mondo in cui il comunismo dei paesi dell’est europeo è fallito, il capitalismo va a remengo schiacciando i deboli, l’occidente somiglia sempre più all’impero romano un attimo prima di cadere e l’oriente non si appalesa come un sistema liberatorio per tutto il mondo, per un nuovo mondo.Dicutere di tutto ciò richiede sforzo, studio, competenza economica e politica e culturale, può darsi che i miei coetanei siano così stanchi da riuscire solo a rifare all’infinito i ragazzi della via paal, ma mi appello ai giovani: rifiutate questi discorsi fatti di poco o nulla, studiate, pensate, confrontatevi. ne abbiamo tutti un gran bisogno.Con buonapace di casa pound che vorrebbe che noi tutti discutessino con loro ma rivogliono il fascismo nel quale col cavolo si discuteva liberamente e con buona pace degli acritici appassionati delle esperienze dell’est, paesi e sistemi che hanno dato ottima istruzione, una certa eguaglianza diffusa, ma pochissima libertà e difesa dei diritti dell’individuo.Concludo: picchiatevi tutti quanto volete, finch’è c’è questa imperfetta, insufficiente democrazia… che se poi, peggiorando la situazione economica dovesse vincere una qualsivoglia dittatura, ve lo sognate il dibattito! tutti a testa bassa a lavorare da schiavi e a difendersi dalle calunnie e dall’invidia del vicino di casa che ci denuncia per prendersi la nostra casa: magari una bella discussione sulla natura umana e su quali siano le garanzie necessarie per contenerne le pulsioni negative potebbe essere non inattuale? hai vistomai che si possa dire qualcosa di più interessante e utile.+1
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Comment from frank spada
Time: 21 Luglio, 2010, 3:38 pm

Ehilà Ettore! Hai visto che mi hai convinto che la vita equivale a curiosità!
Grazie per avermi consigliato “Se ti muovi non ti prendono!” e di averlo fatto giusto in tempo per lasciare O’Dogharty con un orologio da due soldi in mano a chiedere a un tizio “Dimmi chi sei… “, ma di questo ne riparleremo.
Un saluto a Ansel Miles, Lucais e a H. Whitish, a te un abbraccio.

Comment from Riccardo Baldinotti
Time: 6 Novembre, 2010, 11:28 am

Due cose scioccherelle.
- In fondo nella home di Riaprire ci sono quattro “tag” &nbsp che mancano del ; finale, e si vedono.
- “Il blog di chi non vuol stare nel coro” mi turba, per motivi di eufonia scriverei “Il blog di chi non vuole star nel coro” (i dettagli, croce dei grandi, delizia dei mediocri).
Una cosa che forse interessa.
- Il sito www.book-jay.it pubblica libri in formato sia digitale che, raramente, cartaceo. Ci sono sezioni per saggi, racconti e arte.
Una cosa fondamentale per la cultura.
- Nella pagina http://rikky1.interfree.it/rracconti.html (sì, ci sono due r) potete scaricare le mie cose in formato pdf.
Un saluto.
- Ciao a tutti e buona proficua fatica.
R

Comment from leo
Time: 19 Aprile, 2012, 9:09 am

anche a mia figlia 3 giorni fa’ gli è arrivata una proposta da “il filo”, deve comprare 200 copie e pagare 2000 euro, la cosa non mi era chiarissima …comunque abbiamo telefonato e oggi alle 18.00 abbiamo un appuntamento telefonico …mi sono venuti seri dubbi su la cosa , stamattina ho deciso di mettermi in cerca su internet, qualcosa o qualche commento di persone ,che prima di noi avevano ricevuto la stessa proposta, comunque vi ringrazio, se non avrei letto la maggior parte dei commenti, forse oggi pomeriggio avremo sbagliato anche noi ,comunque oggi ci chiameranno e poi vi faro’ sapere quello chi ci diranno, GRAZIE

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