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La vita è dura a Khasrilevke, in
Ucraina, nel 1915, sotto gli zar: c'è la miseria, ci sono i pogrom, c'è
soprattutto la fame, acuita da una tradizione religiosa che vieta di
mangiare il pane durante alcune feste, e qualunque cibo per la festa più
importante. E come se non bastasse c'è anche un padre lamentoso che ti
porta sempre in sinagoga. Ma per fortuna il padre muore nel primo capitolo
e anche se la miseria avanza e si deve scappare percorrendo tutta l'Europa
e alla fine stare sette giorni in mare per arrivare in una terra dove non
si picchiano i bambini, dove i treni vanno sottoterra e l'acqua, calda e
fredda, sgorga magica dai muri, Motl, nove anni, vive tutto ciò non come
una punizione divina ed una sofferenza, ma come una incredibile,
affascinante e spettacolare esperienza: una gioia tale da farlo urlare: oh
papà, o padre mio, o sempiterno Dioooooooo! Questo perché il vero nome
del bambino non è Motl, ma PROGRESSO.
Che fortuna essere orfano! La prima traduzione italiana (a cura
di Ettore Bianciardi) di Motl Peisi dem chazans, di Sholem Aleichem, ora
disponibile in vendita e gratis da scaricare. (256 pagine, formato 15 X
21 cm)
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